I pericoli nascosti nel 110%

I pericoli nascosti nel 110%

Ne parlano tutti, se ne parla in tutti i contesti, in radio, in televisione e al bar. Il Super Bonus 110% è certamente l'argomento che più sta sulla bocca di tutti. Tutti alla rincorsa del bonus “risparmioso”. Proprio per questo ci sono diverse situazioni pericolose che devono essere ben focalizzate. In questo articolo certamente non potrò elencarli tutti ma cercherò comunque di darti degli importanti spunti di riflessione. Buona lettura.
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Premessa

Chiariamo subito una cosa, non sono il classico detrattore sempre contro a prescindere che non perde l’occasione di sparare a zero e vedere il marcio ovunque.

E dopo questa puntualizzazione ti spiego perché ho deciso di scrivere questo articolo.

I decreti attuativi ormai da mesi sono stati approvati, e chi più, chi meno, ha messo in moto la grande macchina progettuale.

Ed è proprio questo fermento che ha fatto affacciare al cospetto di questa opportunità una vastissima platea.

Questo articolo racconta alcune storie che ho avuto modo di raccogliere in queste ultime settimane e che mi hanno spinto a cercare di aiutare le persone a non ritrovarsi in difficolta a causa della troppa leggerezza.

55 miliardi di Euro!

Questa è la cifra stanziata nel Decreto Rilancio e di questa cifra, SOLO 15 miliardi sono quelli destinati al Super Bonus 110%.

Indipendentemente dal fatto che siano tanti o pochi, c’è un aspetto che nessuno tiene in considerazione.

Queste cifre non sono soldi disponibili, ma sono semplicemente indebitamento.

Personalmente sono consapevole che i miei 3 figli e i miei futuri nipoti, pagheranno questo debito per molti e molti anni.

Ed è per questo motivo che ritengo che tutti quelli che utilizzano questa opportunità, debbano esserne consapevoli e sopratutto eticamente responsabili.

E’ necessario ponderare gli interventi in modo che siano finalizzati al risparmio energetico e non invece a creare la Reggia di Caserta.

Purtroppo la realtà dei fatti è come al solito un'altra

La si legge qual e la sui vari forum dedicati e sui vari gruppi social.

Gente che chiede se può sostituzione il vecchio citofono con un video citofono includendolo nel 110%.

Gente che ha cambiato i serramenti 3 anni fa sfruttando l’Eco bonus 50% e che vorrebbe cambiarli di nuovo sfruttando il super bonus.

Gente che sta ancora beneficiando delle detrazioni di un altro bonus e che vorrebbe convertirlo in super bonus.

Ma non finisce qui, perché oltre ai privati poi arrivano le aziende.

Imprese che facevano tutt’altro fino a qualche mese fa e che sono diventati i re dei cappotti, o delle pompe di calore, o del fotovoltaico.

Imprese edili che realizzano lavori in modo approssimativo tanto per farli, senza fare adeguate valutazioni.

Il primo caso vero

Qualche settimana fa mi è capitato in consulenza un termo tecnico che stava seguendo una pratica dove il committente aveva affidato i lavori a dei suoi parenti che gestivano un’impresa edile.

Il tecnico mi chiedeva aiuto al fine di poter gestire al meglio il foro finestra.

Il dubbio del professionista era quello di poter correggere i ponti termici intorno alle finestre a seguito della realizzazione del cappotto termico.

Il progetto prevedeva la posa di un cappotto sulla facciata, che l’impresa si rifiutava di far girare fino ai serramenti e che avrebbe inevitabilmente ristretto le finestre.

Chiaramente non è progettualmente corretto stringere le finestre esistenti, sia per un problema di luce che entra in casa, sia per il mantenimento dei rapporto aero illuminante.

Ma il motivo in questo caso era il troppo “sbattimento” nel fare un lavoro così impegnativo che è possibile risolvere solo allargando il vano delle finestre oppure applicando un materiale molto più performante e molto più sottile, che avrebbe consentito di isolare adeguatamente con uno spessore minore.

Ora, sono d’accordo che fare certi interventi sia difficile e che spesso richieda tempi più lunghi, ma è necessario non perdere di vista l’obiettivo del super bonus e cioè fare efficientamento energetico.

In questo caso specifico l’azienda esecutrice però, metteva in discussione le disposizioni del tecnico impuntandosi per percorrere la strada chiaramente per loro meno impegnativa.

Il mio suggerimento al tecnico, oltre che specifico su come, nel rispetto della riqualificazione del foro finestra, avrebbe dovuto pretendere l’esecuzione dei lavori, è stato quello di farlo riflettere sulle sue responsabilità giuridiche nel caso i lavori non fossero stati svolti in modo corretto.

Tanto è vero che, al termine della nostra telefonata il professionista paventava anche la possibilità di rassegnare le dimissioni dall’incarico.

Il secondo caso vero

Più che di un caso, qui si tratta di diversi casi, che coinvolgono molti miei colleghi specialmente tra la categoria dei falegnami.

Se conosci la mia storia, saprai che ho iniziato ad appassionarmi alle finestre nell’ormai lontano 1985 nella piccola falegnameria di mio padre.

Tornando ai miei colleghi quello che ho saputo ha dell’incredibile, soprattuto dal punto di vista dei rischi che comporta.

Ho ottenuto queste informazioni da un agente di commercio che per lavoro gira tra le varie aziende di produzione di finestre che acquistano da lui ferramenta.

Si stava parlando in generale dell’andamento del mercato, gli stavo chiedendo come era il clima in giro e come stavano andando i miei colleghi.

E qui apprendo una notizia per me sconvolgente: “Stanno lavorando in tanti col 110 ma molti senza nessun criterio”…

Io chiedo: “In che senso, spiegati meglio”…

E lui mi risponde: “Mah guarda diversi mi hanno detto: il cliente mi ha chiesto di fare il 110% e quindi stiamo portando avanti i suoi serramenti”…

Fin qui nulla di strano dirai tu!

E anche per me non c’è nulla di strano, se non fosse che, se io dovessi vendere finestre ad un cliente in ambito 110%, semplicemente perché lui mi dice a voce che lo vuole fare, di certo non parto con gli ordini.

Invece in questi 3 casi, la situazione era proprio quella, si era andati in produzione sulla base di una semplice richiesta del cliente e senza approfondire.

Non so se lo sai, ma per poter accedere al super bonus 110% è necessaria una trafila tecnica importante, è necessario che ci siano dei tecnici che facciano tutta una serie di verifiche preliminari.

Che fissino i parametri isolanti dei nuovi serramenti e che identifichino i massimali di costo al metro quadro entro i quali rimanere.

Diversamente il problema potrebbe essere ritrovarsi a fornire finestre a un cliente che non ne aveva diritto e che, ancora peggio, si potrebbe trovare a dover pagare una fornitura che non potrà recuperare.

Non è sufficiente la volontà da parte del cliente di accedere al super bonus, ma è necessaria anche la professionalità del serramentista, finalizzata a spiegare che i serramenti non sono direttamente coinvolti nel super bonus e che ci possono rientrare solo a traino di altri interventi.

Ed è importante non illudere il cliente sul fatto che questi possa ottenere il super bonus, onde evitare di ritrovarsi dopo aver impegnato diverse migliaia di euro a non poterne detrarre nemmeno un euro.

Con una gestione di questo tipo, il rischio è quello di promettere ai clienti qualcosa che non si può fare, con l’evidente rischio di metterli in difficoltà dal punto di vista finanziario.

Non siamo tutti sprovveduti

Questo potrebbe essere il tuo pensiero in questo momento.

In parte sono d’accordo con te, ma quanto ti ho raccontato è successo veramente e magari qualcuno che sta leggendo questo articolo, o che lo leggerà in futuro, potrà farsi qualche domanda:

Cosa succederebbe se mi affidassi a un’azienda che vuole solo portare a casa un lavoro con il minimo sforzo e il minimo impegno tecnico?

Cosa succederebbe in caso di controlli che evidenzino, come nel caso raccontato, la mancata correzione dei ponti termici?

Cosa succederebbe se andassi ad acquistare nuove finestre parlando di 110% e il serramentista si limitasse a fornire una finestra dando per assodato che io possa accedere a questo bonus?

Cosa succederebbe se anziché darmi informazioni circa le condizioni necessarie per la detrazione dei serramenti me li vendesse a prescindere?

Cosa succederebbe se anziché chiedermi i dettagli tecnici elaborati dal progettista questo mettesse in produzioni le finestre che mi ha fatto scegliere semplicemente in base ai miei gusti estetici?

Cosa succederebbe se mi desse un infisso non idoneo o che non rientra nei parametri di costo al metro quadro?

Cosa succederebbe se il serramentista mi dicesse che “secondo lui” io potrò accedere al super bonus tranquillamente, ma alla fine dei lavori si scoprisse che non era vero.

Per evitare di ritrovarsi ad avere problemi è necessario non perdere l’attenzione, ho già avuto modo di ribadirlo in altri articoli ma ritengo sia un aspetto fondamentale.

Quando qualcosa sembra troppo bello per essere vero, come spendere 100 e ritrovarsi con casa nuova a 110; oppure quando ti fanno credere che non spenderai nemmeno quei 100 perché sarà tutto gratis da subito, l’attenzione cala a causa del fatto che non si sta utilizzando soli propri.

Travolti dal miraggio del tutto gratis ci si dimentica di verificare dei particolari ultra importanti.

Per non correre questi rischi è necessario rispettare innanzitutto dei semplici passaggi come quelli descritti nell’articolo che puoi trovare QUI.

Successivamente è necessario individuare le aziende più idonee e farti un lavoro che rispetti le prescrizioni di Legge, e di cui puoi trovare un’aiuto leggendo un altro mio articolo che trovi QUI.

L’aspetto della ricerca dei professionisti e delle aziende è quello assolutamente più importante.

Per prima cosa tutti devono sapere cosa prevede il provvedimento e poterti dire cosa fare e come muoverti.

I professionisti devono conoscerlo molto bene in linea generale, ma devono anche saper andare a trovare le risposte tecniche necessarie in caso di situazioni particolari di cui purtroppo l’edilizia italiana è piena.

Mentre le aziende devono semplicemente conoscere i principi del risparmio energetico e saperli applicare al meglio.

Perché le regole per l’efficienza energetica erano già presenti da tempo e non sono solo una novità legata al super bonus perché ci sono da anni.

Molti però non se ne sono mai curati, oppure le hanno sempre applicate solo in parte perché tanto andava bene lo stesso, nessuno controllava e non c’erano di mezzo sanzioni o il rischio di perdere i benefici.

Ma purtroppo molti non si preoccupano comunque di questi aspetti, mentre altri li prendono alla leggera, e altri ancora se ne sono interessati solo per speculazione.

Se nel tuo super bonus 110% c’è un intervento trainato che riguarda i serramenti parti da qui.

Sana Finestra e il super bonus

Come ti ho già detto, le finestre non sono direttamente inserite nel super bonus al 110%, perché la loro percentuale di detrazione rimane sempre al 50%.

Qualora in ambito super bonus, tu decida di abbinare agli interventi specifici del super bonus anche la sostituzione degli infissi, questi potrebbero rientrarci come intervento trainato.

E vorrei che tu sappia anche che, in tema di rispetto delle regole e dell’etica aziendale, Sana Finestra ad oggi non ha ritenuto di dover procedere con alcuni interventi che non andavano verso la direzione del risparmio energetico completo e fatto in modo serio.

Perché l’obiettivo principale del Metodo Sana Finestra è quello di portare reali vantaggi, rispettando le regole ed evitando di farti buttare soldi al vento.

Il nostro lavoro principale è quello di progettare la riqualificazione del foro finestra, e solo dopo questo processo passiamo ad individuare l’infisso più adeguato a risolvere le problematiche rilevate.

Nel mio sistema di lavoro ho predisposto 10 procedure specifiche che consentono di seguire uno schema che porti reali vantaggi e che individui il prodotto più idoneo a te, alla tua casa e ai bisogni che devi soddisfare.

Si tratta prima di tutto di un lavoro di consulenza che, ti dirò di più, a differenza dei miei colleghi non ha come finalità principale venderti le mie finestre.

Anzi in una fase iniziale le mie finestre non te le propongo nemmeno e non ti faccio nemmeno vedere quali sono i prodotti che tratto.

Questo è il mio ruolo principale e per questo il Metodo Sana Finestra non è un sistema finalizzato a vendere per forza i miei infissi!

Un aiuto concreto puoi averlo scaricando la GUIDA GRATUITA che ho scritto appositamente per aiutare le persone come te che si stanno informando per acquistare nuove finestre.

Sono 70 pagine scritte in modo semplice e senza complicati particolari tecnici, che ti sveleranno quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

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Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

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Attenzione ai vetri fuorilegge!

Attenzione ai vetri fuorilegge!

Forse non lo sai ma da parecchi anni ormai esistono delle Leggi che rendono obbligatorio installare sulle finestre vetri di sicurezza. Purtroppo ancora oggi può capitare che ci siano serramentisti che non rispettano la Legge. Te lo dimostro in questo articolo dove ti spiego quello che devi osservare quando valuterai le offerte che ti faranno. Buona lettura.
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Qualche settimana fa mi sono imbattuto in una specie di sponsorizzazione.

Ho scritto una specie perché si trattava di un post su un social network, fatto da un serramentista che pubblicizzava gli infissi che vendeva.

Anche se nell’immaginario comune i social network sono luoghi virtuali dove svagarsi, non so se lo sai ma esistono diversi gruppi di discussione dove ci si può confrontare su argomenti utili.

Io ad esempio sono iscritto a diversi gruppi tecnici dove mi confronto con i colleghi di tutta Italia e dove posso valutare meglio le particolarità della categoria in cui opero.

Anche Sana Finestra ha un suo gruppo, e lo puoi trovare cliccando QUI 

Tornando agli altri gruppi devo dirti però che molto spesso mi imbatto in situazioni che non mi fanno molto piacere.

Scoprire che c’è ancora una nutrita parte di miei colleghi che argomentano come dei perfetti principianti non mi fa certo piacere, specialmente dal punto di vista della cattiva luce in cui queste persone mettono la mia categoria.

Proprio come successo quando mi sono imbattuto nella “specie di sponsorizzazione” di cui ti ho parlato prima.

Di cosa si trattava

Come puoi vedere nella schermata presa da Facebook, il mio collega ha postato una foto dello schermo del suo pc che raffigura un programma di preventivazione.

So che all’apparenza a te può sembrare che non ci sia niente di strano, ed è appunto questo il motivo per cui con questo articolo voglio metterti in guardia.

La schermata è quella tipica di ogni preventivo che ti troverai a valutare, il disegnino della finestra, le dimensioni, e tutte le caratteristiche tecniche del prodotto.

Tra queste caratteristiche ci sono anche quelle relative al vetro ed è proprio qui c’è una magagna.

Il vetro previsto non è regolare, perché non rispetta la relativa norma UNI 7696

Leggendo la riga Vetro evidenziata, puoi notare la sigla Lowe4 – F4 (24) Argon.

Se tu fossi il destinatario di questo preventivo lo leggeresti senza capirci molto, mentre chi è del settore, può facilmente intuire che si tratta di 2 lastre di vetro da 4 millimetri con un camera distanziatrice di 24 millimetri riempita con gas Argon.

La prova

Dal momento che in genere un professionista, in ogni settore, non accetta di buon grado le critiche, la prendo larga e mi permetto di chiedere la composizione del vetro commentando il post.

Come poi vedere l’autore del post mi risponde quello che avevo ipotizzato.

A questo punto io mi permetto di sottolineare che il vetro e palesemente fuorilegge specialmente sulle porte finestre, dove questo è un obbligo fin dal 2007.

Come puoi vedere, nel post successivo spiego che il vetro non è a norma, tanto che poi, successivamente, l’autore mi chiede di mostrargli la Legge che prova questa obbligatorietà.

Alla discussione partecipano in seguito molti altri utenti, commentando con toni che spesso sono andati un po’ sopra le righe e che sostanzialmente sottolineando questa grave non conformità, tanto che alla fine il post è stato rimosso.

Cosa dice la Legge

La norma che regolamenta i vetri è la UNI 7697 e come dicevo è in vigore dal 2007 limitatamente alle porte finestre.

Questa norma disciplina le applicazioni vetrarie in edilizia e nella sua prima versione prevedeva che tutte le finestre che avevano vetri posizionati al di sotto di un metro di altezza dal pavimento, dovevano avere lastre di vetro anti infortunio sia sul lato interno, che sul lato esterno.

Successivamente, dal 2014, questo obbligo è stato esteso anche a tutte le finestre con vetro posizionato sopra il metro di altezza dal pavimento, ma questa volta, solo per quanto riguarda la lastra interna.

A seguito di questa norma, in pratica tutte le finestre e porte finestre dovevano avere per Legge la lastra interna anti infortunistica, mentre la lastra esterna è obbligatoria solo sulle porte finestre.

Lo scopo della norma è evidentemente mirato a prevenire gli infortuni a cui si può incorrere in caso di rottura di un vetro.

Pensa solo se hai bambini, o se ne avrai in futuro, che mentre giocano sbattono contro un vetro che si rompe.

Oppure solo alla semplice finestra aperta che sbatte a causa di un colpo di vento, il rischio di rottura di un vetro mono lastra è elevatissimo e per nulla scontato.

Un vetro che si rompe diventa un insieme di punte e lastre affilatissime e pericolosissime.

Obbligo non per tutti

A parziale discolpa del collega devo dirti che si trattava di uno straniero che, magari da poco in Italia, non era al corrente di un obbligo che non è presente in tutti i paesi Europei.

In Germania ed in Svizzera ad esempio, non esiste questo obbligo e per questo molti non ne sono al corrente.

Ma sarai d’accordo con me che se operi e lavori in Italia devi essere ben consapevole delle norme che la governano.

Anche perché un vetro non a norma rappresenta un pericolo per l’utilizzatore finale, nonché un reato penale per il serramentista in caso di infortunio di un utente.

E anche se nel nostro paese vige la regola che “la legge non ammette ignoranza”, è normale che tu questa cosa non la possa sapere.

Ma il fatto che tu non ne sia al corrente ti potrebbe far ritrovare con qualcosa di pericoloso ed illegale in casa, dopo aver speso diverse migliaia di euro per acquistarlo.

Per questo, oltre al fatto che il mio consiglio è quello di selezionare con cura i professionisti a cui ti rivolgerai, il mio articolo potrà darti le necessarie istruzioni per un controllo preciso.

Quali sono i vetri a norma

Quindi come detto i vetri devono essere almeno anti infortunio.

Come si riconosce un vetro anti infortunio?

Semplicemente controllando che nella dicitura del vetro venga riportata la sigla Vsg oppure Esg.

Vetri Vsg

Vsg significa vetro stratificato di sicurezza e normalmente questa sigla è seguita dalla composizione della lastra che può essere 3+3, oppure 33.1, oppure Vsg 6.

Questo vuol dire che nel primo caso il vetro è uno stratificato di sicurezza formato da 2 lastre da 3 mm, nel secondo caso oltre al vetro 3 +3 c’è l’indicazione del tipo di pellicola in pvb .1, (un materiale plastico che impedisce al vetro di frantumarsi), mentre nel terzo caso indica solo che lo stratificato totale sarà da 6 mm e cioè la somma di 2 lastre da 3 mm.

In alcuni casi potrai trovare vetri che saranno ad esempio 4+4 o 5+5.

Questo può dipendere da due fattori, il primo è che le dimensioni delle ante siano piuttosto ampie e quindi necessitano di un vetro di sicurezza più solido, mentre il secondo è che per ragioni tecniche relative allo spessore totale dell’alloggiamento del vetro, sia necessario aumentare lo spessore di una delle lastre.

Una composizione tipica dei un vetro Vsg per porte finestre, con doppio vetro sarà 3+3/16/3+3, oppure 33.1/16/33.1, oppure 33.1/22Ar/33.1, come puoi vedere nella foto sotto.

Mentre una composizione tipica dei un vetro Vsg per finestre, sempre con doppio vetro sarà 4/16/3+3, oppure 4/16/33.1, oppure 4/16/Vsg6.

