Il contro telaio per serramenti serve davvero?

Il contro telaio per serramenti serve davvero?

Se in queste ultime settimane stai dedicando il tuo tempo libero alla ricerca di nuove finestre potrebbe esserti capitato di sentir parlare di contro telaio. Spesso viene dipinto come un elemento indispensabile, mentre altre volte qualcuno lo reputa inutile. In questo articolo ti spiego cos'è il contro telaio e la sua funzione. Buona lettura.
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Definizione di contro telaio

Iniziamo subito con il dire che il contro telaio non in tutta Italia ha lo stesso nome.

In alcune zone si chiama falso telaio, in altre contro cassa, in altre cassa matta, in altre contro telaio, e sono più che convinto che esisteranno altre definizioni di cui non sono a conoscenza.

Dal 2 marzo 2017, con la pubblicazione della norma UNI 11673-1 relativa alla posa in opera dei serramenti, per definizione viene stabilito che il nome tecnico da utilizzare a livello nazionale sarà “contro telaio” e pertanto questo sarà il nome univoco che daremo a questo elemento.

Di conseguenza ogni serramentista con cui parlerai dovrà, utilizzare questo termine in modo da evitare fraintendimenti.

Qual è la funzione del contro telaio

Non so se lo sai ma il contro telaio è un’invenzione tutta italiana.

Il suo ingresso nelle costruzioni edili risale intorno agli anni ’80.

La sua funzione è sostanzialmente quella di fungere da “guida” al muratore che lavora alla costruzione della casa, in modo da aiutarlo a rifinire perfettamente i muri perimetrali che fanno da contorno alle finestre.

In assenza di un contro telaio la costruzione del vano finestra sarebbe molto più lenta, costosa e difficoltosa.

Un tempo non era così

Prima degli anni ’80 le finestre venivano murate direttamente a cura dell’impresa edile.

In genere il falegname le consegnava in cantiere grezze, il pittore gli dava una mano di colore e una prima mano di fondo aggrappante, dopodiché il muratore le installava fissandole al muro con un paio di zanche in ferro.

Successivamente il pittore dava l’ultima mano di vernice e le finestre erano pronte.

Non so dirti il perché ci si è poi trovati ad avere la necessità di un contro telaio.

Ma quel che è la mia ipotesi è che la sua nascita sia stata pensata per velocizzare le operazioni di costruzione delle case, dietro le quali i falegnami non riuscivano a stare in quanto a tempistiche.

Le prime versioni

Le prime versioni del contro telaio erano costruite con due tavole in legno massello di abete unite a formare una sorta di angolo. 

Allo stesso modo ne esisteva un’altra versione che era una semplice tavola, sempre in abete che però non era unita ad angolo e in pratica contornava semplicemente il perimetro del vano finestra. 

Con l’avvento dei serramenti in materiali, specie in alluminio, trattandosi di costruttori che lavoravano il metallo, il contro telaio era realizzato in lamiera, era sempre ad angolo e di dimensioni più contenute per poter accogliere una sezione di telaio in alluminio, più ridotta.

Il boom edilizio degli anni ’80-’90 ha portato alla produzione in serie di contro telai in metallo, sostanzialmente in lamiera zincata, che, come il loro primo antenato in legno, erano a volte ad angolo e a volte piani.

In ultimo per evitare di dover installare dei profili di copertura all’esterno delle nuove finestre, alcuni hanno cominciato ad utilizzare un contro telaio fatto da un aletta esterna in alluminio e una tavoletta interna ad angolo in legno.

Le versioni moderne

Le moderne versioni del contro telaio per prima cosa si differenziano per i materiali utilizzati.

La forma infatti, rimane ancora sostanzialmente in due versioni e cioè ad angolo oppure piana.

Mentre il vecchio contro telaio totalmente in legno massello è stato sostituito da tavole in multi strato ad incollaggio fenolico, cioè resistente all’acqua e all’umidità.

Oltre al multi strato un altro materiale utilizzato è l’osb, un pannello fatto con scarti di legno pressato.

Un ulteriore versione del contro telaio è quello in materiale misto che può essere in pvc per l’angolo esterno e la solita tavoletta in legno interna.

Una versione ultra evoluta del contro telaio è rappresentata dei monoblocchi isolati, sistemi costruiti in una sorta di “polistirolo” che però è molto più compatto, resistente e performante.

Per assicurare la tenuta del serramento al suo interno, a questo materiale viene applicato la solita lamella in legno multistrato o osb.

Alla vista si presenta come un inserto che entra nel foro del muro e lo riveste su 4 lati.

Il lato esterno viene raccordato con la facciata della casa in caso di posizionamento del cappotto isolante, mentre il lato interno viene raccordato con l’intonaco delle pareti.

Il pregio di questo materiale è il fatto che con un solo elemento si gestisce totalmente il foro finestra dal punto di vista termico.

Il difetto, se così vogliamo chiamarlo, è che questo elemento possiamo utilizzarlo solo in caso di nuova costruzione o di ristrutturazione importante e di conseguenza molto invasiva.

Un elemento aggiuntivo importantissimo

Anche se sostanzialmente il contro telaio è rimasto come forma sempre lo stesso mentre si sono evoluti e migliorati i materiali che lo costituiscono, un altro particolare importantissimo è stato aggiunto al contro telaio moderno.

Si tratta del quarto lato, quello per intenderci inferiore, che serve a separare il davanzale esterno per le finestre e la soglia a pavimento per le porte finestre, rispettivamente dal muro, o dal davanzale interno sulle finestre e dal pavimento interno sulle porta finestre.

Alle origini infatti il quarto lato non è mai esistito e sia soglia che davanzale congiungevano interno ed esterno della casa, favorendo maggiormente la trasmissione del freddo esterno a causa della maggior trasmittanza termica dei materiali utilizzati per costruire questo elemento, e cioè pietra o marmo.