Come dicevo, nella revisione della norma del 2014, nelle finestre l’obbligo di vetro di sicurezza è solo per la lastra interna, ma a voler ben guardare il lato sicurezza per l’utilizzatore finale, questa norma non ha un gran senso, in quanto è una sicurezza solo a metà.

Per questo motivo, nella revisione 2015, c’è stata una correzione che ha determinato che, anche sulle semplici finestre, o meglio su tutte le vetrate installate al di sopra di un metro dal piano di calpestio, venga prevista la lastra di sicurezza sia interna che esterna. 

Infatti non è da escludere che una finestra normale in posizione aperta non possa essere urtata col rischio di rottura del vetro.

Vetri Esg

Esg invece significa vetro temperato, che sostanzialmente è un procedimento di cottura a caldo del vetro che lo rende molto duro.

Con questo processo il vetro sarà molto più difficile da rompere, ma non sarà comunque indistruttibile.

In caso di rottura infatti, si sbriciolerà in tantissimi pezzettini innocui che cadranno rovinosamente a terra.

Una composizione tipica di un vetro Esg per porte finestre, con doppio vetro sarà Esg4/16/Esg4  tipo quello della foto qui sotto.

Mentre una composizione tipica dei un vetro Esg per finestre, doppio vetro sarà 4/16Gas/Esg

Nel caso di triplo vetro, le composizioni saranno simili a quelle elencate, solo che ci sarà una lastra in più non di sicurezza all’interno tra le 2 camere.

Quindi una composizione tipica Vsg di una porta finestra potrebbe essere:
Vsg 3+3/12/4/12/3+3.

Mentre la composizione tipica Vsg di una finestra potrebbe essere:
4/12/4/12/3+3.

Considerazioni

Sebbene sia regolare per la Legge, mi preme farti riflettere su un particolare.

Personalmente con Sana Finestra la scelta aziendale è quella di utilizzare solo vetri Vsg piuttosto che Esg.

Non è una scelta che ho fatto da sempre, perché tempo fa anche io commettevo quello che adesso ritengo sia un errore.

Il motivo è molto semplice, per prima cosa se il vetro Vsg si rompe non cade a terra ma rimane nella sua posizione, perché le due lastre sono legate dalla pellicola interna.

Il secondo motivo, ha come obiettivo quello di evitare il più possibile al mio cliente i disagi derivanti in caso di rottura del vetro.

Immagina infatti di trovarti alla vigilia di Natale, il 24 dicembre, con un vetro temperato rotto!

Avresti una finestra senza vetro, saresti al freddo e al gelo, e difficilmente troveresti qualcuno che da Natale fino a dopo l’epifania, ti produca un vetro e te lo venga ad installare.

Correresti il rischio di rimanere in quelle condizioni fino ad almeno il 10 di gennaio.

Con un vetro Vsg invece, sicuramente non potrai godere del panorama esterno magari anche innevato, perché il vetro rotto ne altererà le immagini, ma seppur rotto, questo vetro rimarrà in posizione ed in sicurezza senza farti restare al gelo.

Il sistema di lavoro del Metodo Sana Finestra

Ti ho già accennato, in merito all’oggetto dell’articolo, la posizione di Sana Finestra.

Ora approfitto per raccontarti brevemente qual è il nostro modo di lavorare.

Devi sapere che a partire dal 2011 ho creato un sistema di lavoro specifico che si chiama Metodo Sana Finestra e che ha l’obiettivo principale di aiutare le persone che entrano in contatto con noi a non cadere nelle trappole di diversi miei colleghi che, fermi alle loro conoscenze datata ad oltre 40 anni fa, rischiano di fargli buttare soldi al vento.

L’evoluzione delle finestre degli ultimi anni infatti, costringe il serramentista a prendere adeguate precauzioni al fine di evitare di rovinare la vita dei propri clienti.

Sostituendo le finestre senza un’adeguata progettazione di riqualificazione del foro finestra infatti, ci si ritrova molto spesso con finestre scelte in modo sbagliato e che creano problemi anziché dare benefici.

Il ruolo del serramentista sta per essere normato grazie alla UNI 11637-1-2-3 ma è ancora ben distante dall’essere obbligatoria come invece lo è per altre professioni come idraulici o elettricisti, che devono rilasciare dichiarazioni di conformità ad ogni lavoro che eseguono.

Per questo attualmente ci si trova spesso con alcuni serramentisti improvvisati, con altri non aggiornati, e con altri disonesti a prescindere.

La norma UNI 11637 per intenderci, non è una norma cogente e ad oggi non è ancora obbligatoria, pertanto la sua applicazione è volontaria.

La scelta del tipo di finestra non si può più basare solo su ciò che piace al cliente, ma al contrario deve essere prima pensata dal serramentista, che potrà lasciare libero il cliente di determinare solo l’aspetto estetico del prodotto.

Si tratta di lavorare principalmente con un ruolo di consulenza che Sana Finestra mette davanti al ruolo di semplice venditore, e che si differenzia nettamente dal modo di lavorare che utilizzano di base tutti i nostri concorrenti.

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Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

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Il tuo grande errore è che vuoi finestre in pvc

Il tuo grande errore è che vuoi finestre in pvc

Per quale motivo pensi che ti servano finestre in pvc? Questa è la vera domanda che ti devi fare e questo per un motivo ben preciso. Scegliere quale finestra acquistare è una cosa seria che passa sempre in secondo piano a causa di un bug che manda in corto circuito il sistema. In questo articolo ti spiego qual è l'errore fatale che stai commettendo. Buona lettura.
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So che il titolo di questo articolo potrà sembrarti un po’ provocatorio, ma il mio scopo con questo blog è cercare di far riflettere le persone su tutte le possibilità che hanno quando decidono che è venuto il momento di sostituire gli infissi.

Normalmente ogni articolo di blog è fatto per tirare l’acqua al proprio mulino.

Ogni serramentista che ha un blog divulga informazioni sempre tendenti a promuovere i prodotti che vende.

Chi è falegname parla benissimo di legno e meno di altri materiali

Chi fa pvc parla benissimo del suo prodotto e sminuisce gli altri.

Chi fa alluminio si sente onnipotente e critica ferocemente chi vende altri tipi di finestre.

Il risultato di tutto questo è un’informazione che, seppur corretta, è molto orientata a promuovere quello che il serramentista ritiene essere il tipo di finestra che lui ritiene di voler vendere e che per lui è la migliore al mondo.

Questo è assolutamente sbagliato ma è anche la conseguenza di un errore di fondo.

L'errore più grande

L’errore più grande che commetti in termini di ricerca di nuove finestre è che tu cerchi nuove finestre!

Si, lo so, sembra un controsenso, ma si tratta di un concetto contro intuitivo, non sono diventato matto tutto d’un tratto.

Normalmente la decisione parte da un problema che devi risolvere e che può essere un pessimo isolamento termico, oppure un pessimo isolamento acustico, oppure un pessimo stato di conservazione delle tue vecchie finestre.

Chiaramente correlati a quelli che ti ho appena elencato, ci possono essere altri vari problemi come spifferi o infiltrazioni di acqua, perché le tue vecchie finestre hanno un vetro singolo e non hanno guarnizioni.

Ora, se ci pensi bene, quando i problemi che ti ho appena elencato diventano insopportabili tu fai una scelta che è per tutti la stessa.

Scegli di agire e di sostituire le tue vecchie finestre.

Sai già dunque che vuoi nuovi infissi! Questo è il vero problema!

Hai già, secondo il tuo parere, la soluzione ai tuoi problemi, che è acquistare nuovi serramenti.

Questa decisione però è completamente diversa rispetto a molti altri acquisti che fai normalmente.

Perché questo è diverso

Immagina che non ti funziona la caldaia di casa, cosa fai?

Decidi di cambiarla e vai ad informarti per acquistarla nuova?

Assolutamente no!

Prima chiami l’assistenza, che viene, valuta e ti mette in condizione di sapere se è possibile sistemarla oppure se va sostituita.

Non parti subito decidendo che vuoi una nuova caldaia, ma prima cerchi di trovare una soluzione al tuo problema.

Oppure ancora, ti accorgi che la tua auto non consuma più come l’anno scorso che fai?

Dicidi subito di cambiarla, oppure procedi con una messa a punto del motore per riportare le prestazioni ad un livello più accettabile?

Infine immagina di avere un dolore ad un ginocchio, cosa fai?

Vai dal medico per capire di cosa si tratta, oppure prenoti direttamente un intervento per mettere una protesi al ginocchio?

Non voglio dilungarmi oltre perché ormai credo ti sia chiaro il concetto ma potrei farti decine di esempi simili.

Ora so cosa stai pensando, che in tutti gli esempi che ti ho fatto la situazione “è diversa”.

Le finestre sono un altro paio di maniche, che non hanno una seconda possibilità, per cui cambiarle è l’unica strada percorribile.

O meglio, magari tu all’inizio pensavi avessero una seconda possibilità.

Infatti hai provato a informarti per sostituire il vetro singolo delle vecchie finestre con un vetro doppio.

E hai anche verificato di poterci mettere le guarnizioni per bloccare gli spifferi, ma poi ti sei trovato in un ginepraio di pareri contrastanti, tra chi ti diceva che non valeva la pena e chi ti diceva che si poteva fare.

Ma poi, dal momento che hai scoperto di poter beneficiare degli eco incentivi per la sostituzione delle finestre, hai pensato che una soluzione drastica sarebbe stata a più indicata.

In parte hai ragione

Facendo un passo indietro io ti capisco, in parte hai ragione, le finestre non conoscono compromessi o via di mezzo, o le tieni esattamente come sono, o le cambi.

Ma è proprio qui che sta il nocciolo della questione.

Il fatto stesso che tu sappia che è necessario sostituire le tue vecchie finestre crea un cortocircuito nel quale i venditori di finestre si buttano a pesce senza remissione.

Questo accade perché hanno già la metà del lavoro fatto.

Prova a pensare che sforzo dovrebbero mettere in campo, per convincerti che riparare una finestra che ha ad esempio un problema di spifferi è una cosa sbagliata.

Dovrebbero argomentare che la soluzione non è aggiungere una guarnizione ma che è meglio procedere con la sostituzione.

Chiunque di fronte a questa ipotesi per prima cosa penserebbe che il venditore stia cercando di appioppargli qualcosa di non necessario, che stia cercando di fregarlo.

Anche perché l’unica argomentazione che darebbero è che non vale la pena fare un lavoro simile.

Hai idea di che immane sforzo dovrà fare il venditore per giustificare questa sua posizione senza che il potenziale cliente, nella totale diffidenza, prenda tempo e vada a girare altri 3 suoi colleghi col fine di verificare se è veramente necessario cambiare tutto?

Invece tu ti presenti da lui e gli dici che vuoi nuove finestre in pvc e a lui non resta altro da fare che assecondare la tua richiesta e proporti una serie di modelli tra cui tu potrai scegliere.

Ecco dove sta l'errore

Premetto che sarebbe la stessa cosa anche se tu scegliessi finestre in legno o in alluminio, ma ho pensato al pvc perché è uno dei prodotti attualmente più richiesti.

Ogni volta che qualcuno mi contatta infatti, se gli chiedo che tipo di materiale preferisce mi risponde pvc.

Purtroppo però se chiedo il come mai di questa scelta, nessuno mi sa rispondere in modo esaustivo.

Ed è proprio questo il motivo per cui parlo di errore, di cortocircuito nel sistema.

Non è corretto puntare subito al prodotto, perché il prodotto è una diretta conseguenza del problema che si deve risolvere.

Qui sta il nocciolo della soluzione, questo è quello che voglio farti arrivare.

Nel momento in cui per te una finestra vale l’altra, perché parti dal presupposto che ti servono nuove finestre, tutto diventa estremamente pericoloso.

Perché pericoloso

Non pensare subito che sto esagerando, ma permettimi di dirti chiaramente che io sto cercando di aiutarti.

Tutto questo è pericoloso perché quando ti presenti da un venditore di finestre e gli dici che devi cambiare gli infissi e che vuoi finestre in pvc, oppure in legno, oppure in alluminio, lui non farà altro che offrirtele.

Come se si trattasse di un cambio d’abito, o un cambio di colore ad una parete.

Getto via quel vestito comprato 3 anni fa che ormai non è più di moda e ne compro uno nuovo!

Cambio quel colore verde acqua sulla parete del soggiorno e la faccio grigio argento!

Cambio quella finestra in legno e la metto in pvc!

Perdonami ma non è così semplice.

Un abito per un altro ci sta, magari cambi il colore, il tessuto, o la taglia, ma la sua funzione è quella di non mandarti in giro nudo e di proteggere il tuo corpo dal clima esterno.

Il colore alla parete non comporta chissà quali necessità, magari sarà necessaria qualche mano in più di bianco per cancellare quello sottostante e per rendere neutra la parete in modo da stendere il nuovo colore, ma niente più.

Ma cambiare un finestra è tutto un’altro paio di maniche!

Ecco il perché

Rispetto ai due esempi che ti ho fatto, per prima cosa tu vai a togliere una finestra che, se si considera una superficie di 2 metri quadri, fa passare da dentro la tua casa verso l’esterno il calore equivalente a 4 lampadine da 50 watt accese.

Al posto di quella finestra ne fai installare una che, al contrario, fa passare il calore equivalente a 1 lampadina da 50 watt accesa, semplicemente perché rispetto a quella che hai tolto, quella nuova ha il doppio vetro e almeno due guarnizioni.

Finestra in pvc finitura in legno

Capisci che, tra una soluzione e l’altra, si sta parlando di trattenere i ¾ del calore disperso e che si mette in atto una rivoluzione in termini di microclima interno alla casa?

Capisci che non è paragonabile a nessun altro tipo di cambio di quelli che ti ho scritto come esempio?

Se pensi bene all’esempio che ti ho appena fatto, ti renderai subito conto che è da criminale pensare di scambiare semplicemente una finestra vecchia con una nuova.

Se hai in casa finestre a vetro singolo, la tua casa avrà più di 40 anni, e di conseguenza una concezione costruttiva non certo allineata alla tecnologia moderna.

Quindi il concetto da assimilare è che è necessario far coesistere due elementi, vecchia struttura della casa, con nuova concezione delle finestre.

E’ come se la tua casa fosse il telaio di una Dacia…

…al quale viene montato un motore di una Lamborghini.

Potrà mai funzionare?

Assolutamente no!

Ma il venditore mica te lo dice, mica ti dice che per operare cosi è necessario fare un progetto di intervento perché a lui non gli frega niente.

Tu le finestre, dopo che le hai acquistate, da lui non ci tornerai più per almeno 30 anni, quindi va bene lo stesso vendere la finestra A, piuttosto che la finestra B, piuttosto che la finestra C.

E oltretutto, per tenere fede al motto che ogni venditore di infissi è “attento alle esigenze del cliente”, il concetto è che gli si da quello che chiede.

Lui è li per vendere, per ottimizzare i tempi e prima vende e meglio è!

Prima piazza quello che più gli fa comodo e meglio è!

Ma un conto è piazzare una borsa, un oggetto inanimato il cui unico scopo è quello di poter contenere degli oggetti.

Mentre tutt’altro conto è piazzare un infisso il cui scopo è fare da barriera tra l’interno e l’esterno della casa e separare il clima.

Come risolvere

Se hai letto fino a qui e hai capito la differenza sostanziale che c’è tra cambiare le finestre e fare un altro tipo di acquisto, ora ti spiego come poter risolvere la questione.

O meglio, ti spiego come la risolviamo noi in Sana Finestra, dal momento che quello che ti sto per dire è il frutto di un percorso di studi che ho iniziato nel 2010.

Da quando ho preso coscienza che le finestre avevano triplicato le loro prestazioni e ho cominciato a ritrovarmi con situazioni insostenibili dal punto di vista igienico sanitario.

Case che, come dicevano i vecchi di paese, “dovevano respirare”, che d’un tratto diventavano una specie di contenitore sottovuoto.

Perché mica sono stato sempre così attento alla fase progettuale.

Mi piacerebbe dirti che io da sempre sono attento a queste cose, ma purtroppo ti direi una bugia.

Infatti ho commesso diversi errori nella mia carriera, ma è proprio grazie a questi errori che ho deciso di cambiare totalmente e di fondare Sana Finestra.

Tanto che, ad oggi, se non ho la possibilità di intervenire seguendo il mio protocollo specifico, normalmente non accetto di fare il lavoro.

Il sistema di lavoro del Metodo Sana Finestra

Nel Metodo Sana Finestra l’obiettivo principale è quello di metterti in condizione di acquistare finestre che ti possano portare reali vantaggi evitandoti di creare problemi e di buttare soldi al vento.

Per questo ho impostato il mio Metodo principalmente sul lavoro da consulente.

Esistono diversi tipi di consulente: quello che fa il consulente di vendita e che ti consiglia solo un modello piuttosto che un altro, e che in fin dei conti è interessato a venderti qualcosa.

E quello che fa il solo consulente fine a se stesso, che non deve per forza venderti un prodotto, ma che ti aiuta a capire e a trovare ciò che è più adatto a raggiungere i tuoi obiettivi e a risolvere i problemi esistenti.

Faccio questo con un Sistema di 10 procedure specifiche per trovare la finestra più idonea a te, alla tua casa e ai bisogni che devi soddisfare.

E prima di arrivare a stabilire qual è il serramento più adeguato, parto sempre dalla progettazione della riqualificazione del foro finestra.

Senza questo primo step non ha nessun senso proporre alcun tipo di infisso.

Un primo aiuto concreto che posso darti è scaricare la GUIDA GRATUITA che ho scritto appositamente per aiutare le persone come te che si stanno informando per acquistare nuove finestre.

Sono 70 pagine scritte in modo semplice e senza complicati particolari tecnici, che ti sveleranno quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

Scarica subito la TUA copia gratuita cliccando sul pulsante QUI SOTTO!

Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

Guida Acquistare Nuove Finestre 2020

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"Acquistare nuove finestre. Cosa devi sapere per farlo nel modo migliore."
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Come funziona la consulenza di Sana Finestra

Come funziona la consulenza di Sana Finestra

Se sei entrato in contatto con il mondo Sana Finestra, potresti aver saputo che il primo contatto dal vivo che avviene con noi è la consulenza telefonica. Questa procedura potrebbe sembrarti strana oppure poco convenzionale. Per questo ho deciso di spiegarti, in questo articolo, perché la mezz'ora di consulenza è il miglior investimento di tempo che tu possa fare. Buona lettura.
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E' davvero necessario fare una consulenza?

Te lo confesso, io ti capisco, anche io se mi trovassi nella tua situazione penserei che possa essere una perdita di tempo affrontare una telefonata di consulenza.

E il motivo di tutto questo è più che semplice: quando arrivi da noi, in Sana Finestra, tu sai già che hai bisogno di nuove finestre, e per questo potrebbe risultare difficile comprendere il perché sia necessario ricevere una consulenza.

Inoltre sono convinto che avrai già avuto modo di reperire gratuitamente on-line. e magari in diversi altri show room che hai visitato, le informazioni che volevi sulle finestre.

La consulenza di norma serve a chi non ha idea di ciò che gli serve e che per questo si rivolge ad un consulente che gli consiglia cosa è meglio per lui.

Ma è proprio questo il problema!

Tu pensi di sapere ciò che ti serve, e credi sia sufficiente acquistarlo.

Non mi soffermerò ora su questo aspetto, perché voglio dargli lo spazio che si merita in un articolo dedicato, quindi per ora voglio spiegarti cosa succede nella consulenza speciale di 30 minuti che facciamo in Sana Finestra.

Come si arriva alla consulenza

Anche se ritengo la consulenza un passaggio imprescindibile, non ci si può arrivare semplicemente telefonando a Sana Finestra o mandando una mail di richiesta di preventivo.

Per arrivare alla consulenza, quindi per parlare con un nostro tecnico ed avere delle indicazioni di valore, si parte dalla Guida Gratuita che potrai scaricare alla fine di questo articolo.

E immagino che se già sei scettico sul fatto di dover sopportare una consulenza, il solo pensiero di doverti pur leggere una guida, sia qualcosa che non puoi digerire.

Ma voglio che sia chiaro che io non mi diverto certo a farti perdere del tempo.

Anzi, è proprio per il fatto che voglio preservare il tempo delle persone, che è una delle risorse più preziose che abbiamo, che ho scelto di mettere in campo questi due fondamentali step.

Il ruolo della GUIDA

Guida Acquistare Nuove Finestre 2020

Senza che tu debba perdere tempo girovagando tra show room di infissi, dove ti ritroverai a confrontare solo ed esclusivamente finestre, con finestre, con finestre, con la mia guida io non ti farò perdere tempo e sprecare benzina.

Certo deve investire del tempo per leggerne il contenuto, ma ti posso assicurare che quello che ci troverai scritto dentro, ti metterà già nella condizione di poter capire come scegliere correttamente, perché risponderà a tre semplici domande.

La prima è quella che sicuramente ti sarai già fatto è cioè:

“Come faccio a capire di quale azienda posso fidarmi?”. 

“Come scelgo la migliore azienda a cui affidare il miglioramento della mia casa?”

La seconda è relativa a come operativamente dovrebbe essere eseguito il lavoro e cioè:

“Cosa succederà alla mia vecchie finestre per poter far posto alle nuove?”.

“Dovrò prevedere l’assistenza di un’impresa edile oppure farà tutto il fornitore a cui mi affiderò?”.

La terza è relativa a come scegliere il prodotto più idoneo:

“Meglio finestre in legno, in alluminio o in pvc?”.

“Quante guarnizioni, quali vetri, quali valori di isolamento?”

Solo con il supporto di questa Guida, che riassume la mia esperienza nel campo delle finestre e che prende in considerazione e risponde alle più ricorrenti domande che ho affrontato in oltre trent’anni di lavoro, tu potrai essere assolutamente autonomo nel scegliere con cognizione di causa le tue nuove finestre.

Solo con un piccolo libro in pdf di circa 70 pagine, senza muoverti da casa, senza dover parlare con persone che pensano solo a vendere, senza trovarti con la testa piena di opinioni contrastanti che ti confonderanno solo le idee.

La consulenza è il livello superiore

La Consulenza è dunque lo step successivo alla Guida, che di base serve per approfondire i concetti espressi nel testo.

Esistono diverse domande che possono sorgere dalla lettura delle Guida di cui ti ho parlato.

Ed esistono diverse domande alle quali è possibile rispondere con una Consulenza.

Non è sufficiente quello che hai appreso?

Nessun problema, ti aiutiamo noi con la Consulenza!

In 30 minuti potrai approfondire gratuitamente quello che hai letto nella Guida, risolvere dubbi, o sviluppare concetti specifici.

Trovare risposte alle domande che sicuramente ti sono venute in mente, ed avere consigli personalizzati per il tuo specifico caso.

Non credi sia possibile per te riuscire da solo a districarti in un argomento così complesso?

Nessun problema, ti aiutiamo noi con la Consulenza!

Mi rendo perfettamente conto che non sia facile per un “non addetto ai lavori” capire perfettamente quello che è necessario fare per ottenere “la sostituzione di finestre perfetta!”.

Anche io se dovessi affrontare un argomento relativo al lavoro che fai tu che stai leggendo in questo momento, brancolerei nel buio.

Infatti quando mi trovo a dover fare qualcosa di cui non conosco le dinamiche mi affido all’esperto di settore che mi possa aiutare a capire meglio come non commettere errori.

Avere una persona che possa rispondere ai miei dubbi e alle mie poche conoscenze ritengo sia un vantaggio fondamentale.

Non vuoi perdere tempo per applicare alla lettera quello che hai trovato scritto nella guida?

Nessun problema, ti aiutiamo noi con la Consulenza!

Te l’ho già scritto qualche riga più sopra, il tempo è la risorsa più preziosa che abbiamo e sarebbe un peccato sprecarla per studiare qualcosa che, in fin dei conti, ti servirà oggi e non ti servirà più per almeno 30 anni.

Se sei disposto a studiare per almeno 6 mesi, vita, morte e miracoli degli infissi moderni e delle tecniche di installazione fai pure.

Pensi sia meglio perdere 6 mesi di tempo piuttosto che 30 minuti?

Nel dubbio io punterei ai 30 minuti prima di impegnarmi per sei mesi, che tra l’altro toglieranno spazio al tuo tempo libero!

Che sia riservato agli hobby o alla famiglia poco importa, sarà sempre tempo che toglierai da quello che ti piace fare.

La consulenza ti apre gli occhi

Sai qual è l’argomento più ricorrente nelle mie consulenze?

In verità non ne esiste uno univoco, ma ne esistono almeno due!

Il primo è l’installazione ed il secondo è il tipo di infisso proposto.

L'installazione

L’installazione è il vero incubo che affligge le persone che entrano in contatto con me.

Nella maggior parte dei casi queste persone non hanno ben capito come il venditore che gli ha fatto l’offerta installerà le finestre.

Questo accade perché normalmente, in più del 90% dei casi, si parla genericamente di posa in opera senza spiegare come questa verrà fatta.

E quando questo aspetto viene affrontato, perché semplicemente il potenziale cliente lo chiede, tutti, ma proprio tutti, con la scusa del limitare disagi, la polvere e le fantomatiche “opere murarie”, dichiarano candidamente che appoggiano la nuova finestra alla vecchia.

Ma se il cliente non lo chiede, mica te lo dicono però!

E se quando avrai le tue finestre nuove, ti ritroverai con serramenti più stretti, come farai a contestarlo dal momento che nessuno te lo ha messo per iscritto?

La maggior parte delle persone che arrivano in consulenza con noi vogliono approfondire proprio questo aspetto.

E credo sia anche più che legittimo, perché se ci pensi bene, per quale oscuro motivo una persona dovrebbe accettare di perdere diverse migliaia di euro per vivere trent’anni in una casa con finestre più strette che oltretutto non risolveranno appieno i problemi di isolamento termico?

Perché non so se lo sai, ma una finestra ultra isolante, per esserlo fino in fondo dovrà essere collegata al muro della casa in modo che le sue prestazioni creino una continuità con le pareti.

E anche se ti diranno che con i materiali moderni, un’installazione in appoggio non ti darà problemi, questo non è del tutto vero.

Prima di tutto perché non hai le competenze tecniche per valutare i materiali utilizzati, ma principalmente perché non ti scriveranno mai nell’offerta o nel contratto cosa utilizzeranno.

Il tipo di infisso proposto

Chi arriva in consulenza con me, spesso e volentieri pone dei dubbi sul tipo di infisso che gli è stato proposto.

Sai perché succede questo?

Perché essenzialmente la scelta è fatta dal venditore in modo arbitrario, senza una vera e propria indagine rivolta a capire cosa sia realmente necessario e senza accertarsi preventivamente in che contesto ci si trova a dover intervenire.

Tempo fa un cliente mi ha manifestato un problema che ora ti racconto.

Voleva sostituire le finestre di casa e ha ricevuto 4 diverse offerte, ottenute tramite un sito vetrina, di quelli specializzati nel fornire più preventivi da parte di diverse aziende.

La cosa buffa è stata che tutte e 4 le aziende gli hanno proposto infissi in pvc, ma nonostante si trattasse dello stesso tipo di prodotto, ognuno di loro gli ha proposto soluzioni in contrasto tra loro.

Un’azienda gli ha proposto le finestre senza sollevare nessun problema particolare, un’altra gli ha proposto finestre più basse per via dei limiti dimensionali in altezza delle finestre esistenti, un’atra gli ha semplicemente detto che glieli avrebbe fatti senza garanzia sempre per via delle eccessive dimensioni, l’ultima gli ha fatto un’offerta d’ufficio senza nemmeno verificare cosa effettivamente volesse il cliente.

Stesso tipo di prodotto, diversi sistemi di gestione.

E nessuno si è espresso spiegando che tipo di installazione intendesse utilizzare.

A parte l’ultima azienda, che è stata scartata a priori per via del fatto che ha dimostrato da subito scarso interesse, le altre non hanno dimostrato affidabilità per via delle informazioni contrastanti che hanno fornito.

Per questo, questa persona non capiva il perché se una cosa andava bene per un fornitore, la stessa non andasse bene per l’altro.

Inutile dirti che la soluzione era un’altra e cioè che in quello specifico caso un sistema in pvc non era adatto proprio per via dei limiti dimensionali, che avrebbero comportato l’installazione di un prodotto poco funzionale.

Tutto questo è successo perché, appunto, è mancata la fase di consulenza.

Il cliente ha chiesto un’offerta e il venditore, senza verificare le caratteristiche delle casa, del tipo di intervento da realizzare e le problematiche che il cliente doveva risolvere, ha arbitrariamente scelto la finestra che voleva vendere.

Spesso succede anche che, il cliente vada in uno show room, dove il venditore mostra uno o più finestre differenti per materiali, ne spiega la caratteristiche tecniche, e infine lascia scegliere al cliente ciò che più gli piace.

Anche in questo caso manca la fase di consulenza! 

Si tratta semplicemente di una proposta immateriale e unilaterale, che sicuramente potrebbe andare bene nel caso si trattasse di vendere un semplice soprammobile, ma che nel caso specifico di un prodotto che deve durare almeno 30 anni, e che deve portare benefici invece che creare problemi, non è assolutamente ammissibile.

La consulenza secondo il Metodo Sana Finestra

Nel Metodo Sana Finestra l’obiettivo principale è quello di metterti in condizione di acquistare finestre che ti possano portare reali vantaggi evitandoti di buttare soldi al vento.

Per questo motivo, a partire dal 2011 ho testato ed implementato un sistema di lavoro che è diametralmente opposto a quello di tutti i miei concorrenti.

E’ un sistema che si fonda, come ti ho già detto, prima sulla Guida e poi sulla Consulenza, è esclusivo e non ammette scorciatoie.

Voglio che sia realmente risolutivo e che porti i vantaggi desiderati da chi mi contatta e per questo in Sana Finestra non siamo disposti a scendere a compromessi.

Sono fermamente convinto che chi si mette in pista per sostituire le vecchie finestre, mettendo sul piatto un importante somma di denaro, debba ottenere importanti vantaggi che non possono essere generarti con prodotti e con un tipo di installazione standard scelti arbitrariamente dal venditore di turno.

Le fasi della consulenza

Trattandosi di un metodo esclusivo, in questa sede non posso rivelarti completamente tutti i particolari, che tra l’altro sono coperti da copywriting.

Posso dirti che la consulenza si svolge ponendo una ventina di domande specifiche che in 30 minuti circa, ci consentono di capire perfettamente quelli che sono le tue necessità e i tuoi dubbi e di darti una prima serie di informazioni di valore, che ti aiuteranno a scegliere le tue finestre nel modo più vantaggioso possibile.

Si tratta di una consulenza auto conclusiva, nel senso che non ha lo scopo di venderti qualcosa.

Uno dei nostri obiettivi è anche quello di capire se Sana Finestra potrà esserti utile in qualche modo e se abbiamo la soluzione più adatta a te.

Sarai informato da subito nel caso non avessimo la soluzione più adatta ai tuoi bisogni e non cercheremo di venderti qualcosa a tutti i costi, come invece avviene normalmente con tutti gli altri venditori che incontrerai.

Ci preoccuperemo di darti informazioni utili a non farti commettere errori e a rispondere ai tuoi eventuali dubbi senza andare oltre.

Capirai dunque che questo sistema è per te molto vantaggioso, perché non ti farà perdere del tempo prezioso e che ti metterà subito in condizione di orientarti in un mondo complesso e difficile da comprendere come quello dei serramenti.

Se cerchi nuove finestre agisci ADESSO!

Se sei arrivato a questo articolo perché stai cercando nuovi serramenti per casa tua comincia ADESSO scaricando la GUIDA GRATUITA di cui ti ho parlato in questo articolo.

Sono 70 pagine scritte in modo semplice e senza complicati particolari tecnici, che ti sveleranno quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

La Guida ti darà subito diritto ad accedere alla CONSULENZA speciale di cui ti ho parlato in questo articolo, quindi parti subito scaricando la TUA copia gratuita cliccando sul pulsante QUI SOTTO!

Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

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Il problema della muffa risolto, quasi gratis.

Il problema della muffa risolto, quasi gratis.

Scopri in questo articolo come ho risolto un problema di muffa senza vendere un prodotto. Grazie al Metodo Sana Finestra, creato appositamente per aiutare le persone senza la necessita di vendere finestre o altro, riesco a risolvere i problemi più comuni legati ai serramenti. Leggi tu stesso la storia accaduta ad una mia cliente. Buona lettura.
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La storia che stai per leggere è abbastanza comune tra molte persone sopratutto dopo che hanno provveduto alla sostituzione degli infissi di casa.

In questo caso specifico però, si tratta di una situazione che era già piuttosto difficile prima ancora che loro intervenissero sui serramenti.

Una volta eseguiti i lavori sulle finestre, il problema si è pericolosamente accentuato e la situazione è precipitata.

Questa famiglia si è trovata a vivere in una casa completamente immersa nella muffa, una situazione difficile e pericolosa, che cercavano di affrontare utilizzando i classici rimedi delle nonna.

Tutto parte da qui

Ci troviamo a Laglio, sulle rive del Lago di Como, un paese ormai diventato famoso perché ha la fortuna di avere un cittadino onorario come George Clooney.

Nella villa principale, di proprietà del divo di Hollywood, si sono negli anni avvicendati moltissimi personaggi illustri, ultimo tra tutti l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Il paese di Laglio, confina con il mio paese natale ed è a 5 chilometri da dove risiedo attualmente.

Mi reco a Laglio praticamente ogni giorno da 6 anni a questa parte, per accompagnare i miei figli a scuola.

Proprio di fianco alle scuole, spesso mi trattengo a bere un buon caffè in un nel piccolo bar del mio cliente Andrea.

Andrea è un ex geometra che lavorava per un’impresa edile locale e che per questo suo passato, viene spesso interpellato da chi ha necessita di tipo edile.

Da Luciano Bottega e Caffè è il nome del suo locale, che è la trasformazione della macelleria di suo padre in un piccolo bar nel quale è possibile acquistare ottimi salumi e altri prodotti tipici locali, il tutto affacciato direttamente sul Lago di Como che dista solo pochi metri dal locale.

L'incontro con Gioia

Mentre mi trovavo all’interno del piccolo bar, in una fredda mattina del mese di ottobre, nel 2019, sento che Andrea sta parlando con Gioia.

Non sono certo uno che ascolta gli affari degli altri, ma per deformazione professionale la parola finestre attira sempre la mia attenzione.

Perché era proprio di finestre che stavano parlando, di finestre e di muffa.

Mentre bevevo il mio caffè e sfogliavo il giornale locale, ad un certo punto Andrea dice: “Chiediamo a lui che è serramentista, magari sa come aiutarti!”

Di seguito mi presenta Gioia e iniziamo a parlare della sua situazione.

Le chiedo si piegarmi bene qual è il problema della sua casa, in modo da avere una serie di informazioni che mi possano consentire da capire meglio la questione.

Gioia esordisce con: “Ho appena cambiato le finestre e ho la casa piana di muffa!”

Al che le chiedo dove si trova questa muffa, cercando di capire se è comparsa subito dopo la posa dei serramenti e magari intorno alle finestre, oppure se è muffa che è uscita in altri angoli della casa.

Gioia mi dice che la muffa è comparsa un po’ ovunque in casa, sia intorno alle finestre, sia sugli angoli delle pareti della casa.

E poi aggiunge che in verità, in casa sua la muffa è sempre stata una costante presenza anche se, l’intervento sulle finestre, ha accentuato la cosa.

Mi dice inoltre che lei e suo marito avevano deciso di intervenire sulle finestre, appunto per provare a risolvere quel problema di muffa persistente che avevano in casa.

Le prime considerazioni

Dopo queste prime informazioni spiego a Gioia che normalmente la sostituzione degli infissi peggiora la situazione.

Infatti è molto frequente che in case dove magari non c’è mai stata muffa, ci si ritrovi a vederla comparire proprio dopo aver sostituito la finestre.

Mentre in situazioni dove già la muffa è presente, il cambio degli infissi può contribuire a accentuare il problema.

Per questo motivo quello che facciamo con Sana Finestra in fase di primo contatto con un potenziale cliente, è capire in che tipo di casa si dovrà lavorare.

Ma di questo ti parlerò più avanti, per ora procediamo con la nostra storia.

Dunque, eravamo rimasti al fatto che Gioia mi ha raccontato che in casa sua la muffa è sempre stata protagonista.

A quel punto le chiedo: “Ma il serramentista non ti ha detto niente?”

“Se in casa tua la muffa c’era già, avrebbe dovuto metterti al corrente che cambiando i serramenti, senza prevedere particolari accorgimenti, avrebbe solo peggiorato la situazione.”

Gioia mi dice che il serramentista non gli ha detto niente di tutto ciò e mi chiede se io ho la possibilità di aiutarla in qualche modo.

Io non mi sbilancio, non conosco ancora bene la situazione, ma quel che so è che di certo, se ha già sostituito le finestre, non si può più tornare indietro.

A quel punto mi offro per fare un sopralluogo a casa sua e ci accordiamo per il mattino successivo, visto che sarei stato di nuovo lì, dopo per portare i bambini a scuola.

Il sopralluogo

Arrivo a casa di Gioia alle 8,45 di una mattina di ottobre e mi rendo subito conto di una situazione piuttosto seria.

La zona in cui si trova la sua casa non è per nulla in una posizione ottimale.

Si trova addossata ad una piccola vallata, si tratta di uno dei molti torrenti presenti in ogni paese della zona, e che, tra le montagne, scaricano l’acqua a lago quando piove.

La casa ha il lato principale, con le finestre di camere e soggiorno esposte tutte su un lato, tra l’altro rivolto a nord, mentre un secondo lato dove si trova la cucina e l’ingresso sono rivolte ad est, ma parzialmente in ombra a causa di un edificio adiacente.

Gli altri due lati sono uno completamente contro terra, mentre l’altro confina con un’altra proprietà.

Entrando in casa vengo letteralmente assalito dall’odore di muffa.
L’odore è molto forte e difficile da sopportare.

Gioia mi mostra subito il contorno della porta d’ingresso e la cucina, mi dice che quest’ultima era appena stata trattata con il classico rimedio della nonna a base di candeggina, ma che la situazione muffa stava comunque tornando a ripresentarsi.

Poi passiamo al soggiorno, dove cera tra l’altro un armadio a muro incassato nella parete, da cui usciva, il solito forte odore di muffa.

Passiamo poi alla camera delle figlie, la cui situazione è stata quella che mi ha colpito di più.

Si trattava di una camera non eccessivamente grande dentro la quale le figlie di Gioia, ormai adolescenti passavano gran parte delle loro ore in casa, in una situazione molto poco salutare.

Mi ha molto colpito la cosa, perché da genitore ho cominciato a riflettere su tutti i possibili problemi di salute alla vie respiratorie a cui erano esposte queste ragazze.

Proseguiamo con il tour della casa e vediamo nell’ordine la camera padronale e il bagno, dove la musica ovviamente non cambiava più di tanto.

Uno dei particolari che colpiva di più erano le ante degli armadi lasciate aperte per fare in modo che potesse circolare aria all’interno degli stessi.

Le finestre

Arriviamo alle finestre, alla fine non si trattava di sostituzione delle finestre esistenti, ma solo di sostituzione dei vetri su infissi di almeno 50 anni.

Anche se in buone condizioni, costruite in legno di “douglas”,  queste finestre non avevano guarnizioni e avevano un semplice vetro singolo.

Con l’intervento di un loro amico vetraio, Gioia e il marito si sono fatti sostituire solo i vetri installando dei doppi vetri al posto dei vetri singoli.

Sebbene senza un eccessivo miglioramento dell’isolamento termico, il doppio vetro aveva comunque contribuito ad aumentare la trasmittanza termica dell’infisso originale.

Questa situazione, anche se non esageratamente efficace dal punto di vista del risparmio energetico, era però peggiorativa a causa di un ulteriore trattenimento dell’umidità interna.

Tra l’altro, il fatto che le finestre non avessero guarnizioni perimetrali, favoriva degli spifferi che incanalavano le correnti della vallata, facendole arrivare sul muro di contorno delle finestre.