Oggi costruire un contro telaio senza prevedere il quarto lato non è ammissibile, e chi lo fa non ha assolutamente chiaro i principi della trasmissione dei ponti termici.

Per questo tieni presente che un serramentista che costruisce e vende un contro telaio senza quarto lato è assolutamente da evitare.

Non è tutto oro quello che luccica

Utilizzare o meno un contro telaio in fase di ristrutturazione o costruzione, non è però completamente sinonimo di qualità.

Un conto è infatti prevedere il contro telaio e un conto e fare in modo che questo assolva anche le funzioni di isolamento corrette.

Come già detto lo scopo del contro telaio è quello di fare da dima per consentire al muratore di riquadrare correttamente il foro finestra.

In aggiunta a questo consente al serramentista di installare le finestre quando la maggior parte dei lavori edili è finita e quindi senza correre il rischio di esporre le finestre al pericolo di danni accidentali.

Il problema di tutto questo è però che se il contro telaio viene semplicemente ancorato alla muratura senza preoccuparsi di creare una continuità isolante tra gli elementi, le sue utili funzioni che ho scritto sopra, vanificheranno le performance dell’infisso scelto.

Devi sapere infatti che le finestre negli ultimi 15 anni hanno quasi raddoppiato le loro performance isolanti.

Allo stesso modo i contro telai negli ultimi 10 anni sono diventati anch’essi elementi molto isolanti.

Non ostante questi miglioramenti in pochi si sono preoccupati di curare il corretto collegamento di questi elementi alla muratura.

Succede così che il serramentista fornisca al cantiere dei nuovi, fiammanti e performanti contro telai, che l’impresa edile murerà semplicemente con 4 zanche in ferro, esattamente come si faceva negli anni ’80, riempiendo la fessura tra muro e contro telaio con della semplice malta.

La norma 11818 prevede che sia l’impresa edile ad occuparsi della posa del contro telaio, ma nessuno vieta che possa essere il serramentista a gestire in prima persona questa lavorazione, in modo da assicurare oltre al corretto collegamento infisso contro telaio, anche di quello tra contro telaio e muratura.

E sempre necessario utilizzare il contro telaio?

Come detto all’inizio dell’articolo, il contro telaio è un’invenzione tutta italiana volta a semplificare il lavoro dell’impresa edile e del serramentista.

Per l’impresa edile il vantaggio è quello di avere un dima da seguire al fine di velocizzare il lavoro di riquadratura del foro finestra.

Per il serramentista il vantaggio è quello di posizionare gli infissi una volta che i lavori saranno quasi ultimati in modo da preservarli da danni accidentali.

Inoltre un ulteriore vantaggio dato dall’utilizzo del contro telaio è il fatto che in caso di sostituzione degli infissi, che in media avviene dopo circa 40 anni, questa lavorazione agevolerà di molto il lavoro.

In altri paese come ad esempio la Svizzera, o la Germania ma anche ad esempio in Austria, il contro telaio non viene mai utilizzato e le finestre vengono installate fissandole direttamente alla muratura.

Anche in Italia, come già detto, fino agli anni ’80 il contro telaio non esisteva.

Questo ti fa capire che quindi non usare il contro telaio è possibile ed il suo utilizzo non è obbligatorio.

Tuttavia avendo a disposizione questa opportunità sarebbe bene che il serramentista valutasse attentamente il progetto di riqualificazione del foro finestra in modo da stabilire quale sia il tipo di intervento più corretto.

Banalmente parlando e utilizzando la logica, posso dirti che in fase di nuova costruzione il contro telaio è un elemento obbligatorio ed è inutile non prenderlo in considerazione.

Mentre in fase di sola sostituzione delle finestre, riqualificare il foro finestra installando un contro telaio non è necessario.

Diverso il discorso in caso di ristrutturazione, dove sarà fondamentale la riqualificazione del foro finestra precisa per allinearlo alle prestazione dei nuovi infissi.

In questo caso, progettista e serramentista dovranno collaborare al fine di trovare la soluzione migliore.

In chiave logica anche in questo caso, così come in fase di nuova costruzione, posizionare un contro telaio sarebbe la soluzione migliore.

Ma esistono casistiche in cui un contro telaio sarebbe meglio non ci fosse.

Una su tutte le dimensioni del vano di alloggiamento della finestra.

Capita spesso infatti di dover sostituire finestre costruite negli anni ’70, quindi ancora del tipo murato, il cui telaio ha una dimensione di circa 5,5 centimetri.

Togliendo questo telaio lo spazio per installare il nuovo infisso, considerando anche lo spazio necessario per inserirci l’isolamento, si ridurrà ulteriormente.

I nuovi infissi hanno di norma telai che misurano dai 7 agli 8 centimetri e questo già li fa sporgere di qualche centimetro oltre quella che tecnicamente viene chiamata luce architettonica.

Dovendo in questo caso, posizionare un eventuale contro telaio si andrebbe a stringere ulteriormente il vano necessario al posizionamento del nuovo serramento di minimo 3,5 centimetri per parte.

Questa misura deriva dallo spessore del contro telaio, normalmente 2 centimetri, più lo spazio necessario per isolare il contro telaio dal muro ed il serramento dal contro telaio che complessivamente sarà variabile tra gli 1,5 e i 2 centimetri.

Un intervento di questo tipo, a parte la vista estetica che potrebbe non piacere, si porta dietro un problema maggiore che è quello di garantire il corretto apporto aero illuminante.

Le dimensioni delle luci architettoniche, che di norma vengono calcolate in fase di costruzione, verrebbero alterate in funzione del restringimento dovuto al posizionamento del nuovi elementi.