Questo fenomeno, raffreddava il muro oltre il punto di rugiada, facendo poi comparire, anche in questa zona, la muffa.

In ultimo, trattandosi già di una casa piuttosto umida di suo, Gioia aveva in cucina una cappa filtrante e non aspirante, e questo comportava che tutto il vapore prodotto dalla cottura dei cibi, rimanesse dentro casa aumentando ulteriormente il tasso di umidità.

Per capirci, una cappa aspirante prende il vapore e gli odori prodotti dalla cottura dei cibi e li porta in esterno attraverso un tubo.

Mentre una cappa filtrante prende solo gli odori dei cibi, li filtra attraverso speciali filtri a carboni attivi, e immette successivamente l’aria dentro casa, senza però che questa sia ricambiata con aria più secca.

La prima soluzione

Al di la dell’aver accertato la natura del problema, era necessario capire per bene come la famiglia di Gioia vivesse dentro casa, le loro abitudini e il loro stile di vita dento casa.

Così cominciai a prendere appunti circa questi particolari in modo da unire tutte le tessere del puzzle.

Cercai di capire quando e quanto venisse ricambiata l’aria in casa aprendo le finestre, quante persone abitavano la casa e per quante ore, e tutta un’altra serie di informazioni che ritenevo utili alla mia diagnosi.

Gioia mi racconta che ricambia spesso l’aria in casa, specie al mattino dove lascia aperte le finestre per diversi minuti.

Dopo aver raccolto le informazioni per me necessarie offro a Gioia la possibilità di posizionare, per una settimana, un rilevatore di umidità in modo da monitorare la situazione.

Dopo la settimana di monitoraggio con i dati raccolti le avrei potuto dare le indicazioni necessarie per cercare di risolvere la situazione.

Il monitoraggio mi avrebbe permesso di creare per loro una relazione che avrebbe analizzato il problema e avrebbe dato indicazioni per risolvere il problema.

Chiaramente il monitoraggio e la relazione, che comportano un certo impegno di tempo era offerta a pagamento.

Gioia ne parla al marito e successivamente mi conferma la loro volontà di procedere.

Il monitoraggio

Il 25 ottobre 2019, codifico il Data Logger e lo porto a casa di Gioia, lo posiziono in soggiorno e lo lascio li a registrare i dati.

Una settimana dopo ripasso da Gioia, ritiro il rilevatore di umidità e scarico il grafico con i dati sul mio pc.

L’analisi dei dati è implacabile, umidità sempre tra il 78% e l’87,5%, una situazione grave e più che difficile da gestire.

La relazione

La relazione parte illustrando l’attuale situazione della casa, prosegue con le rilevazioni eseguite e l’analisi dei dati, spiega il perché si forma la muffa, le conseguenze e i danni che questa porta, e infine da indicazioni su cosa è possibile fare per risolvere i problemi.

L'analisi dei dati

Nel grafico qui sopra, la linea BLU mostra il tasso di umidità relativa misurato dentro casa, la linea ROSSA mostra la temperatura rilevata, mentre la linea VERDE indica il punto di rugiada.

Le rilevazioni, cominciate venerdì 25 ottobre intorno alle 9 del mattino, sono terminate mercoledì 6 novembre, sempre intorno alle 9 del mattino.

La linea BLU, quella dell’umidità relativa, oscilla tra un minimo del 78% e un massino del 87,5%.

Il grafico rileva che il 24 ottobre alle 15,00, con 21 gradi dentro casa, l’umidità era a 85%, con un punto di rugiada a 18,4 gradi.

Il 25 ottobre, alle 8,52 viene rilevato sicuramente un ricambio d’aria che ha portato l’umidità al 79%, con una temperatura interna a 20 gradi e un punto di rugiada a 16,2 gradi.

La rilevazione evidenzia picchi di umidità in serata, intorno alle 21, dove probabilmente tutti e 4 i componenti della famiglia sono in casa e dove quindi il tasso di umidità prodotto dalla respirazione contribuisce ad alzarne il livello.

Considera che, le 4 persone, due adulti e 2 adolescenti, oltre al loro cane, stando in casa dalle 12 elle 14 ore, dalla sera al mattino, producono complessivamente dai 9 ai 12 litri circa di acqua sotto forma di vapore.

Questo vapore condenserà successivamente sui muri e col tempo si trasformerà in muffa.

Nell’orario in cui tutti i componenti del nucleo famigliare si trovano in casa, con 21 gradi di temperatura, l’umidità varia da un minimo di 85%, ad un massimo di 87,5% , con un relativo punto di rugiada che va da un minimo di 18,4 gradi, ad un massimo di 19,2 gradi.

Il giorno in cui è stato ritirato il rilevatore, alle 8,52 c’era già umidità al 80,5%, con un temperatura di 19,5 gradi e un punto di rugiada a 16,1 gradi.

Per capire meglio il fatto che questa situazione sia altamente dannosa, considera che il tasso di umidità ideale in un appartamento, o in una casa, non dovrebbe superare il 60%.

Questa è la condizione massima ammissibile dentro casa con un temperatura interna di 20 gradi, che è quella massima prevista per legge, e una temperatura esterna a 0 gradi, e rappresenta il parametro di riferimento previsto da ASL.

La mia soluzione

La soluzione che ho proposto per evitare l’accumulo dell’umidità in casa, è stata quella di realizzare un valido ricambio d’aria, automatico e continuo.

Solo in questo modo è possibile risolvere il problema e allontanare efficacemente non solo l’umidità che viene prodotta all’interno della casa, ma anche l’eliminazione di tutte le altre sostanze inquinanti che si trovano al suo interno.

Senza procedere ricambiando l’aria in casa in adeguata quantità e con sufficiente frequenza, il rischio è quello di trovarsi a respirare sempre la stessa aria, che conterrà sempre meno ossigeno e sempre più anidride carbonica.

Per questo, per creare un corretto ricambio d’aria in casa, il metodo più indicato è quello di installare sistemi di ventilazione forzata, “VMC = Ventilazione Meccanica Controllata”, con i quali è possibile regolare i ricambi d’aria automaticamente in base alle abitudini degli occupanti, anche in funzione delle singole preferenze.

Generalmente i sistemi di VMC più prestazionali hanno rendimenti di recupero del calore che vanno dal 80 al 90% anche in funzione della velocità dell’aria, perché più il flusso d’aria è lento e maggiore è il rendimento del sistema di recupero di calore.

Con un sistema di ventilazione meccanica controllata con scambiatore termico, che recupera il calore al 90%, l’aria estratta che poniamo possa essere a 20 gradi, verrà purificata e immessa di nuovo in casa a circa 18 gradi grazie al lavoro dello scambiatore.

Questi soli 2 gradi di differenza non saranno percepibili, grazie al fatto che l’ambiente interno è comunque già caldo e questo porterà enormi benefici al comfort abitativo e alla bolletta energetica.

I sistemi di VMC più moderni hanno dei consumi di energia elettrica molto bassi perché a fronte di pochi watt elettrici impiegati per far funzionare le ventole e i sensori, si possono recuperare molti watt termici, nell’ordine delle decine di volte tanto.

Un’altro consiglio, solo complementare alla ventilazione meccanica controllata è stato quello di suggerire di dipingere le pareti con una pittura a base di calce naturale.

La calce ha proprietà caustiche che eliminano la muffa e ne impedisce la riformazione.

La calce è ecologica perché il prodotto finito è salubre, non ha alcun impatto negativo sulla salute umana e può essere considerato un prodotto edile ecologico, perché sicuro per l’uomo e per l’ambiente.

Le conclusioni

In sostanza ho consigliato a Gioia di procedere subito per verificare come mettere in atto le due soluzioni prospettate e cioè la pittura a base di calce e la macchina, o le macchine, per la ventilazione meccanica controllata.

Ho consigliato inoltre di individuare un buon termo tecnico che potesse calcolare, in funzione dei metri quadrati dell’appartamento e dei dati contenuti nella mia relazione, la soluzione più adatta per risolvere il problema.

Il risultato

Grazie alla mia relazione, ad oggi, Gioia e la sua famiglia hanno potuto risolvere il loro problema.

Il processo non è stato veloce e nel frattempo ogni tanto scrivevo a Gioia per capire come si stessero muovendo.

Fino a che, un bel giorno, ricevo un nuovo messaggio da Gioia che, confesso, mi ha rallegrato la giornata.

Ecco lo screen del messaggio:

Come puoi leggere tu stesso, la situazione è stata risolta e Gioia scrive chiaramente che è stato grazie alla mia relazione che hanno potuto trovare la soluzione al loro problema.

La differenza

Non so se lo hai notato, ma in questa storia c’è un particolare che ritengo sia molto importante e che differenzia me e Sana Finestra da ogni altro mio collega.

Quello che facciamo per prima cosa in Sana Finestra è aiutare le persone a trovare una soluzione ai loro problemi, senza per forza dover vendere qualcosa.

Vedi, quello che troverai nella maggior parte dei venditori di finestre che ti offrono la loro consulenza e il loro supporto, è finalizzato a vendere le loro finestre.

Chiaramente tutto questo è piuttosto normale, dal momento che se uno vende infissi, è proprio vendendo che tira a campare.

Anche noi di Sana Finestra in fondo campiamo vendendo finestre, ma creando il Metodo Sana Finestra abbiamo scelto di mettere le persone che entrano in contatto con noi prima nella condizione di avere tutte le informazioni necessarie.

In questo modo le lasciamo libere di scegliere autonomamente, in base alle informazioni che gli abbiamo dato, se ricevere o meno un’offerta economica da parte nostra.

Quindi solo in un secondo momento eventualmente offriamo la vendita di un prodotto.

Il caso di Gioia ne è la prova, avrei potuto prendermi in carico la soluzione totale del problema, utilizzare il mio termo tecnico di fiducia, fare un’offerta economica, vendere il progetto del lavoro e le macchine per la VMC, guadagnando sia sulle macchine che sulla loro installazione.

Invece l’unica spesa che ho fatto fare a Gioia nei miei confronti è stata quella della relazione, che è costata poche decine di euro.

Dandogli questa relazione le ho motivato il problema e le ho suggerito la soluzione mettendo in condizione lei e suo marito, di capire come potersi muovere.

Alla fine Gioia e la sua famiglia hanno scelto in autonomia senza forzature, ma solo sulla base di un documento serio e dettagliato e non solo in funzione di un sentito dire.

La relazione ha anche aiutato il termo tecnico a scegliere le macchine più adeguate al ricambio d’aria necessario.

Il Metodo Sana Finestra

Nel Metodo Sana Finestra quindi, l’obiettivo principale è quello di metterti in condizione di acquistare finestre che ti possano portare reali vantaggi evitandoti di buttare soldi al vento.

Per individuare l’infisso più adeguato è necessario analizzare attentamente alcuni particolari e partire da un progetto di intervento.

Con questo metodo lasciamo da parte il ruolo di venditori che tutti puntano a ricoprire, orientandoci invece ad essere prima di tutto dei consulenti, perché il Metodo Sana Finestra non è finalizzato a vendere per forza i miei infissi!

Il primo aiuto concreto posso dartelo con la GUIDA GRATUITA che ho scritto appositamente per aiutare le persone come te, che magari si stanno informando per acquistare nuove finestre.

Puoi scaricare le 70 pagine della guida che ti sveleranno quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

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Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

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Cosa scegliere tra 50% e 110%?

Cosa scegliere tra 50% e 110%?

Nelle ultime settimane mi è capitato di parlare con diverse persone indecise sul fatto di scegliere se usufruire del Super Bonus al 110%, oppure se orientarsi sull'Eco Bonus al 50%. Per questo motivo ho pensato di scrivere questo articolo il cui scopo è quello di mettere a terra le varie differenze tra i due bonus. Spero che alla fine dell'articolo tu possa avere le idee più chiare su cosa scegliere. Buona lettura.
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Eco Bonus al 50% e Super Bonus al 110% sono due delle grandi opportunità che ognuno di noi ha per poter riqualificare dal punto di vista energetico la propria casa.

Ma quale bonus scegliere?

Qual è il più conveniente?

Qual è il meno impegnativo?

Quale ha la procedura più veloce?

In questo articolo cercherò di spiegarti le differenze con il fine di aiutarti a scegliere nel modo migliore.

Scopo dei bonus

L’Eco Bonus al 50% è un provvedimento presente in Italia con una Legge del 27 dicembre 2006.

Inizialmente consentiva una detrazione fiscale del 55%, che passò successivamente al 65%, per poi attestarsi da ormai qualche anno al 50%.

È quindi un provvedimento storico, rinnovato di anno in anno, che nello specifico caso dei serramenti ha consentito a migliaia di italiani di sostituire le loro vecchie finestre, con nuove finestre a risparmio energetico, aiutando queste persone a migliorare la qualità e la comodità della loro casa riducendo i consumi di energia per il riscaldamento.

Il Super Bonus al 110% invece, è un provvedimento purtroppo legato alla difficile situazione mondiale, che ha particolarmente interessato anche il nostro paese nel corso del 2020.

Sto parlando chiaramente dell’emergenza Covid-19.

Per rilanciare l’economia è stato dunque introdotto il Super Bonus al 110%, che ti consente di recuperare totalmente alcune spese rivolte al risparmio energetico, maturando un ulteriore 10% come interesse.

In tema di serramenti la distinzione tra i due bonus è piuttosto netta.

I serramenti infatti rientrano solo e sempre nell’Eco Bonus al 50%.

Mentre possono rientrare nel Super Bonus al 110% solo se agganciati ad altri interventi specifici.

Lo avrai sicuramente letto un po’ dappertutto, che questi interventi sono di base l’isolamento delle pareti verticali o inclinate, quindi banalmente un isolamento a cappotto.

La sostituzione di impianti termici quindi caldaie per il riscaldamento, o pompe di calore.

Solo a seguito di uno di questi interventi, definiti trainanti, possono essere abbinati i serramenti.

E’ chiaro quindi che se nel caso di Eco Bonus al 50%, tu puoi sostituire solo le finestre di casa tua, recuperando la metà della cifra spesa, per poter sostituire i serramenti nell’ambito del Super Bonus al 110% dovrai fare interventi più importanti e più impegnativi.

Cosa scegliere?

A questo punto quale scegliere tra le due possibilità?

Qual è la scelta migliore?

Purtroppo non esiste una risposta univoca, perché è molto chiaro che se scelgo il Super Bonus posso ottenere il 100% della spesa effettuata oltre ad un ulteriore 10% di interesse.

Mentre è altrettanto chiaro che con l’Eco Bonus al 50% recupererò solo la metà di quello che avrò speso.

Di conseguenza il primo aspetto da valutare è capire perfettamente di cosa hai realmente bisogno.

Se infatti avevi già intenzione di sostituire le tue finestre e non avevi bisogno di altro, allora il mio consiglio è di procedere sempre con questa scelta, percorrendo la strada dell’Eco Bonus al 50%.

Il provvedimento del Super Bonus al 110% infatti, è molto articolato e prevede interventi più importanti, e soprattutto prevede una serie di verifiche preliminari fatte da tecnici cha hanno specializzazioni diverse.

Nella maggior parte dei casi per ottenere un risultato certo, che non ti faccia correre il rischio di avere seri problemi, dovrai impegnare, e anticipare, delle spese importanti.

Se invece avevi l’intenzione procedere nel breve con una ristrutturazione della tua casa, l’occasione del Super Bonus al 110% è sicuramente molto ghiotta.

Vediamo il perché

Questa ristrutturazione infatti potrebbe diventare molto più ecologica e molto più “risparmiosa” perché finalizzata ad un corposo risparmio energetico, visto che il Super Bonus al 110% interviene in contemporanea su pareti, caldaie e, se serve, infissi.

Per questo motivo le prime valutazioni che ti consiglio di fare sono, come ti ho detto prima, capire effettivamente cosa ti serve.

Se il tuo bisogno era, ed è quello di sostituire solo le finestre, è indubbiamente molto più veloce e più snello orientarsi sull’Eco Bonus al 50%.

In questo modo potresti risolvere i problemi più comuni legati alle finestre e cioè spifferi, infiltrazioni d’acqua, infiltrazioni d’aria e eccessiva spesa per il riscaldamento.

Inoltre con l’opzione della cessione del credito, potresti da subito rientrare del 50% della spesa prevista per la detrazione.

Questa cosa è fruibile anche con il Super Bonus al 110%, ma è un po’ più articolata in quanto la cessione avverrebbe solo a stati di avanzamento.

Un’altro importante particolare che differenzia i due bonus e di cui è necessario tenere conto, è che con l’Eco Bonus al 50%, il rientro della cifra spesa sarà in 10 anni.

Mentre con il Super Bonus al 110%, il recupero totale della spesa più il 10% aggiuntivo, avverrebbe in soli cinque anni.

Appare evidente a chiunque che se in cinque anni si recuperano tutti i soldi spesi e in più ci si guadagna un ulteriore 10%, questo sia altamente più conveniente di un recupero del 50% per giunta in 10 anni.

Tuttavia in pochi riflettono su un particolare molto rilevante che è la capienza fiscale.

Recuperare infatti il 110% in cinque anni, presuppone che, tenendo conto del fatto che la spesa sarà importante, si abbia una capienza fiscale tale da non perdere il beneficio.

Ecco un esempio per fati capire meglio

Ipotizziamo un intervento di 50.000 euro, che porta ad avere un credito d’imposta di 55.000 euro, dato dai 50.000 euro più il 10% che sono le 5000 euro aggiuntive.

Dividendo questa cifra per i cinque anni previsti per il suo recupero, ci si trova con 11.000 euro annue da scontare dalle tasse.

A questo punto se ogni anno si hanno almeno 11.000 euro di tasse da pagare è tutto a posto, mentre se non si dispone di questa capienza fiscale, questi soldi non potranno essere recuperati, ma si recupererà solo quello che concorre a raggiungere l’importo dovuto.

Procedendo con l’esempio di cui sopra, se pago 5000 euro di tasse all’anno, recupererò questi 5000 euro, ma i restanti 6000 euro che mancano ad arrivare agli 11000 maturati col bonus li perderò.

Per superare questa problematica e consentire a più persone di beneficiare dei bonus, è stata introdotta la cessione del credito e lo sconto in fattura.

Di cosa si tratta

Con questi due strumenti si ha la possibilità di accedere sia all’Eco Bonus al 50%, che al Super Bonus al 110%, anche senza la completa disponibilità dei fondi necessari, o senza la necessaria capienza fiscale.

Quali sono i motivi per i quali a questo punto potrebbe essere meno conveniente scegliere il Super Bonus al 110% e di conseguenza optare per il più semplice Eco Bonus al 50%?

Te lo spiego con una parola: RESPONSABILITA’!

In ognuno dei due provvedimenti infatti, sia che si ceda il credito, sia che si scelga di seguire i canali tradizionali recuperando in proprio le somme anticipate, nei 5, o nei 10 anni previsti, la responsabilità in solido resta sempre in capo a chi ha fatto eseguire gli interventi.

Quindi, cedere uno qualsiasi dei crediti maturati, non ti scaricherà dalle responsabilità nei confronti dell’erario in caso di irregolarità.

E per la complessità dei provvedimenti, soprattutto quelli relativi al 110%, risulta evidente che il Super Bonus ha maggiori possibilità di fallimento rispetto al normale Eco Bonus.

Inoltre, tecnicamente, è inutile negare che intervenire con una massiccia coibentazione su edifici con caratteristiche poco affini al risparmio energetico, perché costruiti con tecniche poco evolute, possa creare degli scompensi e rovinare gli equilibri necessari per una vita sana dentro casa.

Fai bene attenzione però, non sto dicendo come dicono in molti, che le case devono respirare ecc. ecc.

È assolutamente possibile riqualificare dal punto di vista energetico una vecchia casa, rendendola super confortevole e orientata al massimo risparmio di energia.

Ma non tutti i tecnici sono in grado di intervenire progettando correttamente questo tipo di interventi.

E la problematica più grande, soprattutto in ambito di Super Bonus 110%, è il fatto che negli ultimi mesi siano nate tantissime aziende, o associazioni di aziende, create appositamente per gestire il Super Bonus.