Per questo motivo, anche in fase di ristrutturazione si potrebbe intervenire senza prendere in considerazione la posa di un contro telaio, a meno che non si decida di demolire parte del muro interno al fine di creare più spazio per alloggiare il nuovo contro telaio ed il relativo serramento.

Per dovere didattico ti dirò anche che, nelle costruzioni più vecchie, quelle per intenderci nei nuclei storici, costruite prima degli anni ’60, i rapporti aero illuminanti non esistevano.

In questi luoghi quindi il rapporto di luce che entra nei locali non è conforme alla Legge e anche per questo motivo evitare di ridurlo ulteriormente è fondamentale.

Il Metodo Sana Finestra

Non so se lo sai, ma Sana Finestra come primo step di intervento rivolto alle persone che entrano in contatto con noi, prevede la progettazione dell’intervento di sostituzione degli infissi.

Attraverso il nostro Check-Up Abitativo, facciamo un analisi della situazione esistente, dei desideri del nostro cliente, dei risultati che si vogliono ottenere e del tipo di casa su cui si dovrà intervenire.

Incrociando i dati rilevati creiamo il Metodo Sana Finestra che è appunto la progettazione della riqualificazione del foro finestra e che progetta come dovrà essere eseguito l’intervento.

In questo modo possiamo determinare a priori se il contro telaio è necessario oppure se se ne può fare a meno.

Il vantaggio per te è che questo sistema di progettazione ti darà una sorta di manuale delle istruzioni che ti dirà in modo semplice quale sarà il sistema di intervento più adeguato e che ti aiuterà a capire meglio come chiunque dovrà lavorare a casa tua per portarti i vantaggi che desideri.

In questo Metodo il tipo di infisso, che di norma è sempre l’elemento messo da tutti i serramentisti su un piedistallo per essere decantato e proposto come la panacea di tutti i mali, passa in secondo piano come è giusto che sia.

Perché concorderai con me che è inutile dotarsi di una Ferrari se non ho un garage adeguato per ricoverarla la notte.

Per questo motivo trovo prima un garage adeguato e poi eventualmente scelgo di comprare una Ferrari.

Utilizzo questa metafora per farti capire che se prima non si progetta come poter eseguire l’intervento, non si potrà determinare quale elemento finestra sarà quello più adatto da utilizzare.

Come ti dicevo questo tipo di approccio non è quello utilizzato di norma dai serrametisti miei colleghi, per i quali la differenza sta sempre nel presentare la loro Ferrari del serramento a prescindere, senza preoccuparsi di capire se il loro cliente per prima cosa potrà premettersela, se è veramente qualcosa che a lui serve e infine se avrà il garage adatto per custodirla.

Partendo dai questi presupposti, ti sarà da subito chiaro che, con un sistema simile, la valutazione in fase di progetto debba per forza prevedere anche l’eventuale problema della mutazione del microclima interno alla tua casa una volta sostituite le finestre.

Quindi, per semplificare, in prima battuta a noi NON interessa venderti le nostre finestre.

Ci interessa in primis metterti nelle condizioni di avere tutte le informazioni necessarie per poter capire come si dovrà intervenire al fine di farti ottenere i benefici di cui hai bisogno.

Con il nostro Metodo Sana Finestra non facciamo i venditori, ma i consulenti.

Il primo aiuto consulenziale che ti possiamo dare è quello di invitarti a scaricare la nostra GUIDA GRATUITA che ti aiuterà a capire al meglio come orientarti nel complicato mondo delle finestre.

E’ un documento di circa 70 pagine, che ho scritto personalmente nel modo più semplice possibile, al fine di agevolarti e di non confonderti con complicati particolari tecnici.

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Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

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Aumenta il tuo benessere con la VMC!

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La VMC è l'abbreviazione di Ventilazione Meccanica Controllata che banalmente significa avere un sistema automatico che attraverso uno o più macchinari, ricambia l'aria nella tua casa. Molto probabilmente ne hai sentito parlare un po' qua e la e magari te ne ha parlato anche il serramentista che hai incontrato durante la tua ricerca di nuove finestre. In questo articolo voglio spiegarti di cosa si tratta a come può esserti utile. Buona lettura.
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Il benessere abitativo dentro la tua casa può essere ottenuto in tanti modi e uno di questi e certamente quello di sostituire le tue vecchie finestre.

Quando entri in contatto con un serramentista è chiaramente evidente che tu sia alla ricerca di un infisso che ti possa migliorare la qualità della vita dentro casa.

Molto spesso però la sostituzione di un infisso, più che un investimento sul benessere, si trasforma in una serie di problematiche che con il benessere non hanno nulla a che fare.

Quali sono i problemi più comuni

Quando decidi di sostituire le finestre di casa tua, sostanzialmente hai 3 esigenze:

  1. Gli attuali infissi sono vecchi e decrepiti e non hai nessuna intenzione di ridipingerli o restaurarli.
  2. Dai vecchi infissi passano una marea di spifferi e a causa del vetro singolo, sottile come un foglio di carta, disperdono un sacco di calore.
  3. Non supporti più il rumore del traffico che passa dai vecchi infissi e che aumenta costantemente, e vuoi poter stare dentro casa in tranquillità.

Ora tu potresti dirmi che il motivo per cui hai scelto di sostituire le finestre di casa sia un altro, ma diciamo che nella media queste sono le esigenze più ricorrenti.

Molto spesso però queste esigenze, una volta concretizzate con un’acquisto di nuove finestre, portano a generare ulteriori problematiche di cui, generalmente, il venditore di serramenti non ti mette mai al corrente.