Aziende speculatrici

E’ evidente che per molti si tratta solo di situazioni a scopo speculativo dovute all’enorme aumento della domanda che il Super Bonus sta favorendo e che favorirà prossimamente.

Da luglio 2020 infatti, sono quasi 5000 le imprese edili nate da zero.

Per qualcuno questo è un successo dell’economia dovuto alla potenza del Super Bonus o meglio del Decreto Rinascita, ma a mio parere invece, si tratta di una situazione di enorme pericolo.

Ritengo infatti che tutte queste aziende siano nate semplicemente per sfruttare la potenza del Super Bonus, senza che chi le abbia create abbia completa affinità con il risparmio energetico ed il benessere abitativo.

Il grosso rischio che si corre affidandosi a queste aziende, attratti magari dal miraggio dei lavori gratis, con un ulteriore guadagno del 10%, è quello di ritrovarsi con una casa acquario, dentro la quale si vivrà male per il resto della propria vita.

Tieni ben presente che il mio scopo con questo articolo non è spaventarti, ma semplicemente darti sufficienti elementi su cui riflettere.

Tiriamo le somme

In conclusione, se stai ancora cercando di capire se scegliere il Super Bonus al 110% o l’Eco Bonus al 50% ti consiglio di fare questi passi:

Se la tua intenzione era semplicemente quella di sostituire le finestre e la tua casa non necessita di ristrutturazione, procedi con il semplice Eco Bonus al 50%, magari optando per la cessione del credito o lo sconto diretto in fattura, in modo da recuperare in breve tempo i tuoi soldi.

Se la tua intenzione era semplicemente quella di sostituire le finestre e la tua casa invece avrebbe comunque bisogno di una riqualificazione importante, perché ha parecchie manutenzioni da fare, allora vale la pena verificare se ti è possibile accedere al Super Bonus al 110%.

Puoi farlo seguendo i primi passi fondamentali che trovi nel primo articolo che ho scritto sul Super Bonus al 110% e che trovi QUI.

Se invece la tua necessità è scaturita perché avevi già in programma di ristrutturare casa e il Super Bonus ha solo accelerato tutto il processo, allora la direzione verso il Super Bonus è la scelta più corretta, e l’aggiunta della sostituzione delle finestre è allineata al concetto di corretto risparmio energetico.

Sana Finestra e gli Eco Bonus

Nel Metodo Sana Finestra l’obiettivo principale è quello di metterti in condizione di acquistare finestre che ti possano portare reali vantaggi evitandoti di buttare soldi al vento.

Per questo in tema di Eco Bonus o di Super Bonus il nostro lavoro principale e rivolto solo alle finestre.

Sopratutto in tema Super Bonus, abbiamo scelto di trattare solo gli argomenti che prendono in considerazione le finestre.

E in tema di finestre ci occupiamo di supportare il nostro cliente, collaborando con il progettista, in modo da gestire correttamente la riqualificazione del foro finestra proprio come facciamo già normalmente anche in tema Eco Bonus.

Ci sembra più corretto occuparci di quello che conosciamo bene, senza addentrarci in temi troppo tecnici che necessitano di competenze proprie di un progettista, che le ha studiate e che le conosce al meglio.

Avremmo potuto fare come una miriade di nostri colleghi, che si sono affiliati o associati ad altre aziende per offrire un servizio chiavi in mano.

Oppure che si sono messe in prima linea come capo cordata della filiera offrendo, proprio partendo dalle finestre, il solito pacchetto completo.

Ma abbiamo preferito starne fuori, ed intervenire solo come esperti di serramenti coadiuvando i progettisti e i professionisti, scelti in autonomia dal cliente.

Solo così abbiamo la certezza di un lavoro trasparente ed eticamente corretto.

Il Metodo Sana Finestra

Grazie a 10 procedure specifiche Sana Finestra è in grado di individuare il prodotto più idoneo a te, alla tua casa e ai bisogni che devi soddisfare, riqualificando interamente il foro finestra per un lavoro senza sorprese.

Questo tipo di approccio di consulenza è indubbiamente più utile per te, perché non è un sistema finalizzato a vendere per forza i miei infissi.

Se devi sostituire le tue finestre, sia in ambito Super Bonus 110%, che in ambito Eco Bonus 50%, posso aiutarti da subito con la mia GUIDA GRATUITA scritta appositamente per le persone come te che si stanno informando per acquistare nuovi serramenti.

Sono 70 pagine scritte in modo semplice e senza complicati particolari tecnici, che ti sveleranno quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

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Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

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Finestre e Bonus Fiscali: attenzione ai prezzi massimi

Finestre e Bonus Fiscali: attenzione ai prezzi massimi

Se vuoi approfittare degli incentivi statali per il risparmio energetico, devi sapere che è necessario prestare attenzione ai nuovi prezzi massimi ammissibili dei prodotti che andrai ad acquistare. In questo articolo ti spiegherò le novità approvate riguardo ai limiti di spesa dei serramenti. Buona lettura.
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Eco Bonus tradizionale al 50% e Super Bonus al 110%, dall’ottobre del 2020 hanno un’incombenza in più, che è quella appunto di dover tenere conto dei limiti di spesa massimi ammessi dalla detrazione.

E bene chiarire che in questo articolo ti parlerò solo dei limiti di spesa relativi alla sostituzione degli infissi e non mi addentrerò in quelli che sono i massimali di spesa ad esempio previsti dal Super Bonus, per tutti gli interventi trainanti che lo innescano.

Voglio essere chiaro su questo punto e per questo ti spiego il perché di questa mia precisazione.

Mi occupo di finestre, e la mia specializzazione è specifica solo in questo campo, per questo voglio mantenere una coerenza professionale.

I massimali su altri elementi, che non sono le finestre è bene che vengano trattati dai rispettivi esperti che ne conoscono meglio le particolarità.

Troverai in rete tantissimi articoli di miei colleghi che parlano specificatamente, specie in merito al Super Bonus 110%, di temi molto tecnici che sono al di fuori dell’universo infissi.

Il loro obiettivo è entrare nelle preferenza delle persone che leggono i loro articoli come esperti a tutto tondo, nella speranza di venir scelti come potenziali fornitori, o come potenziali consulenti.

Nel mio caso invece, la scelta è quella di non andare oltre le mie competenze, perché il Super Bonus 110% è una materia molto complessa che deve essere trattata da tecnici specializzati.

Certo, anche io ho scritto ben 3 articoli in questo blog sul Super Bonus 110%, puoi trovare il primo QUI, il secondo QUI e il terzo QUI, ma si tratta di articoli che non vanno troppo nel tecnico e che aiutano il lettore a fare i passi corretti, senza avere la presunzione di spiegare nel dettaglio argomenti che non fanno parte specificatamente delle mie competenze.

Il mio interesse con questo articolo e unicamente quello di informare il lettore in merito a certe limitazioni, per evitare che si trovi in difficoltà dal punto di vista finanziario al termine dei lavori a causa di spese oltre la soglia consentita.

5 ottobre 2020

Questa è la data in cui sono stati pubblicarti i decreti attuativi riferiti a Eco Bonus 50% e Super Bonus 110%, dentro i quali si trovano i limiti di cui ti ho accennato prima.

Questi decreti sono entrati in vigore il giorno successivo alla loro pubblicazione e cioè il 6 ottobre 2020.

All’interno del decreto attuativo riferito ad Eco Bonus 50% e Super Bonus 110%, e precisamente all’articolo 3, troviamo la dicitura sulle spese massime ammissibili in caso di sostituzione dei serramenti

L’importo massimo che si può portare in detrazione è di 60.000 euro in caso di solo Eco Bonus 50% e di 54.545 euro in caso di Super Bonus al 110%.

Ma fai attenzione, queste sono le spese massime ammissibili totali che sono ulteriormente soggette a costi massimi al metro quadro degli infissi.

Questa distinzione appare molto logica perché è finalizzata ad evitare che ci siano speculazioni, o che qualcuno si approfitti del fatto che lo Stato concorra nelle spese.

Infatti il senso dei provvedimenti ha lo scopo di migliorare l’efficienza energetica del paese attraverso interventi specifici.

Ti faccio un esempio chiaramente rivolto al campo dei serramenti.

Come forse saprai, un infisso può essere realizzato in legno, in alluminio, in pvc, oppure in materiale misto che combina due o più elementi tra quelli elencati.

Ogni materiale ha valori isolanti e prezzi totalmente diversi, tanto che è possibile raggiungere il risparmio energetico necessario previsto dalla Legge, sia con un infisso base e quindi poco costoso, sia con un infisso di lusso e di conseguenza molto costoso.

Iper semplificando prendiamo un infisso in pvc bianco da 7 cm di spessore, che attualmente trovi dovunque, sia nella grande distribuzione che nello show room specializzato.

Indipendentemente dalla sua qualità o dalla sua durata nel tempo, se questo infisso rispetta i valori di isolamento minimi previsti dalla Legge, risulta idoneo ad essere installato e a far beneficiare della relativa detrazione fiscale.

Ipotizziamo che questa finestra costi 500 euro.

In alternativa prendiamo un infisso in legno/alluminio da 8 centimetri di spessore, che ci da un valore di isolamento identico al serramento in pvc.

Anche in questo caso non prendiamo in considerazione la sua qualità e la sua durata nel tempo, ma ci basiamo sul fatto che questo infisso rispetti i valori di isolamento minimi previsti dalla Legge e che quindi risulti idoneo ad essere installato e a far beneficiare della detrazione fiscale.

Ipotizziamo che questa finestra costi invece 1.000 euro.

Appare evidente che a parità di prestazioni isolanti o meglio di risultati di risparmio energetico raggiunti ai fini della pratica di detrazione, un contribuente potrebbe scegliere l’infisso in pvc spendendo la metà rispetto ad un altro contribuente che invece potrebbe scegliere l’infisso in legno alluminio spendendo il doppio.

Le ragioni di questa scelta potrebbero essere di tipo soggettivo.

Ad un cliente potrebbe piacere un infisso piuttosto che un altro in base al suo gusto estetico, oppure potrebbe preferire un materiale rispetto ad un altro per altre motivazioni.

E’ chiaro che lo Stato, mettendo in condizione il contribuente di poter portare in detrazione una certa spesa, voglia evitare di pagare più del dovuto per ottenere lo stesso risultato.

Per questo motivo, se è possibile ottenere lo stesso risultato, impegnando meno risorse economiche, perché si dovrebbe autorizzare spese superiori, che di base saranno per anni in carico ai contribuenti?

Se una persona può ottenere risparmio energetico con conseguente minor utilizzo di combustibile fossile e minor emissione di sostanze inquinanti spendendo 500 euro, perché autorizzare una spesa di 1000 euro per ottenere gli stessi risultati?

Negli anni si sono verificate situazioni in cui le persone che non avrebbero potuto permettersi spese per infissi più pregiati in una condizioni normale, abbiano acquistato serramenti molto costosi, solo perché in parte pagati dallo Stato.

Per questo motivo sono stati introdotti i prezzi massimi degli elementi, per evitare che lo Stato debba pagare più di quello che realmente è necessario.

Lo scopo, lo ribadisco, e riqualificare dal punti di vista energetico il Paese e non dare contributi a chi vuole acquistare finestre placcate d’oro grazie al fatto che si pagano solo al 50%, o che addirittura non si pagano affatto.

Quali sono i limiti di spesa da rispettare per il Super Bonus al 110%

Entriamo nel vivo e vediamo dunque quali sono questi importi massimi.

Partiamo con il Super Bonus al 110%.

I massimali di questo Super Bonus sono quelli previsti nel Listino Prezzi Regionale, riferito ovviamente dalla Regione in cui si dovrà fare l’intervento.

Oppure nel listino prezzi del Genio Civile che è il Listino Prezzi DEI.

La scelta di utilizzare il Listino Prezzi Regionale oppure il Listino Prezzi DEI verrà fatta dal tecnico che seguirà i lavori.

Questo tecnico dovrà asseverare le spese certificando che gli obbiettivi necessari ad ottenere il Super Bonus sono stati raggiunti.

Sarà questo tecnico che si prenderà la responsabilità di scegliere a quale listino fare riferimento e obiettivamente lo farà scegliendo quello che avrà i prezzi più allineati ai costi medi di mercato della zona in cui dovranno essere eseguiti i lavori.

Quali sono i limiti di spesa da rispettare per l'Eco Bonus al 50%

I massimali dell’Eco Bonus al 50% sono diversi da quelli necessari da rispettare per il Super Bonus al 110%.

Questi massimali sono stati previsti nella Tabella allegato “I” al decreto attuativo pubblicato il 5 ottobre 2020 che ti riporto qui sotto:

I prezzi imposti da questa tabella variano in funzione della zona climatica in cui viene eseguito l’intervento.

Quindi se prendo in esame ad esempio la Zona Climatica E, che è quella in cui spesso mi trovo ad operare con Sana Finestra, scopro che per la sola sostituzione delle finestre, la massima spesa detraibile è di 650 euro al metro quadro.

Se contestualmente alla sostituzione delle finestre aggiungo la sostituzione di un sistema oscurante, sia questo una persiana, uno scuro, o una tapparella, ho la possibilità di aggiungere 100 euro al metro quadro all’importo che ti ho indicato sopra.

La spesa massima detraibile in Zona Climatica E, per finestre e sistemi oscuranti sostituiti insieme, sarà dunque 750 euro al metro quadro.

Di questi massimali si parla ormai dal 2013, ma da allora, per diverse ragioni, non si è mai arrivati a renderli obbligatori.

Questo 2020 ha segnato anche questo provvedimento e di conseguenza è necessario che quando si analizzano offerte di potenziali fornitori di finestre, si verifichi che quello che è stato proposto dal fornitore non ecceda questi massimali al metro quadro, per evitare di trovarsi con brutte sorprese.

Non tutti gli infissi sono presenti nei Listini Prezzi Regionali o nel Listino Prezzi DEI

I Listini Regionali ed il Listino Prezzi Dei purtroppo sono quanto di più antico si possa trovare in Italia riguardo agli elenchi prezzi.

Le descrizioni e le caratteristiche sono simili a quelle dei listini delle associazioni di categoria che giravano ai primi anni ’80.

Inoltre si tratta di listini che parlano di prezzo medio al metro quadro, cosa che ormai è da anni superata da tutti i produttori di infissi, che lavorano di base con un listino a griglia.

Un listino a griglia, come vedi dalla foto qua sotto, prende in considerazione un infisso base, dove, seguendo la griglia ed incrociando base per altezza, si arriva a determinare il costo del serramento finito.

Una volta determinato questo costo base, vengono poi aggiunti i costi degli eventuali accessori per personalizzare il serramento.

Come protrai notare se prendi in esame il costo di una finestra da 1 metro per 1 metro, (1000×1000), cioè 1 metro quadrato di finestra, questo prezzo, se raddoppiato, non corrisponderà al costo della stessa finestra da 1 metro per 2 metri, (1000×2000), cioè 2 metri quadrati di finestra.

Mentre se mi rifaccio ai listini prezzi previsti per il Super Bonus al 110%, e prendo il prezzo al metro quadro, una finestra 2 metri per 2 metri costerà esattamente il doppio di una finestra da 1 metro per 1 metro.

Questo accade perché il listino prezzi a griglia è nettamente più preciso rispetto a quello al metro quadro, dal momento che va a comprendere un calcolo molto più analitico delle esatte quantità dei materiali e dei componenti utilizzati.

Ma tornando ai listini da utilizzare, come detto prima, spesso questi riportano descrizioni molto antiche e altrettanto spesso non riportano tutte le tipologie di infissi presenti sul mercato.

Per questo motivo, se il tipo e il prezzo dei serramenti che vorrai installare non è inserito nel listino prezzi scelto, sarà il tecnico asseveratore a verificare che la spesa sia congrua e possa essere portata in detrazione, asseverando il costo ammesso e motivandone la scelta.

Chiaramente in questo caso sarà necessaria una certa correttezza e non si dovrà eccedere volontariamente o in modo speculativo perché, come già detto, lo scopo delle detrazioni e fare risparmio energetico, senza rifarsi gli infissi con le maniglie d’oro o con il rivestimento in pelle.

Cosa diversa invece in caso di Eco Bonus al 50%, dove non c’è una distinzione sul tipo di materiale utilizzato per costruire i serramenti, ma si considera un prezzo unico per tutti.

Se i massimali eccedono cosa si fa?

In merito al Super Bonus 110%, come detto nel paragrafo precedente, tutto dipenderà dal tecnico che dovrà asseverare la pratica relativa al Super Bonus.

A seconda del tipo di intervento da realizzare e della sua complessità l’asseveratore avrà la facoltà di autorizzare una maggior spesa, sempre rimanendo nella legalità e senza cadere nelle classiche scappatoie tipiche della fantasia italiana.

Chiaramente le maggiori spese dovranno essere giustificate da comprovati motivi tecnici, a seguito dei quali i maggiori costi siano necessari e giustificati.

Quindi, banalmente, riprendendo quanto scritto qualche paragrafo fa, un eventuale rivestimento in pelle dei tuoi nuovi serramenti, che ne aumenterà chiaramente il prezzo, difficilmente potrà essere considerato come un costo necessario al raggiungimento dei parametri imposti dal Super Bonus.

Un altro aspetto rilevante è che i prezzi massimi imposti al metro quadro sono riferiti al solo costo dell’infisso ed escludono tutte le spese accessorie come la posa in opera e i costi dei complementi non comunemente necessari.

La posa in opera: un fattore determinante

La foto sopra riporta quanto scritto sotto la tabella allegato “I” che in pratica esclude dai costi massimi IVA e posa in opera. 

Anche se i costi dell’installazione non incidono sui massimali imposti, permettimi di accennarti l’importanza della posa in opera.

Come saprai se mi segui da un po’ di tempo, in merito alla posa in opera potrai trovare chi posa in modo “antico”, senza particolari differenze tecniche rispetto a ciò che si faceva 40 anni fa, mentre potrai in alternativa trovare chi posa in modo evoluto con materiali e tecniche garantite fino a 10 anni.

Chiaramente garantire 10 anni l’installazione potrebbe sembrare poca cosa dal momento che infissi nuovi dovrebbero durare almeno 30 anni.

Ma se dovessi decidere tra una posa tradizionale senza nessuna garanzia scritta, e una posa garantita 10 anni messa per iscritto, sceglierei indubbiamente la seconda opzione.

Si possono infatti posare infissi come avviene nel 90% dei casi, dichiarando semplicemente a voce che si è installato a “regola d’arte”, che di base non dice nulla di che, e che sostanzialmente vuol dire “installo come sono capace”.

Oppure si può installare come fa solo un 10% dei serramentisti, e cioè rispettando i requisiti della Norma 11673 che, anche se volontaria e non obbligatoria, da comunque indicazioni molto più serie e precise.

Sostanzialmente, per te, chi posa seguendo le indicazioni della norma è in grado di darti garanzie di risultato scritte, mentre chi posa in modo tradizionale potrà darti solo indicazioni ”a voce” che, non essendo scritte, lasciano il tempo che trovano.

Tieni presente che ad esempio noi come Sana Finestra, garantiamo la nostra posa in opera contro le infiltrazioni di aria, acqua e aria per 10 anni, avendo anche ottenuto la qualifica Europea EQF3, che certifica le competenze della posa in opera secondo la Norma 11673.

Congruità dei prezzi

Tornando a noi, e ai prezzi minimi al metro quadro, come puoi ben immaginare, a questo punto diventa fondamentale verificare la congruità e la corrispondenza dei prezzi, ai massimali previsti.

Nel caso di Super Bonus al 110% dovrai assicurarti che il progettista consideri e valuti l’allineamento ai listini prezzi scelti come riferimento.

Mentre in caso di Eco Bonus al 50% sarebbe buona cosa che il serramentista a cui ti affiderai, già in fase di presentazione della sua offerta, abbia verificato la congruità rispetto all’Allegato “I”, in modo da poterti dare informazioni circa il rispetto dei requisiti o meno, del sistema proposto.

Si può sforare i massimali?

Se ti stai chiedendo cosa succeda nel caso di superamento dei prezzi massimi imposti per Super Bonus al 110%, oppure per Eco Bonus semplice al 50%, ecco la risposta.