Sto parlando sostanzialmente dei problemi di condensa e di muffa che spesso si verificano e che dovrebbero essere affrontati preventivamente in modo da prevenirli piuttosto che curarli.

Prevenire è meglio che curare

Se non sei giovanissimo, ricorderai certamente la frase “prevenire è meglio che curare” riferita ad uno spot televisivo del 1988 di una nota marca di dentifricio.

Il senso dello spot era quello di invitare le persone a utilizzare il dentifricio pubblicizzato in modo da prevenire la formazione della “placca batterica” responsabile dei problemi più comuni ai denti.

Proprio come in quello spot, anche in ambito di sostituzione degli infissi, prevenire una situazione difficile e valutare la predisposizione di un sistema di VMC, potrebbe scongiurare le tipiche problematiche di formazione di condensa e di muffa.

Problematiche che nel tempo si trasformano in disturbi all’apparato respiratorio e conseguenti disturbi con cui sarebbe meglio evitare di convivere.

Non solo in caso di sostituzione delle finestre

Naturalmente la VMC non è un sistema utile solo in fase di sostituzione degli infissi, ma è un accessorio utilissimo anche in fase di costruzione, o di ristrutturazione della casa.

In fase di costruzione ormai quasi tutti i progettisti la prevedono in modo centralizzato e in combinazione all’impianto di climatizzazione invernale ed estivo.

Mentre in fase di ristrutturazione sono invece ancora pochi ad orientarsi in questa direzione.

Non parliamo poi della fase di semplice sostituzione delle finestre, dove quasi mai nessuno si preoccupa di questo importantissimo particolare.

Di cosa di tratta

Come già scritto, VMC significa Ventilazione Meccanica Controllata ed in pratica si tratta di una macchina che, per dirla in modo iper semplice, aspira da dentro la tua casa l’aria umida e viziata e la ricambia con aria più fresca e purificata.

Solo detta così ti fa capire facilmente come il fatto di poter avere un sistema che mantiene la tua casa un ambiente purificato sia un vantaggio non da poco.

Perché l’aria umida in casa è assolutamente da evitare per prevenire il fenomeno della condensa.

Inoltre il perdurare di una situazione in cui parti della casa condensano, spesso porta, col tempo, alla formazione della muffa.

Per non parlare poi del poter godere di aria filtrata e quindi meno nociva che potrai immettere in casa tua e che risulterà essere indubbiamente più salutare rispetto a quella che entrerebbe dalla semplice apertura delle finestre.

E in ultimo, non meno importante, il fatto di poter evitare di aprire le finestre per ricambiare l’aria ti proteggerà dal rumore del traffico veicolare.

Perché serve

In caso di sostituzione di finestre, quello che succede, è che vengono installati nuovi serramenti che cambiano completamente il micro clima interno alla tua casa.

Nel 90% dei casi si va a sostituire finestre che, anche se chiuse, ricambiavano lo stesso l’aria dentro casa almeno 3 volte nel giro di 24 ore, con nuovi serramenti che l’aria la ricambiano per circa 1 volta dopo 3 giorni.

E’ evidente che tutto questo porterà ad un problema di umidità relativa all’interno della casa, che si accumulerà in modo molto pericoloso e per molto tempo, e che, se non si troverà il modo di far uscire, creerà le problematiche fino a qui descritte.

In caso di nuova costruzione vale lo stesso principio, anzi, dal momento che le case nuove vengono progettate in modo iper coibentato, con mattoni ultra isolanti, isolamento a cappotto e serramenti ad alta efficienza energetica, risulta indispensabile prevedere un impianto centralizzato di Ventilazione Meccanica Controllata.

In caso di ristrutturazione edilizia, così come per la sola sostituzione delle finestre, dal momento che si va ad intervenire su una struttura che non è stata concepita per essere energeticamente efficiente, predisporre la VMC diventa una priorità che ti consiglio di non tralasciare.

Che senso ha investire nella propria casa per avere il bagno iper trendy, oppure le porte di design, oppure i serramenti minimali con vista impagabile, se poi si vive in una casa sottovuoto.

L’investimento in immagine, per quelle volte che verranno gli amici o i parenti a trovarti, credi sia più importante rispetto alla casa piena di condensa e di muffa e con i tuoi figli che soffriranno perennemente di disturbi respiratori e di allergie?

Quali sistemi esistono

Banalizzando e iper semplificando, possiamo classificare la VMC in 3 diversi sistemi.

Il primo è un impianto centralizzato che attraverso una serie di tubi, condotti e bocchette di aerazione, raggiunge tutte le stanze della casa contribuendo anche a climatizzare l’abitazione.

E’ un sistema che deve essere previsto in fase di progettazione ed è quindi chiaramente solo per le nuove costruzioni e per le ristrutturazioni pesanti e piuttosto invasive.

Il secondo è una sistema utile in caso di ristrutturazione, ed in pratica consiste in alcune piccole macchine per la ventilazione meccanica controllata che vengono predisposte ed inserite in alcuni elementi strutturali.

Possono essere inserite nei cassonetti delle tapparelle:

Possono essere inserite nei falsi telai delle finestre in caso di utilizzo di sistemi a monoblocco:

Possono essere inserite incassate nel muro al di sotto dei davanzali delle finestre:

Alcuni produttori di infissi li inseriscono inoltre nel telaio del serramento.

Il vantaggio di questi sistemi è indubbiamente il fatto di essere completamente nascosti ed invisibili alla vista.

Il terzo tipo di sistema è il classico box esterno applicato al muro tipo split di un condizionatore.

Bada bene che ne esistono di diverse dimensioni e quindi non sempre sono tanto imponenti alla vista e potrebbe essere possibile scegliere quello che esteticamente piace di più.

Tieni conto che magari, per ragioni di quantità di aria ricambiata, la dimensione del sistema non potrà essere troppo ridotta ma in questa sede è impossibile dare una risposta esaustiva.

Come funziona

Il funzionamento dei sistemi di ventilazione meccanica controllata è tanto semplice quanto efficace.

La macchina funziona in automatico azionandosi quando l’umidità relativa all’interno della casa supera la soglia di guardia.

Aspira l’aria viziata e la spinge all’esterno della casa.

Contemporaneamente aspira dall’esterno l’aria secca e fresca e la immette in casa creando il ricambio necessario.

All’interno della macchina i due flussi di aria si incontrano in uno “scambiatore di calore”, che fa in modo di recuperare in parte il calore dell’aria in uscita dalla casa trasferendolo all’aria eterna in entrata.

L’aria che entra dall’esterno viene inoltre filtrata e depurata in modo da essere immessa purificata.

Quale macchina scegliere

La scelta della macchina è ovviamente importante e, mi permetto di dire, non deve essere oggetto di speculazione.

Una delle qualità che deve avere una macchina di VMC è quello di essere poco rumorosa.

L’aspirazione dell’aria la fanno tutti, ma essere poco rumorosa è una qualità che non tutti possono avere.

E il fatto di avere un sistema interno che, anche se di poco, crea un rumore continuo, non è certo un dettaglio da trascurare.

Un altro aspetto da valutare attentamente è la capacita di coprire le dimensioni della casa.

Alcuni sistemi sono costruiti specificatamente per una sola stanza mentre altri coprono tutta la metratura dell’abitazione.

E’ chiaro che se hai un sistema che ti copre un appartamento medio di 80 metri quadri, ma poi stai in casa con tutte le porte chiuse, la sua efficacia sarà limitata.

In questo caso allora, sarà utile pensare a sistemi puntuali messi in ogni stanza.

Un ultimo aspetto da valutare sarà il consumo di energia elettrica necessaria per il suo funzionamento.

Generalmente questi sistemi non consumano troppo, ma è bene informarsi attraverso le schede tecniche in modo da non avere sorprese.

I vantaggi

Una delle problematiche più ricorrenti dopo la sostituzione degli infissi è quella di far capire al cliente che deve utilizzare le nuove finestre in modo diverso.

É difficile spiegare ad un cliente che magari ha cambiato le finestre per via degli spifferi, e con il problema di vivere in una casa gelida in inverno, che le nuove finestre devono essere aperte a intervalli regolari per fare entrare aria fresca.

Oltre ed essere poco comprensibile, la cosa risulta essere completamente in contro senso.

Ecco che quindi un sistema di VMC abbinato all’investimento di sostituzione degli infissi, potrà migliorare ulteriormente il benessere della propria casa.

Inoltre non è da sottovalutare il fatto che l’aria che entra dalle finestre aperte, non subisce nessun trattamento purificante, mentre l’aria immessa da un sistema di VMC filtra l’aria e la depura da polvere, smog e pollini.

Conclusioni

Concludendo, come avrai capito, dotarsi di un sistema di VMC, a fronte di un investimento magari non proprio economico, è una scelta molto utile, volta al risparmio nel tempo e sopratutto finalizzata al preservare la salute.

Il suo mantenimento periodico sarà contenuto e riguarderà la semplice sostituzione dei filtri interni.

Il costo di esercizio normalmente è più che contenuto, in quanto l’energia elettrica necessaria è veramente esigua.

Sana Finestra e la Ventilazione Meccanica Controllata

Non so se lo sai, ma Sana Finestra utilizza un proprio sistema di progettazione che in buona sostanza non parte mai dal proporre un infisso e dal volerlo vendere per forza, ma si concentra principalmente sul progettare l’intervento di riqualificazione del foro finestra.

In questo senso, attraverso il Metodo Sana Finestra, progettiamo il giusto infisso ed il suo sistema di inserimento all’interno del vano murario, in funzione del contesto abitativo in cui si dovrà operare.

Partendo dai questi presupposti, ti sarà da subito chiaro che, con un sistema simile, la valutazione in fase di progetto debba per forza prevedere anche l’eventuale problema della mutazione del microclima interno alla tua casa una volta sostituite le finestre.

Quindi, per semplificare, in prima battuta a noi NON interessa venderti le nostre finestre.

Ci interessa in primis metterti nelle condizioni di avere tutte le informazioni necessarie per poter capire come si dovrà intervenire al fine di farti ottenere i benefici di cui hai bisogno.

Con il nostro Metodo non facciamo i venditori, ma i consulenti.

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Ciao e a presto.
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Scegliere tra chi vende finestre o tra chi vende uno sconto?

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E' arrivato il momento di cambiare le tue vecchie finestre. Cerchi informazioni qua e la e spesso ti trovi pareri contrastanti. Ma ciò che trovi ultimamente ormai non sono informazioni che riguardano quale finestre faccia al caso tuo ma più che altro il mercato di chi fa lo sconto in fattura. In questo articolo voglio spiegarti i pericoli che si celano dietro queste offerte. Buona lettura.
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Con lo sconto in fattura le finestre le paghi la metà!

Questa e la frase più scritta negli ultimi mesi!

La trovi un po’ ovunque, sui post nei social network, sui cartelloni pubblicitari, negli spot in tv o alla radio, sulle brochure negli show room, sulle home page dei fornitori di finestre.

Chiarisco subito che non è una cosa sbagliata informare i potenziali clienti del fatto che esista questa enorme opportunità.

Non è infatti da sottovalutare il fatto che, per chiunque debba acquistare nuove finestre, sia molto più conveniente optare per pagare le finestre la metà piuttosto che anticipare il 100% e poi recuperarlo in 10 anni.

Come si suol dire in tema di denaro: “Pochi maledetti e subito!”