Obiettivamente è bene puntualizzare che il provvedimento non impone un limite vero e proprio, ma è piuttosto più corretto dire che si tratta di un tetto massimo di spesa.

Infatti lo sforamento dei limiti imposti non determina la perdita dei benefici acquisiti.

Per questo motivo ciò che ti serve sapere è che se rimani entro il limite di prezzi al metro quadro previsto, non avrai nessun tipo di limitazione e potrai portare in detrazione la relativa percentuale prevista.

Se invece sforerai questo limite, come detto, non perderai le detrazioni fiscali, ma semplicemente non recupererai i costi che eccedono il massimale previsto.

Il rapporto tra Sana Finestra, Eco Bonus al 50% e Super Bonus al 110%

Come puoi ben immaginare Sana Finestra può occuparsi di finestre sia in ambito Eco Bonus tradizionale al 50% che in ambito Super Bonus al 110%.

In caso di Eco Bonus tradizionale al 50% possiamo supportarti nella scelta dell’infisso e sopratutto nella riqualificazione totale del foro finestra, operazione quest’ultima che normalmente fanno in pochi.

Questo perché il nostro lavoro, infatti, è impostato per così dire al contrario rispetto ai nostri concorrenti.

Perché mentre per loro è fondamentale proporre una finestra qualsiasi a seguito della quale poi si sceglierà come installarla, per noi per prima cosa è necessario capire come riqualificare il vano dove questa finestra dovrà essere installata.

Solo una volta stabilito questo particolare di importanza basilare allora procederemo a trovare il tipo di finestra che più si adatta alla tua casa.

Nella tua ricerca di nuove finestre troverai una miriade di venditori che ti parleranno solo di prodotto, senza andare oltre e senza considerare il serramento come una parte che deve avere una continuità con il muro che la avvolge.

Per questo la vendita di ogni finestra dovrebbe essere proposta solo dopo aver progettato l’intervento, in modo da tenere conto delle sue prestazioni e del fatto che queste prestazioni siano mantenute una volta che questa sarà posizionata nel vano murario.

Questo è possibile solo a seguito di un’attenta progettazione preliminare che nella filosofia di Sana Finestra viene prima della scelta del prodotto.

Vale lo stesso anche in ambito Super Bonus 110% anzi, in quel contesto, dove l’isolamento dell’edificio dovrà essere superiore grazie agli interventi trainanti, e basilare progettare la riqualificazione del foro finestra.

Sostituire gli infissi in ambito Super Bonus 110%, senza prima prevedere la progettazione dell’installazione, porterebbe ad un errore fatale per la vivibilità delle propria casa.

In caso di Super Bonus 110% però, Sana Finestra potrà intervenite solo come collaboratore del progettista, a cui inizialmente competeranno tutte le valutazioni preliminari necessarie.

E’ inutile infatti prevedere di intervenire sui serramenti in ambito Super Bonus 110% senza che prima si progetti gli interventi trainanti necessari.

Come Sana Finestra potrà aiutarti

Il ruolo principale di Sana Finestra non è quello di venditore, ma prima di tutto quello di consulente, perché il Metodo Sana Finestra non è un sistema finalizzato principalmente a vendere infissi!

L’aiuto che puoi ottenere da Sana Finestra in fase iniziale è totalmente gratuito ed è ottenibile scaricando la GUIDA che ho scritto appositamente per aiutare le persone come te che si stanno informando per acquistare nuove finestre.

Sono 70 pagine scritte in modo semplice e senza complicati particolari tecnici, che ti sveleranno quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

E abbinata alla Guida avrai il diritto di avere una consulenza telefonica sempre gratuita, della durata di 30 minuti.

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Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

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Super Bonus 110%: cessione del credito o sconto in fattura?

Super Bonus 110%: cessione del credito o sconto in fattura?

Eccoci al terzo articolo che parla del super bonus al 110%. In questo articolo voglio parlarti di una delle caratteristiche che rendono molto allettante buttarsi nella mischia per ottenere questa agevolazione. Si tratta della cessione del credito o dello sconto in fattura. Quali sono le differenze tra le due scelte e come orientarsi al fine di scegliere? Seguimi e te lo spiegherò in questo articolo. Buona lettura.
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Lo scopo del super bonus

Il super bonus al 110% ti consente di ristrutturare casa dal punto di vista energetico o sismico, recuperando totalmente le spese sostenute.

Come ogni bonus presente in Italia, da quello al 50% per ristrutturazione e per risparmio energetico, a quello al 65% per la climatizzazione invernale, a quello al 75% riservato ai condomini, a quello al 90% per le facciate, il procedimento da seguire è sempre stato il medesimo.

Il beneficiario, e cioè chi fa eseguire i lavori nella propria casa, prima paga tutti i lavori necessari, poi porta in detrazione annualmente una quota della percentuale di spesa che può detrarre.

Le modalità operative sono diverse a seconda del tipo di bonus utilizzato e vanno dalla presentazione di una specifica documentazione alla semplice presentazione delle spesa sostenuta in sede di dichiarazione dei redditi.

Il problema più ricorrente

La problematica che questo meccanismo comporta è abbastanza evidente ed è il fatto di dover anticipare tutta la somma necessaria.

Per questo la novità introdotta dal Decreto Crescita per il super bonus al 110% e per alcune altre tipologie di detrazione, è la possibilità di avvalersi di importanti strumenti finanziari.

Sopratutto nel caso del super bonus 110%, dove le cifre sono indubbiamente importanti, poter cedere il credito è un’opportunità molto vantaggiosa.

La stressa possibilità esiste anche per il semplice recupero dell’eco bonus al 50% anche se non è l’oggetto di questo articolo, ma che lo potrebbe diventare nel caso tu non riesca ad avere i requisiti per accedere al super bonus.

Premesso che, specie nel mio settore, dove sostituendo le finestre, beneficerai di maggiore confort, minore spesa per il riscaldamento invernale ed il raffrescamento estivo, oltre ad un deciso miglioramento estetico e di prestigio della casa, sono dell’idea che i soldi, almeno in parte, li devi avere, se no è inutile solo pensare di mettersi all’opera.

Poi sono d’accordo sul fatto che sia illogico non sfruttare tutte le possibilità messe in campo dallo Stato per agevolare il recupero delle somme anticipate tramite la detrazione annuale, o ancora meglio la cessione del credito, o infine lo sconto in fattura.

Ma a parere mio, che quindi si tratta di una semplice opinione che non vuole condizionare la tua volontà, mettersi in pista per fare un lavoro da decine di migliaia di euro, senza avere una piccola base di fondi alle spalle, equivale a gettarsi da un aereo senza avere un paracadute di riserva.

Quali sono le possibilità di pagamento disponibili

Nell’ambito del super bonus attualmente hai tre possibilità che sono nell’ordine:

1 – Pagare interamente i lavori e farteli rimborsare dallo Stato attraverso una detrazione dalle tasse.

2 – Cedere il credito che hai maturato, sempre a seguito dei lavori pagati interamente, ai fornitori che sceglierai, oppure ad una banca, o alle poste, o a una finanziaria, oppure ad un’assicurazione

3 – Ottenere subito uno sconto in fattura da parte del fornitore a cui affiderai il lavoro.

Nel paragrafo successivo prenderemo in esame solo la seconda e la terza opzione, mentre alla prima dedicheremo una riflessione più avanti.

La differenza tra le due possibilità: Cessione del credito

Cominciamo quindi con la cessione del credito

Come dice la parola stessa si tratta di un credito che tu hai maturato, che hai acquisito e che presuppone che tu abbia fatto qualcosa a seguito di cui ti ritrovi con un’ipotetica cifra da riscuotere.

In sostanza tu fai i lavori previsti dal super bonus al 110% e ti ritrovi con un credito nei confronto dello Stato dell’importo dei lavori, più un ulteriore 10%.

Ti faccio un esempio banale ma più immediato da comprendere.

Esegui la riqualificazione della tua casa seguendo le specifiche del super bonus al 110%.

Impegni una cifra di 100.000 euro, alla fine dei lavori e delle procedure di cui parlo nell’articolo che puoi trovare QUI, ti ritroverai a vantare un credito nei confronti dello Stato di 110.000 euro.

A questo punto puoi cedere questo credito maturato di 110.000 euro direttamente al tuo fornitore se è un general contractor, o ai tuoi fornitori se hai lavorato in autonomia scegliendo tu le varie aziende.

Oppure ancora puoi recarti nella tua banca, o alle poste, o in un’assicurazione o in una finanziaria, purché abbiano aderito all’iniziativa, cedendo loro il credito maturato.

Le condizioni cedendo il credito

Nel caso di cessione ad una qualsiasi delle figure di cui ti ho parlato prima, ogni soggetto avrà le sue politiche di acquisto del credito, che tu dovrai verificare con i diretti interessati in modo da poter trovare quello che ti conviene di più.

Attualmente i general contractor sono meno convenienti, anche se però si occuperanno di tutto loro senza che tu ti debba scomodare, mentre tutti gli altri sono più convenienti anche se sarai tu a dover adempiere a tutta una serie di documenti da produrre per ottenere il tuo rimborso.

Nella pratica banche, poste, assicurazioni e finanziarie acquisiscono il tuo credito rimborsandoti una percentuale che in genere è intorno al 91% del 110%, punto percentuale in più, punto percentuale in meno.

Sempre partendo dal nostro esempio, spesa lavori 100,000 euro, credito maturato 110.000 euro, il cui 91% ammonta a 100.100 euro.

Chiaramente la convenienza per te rimarrà sempre, anche se ridotta rispetto al fatto di arrangiarti con le tue risorse in quanto recupererai solo la cifra spesa e non quel 10% in aggiunta maturato.

Questo succederà perché, le banche, le poste, le assicurazioni o le finanziarie, accettando il tuo credito, recupereranno la somma dallo Stato in 5 anni e di conseguenza quel 10% maturato rappresenterebbe i costi finanziari dell’anticipo di denaro.

Quindi in sintesi il costo per te alla fine dei lavori sarà zero, mentre con un general contractor potrebbe succedere che il tuo recupero non sarà del 100% ma qualche punto percentuale in meno.

Pro e contro

I pro dell’operazione sono il recupero di tutto quanto speso, o di poco meno.

Mentre i contro sono che per maturare il credito, prima di tutto dovrai anticipare le somme e di conseguenza esporti finanziariamente.

Infatti il credito viene maturato solo a lavori terminati e a pratica di asseverazione del tecnico progettista conclusa e presentata.

Per correttezza devi sapere che sono previsti dei SAL, (stato avanzamento lavori), nella misura del 30%, ma ciò non toglie che anche se non totalmente, le cifre da anticipare saranno comunque necessarie.

La differenza tra le due possibilità: Sconto in fattura

Con lo sconto in fattura, il procedimento è molto simile alla cessione del credito.

Ma mente nella cessione del credito tu maturi prima un credito nei confronti dello Stato che potrai cedere a tua volta al tuo fornitore o alla banca, con lo sconto in fattura tu non maturerai nessun credito, perché ottieni subito uno sconto diretto.

Lo sconto in fattura, come dice la parola stessa, significa scontare totalmente la cifra necessaria per fare i lavori.

Questo presuppone che nello specifico il credito non esista ancora, perché i lavori non sono ancora stati fatti.

Di conseguenza ogni singola azienda, o un solo soggetto nel caso di affido lavori ad un general contractor, dovrà accettare di eseguire gli interventi necessari senza farti anticipare un centesimo.

Anche se a prima vista potrebbe sembrarti illogico che un ‘azienda accetti di lavorare senza percepire alcun compenso, devi sapere che il fornitore potrà poi a sua volta cedere lo sconto che ti ha praticato ad un suo diretto fornitore, oppure ai soggetti che ti ho già citato in precedenza e cioè banche, poste, assicurazioni, o finanziarie.

Tieni presente che, in questo caso, il ritorno economico potrebbe non essere del 100%, ma potrebbe essere anche inferiore.

Mi spiego meglio con il solito esempio dei 100.000 euro.

Riqualifichi la tua casa per una cifra di 100.000 euro, ed ottieni subito uno sconto in fattura.

Se cedi ad un soggetto che esegue i lavori che si tiene “in pancia” le tue 100.000 euro, andando a compensarle dalle sue tasse in 5 anni, quasi sicuramente lo sconto sarà totale.

Ma se il fornitore, deciderà a sua volta di cedere il tuo sconto sempre ad una banca, alle poste, ad una finanziaria o ad un’assicurazione, nella maggior parte dei casi ti sconterà si tutto l’importo dei lavori previsti, ma questo importo sarà già stato maggiorato per recuperare le varie esposizioni finanziarie.

Il fornitore infatti potrà a sua volta cedere la cifra che ti avrà scontato ai soggetti che ti ho indicato sopra solo a credito acquisito, o dietro l’utilizzo di un prestito ponte da parte della banca per non andare in difficoltà dal punto di vista della liquidità.

Questa esposizione finanziaria dunque comporterà una maggiorazione del costo dei lavori.

Esiste un problema

Anche se a prima vista a te potrebbe non interessare questa cosa, il mio consiglio e di fare molta attenzione.

Il motivo è che eseguendo lavori nell’ambito di super bonus al 110% esistono dei massimali di costo da rispettare che il tecnico asseveratore dovrà validare.

E’ chiaro che, nel caso i prezzi aumentino per evidenti esigenze finanziarie, anche se non si tratta di una pratica scorretta, non rientrando nei massimali quelle cifre sarebbero escluse dalla detrazione e sarebbero in carico al committente e cioè a te.

Ecco il classico esempio:

Fai i soliti lavori trainanti previsti per ottenere il super bonus al 110%, aggiungi anche gli infissi che da soli hanno un valore di 20.000 euro e ti rivolgi ad un serramentista al quale chiedi lo sconto diretto in fattura.

Questo serramentista ti fa subito una fattura degli infissi scontando in fattura l’importo totale.

Lui a questo punto al termine dei lavori, certificati con l’asseverazione del tecnico, maturerà l’importo che ti ha scontato, più un 10% quindi 22.000 euro che andrà a compensare autonomamente dalle sue tasse nei successivi 5 anni.

In questo caso tutto filerebbe liscio come l’olio.

Ma poniamo il caso che questo serramentista ti abbia concesso lo sconto in fattura solo per non rischiare di perdere la commessa e che a sua volta, per non rimanere a corto di liquidità, ceda quello che ti ha scontato ad un suo fornitore.

A questo punto poniamo il caso che il fornitore paghi al serramentista solo il 90% della cifra che questo ti ha scontato e cioè 18.000 euro.

Ergo al serramentista mancano 2.000 euro.

E’ chiaro che questi 2.000 euro, prevedendo l’operazione, verranno ricaricati sulla fattura iniziale che quindi non sarà più di 20.000 euro ma di 22.222 euro.

In questo modo il tuo serramentista, cedendo a sua volta il credito al suo fornitore diretto che glielo pagherà al 90%, incasserebbe la cifra corretta di 20.000 euro.

Ma sta di fatto che questi serramenti del valore di 20.000 euro, in fin dei conti sono stati fatturati a 22.222 euro, quindi ben 2.222 euro in più.

Dove sta il problema

A questo punto potresti pensare che a te non interessa tutto questo, perché partendo dal presupposto che tu non vuoi tirare fuori un centesimo e che tanto paga lo Stato, le 2.222 euro in più non ti fanno ne caldo ne freddo.

Ma a questo punto entrano in gioco i massimali di spesa al metro quadro degli infissi.

La Legge prevede infatti che il progettista asseveratore si attenga ai Listini Regionali, o al listino prezzi DEI.

La scelta verrà fatta naturalmente dal progettista in funzione del listino più conveniente e cioè dei prezzi che gli consentano di non sforare con i costi, andando contro la Legge.

Per cui se la spesa sostenuta per sostituire gli infissi, divisa per i metri quadri degli stessi, sfora i massimali previsti nei listini, si crea un problema.

E questo problema è che tu sarai sempre il responsabile in solido della congruità delle spese che, se supereranno i massimali imposti, non ti saranno riconosciuti, mettendoti in condizione di doverli coprire autonomamente.

La prima opzione: Scontare il bonus in autonomia

All’inizio di questo articolo ti ho parlato della possibilità di pagare interamente i lavori e di farteli rimborsare dallo Stato attraverso una detrazione dalle tasse.

Questa pratica presuppone per prima cosa che tu abbia una tua disponibilità finanziaria, che ti consentirebbe di far eseguire i lavori pagandoli per intero.

Dopodiché una volta maturato il credito, andrai a riscuoterlo tu direttamente, scalandolo in 5 anni dalle tue tasse, che di norma si pagano ogni anno a luglio.

Quindi nel caso dell’ormai famosissimo nostro esempio, i 100.000 euro spesi, che ti consentiranno di maturare un credito da parte dello Stato di 110.000 euro divisi per 5 anni, ti consentiranno di portare in detrazione 22.000 euro all’anno.

Le condizioni maturando il credito in proprio

Appare subito evidente nell’esempio che ti ho fatto, che se non hai un’adeguato reddito, risulterà difficile portare in detrazione cifre importanti.

Prendendolo in esame in modo specifico infatti, per prima cosa tu dovresti pagare tutti i 100.000 euro di lavori, e poi avere almeno 22.000 euro di tasse all’anno da scalare.

In caso contrario, scaleresti solo le effettive tasse da pagare mentre le altre le perderesti.

Per cui, poniamo il caso che tu debba pagare 5000 euro di tasse annue a fronte di 22.000 euro di detrazione spettante, 5.000 euro non le pagheresti, ma le 17.000 euro di differenza tra i 22.000 e i 5.000 li perderesti, perché non è previsto nessun rimborso a conguaglio.

E’ evidente che questa tipologia di gestione è riservata a chi ha una buona capienza fiscale che potrebbe addirittura portare ad un vantaggio superiore rispetto ad ogni tipo di investimento attualmente disponibile sul mercato finanziario.

Avendo una buona capienza fiscale, cioè pagando un bel po’ di tasse all’anno, si avrebbe convenienza ad anticipare la somma necessaria, che porterebbe ad un ritorno del capitale con un rendimento in 5 anni del 10%, che di base è un 2% annuo e più o meno un 3,36 attualizzato.

Mentre se pensi agli investimenti disponibili attualmente, la maggior parte ha un rendimento inferiore a quello prospettato in questa ipotesi legata al super bonus.

Fai la tua scelta

Quando si parla di soldi è molto difficile dare consigli ed in questo specifico caso non mi sento di prendere una posizione e di darti un consiglio.

Credo e spero di essere riuscito a darti sufficienti informazioni per aiutarti a capire quali sono le particolarità di ogni opzione e le opportunità che queste riservano.

Personalmente come Sana Finestra la prima cosa che facciamo è quella di spiegare al meglio queste tre opzioni alle persone che entrano in contatto con noi, consigliando, a seconda del tipo di intervento, l’opzione che riteniamo più vantaggiosa.

Ad esempio nel caso si tratti di un intervento relativamente semplice come ad esempio posare un rivestimento a cappotto e sostituire i serramenti, in un contesto di casa singola o bifamiliare, consigliamo di rivolgersi in autonomia alla propria banca per valutare le condizioni.

Mentre in un intervento più complesso, come un intervento condominiale, potrebbe essere più indicato rivolgersi ad un general contract, che contribuirebbe indubbiamente a snellire il carico di incombenze del committente.

Detto questo un altro aspetto su cui non mi voglio proprio addentrare in modo specifico, è proprio quello finanziario, dal momento che non rientra nella mia specializzazione.

Il mio ruolo

Quello che so fare, come saprai se mi segui da un po’, è quello di lavorare sulla riqualificazione del foro finestra che, specialmente in caso di super bonus, necessita in modo particolare di ancora più attenzione.

Infatti, trattandosi di un intervento altamente orientato a coibentare ermeticamente la casa, senza una riqualificazione specifica del foro finestra potresti correre il rischio di avere problemi di condensa e di muffa ben peggiori di quelli che potrebbero capitare in una semplice sostituzione di finestre.

Come detto in uno dei precedenti articoli che ho scritto sul super bonus al 110%, il rischio più grande è quello di tralasciare alcuni aspetti molto importanti a causa del miraggio dato dai lavori gratis.

Il mio consiglio quindi, più che di tipo finanziario e di tipo tecnico e ti invito a evitare il semplice acquisto dei prodotti visti in vetrina, o a chi ti propone solo un elenco prezzi, ma di orientati verso chi per prima cosa studia un progetto di intervento completo di pro e di contro, che rileva le criticità e che propone soluzioni adeguate.

In questo modo sarai sicuro di poter ottenere il massimo vantaggio per te, per la tua casa e per la tua famiglia.

Nel caso tu stia per metterti in pista per voler sfruttare il super bonus al 110%, dove desideri sostituire anche gli infissi, puoi avere da Sana Finestra un supporto tecnico gratuito scaricando subito la GUIDA che trovi qui sotto.

Sono 70 pagine scritte appositamente per i non addetti al lavori, che ti sveleranno quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza commettere costosi errori.

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Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

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Super Bonus 110%: quali aziende scegliere?

Super Bonus 110%: quali aziende scegliere?

Il super bonus 110% è ormai una realtà e a questo punto è il momento di mettersi in pista per impostare tutte le azioni da fare. Per questo motivo ho pensato di scrivere questo articolo con il fine di darti importanti spunti per poter scegliere con la necessaria oculatezza le aziende a cui affidarti. Buona lettura.
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Una delle fasi più problematiche quando si tratta di lavori in casa, è quella di scegliere la ditta a cui affidarsi.

Il potersi fidare di chi entrerà in casa tua è il nodo da sciogliere e, oggi più che mai, questo particolare merita un’attenzione particolare.

Il motivo è semplicissimo ed è ascrivibile alla speculazione di molti improvvisati, che grazie al fermento scatenato da questo super bonus, saranno più che agguerriti nella lotta ad accaparrarsi più commesse possibili.

Quindi come scegliere correttamente le aziende a cui affidarsi?

Cominciamo con una premessa

Questo articolo è la continuazione di uno precedente che ho scritto per parlarti del super bonus 110%, che puoi trovare QUI e che ti spiega quali sono i passaggi fondamentali da seguire prima di partire.

Per parlarti al meglio di come scegliere le aziende più affidabili probabilmente non sarebbe sufficiente un’enciclopedia, ma dato che non voglio rubarti troppo tempo, cercherò di limitarmi ai passaggi essenziali.

Se parlassimo solo di serramenti ad esempio, devi sapere che ho scritto una guida specifica che spiega cosa devi fare per sceglierli nel modo corretto e un’ampia parte di quella guida riguarda proprio come scegliere al meglio il fornitore di finestre ideale.

Questa guida è un’ottimo sistema per spiegarti come capire meglio a cosa devi prestare attenzione, perché ti parla del mio sistema di lavoro, piuttosto che dei prodotti che vendo.

Con la guida non ti porto a valutare una mia finestra rispetto alla finestra di un mio concorrente, ma ti spiego cosa posso fare io per te, e se quello che ci troverai dentro non pensi faccia al caso tuo, non ti farò perdere tempo, perché capirai da subito che non sono la persona giusta per te e non sarai andato alla cieca solo sulla base di un semplice e anonimo preventivo.

Ma non stiamo parlando di finestre

Tralasciando le finestre, ecco alcune indicazioni di massima circa le possibilità di scelta delle aziende che ritengo siano più affidabili.

Fondamentalmente hai due scelte, la prima è che ti affidi ad un General Contractor, cioè un solo interlocutore che ti farà da coordinatore e che terrà tutti i rapporti con le aziende necessarie.

Solo in questo particolare caso potrebbe venire meno la figura del tecnico progettista di cui ho parlato in questo articolo, che magari è già interna al General Contractor.

Per tecnico progettista intendo quello che coordinerà i lavori, non quello che farà le verifiche preliminari che invece, come scritto nell’articolo precedente che ti ho linkato poco sopra, che ti ricordo dovrà essere un termo tecnico.

La seconda possibilità è invece quella di scegliere in autonomia le aziende e farle coordinare dal tecnico progettista che dovrà fare la direzione lavori e di cui ti ho parlato sempre nel precedente articolo.

Qui dipende tutto dalla tua comodità, ma tieni presente che il criterio di scelta delle aziende deve essere fatto in funzione dei benefici che sapranno trasmetterti, dal curriculum che hanno e dell’attenzione che saranno in grado di darti.

Quindi il mio consiglio è quello di prestare molta attenzione a imprese edili, aziende che fanno cappotti, o aziende idrauliche che fanno impianti di riscaldamento, che ti portano il loro termo tecnico con il quale lavorano da anni, facendoti credere che sia la soluzione migliore e più comoda per te.

Stessa cosa ovviamente, dal momento che chi ti scrive si occupa di infissi, vale anche nella scelta del fornitore di finestre.

Stai molto attento anche nel caso si tratti di imprese che si sono associate solo all’occorrenza, perché molto probabilmente si tratterà solo di opportunisti ai quali interessa solo aumentare il loro giro d’affari, senza che tra loro ci sia necessariamente un feeling, una buona coordinazione e un’abitudine a lavorare in team.

Tutto quanto sopra ovviamente a meno che tu conosca personalmente ciascuna di queste aziende, o nel caso la loro professionalità e correttezza siano comprovate attraverso esperienze o testimonianze di utenti o clienti, che ti possano far stare tranquillo.

Un’ulteriore possibilità è quella di orientarsi su aziende associate già da diverso tempo e che quindi sono abituate a collaborare e a coordinarsi in modo impeccabile.

In termini di General Contractor, un possibile grande pericolo è rappresentato dalla discesa in campo delle E.s.co, Energy Service Company, aziende multinazionali che operano nel campo dell’energia, che si porranno come capo cordata nella gestione dei lavori.

Il problema di queste aziende è il fatto che raggruppano sotto di loro piccole realtà artigiane, alle quali fanno contratti di fornitura imponendogli prezzi eticamente poco gratificanti.

E’ già successo qualche anno fa con la sostituzione delle caldaie.

Non so se ricordi ma c’era una campagna che proponeva la sostituzione delle vecchia caldaia a gas, con una di nuova generazione ad un prezzo modesto e quindi molto vantaggioso.

La E.s.co forniva la caldaia che faceva installare da piccoli artigiani con i quali aveva stipulato un contratto che sostanzialmente offriva un certo numero di installazioni in un arco temporale ben definito.

In cambio della sicurezza di un lavoro costante nel tempo, la E.s.co imponeva dei prezzi particolari agli installatori, che per questo erano costretti a ottimizzare i tempi di esecuzione dei lavori per non rimetterci.

Ecco quindi che, con una situazione simile, il rischio di avere lavori poco performanti o che nel tempo creino problemi, è abbastanza reale e per questo ti consiglio di ponderare molto bene questo aspetto, perché nel caso di queste realtà, difficilmente avrai la certezza di ottenere i risultati sperati messi in forma scritta nero su bianco.

Il mio consiglio

Il mio consiglio a questo punto è quello di cercare quelle aziende, per la verità molto rare, che hanno selezionato alcuni partner totalmente autonomi e il cui intento primario è quello di metterteli a disposizione in una prima fase, magari con una consulenza gratuita.

Esistono infatti aziende che attraverso una speciale consulenza preliminare, sono capaci di metterti a disposizione le figure necessarie a trattare il tuo caso specifico.

Lo fanno attraverso solidi accordi con dei professionisti in grado di darti le indicazioni necessarie e che di base non hanno la finalità di farti a tutti i costi un’offerta commerciale per eseguire i lavori.

Offrono quindi solo consulenza strategica, non finalizzata ad assicurarsi lavori e commesse.

Riescono a darti informazioni utili a capire quello che ti serve e come muoverti per ottenerlo indipendentemente dal fatto che tu voglia oppure no affidarti a loro.

Dal momento che alla fine ci sono in ballo lavori totalmente rimborsati, piuttosto che delegare totalmente al primo che capita, ritengo sia più utile impegnarsi a cercare aziende come le ultime di cui ti ho parlato ora.

Per intenderci devi trovare le aziende che ti possono dare in prima battuta solo quello che è necessario indipendentemente dal super bonus, e in secondo il rispetto di ciò che prevede la Legge specifica sul 110%.

Mi spiego meglio, non ti serve un’azienda che ti dia quello che è previsto nel super bonus solo perché richiesto dalla Legge, ma quella che ha già un modo di lavorare orientato a darti quel tipo di risultati indipendentemente dal super bonus.

Le prescrizioni del super bonus non sono certo delle novità nel campo, e dovrebbero essere la normalità nell’edilizia in generale, ma purtroppo per molte aziende non lo sono, ma lo diventeranno solo perché gli verrà imposto dalla Legge.

Ma per fare un paragone, se sono abituato a guidare un’utilitaria, e domani mi mettono in mano una Ferrari, non saprò di certo gestirla facilmente e in breve tempo.

Immagino tu sappia che, quando acquisti una Ferrari, prima di consegnartela ti insegnano per un periodo di tempo a guidarla correttamente.

Questo per dirti che, sopratutto in un provvedimento così complesso ed articolato come quello del super bonus, non puoi permetterti di affidarti ad aziende che non sono abituate a lavorare secondo determinati standard.

Sono troppe le aziende che lavorano tanto per arrivare a sera e che in questo periodo si adattano a lavorare in modo diverso solo perché costrette dalle disposizioni di Legge.

Per queste aziende conta solo l’aspetto estetico e non si bada a tutto quello che a lavoro finito non si vede.

Per questo motivo potrebbe capitare di avere un lavoro all’apparenza fatto bene perché esteriormente gradevole, ma che nelle sue parti nascoste, potrebbe occultare gravi problematiche.

Penso sarai d’accordo con me che se le prescrizioni del super bonus non fanno già parte del DNA di lavoro di un’azienda, difficilmente questa sarà in grado di darti vantaggi ottimali senza crearti problemi futuri.

Un esempio lampante arriva da tutte quelle aziende che si sono pubblicizzate fino ad oggi in merito al 110%, a partire da quando era solo un semplice annuncio mediatico.

Anche adesso queste ditte continuano a bombardarti con pubblicità del tipo: “Contattaci per ottenere lavori gratis”.

Come puoi facilmente immaginare, questi dimostrano solo di voler cavalcare l’indotto creato da questo super bonus e personalmente ti consiglio di scartarle a priori.

Nell’ambito dei lavori di coibentazione, fatti ad esempio da figure diverse che si limitano a posare un super cappotto o una super caldaia nel rispetto dei parametri di Legge, senza che ci sia stata un’attenta analisi, da un lato ti porteranno certamente ad ottenere i benefici economici previsti, mentre dall’altro potrebbero farti correre il rischio di trovarti con una casa invivibile perché sottovuoto.

Il riferimento agli infissi

Se prendo in esame il campo dei serramenti, dal momento che è la mia specializzazione, una delle problematiche più ricorrenti quando vengono sostituiti è che in pochissimi si preoccupano di riqualificare il foro finestra dove ci sono i vecchi infissi.

Questa cosa ha portato negli anni ad un proliferare di lavori che anziché portare vantaggi hanno creato problemi.

Quindi ci si trovava, e ci si trova ancora oggi, con finestre ultra isolanti, vendute a chi non ne aveva bisogno, e installate in modo che le prestazioni dei serramenti acquistati, non vengono garantite una volta montate.

Proprio questo è il rischio che corri, perché il miraggio del tutto gratis in genere fa calare l’attenzione, dal momento che di base non stai realmente utilizzando soldi tuoi, che ti sei guadagnato col sudore della fronte, sacrificando famiglia e vita sociale per ottenerli.

Normalmente quando una cosa è gratis e non ti tocca direttamente il portafoglio, spesso viene gestita con superficialità e in questo caso la perdita del controllo potrebbe essere molto pericolosa.

In merito ai serramenti, il loro rifacimento come saprai non rientra direttamente nella detrazione del 110%, a meno che non siano legati ad interventi di risparmio energetico cosiddetti trainanti.

E’ comunque illogico però intervenire sulla casa coibentandola, lasciando intatti infissi più vecchi di 10 anni.

Considera anche che, come detto in precedenza, se vado ad eseguire un cappotto su un edificio, per poter fare un lavoro completo, le finestre devono essenzialmente essere sostituite e modificate in modo da assicurare la corretta gestione dei ponti termici.

Fai attenzione però, perché il rischio che corri nella scelta degli infissi, è quello di sceglierli in modo inadeguato solo perché chi te li propone punta a darti il top di gamma, dal momento che non lo paghi.

Ma se questo top non deriva da una corretta progettazione che deve essere integrata con gli interventi trainanti del super bonus, rischia di creare una casa acquario, che sarà poco salutare e ovviamente invivibile.

Credi di voler correre il rischio di vivere in un acquario?

Quindi i tipi di aziende da scegliere sono quelle che mettono la valutazione della situazione esistente e nello specifico la progettazione del tipo di intervento da eseguire in primo piano.

Questo indipendentemente dal fatto che si tratti di super bonus, che come detto ha regole imposte, piuttosto che si tratti di un lavoro al di fuori del super bonus.

Limiti di spesa

Risparmia con la sostituzione degli infissi

Come scritto nell’articolo citato in precedenza, che puoi leggere QUI, dovrai prestare attenzione ai limiti di spesa sui costi dei vari interventi.

Per cui devi verificare bene, con l’aiuto del tecnico a cui ti affiderai, di non uscire dei massimali di spesa previsti.

In merito agli infissi, il super bonus fissa degli importanti parametri di spesa che fanno riferimento ai listini prezzi delle opere pubbliche Regionali, oppure al listino prezzi DEI e cioè del Genio Civile.

La scelta di quale listino seguire dipenderà dal tecnico a cui ti sarai affidato, tenendo conto del fatto che eventuali costi dei materiali non previsti dentro i listini appena citati, dovranno essere asseverati dal tecnico in modo da autorizzarne l’applicazione.

Come lavora Sana Finestra

Bene arrivato fin qui qualora tu non sappia niente di me e di Sana Finestra, come avrai capito noi siamo specializzati nella sostituzione delle finestre
sopratutto nelle case abitate.

Attualmente Sana Finestra non ha promosso nessuna campagna specifica per attirare a se clienti che vogliono beneficiare del super bonus al 110%.

Il motivo di ciò risiede in quello che ti ho descritto prima e cioè nel fatto che le finestre rientrano nel super bonus solo trainate da altri interventi.

Per questo motivo, nel rispetto dei ruoli, ritengo che ogni figura debba fare il lavoro in cui è specializzata e non addentrarsi in una materia, che in questo caso specifico necessita di competenze speciali come quelle di ingegneri o architetti, che generalmente i serramentisti non hanno.

Il ruolo del serramentista sarà casomai quello di supportare il progettista nella gestione del foro finestra aiutandolo a progettarne la riqualificazione in funzione delle caratteristiche della casa e delle persone che ci abitano.

Potrà sembrarti normale, oppure scontato, ma ti assicuro che ad oggi decine di miei colleghi sono molto attivi per offrire supporto all’ottenimento del super bonus, invadendo un campo che non gli compete, con il solo fine di reperire nuovi clienti.

Non dico che sia sbagliato ma, come già detto, ritengo che prima di rivolgersi ad un serramentista sia necessario fare dei passaggi preliminari come quelli che ti ho descritto nel precedente articolo che trovi QUI , per poi arrivare in una fase successiva a pensare agli infissi.

Gli infissi e il super bonus

Le regole per la sostituzione dei serramenti nell’ambito del super bonus sono sempre la stesse che già dovrebbero rappresentare la normalità, non sono cambiare in funzione del super bonus, ma sono solo diventate più importanti perché imposte in modo molto più rigido per il fatto che aumentano il livello di isolamento della tua casa.

Nel mio sistema di lavoro, il Metodo Sana Finestra, ho studiato e predisposto 10 procedure specifiche che consentono di progettare nel modo più corretto la finestra più idonea a te, alla tua casa e ai bisogni che devi soddisfare.

Questo perché il mio obiettivo principale è quello di metterti in condizione di fare un acquisto che ti possa portare reali vantaggi senza la necessità di venderti per forza i miei serramenti, ma operando prima di tutto da consulente piuttosto che da venditore.

Devi sapere che posso darti subito un aiuto concreto con la mia GUIDA GRATUITA che puoi scaricare comodamente da questa pagina cliccando sul pulsante qua sotto.

Sono 70 pagine, scritte in modo semplice e senza complicati particolari tecnici, che ti sveleranno quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

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Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

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Super Bonus 110%: i passi da fare per non sbagliare

Super Bonus 110%: i passi da fare per non sbagliare

In questi ultimi mesi in tantissimi sono scesi in campo parlando di super bonus, tutti però parlavano delle stesse cose e cioè di quello che era previsto per ottenere il super bonus. Pochissimi sono entrati nello specifico di quali siano i passi fondamentali da compiere per poter verificare ed eventualmente partire per sfruttare questa ottima opportunità. Con questo articolo voglio spiegarti quello che dovrai fare obbligatoriamente prima di metterti in pista. Buona lettura.
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Sono più che convinto che in questi ultimi mesi sei stato inondato di sponsorizzate relative al super bonus 110%, da parte di chi ha cominciato a pubblicizzarlo quando ancora era una semplice bozza e non si sapeva nemmeno in cosa consistesse.

In moltissimi hanno scritto diversi articoli di blog ogni volta che questo super bonus procedeva nel suo iter parlamentare.

In fin dei conti erano tutti uniti semplicemente per arrivare primi nella corsa ad accaparrarsi potenziali clienti con il messaggio “contattaci per fare i lavori gratis con il 110%”!

Tutti però dicevano e dicono ancora oggi le stesse identiche cose, con il risultato di aver creato di base una grande confusione.

Se poi ci mettiamo le note che giornalmente escono anche dalle fonti ufficiali che modificano alcuni punti, che ne cancellano o ne aggiungono altri, puoi immaginarti in che ginepraio ci troviamo.

Ora la Legge è da qualche mese definitiva, anche se in verità mancano ancora i decreti attuativi, che inspiegabilmente sono ancora incagliati alla Corte di Conti.

A parte alcuni correttivi che molto probabilmente verranno apportati, non credo ci saranno grosse modifiche, sopratutto per quanto riguarda il procedimento di cui voglio parlarti in questo articolo.

Quindi anche per noi di Sana Finestra è venuto il momento di parlare di questa interessante opportunità.

Lo facciamo sempre secondo la nostra filosofia aziendale, cioè cercando di aiutare le persone a fare i passaggi giusti, senza urlare: “vieni da noi per cambiare le finestre a costo zero”, come invece continua a fare gran parte dei nostri colleghi.

Di cosa parleremo

Visto che le varie informazioni che circolano continuano ad essere sempre uguali, ho notato che in fin dei conti nessuno parla di alcuni elementi basilari che invece sono fondamentali per poter partire.

Quali passaggi devi fare e quali figure ti servono, mi hanno spinto a scrivere questo articolo in cui ti spiegherò come fare per sfruttare questa straordinaria occasione.

Lo scopo del super bonus

Il super bonus del 110% ti consente di ristrutturare casa dal punto di vista energetico o sismico, recuperando totalmente le spese sostenute.

Per prima cosa voglio sia chiaro che qui non ti parlerò di prodotti o di cosa prevede la Legge per poter ottenere il super bonus.

Di queste informazioni ne è pieno il web e in troppi ad oggi ne hanno parlato anche a sproposito, sopratutto quando non c’era ancora niente di sicuro.

Per cui non ti voglio annoiare con i dettagli tecnici, le prescrizioni, le limitazioni e i materiali necessari per poter accedere al super bonus.

Queste cose a dire il vero non devono nemmeno essere una tua competenza, ma spetteranno ai professionisti a cui ti dovrai rivolgere e che come tali dovranno conoscere a menadito il provvedimento.

Questo articolo non ha lo scopo di farti tornare a scuola, ma vuole aiutarti a risolvere due semplici problemi che sono:

1 – cosa devi fare per partire e sfruttare questo super bonus?

2 – come puoi evitare di doverti occupare di tutte le incombenze e non impazzire tra i mille adempimenti.

Perché sostanzialmente se io dovessi mettermi a voler cercare di sfruttare il super bonus, per prima cosa vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa fare per avviare la macchina.

Poi, visto la complessità del processo, vorrei evitare di passare i giorni e le notti a dovermi occupare di ogni singolo particolare.