Ma al di la di questo è chiaro e lampante che, ora più che mai, è stata messa un ulteriore barriera al tuo benessere.

Di quali barriere sto parlando

Cominciamo dalla prima.

Se mi segui da un po’ di tempo saprai sicuramente che il lavoro che svolgo con Sana Finestra è quello di aver impostato un sistema più votato alla consulenza che alla mera vendita di un infisso.

Uno dei punti cardine che vado ripetere spesso è che: “Il prodotto è importante ma non è fondamentale”, perché la scelta delle giusta finestra non può essere fatta arbitrariamente dal venditore che incontrerai, ma deve passare da un processo di consulenza mirato per capire cosa ti serve veramente.

Ogni finestra può essere diversa, perché al di la del materiale con cui viene costruita, le sue prestazioni e la combinazione dei vari elementi che la compongono, anche se potrebbe andare bene per la casa del serramentista, al contrario potrebbe non essere adeguata alla tua casa.

Questa però è la prassi seguita dalla quasi totalità dei miei colleghi e che nel mio piccolo combatto giornalmente impostando in modo diverso il mio sistema di gestione del cliente.

Quando andrai a visitare uno show room, o se ci sei già stato, ti accorgerai che quanto ti ho appena scritto sopra succederà in modo molto naturale e sistematico.

Ti verranno proposte una carrellata di infissi, diversi per materiali e finiture, e ti verrà proposto di acquistare quello che più ti piace così, senza una vera e propria motivazione che spieghi perché uno e non l’altro.

La seconda barriera

Ora si è aggiunta una seconda barriera che è lo sconto in fattura del 50%.

Se ci hai fatto caso adesso il tipo di finestra, il materiale con cui è costruita, l’azienda leader del settore garanzia di qualità, sono passati in secondo piano.

Tutto passa dallo sconto in fattura, nessuno si preoccupa più di pubblicizzare l’infisso che vende, ma solo che qualsiasi infisso che tu vorrai lo pagherai la metà.

Un po’ come quando trovi quei banchetti al mercato del “tutto ad 1 euro”, sul tavolo c’è di tutto e costa tutto uguale, scegli quello che vuoi.

Ecco, questa cosa sta succedendo anche in tema di infissi: “vieni da me perché le finestre le paghi il 50% in meno” ti dicono.

Ma barriere da che cosa?

Immagino che te lo stai chiedendo perché potrebbe non essere chiarissimo sopratutto se è la prima volta che capiti nel mio blog.

Allora ti accontento subito!

Le barriere di cui parlo sono quelle che il venditore mette tra te e i tuoi reali bisogni.

Tu per uno o più motivi hai deciso di sostituire le tue vecchie finestre e questi motivi sono in pratica i bisogni che devi soddisfare.

Contestualmente avrai anche dei desideri che vanno nella direzione di migliorare ulteriormente qualche aspetto della tua casa, come ad esempio un miglioramento della vista verso l’esterno o dell’estetica.

Il problema è che tutto questo non ti viene mai chiesto in fase di incontro con il venditore, che si limita a recepire che tu vuoi nuove finestre e a proporti quello che arbitrariamente lui vuole venderti.

La prima barriera tra ciò che tu volevi e ciò che tu otterrai è una finestra che ti viene proposta solo perché, a detta del venditore, è “top di gamma”.

E a questa prima barriera ora viene aggiunta la seconda e ciò lo sconto in fattura, che ti separerà ancora di più dai bisogni che volevi soddisfare.

Io ti capisco!

Capisco che in fondo tu vuoi solo cambiare le tue vecchie finestre.

Lo so che vorresti capire meglio quale serramento sarebbe il migliore per te.

Lo so che vorresti capire come ottenere il massimo risultato dal tuo acquisto.

Lo so che vorresti evitare di avere problemi.

Lo so che vorresti tempi certi e costi precisi.

E so anche che sei totalmente confuso.

E tu non ci crederai ma so anche il perché sei confuso!

Perché ti capita tutto questo

Tutto questo capita perché ormai la massima offerta che trovi ovunque e che tutti, ma proprio tutti, ti offrono solo lo sconto in fattura.

Ormai non si parla più di finestre, di prestazioni, di risultati, di vantaggi, si parla solo di sconto in fattura.

L’argomento principe è che se cambi le finestre le pagherai la metà.

Le finestre e i risultati che potrai ottenere passano ormai in secondo piano.

Fino a qualche tempo fa tutti dicevano: “Vuoi nuove finestre? Chiedici un preventivo”.

Oggi le stesse aziende ti dicono: “Vuoi nuove finestre? Con noi le paghi la metà”.

Devi ammettere che la cosa è proprio strana

Nessuno che si offre di risolvere i tuoi problemi con le vecchie finestre, o che vuole migliorare la tua casa.

Il gioco è quello di offrirti lo sconto immediato per mascherare tutto il resto.

Il gioco è quello di distrarre la tua attenzione per venderti qualsiasi tipo di infisso, puntando alla ghiotta offerta dello sconto immediato del 50%.

Non sto dicendo che sia sbagliato mettere il potenziale cliente nelle condizioni di ottenere da subito un vantaggio fiscale.

Ma dal momento che il serramentista non è un esperto finanziario, ritengo che debba fare principalmente il lavoro che gli compete, ossia migliorare la qualità della vita dei suoi clienti proponendogli l’infisso più adeguato.

Mentre invece questo ormai non succede più.

Ora invece che pubblicizzarsi per la qualità dei prodotti, ci si pubblicizza perché si fa lo sconto, si propone una finestra, ci si sincera che al cliente piaccia come design, gli si fa scegliere il colore più adeguato, gli si fa scegliere la maniglia e gli si fa un preventivo.

Non dovrebbe andare così

Peccato che non dovrebbe andare così, perché l’acquisto di nuove finestre, sopratutto in un contesto di sostituzione o di ristrutturazione, deve risolvere i problemi dati dai vecchi serramenti.

Oltretutto le nuove finestre cambieranno radicalmente la tua casa a livello di microclima interno, di ricambio di aria e di trasmissione del calore.

Proprio per questo, come quando si va da un medico per risolvere un problema, questi fa una prima visita, valuta i dati, fa una prima diagnosi, se necessario prescrive degli esami, e poi, sulla base di questi, elabora una cura personalizzata finalizzata a risolvere le problematiche e a non creare effetti collaterali.

Per le finestre deve dunque essere fatto un procedimento analogo, si devono raccogliere i dati, si devono valutare i sintomi e si deve elaborare la “cura” adeguata, che passa dal processo di lavorazione e poi arriva alla determinazione dell’infisso ideale.

La “cura” non è dunque semplicemente la finestra intesa come oggetto inanimato a se stante, non si può paragonare un infisso ad un qualsiasi soprammobile che dove lo metti sta e non crea problemi.

Purtroppo tutto questo di norma non viene quasi mai fatto, tranne in alcuni rarissimi casi dove alcune aziende si sono attrezzate per fornire veramente un servizio al cliente.

Mentre invece tra la stragrande maggioranza dei rivenditori vige la regola del presentare la finestra che si vuole vendere, spiegandone la caratteristiche tecniche ma senza motivare perché viene proposto proprio quell’infisso.

La storia del medico oculista

Il testo che segue è tratto da un libro di Stephen R. Covey.

Supponiamo che tu abbia un disturbo alla vista e decida di farti vista da un oculista.

Dopo averti brevemente ascoltato, l’oculista si toglie i suoi occhiali, te li porge e ti dice: “Si metta questi, li porto da 10 anni e mi hanno davvero aiutato. Li tenga pure, tanto io ne ho un altro paio uguali a casa”.

Tu li indossi, ma non vedi nulla, la situazione non migliore e anzi il problema peggiora, tanto che dici al medico: “Ma guardi che non vedo nulla, anzi è molto peggio di prima, non riesco a vedere niente!”

“Cosa c’è che non va?” chiede l’oculista, “Per me funzionano benissimo, cerchi di sforzarsi!”

E tu ancora: “Ci sto provando, ma vedo tutto annebbiato!”

E di nuovo lui: “Ma scusi qual è il problema? Deve pensare positivo!”

E tu: “Ok, in modo positivo non ci vedo un tubo!”

Dopodiché il medico esclama seccato: “Mi scusi ma lei è un’ingrato, dopo tutto quello che sto facendo per aiutarla lei non vuole nemmeno provare a fare uno sforzo!”.

Ora dimmi, quante probabilità ci sono che tu possa tornare di nuovo da un oculista che opera così?

Sicuramente nessuna, semplicemente perché è impossibile potersi fidare di uno specialista che prescrive una cura senza aver prima fatto una diagnosi.

Vedi, nelle finestre è la stessa identica cosa, si propone un infisso senza nemmeno preoccuparsi di capire se è veramente quello più adeguato.

E da qualche tempo inoltre, si propone lo sconto in fattura senza sapere se si ha a disposizione la soluzione adeguata a soddisfare il bisogno del potenziale cliente.

Esatto! Adesso è ancora peggio!

Si oggi è ancora peggio, perché ormai la fase della mancata diagnosi è stata messa da parte e si punta tutto sullo sconto in fattura.

Quasi non importa che finestra si vende, ma l’importante è che il cliente venga allettato dallo sconto immediato del 50%.

Questa cosa inoltre è molto pericolosa per via del fatto che qualcuno si è reso conto che il cliente non baderà più di tanto ai prezzi e per questo molti di quelli che vendevano infissi di qualità molto bassa, li stanno facendo pagare ben oltre il loro valore.

Se ci pensi bene non è difficile capire che, se ti presento un preventivo di 10.000 euro e ti dico da subito che ne pagherai solo 5.000, perché il resto me lo accollerò io scontandotelo, questo per te sarà un enorme vantaggio.

Prima di questa opportunità tu avresti dovuto pagare interamente i 10.000 euro e poi ne avresti recuperati 5.000 nei successivi 10 anni.

E’ chiaro dunque che il vantaggio è evidente e per questo molti approfittatori si sono buttati a pesce, ritoccando i loro prezzi al rialzo in modo da monetizzare di più.

Se vogliamo è anche una questione di domanda e offerta, dal momento che se la domanda aumenta e c’è più richiesta, i prezzi aumentano.

Sta succedendo così anche in ambito 110%.

Non sto dicendo che sia giusto o sbagliato intendiamoci, ma mentre prima chi sceglieva di acquistare finestre di basso costo sapeva benissimo che non sarebbe entrato in possesso delle Ferrari del serramento, ora rischia ancora di più.

Il rischio è quello di acquistare una Trabant pagata quanto una Mercedes.

Occhio ai disonesti

Questa non è certo una novità, i disonesti hanno sempre popolato il mondo, ma nel caso dello sconto in fattura si sono palesati senza vergogna.

Ti faccio un esempio.

Qualche mese fa mi è capitato in consulenza un potenziale cliente che mi ha parlato di un rivenditore al quale aveva fatto fare un’offerta per sostituire le finestre di casa prima dell’avvento dello sconto in fattura.

Quando lo sconto in fattura è divenuto realtà, questa persona ha ricontattato il rivenditore per capire se avesse potuto sfruttare l’opportunità.

Magicamente ed inspiegabilmente, il rivenditore gli ha rivisto il preventivo maggiorandolo del 40%.