Questo è in sintesi mio intento!

Per aiutarti a fare tutti i passaggi nel modo corretto, non ha senso che io ti insegni come già detto che materiali usare, che certificati ti servono e quali sono i requisiti da rispettare.

Avrebbe un senso solo se tu fossi un’operatore del settore, a cui serve sapere come rispettare le prescrizioni per poter erogare al meglio i tuoi servizi, ma immagino tu sia una persona che avendo già un sacco di cose da fare, vuole semplicemente capire come sfruttare il super bonus senza impazzire.

Oltretutto questo è un provvedimento molto articolato e complesso, studiato con importanti paletti per evitare che qualcuno se ne approfitti e per questo non si presta al fai da te, ma necessità di figure professionali dedicate, per evitare di commettere errori che facciano andare in fumo l’opportunità.

Se pensi che, non conoscendo nel dettaglio il provvedimento, tu possa correre il rischio che ti freghino, posso in parte anche darti ragione, ma di base quello di cui ti devi preoccupare è identificare con precisione i veri professionisti a cui affidarti.

In ogni settore ci sono i professionisti, ci sono gli improvvisati e ci sono i cialtroni, se ti affiderai agli improvvisati o ai cialtroni, anche se conoscerai a menadito le caratteristiche dei materiali da utilizzare, non essendo un esperto del settore, non avrai comunque la capacità di controllo necessaria per valutare se quello che ti hanno venduto sia veramente conforme.

Per questo devi saper valutare attentamente le competenze di chi contatti, in modo da poterti fidare delle loro credenziali e dormire sonni tranquilli.

Se la tua valutazione però si basa, come succede spesso, sul confrontare un anonimo preventivo fatto di voci, cifre e sigle, avrai l’80% di possibilità di sbagliare e sceglierai senza elementi oggettivi.

Anche di questo aspetto però, essendo qui un po’ fuori contesto, ti parlerò in un altro articolo, mentre per ora mi interessa darti le informazioni che ti ho promesso.

Voglio aiutarti a capire come non commettere errori, dal momento che ci si trova davanti ad un’occasione molto ghiotta e per questo di facile speculazione.

Una ghiotta occasione

Il super bonus è un’occasione unica che va sfruttata, e i passaggi che seguiranno sono quelli fondamentali che devi seguire per non correre il rischio, di sbagliare, e di doverne pagare le conseguenze.

Perché è bene che tu sappia da subito che le responsabilità saranno quasi totalmente a carico del committente e cioè tue.

Te lo ripeto, nel caso qualcosa andasse storto, nel caso non ti riconoscano il bonus, nel caso ci siano delle irregolarità, nel caso dopo qualche anno, a seguito di un controllo il bonus venga revocato, il responsabile sarai solo ed esclusivamente tu.

E se pensi che come al solito in Italia i furbi la fanno franca, posso dirti che, in merito a questo super bonus, l’Agenzia delle Entrate ha già fatto sapere che verranno fatti controlli almeno sul 10% delle pratiche per i prossimi 8 anni.

Ecco dunque i passaggi fondamentali da fare.

La prima cosa da fare

Il primo step che devi fare è quello di affidarti ad un termo tecnico specializzato, che faccia un prima valutazione della classe energetica della tua casa e che ti possa dire con precisione, quali sono gli abbinamenti degli interventi più efficaci per far recuperare alla tua casa le famose 2 classi energetiche necessarie per ottenere il super bonus.

Devi trovare una persona che sia super partes, quindi evita categoricamente di affidarti direttamente a un’azienda tuttofare che si candida a eseguire i lavori e i cui tecnici sono dei dipendenti dell’azienda stessa.

Quello che voglio farti capire è che per avere dei pareri super partes non ci deve essere di mezzo la parte commerciale, quindi la voglia o la necessità di venderti qualcosa, che sia un cappotto termico, una caldaia, i serramenti, o una ristrutturazione completa.

Questo perché il tecnico dovrà fare delle verifiche per capire se tu puoi, o meno, accedere a questo super bonus, e se le verifiche saranno negative chiaramente tu non potrai ottenerlo.

Ma il rischio che, se ti affidi a qualche azienda il cui tecnico e un loro dipendente, si facciano degli accomodamenti, fatti in modo da poter comunque a prescindere, procedere con i lavori, facendoti rischiare alla fine di perdere la detrazione, è piuttosto concreto e non ritengo tu possa permetterti di correrlo.

Ricordati sempre dei controlli di cui ti ho parlato prima.

Certo è previsto che ci sia un tecnico che asseveri, cioè dichiari sotto la sua responsabilità che è tutto ok, ma al di la delle sue responsabilità, se perderai le detrazioni di certo non sarà lui a pagarti i lavori di tasca sua, nonostante dovrà avere un’assicurazione che garantisca per eventuali irregolarità, non credo sia il caso di ritrovarsi in una situazione così scomoda.

Come prevede la Legge inoltre, il tecnico avrà certamente delle sanzioni, ma quello che interessa a te è il fatto che il responsabile in solido dei lavori, sarai solo tu.

Un altro problema importante riguarda il controllo sull’utilizzo dei materiali conformi alle disposizioni della legge e che l’efficacia dei lavori sia effettivamente quella che porti vantaggi a te e alla tua casa e che non siano lavori corretti solo in apparenza, o accomodati solo sulla carta.

Con un tecnico super partes quindi, sarai d’accordo con me, che otterrai un lavoro più etico, perché non ci saranno di mezzo interessi economici di terzi e non ci sarà l’esigenza di dover dare dei pareri orientati all’azienda per cui questo tecnico lavora.

Di conseguenza la prima cosa da fare in assoluto, è verificare la classe energetica della tua casa e stabilire quali sono gli interventi che rientrano nel super bonus del 110% e che devi obbligatoriamente fare per riuscire a raggiungere le due classi di miglioramento energetico necessarie per avere l’agevolazione.

Perché ovviamente lo Stato ti fa fare dei lavori, diciamo gratis, ma in cambio vuole dei risultati e questo ritengo anche che sia più che corretto.

La seconda figura che ti servirà

La seconda figura molto importante che ti servirà è un commercialista che possa fare le verifiche fiscali necessarie, che ti consentano di capire se per te il super bonus è ottenibile.

Per questo ti serve un commercialista, oppure il Caf dove di solito fai predisporre il tuo 730, che possa fare una verifica fiscale.

Onestamente ritengo che un commercialista sia indubbiamente la figura più affidabile.

Questa figura per prima cosa dovrà verificare la tua regolarità contributiva e, nel caso di un condominio, quella di ogni condomino.

Vale a dire capire se ci sono eventuali irregolarità contributive, oppure cartelle esattoriali non pagate, insomma qualsiasi tipo di pendenza col fisco deve essere accertata in una fase preliminare.

Questa verifica è necessaria per ottenere il visto di conformità richiesto nella procedura per il super bonus, in modo da capire bene se è possibile procedere oppure se è necessario muoversi in altro modo.

Eventuali problematiche che magari non sapevi nemmeno di avere o di cui ti eri dimenticato, è meglio che vengano a galla in una fase preliminare piuttosto che dopo aver impegnato diverse migliaia di euro per aver fatto fare i lavori e ritrovarsi con problematiche relative all’ottenimento del super bonus.

Inizialmente sembrava che, nel caso ci siano state pendenze con il fisco, non sarebbe stato possibile accedere al super bonus, mentre attualmente pare che questa condizione sia stata modificata e che quindi si possa procedere comunque.

Siccome non è ben chiaro se le pendenze con il fisco possano o meno influire sull’ottenimento del bonus, ritengo che, nel dubbio, sia meglio fare le cose per bene.

Questo commercialista sarà anche quello che ti aiuterà e ti accompagnerà a predisporre tutti i documenti necessari per poter ottenere il super bonus una volta conclusi i lavori.

La terza figura che ti servirà

La terza figura che ti servirà, sarà un tecnico, che sia un ingegnere, un architetto, o un geometra poco importa, ma l’ideale è che sia una persona esperta in risparmio energetico.

Questo tecnico avrà il ruolo di coordinare le aziende che lavoreranno per te facendo un progetto di intervento e un crono programma dei lavori da eseguire.

Il mio consiglio è quello di non affidarti al professionista che fa un po’ di tutto, cioè dell’accatastamento, alle ristrutturazioni, alle costruzioni e a qualsiasi pratica nelle più svariate categorie.

E’ necessario che tu vada a cercare un esperto, focalizzato sul risparmio energetico e sulle detrazioni fiscali.

Più sarà esperto in risparmio energetico più saprà unire i puntini necessari a fare in modo che il lavoro abbia un senso logico, pratico e privo di ogni problematica tecnica.

Questo tecnico dovrà per prima cosa valutare attentamente la regolarità urbanistica, dell’edificio.

Quindi se ad esempio abiti in un condominio, dove la signora del terzo piano, con il benestare dell’assemblea condominiale, ha fatto la chiusura del terrazzo con una struttura a vetri, dove magari ci ha pure messo un climatizzatore, in modo da poterlo usare tutto l’anno, non regolarizzandolo urbanisticamente, di base non si potrà accedere al super bonus.

Ogni genere di abuso edilizio anche di piccola entità, se non regolarizzato, farà perdere la possibilità di ottenere il super bonus.

Certo magari la cosa sarà sanabile specie se si tratta di piccoli abusi, ma in questo caso le tempistiche si allungheranno parecchio, anche perché la mole di lavoro di uffici pubblici e tecnici sarà maggiore per via del fermento dato dal super bonus.

La seconda cosa, molto importante che questo tecnico dovrà fare, sarà quella di coordinare le varie imprese che lavoreranno per te, perché per poter ottenere il superamento delle ormai famose due classi energetiche dovrai fare più di un intervento che riguarderà diverse categorie professionali.

Per esempio un cappottista e un idraulico, un cappottista e un serramentista, un idraulico e un serramentista, e quasi sicuramente poi saranno necessarie opere di assistenza edile.

Se applichi un cappotto alla facciata della tua casa ad esempio, ti serviranno opere di lattoneria, perché tutti i tubi di scarico delle acque piovane del tetto, dovranno essere spostati o modificati.

Inoltre applicare un cappotto ad una casa esistente necessita nella maggior parte dei casi della sostituzione dei serramenti.

Per cui, tornando indietro, le aziende da coordinare a questo punto sono già 3: cappottista, lattoniere, serramentista.

Per tutti questi lavori devi avere un figura tecnica che dialoghi con le imprese, perché non puoi correre il rischio che si dilatino i tempi di lavoro a causa del fatto che non si era tenuto conto di un certo particolare, che magari creerà un ritardo.

In quella casa tu ci vivi e pensare di arrangiarsi in autonomia, a parte il fatto che è molto difficile se non impossibile, ti farebbe correre il rischio di allungare i tempi a dismisura, con disagi che, ti assicuro, sarebbe meglio evitare.

La quarta ed ultima figura che ti servirà

Infine c’è una quarta e ultima figura, anche in questo caso sarà un tecnico, che avrà il compito di asseverare, cioè certificare che tutto quello che è stato fatto è corretto.

L’asseverazione finale è uno dei passaggi fondamentali perché sarà la prova che le due classi energetiche della tua casa sono state superate, che i materiali utilizzati sono conformi alle disposizioni emanate, e che i limiti di spesa , così come gli eventuali prezzi dei singoli elementi, siano all’interno dei massimali previsti in questo super bonus.

Possiamo definire questa quarta figura come un giudice che sentenzia il raggiungimento degli obiettivi previsti e il cui parere ti metterà nelle condizioni di avere la certezza che tutto sia stato fatto correttamente.

Il lato economico

Risparmia con la sostituzione degli infissi

Chiaramente tutte le operazioni preliminari che ti ho appena elencato, avranno un costo che in caso di parere negativo in merito al super bonus, diventerebbero semplici spese.

La Legge prevede che le spese tecniche sostenute per le verifiche, anche quelle preventive, siano detraibili con il super bonus, ma se il bonus non sarà ottenibile probabilmente andranno perse.

A questo punto potrai cercare di trovare qualche tecnico che ti dia un parere a titolo gratuito.

Ma stai ben attento, perché un conto è un parere dato diciamo così “a occhio”, mentre un conto è dare un parere documentato con una relazione tecnica adeguata.

Il provvedimento, come detto, è molto complesso e le responsabilità del progettista, che rischia sanzioni che vanno da 2.000 a 15.000 euro, sono troppo importanti per essere fornite gratuitamente.

Difficilmente troverai uno tra i tre tecnici di cui ti ho parlato prima, che abbia professionalità e capacità e che ti faccia certe valutazioni a titolo gratuito.

Se è un vero professionista non lo farà mai!

Se lo farà, molto probabilmente è perché o non ha le competenze necessarie, o lavora in modo superficiale senza rispettare correttamente le disposizioni di Legge.

Quindi a te la scelta, perché dovrai chiederti se risparmiare qualche migliaio di euro valga il rischio di trovarsi con una ristrutturazione sicuramente costata decine di migliaia di euro, che ti farà indebitare per diversi anni.

Tieni conto che, nel caso tu per qualche motivo non abbia i requisiti per poter beneficiare del super bonus al 110%, potrai sempre ripiegare su quello al 50% per la ristrutturazione oppure per il risparmio energetico, che sono nettamente più veloci e meno complicati da ottenere.

Detto questo, una volta che avrai fatto i passaggi che ti ho elencato, avrai individuato le 3 figure chiave di cui ti ho parlato, e avrai accertato di avere tutti i requisiti necessari, allora potrai muoverti e cominciare a contattare le varie aziende che possano farti i lavori necessari.

Purtroppo invece nella maggior parte dei casi ho visto fare tutto il contrario.

Come si sono mosse fino ad ora le persone

In molti si sono mossi facendo fare preventivi che, in molti casi, sopratutto nella fase iniziale in cui la Legge era solo una semplice bozza, si sono concretizzati con la firma di accordi o pre contratti al buio.

Per questo ti dico di non affidarti a nessuna ditta se prima non avrai fatto i passaggi che ti ho descritto.

L’opportunità c’è, è molto ghiotta, è allettante, ma la serietà e l’etica vengono prima di tutto.

I limiti di spesa

Un’altra cosa molto importante che merita attenzione, e che compete di base al progettista incaricato, è il rispetto dei limiti di spesa, perché il legislatore ti da si l’opportunità di ristrutturare la casa recuperandone le spese, ma ti mette dei limiti sui costi dei vari componenti.

Per cui se ad esempio il cappotto A e il cappotto B ti danno lo stesso valore di isolamento, ma il cappotto B è di un materiale più pregiato e costa il doppio rispetto a quello A, se preferendolo superi il limite di spesa imposto dalla legge, l’eccedenza te la dovrai pagare da solo e non potrai recuperarla con la detrazione.

Stessa cosa vale per la caldaia, per il fotovoltaico ed eventualmente per i serramenti.

E’ bene che questo tu lo sappia da subito per evitare che in fase di recupero, lo Stato ti conceda solo una parte della spesa e che, se ad esempio hai ceduto il credito, quello che non rientra nei limiti, lo pretenda indietro con gli interessi.

E, indipendentemente dalla strada scelta, ricordati che sarai sempre tu il responsabile in solido a doverne rispondere.

Sana Finestra e il Super Bonus

Innanzitutto mi preme puntualizzare che la sostituzione dei soli serramenti, non rientra direttamente nel super bonus del 110%, a meno che non siano legati ad interventi di risparmio energetico cosiddetti trainanti.

E’ comunque illogico intervenire sulla casa coibentandola, lasciando intatti infissi più vecchi di 10 anni.

Considera anche che, come detto in precedenza, se vado ad eseguire un cappotto su un edificio, per poter fare un lavoro completo le finestre devono essenzialmente essere sostituite e modificate in modo da assicurare la corretta gestione dei ponti termici.

Quindi diciamo che Sana Finestra potrebbe rientrare nell’operazione super bonus, solo a seguito della realizzazione degli interventi trainanti.

Una delle caratteristiche del lavoro di Sana Finestra è quello di essere specializzata nella sostituzione delle finestre sopratutto nella case abitate, riqualificando totalmente il foro finestra in funzione delle caratteristiche della casa e delle persone che ci abitano.

Potrà sembrarti normale, oppure banale, ma ti assicuro che non è affatto scontato, perché normalmente i miei colleghi si preoccupano di venderti un infisso senza fare particolari valutazioni tecniche.

E ancora peggio, spesso le riqualificazione dell’esistente non viene mai fatta, ma ci si limita a mettere le nuove finestre al posto delle esistenti senza particolari accorgimenti.

Ed è lampante che, in caso di iper coibentazione necessaria per recuperare le due classi energetiche previste dal super bonus, che comporterà un aumento dell’ermeticità della casa, senza un adeguata riqualificazione del foro finestra e senza la predisposizione di alcuni accorgimenti tecnici particolari, la vita dentro casa potrebbe peggiorare di molto, facendola diventare poco accogliente.

Ecco che quindi diventa necessario per te capire con che figura relazionarti, senza limitarti a chi ti farà una semplice proposta di vendita di una finestra, ma verificando che questa sia accompagnata da una serie di dati, di valutazioni e da un serio progetto di intervento.

Le regole per la sostituzione dei serramenti sono sempre la stesse, non sono cambiare in funzione del super bonus, ma sono solo diventate più importanti per via del fatto che aumenteranno il livello di isolamento della tua casa.

Il Metodo Sana Finestra

Il Metodo Sana Finestra, è un nostro sistema di lavoro esclusivo, studiato per aiutare le persone a capire meglio a cosa si deve prestare attenzione durante la scelta di nuove finestre.

A differenza delle maggior parte dei nostri colleghi concorrenti, noi abbiamo predisposto alcuni step obbligati che consentono di far ottenere il massimo risultato alle persona che si affidano a noi.

Gli step partono da una GUIDA GRATUITA scaricabile comodamente alla fine di questo articolo, per poi arrivare ad una consulenza telefonica, anche in questo caso gratuita.

Dopo questi passaggi, se ci saranno le condizioni, sarà possibile procedere con un Check-Up Abitativo che porterà a predisporre il Metodo Sana Finestra, che è il progetto di intervento dettagliato pensato per te e per la tua casa.

Il Metodo Sana Finestra potrà essere solo una relazione di progetto che ti spiegherà come intervenire, con che materiali e con che prodotti, oppure potrà, a tua scelta, anche contenere un’offerta economica personalizzata per la fornitura dei tuoi nuovi serramenti.

Quindi di base si tratta di uno strumento utile per aiutarti ad avere ben definite quali sono le criticità da affrontare e cosa è necessario fare per risolverle.

Conclusioni

Bene, arrivato fino a qui ritengo che ora hai tutti gli elementi necessari per poter avviare correttamente il procedimento che ti porterà a beneficiare del tuo super bonus in totale tranquillità.

Ho volutamente tralasciato gli aspetti troppo tecnici, perché come detto questi li devono conoscere le persone a cui ti affiderai, che saranno pagate per questo e che ti ricordo sono nell’ordine:

1 – un termo tecnico indipendente.

2 – un commercialista o comunque chi ti fa la dichiarazione dei redditi.

3 – un tecnico progettista indipendente, geometra, architetto, oppure ingegnere.

Ricorda che il responsabile per tutto quanto non conforme sarai solo tu e il rischio di imbattersi aziende che speculeranno, sopratutto in questo periodo storico piuttosto incerto è molto concreto.

Per questo ti invito a tenere un livello di guardia molto alto.

Non limitarti al semplice acquisto di prodotti, o a chi ti propone solo un elenco prezzi, ma orientati verso che ti propone progetti di intervento completi di pro e contro, chi rileva le criticità e propone soluzioni tecniche correttive.

Solo così avrai la certezza di trarre il massimo vantaggio possibile per te, per la tua casa e per la tua famiglia.

Se nella tua idea di utilizzo del super bonus 110%, rientrano anche gli infissi e ritieni di volerti avvalere del supporto tecnico di Sana Finestra, comincia con lo scaricare subito la GUIDA GRATUITA che trovi qui sotto.

Sono 70 pagine scritte in modo semplice e senza complicati particolari tecnici, che ti sveleranno quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

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Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

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