Chiaramente usufruendo dello sconto in fattura devono essere conteggiati dei costi finanziari che il fornitore di infissi dovrà sostenere in funzione del fatto che recuperi lui in proprio le somme scontate o che le ceda ad una terza figura.

In entrambi i casi quindi il rientro delle somme, totali o parziali, rappresenta un costo che andrà ad aumentare il costo della fornitura esattamente come quando si fa un acquisto a rate.

Ma a parte questo, come puoi ben immaginare, un aumento del 40% non è assolutamente giustificabile.

Non considerare mai lo sconto come un plus

Lo sconto in fattura è un’opportunità che lo Stato italiano ti da nell’ambito della riqualificazione energetica e non è certo un regalo da parte del serramentista a cui ti rivolgerai.

Anzi, a voler ben guardare si tratta di un provvedimento che farà indebitare gli italiani per le prossime generazioni.

Per questo ti invito a continuare a scegliere i tuoi infissi in maniera oculata e senza preoccuparti del solo fatto che tu li possa pagare la metà.

Se cadi nella rete di chi ti attira solo con la promozione sul 50% di sconto rischi di perdere i veri particolari a cui è necessario prestare attenzione.

Il Metodo San Finestra

Forse stai pensando che ho scritto tutto questo perché Sana Finestra non fa lo sconto in fattura!

E invece ti devo dire che anche noi lo facciamo, ma solo in ambito Eco Bonus 50% e non in ambito Super Bonus  110%.

Ma come potrai notare, in nessuna nostra pagina o gruppo Social, sul nostro sito o in nessuna altra comunicazione, ci proponiamo con l’offerta dello sconto in fattura.

Anzi, se ti dicessi inoltre che in base al nostro sistema di lavoro a Sana Finestra NON interessa per prima cosa venderti le sue finestre ci crederesti?

Immagino di no!

Eppure perché allora te lo sto mettendo per iscritto?

Ti sfido a scoprire il perché il nostro obiettivo primario non è quello di vendere per prima cosa le nostre finestre, semplicemente invitandoti a scaricare la GUIDA GRATUITA che ho scritto appositamente per aiutarti a capire come scegliere al meglio.

E dopo che l’avrai scaricata potrai approfittare della mia consulenza telefonica sempre gratuita, di 30 minuti.

E durante la consulenza scoprirai che non ti proporrò le mie finestre, ma ti offrirò solo il mio aiuto per risolvere i problemi con i tuoi vecchi infissi.

Non ci credi?

Peggio per te!

Nel Metodo Sana Finestra l’obiettivo principale è quello di metterti in condizione di acquistare finestre che ti possano portare reali vantaggi evitandoti di buttare soldi al vento.

Con questo metodo si tratta di lasciare da parte il ruolo da venditore che tutti puntano a ricoprire, orientandosi invece per prima cosa su un ruolo da consulente.

Per questo ti ho invitato a scaricare la mia GUIDA GRATUITA.

Un’azione che non ti costa nulla e che ti aiuterà però a capire al meglio come orientarti nel complicato mondo delle finestre.

L’ho scritta appositamente per aiutare le persone come te, che si stanno informando per acquistare nuove finestre.

Sono 70 pagine che ho cercato di scrivere nel modo più semplice possibile evitando complicati particolari tecnici.

La Guida ti svelerà quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

Scarica subito la TUA copia gratuita cliccando sul pulsante QUI SOTTO!

Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

Guida Acquistare Nuove Finestre 2020

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La truffa della micro ventilazione!

La truffa della micro ventilazione!

Sono convinto che durante le tue ricerche di nuovi serramenti, molti dei venditori che hai incontrato ti abbiano parlato di micro ventilazione. In questo articolo ti spiego come la micro ventilazione sia fondamentalmente un optional piuttosto inutile.
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Hai mai sentito parlare di micro ventilazione?

La micro ventilazione nelle finestre esiste ormai da diversi anni e non è certo una nuova scoperta rivoluzionaria.

Ultimamente però viene pubblicizzata tantissimo dalla maggior parte dei produttori e dei rivenditori di infissi.

Mi è capitato di leggere su riviste che parlano di ristrutturazione, o di arredamento, o di lavori in casa in generale, articoli dedicati a questa particolare funzionalità.

E ancora di trovare diversi inserti pubblicitari che decantano in modo molto importante l’utilità della micro ventilazione.

Addirittura anche in televisione viene pubblicizzata questa funzione innovativa.

Cos'è nello specifico la micro ventilazione

In pratica si tratta di un sistema collegato alla ferramenta di movimentazione della finestra, che consente, attraverso l’impostazione di una particolare posizione della maniglia, un’apertura di pochi millimetri dell’anta dell’infisso.

Non so se lo sai, ma ormai ogni serramento che viene prodotto a livello industriale ma anche a livello di aziende discretamente strutturate, è corredato dalla doppia apertura di serie.

In pratica ogni finestra può essere aperta sia battente, cioè in modo tradizionale, sia a ribalta quindi aprendo leggermente la finestra nella parte superiore per uno spazio di circa 10 cm che però varia a secondo delle dimensioni dell’anta.

Proprio come nella foto qua sotto.

Esistono ormai pochi produttori che non utilizzano questa doppia apertura, e si tratta per lo più di piccoli artigiani che la forniscono ancora a parte come accessorio opzionale.

Come ti dicevo invece, ormai lo standard si è spostato sulla doppia apertura anta/anta e anta/ribalta di serie su tutte le finestre.

A queste due modalità di apertura come ti dicevo ormai da qualche anno è stato aggiunta la possibilità di utilizzare la micro ventilazione.

I tipi di micro ventilazione

Attualmente esistono due tipi diversi di micro ventilazione, il primo, che è anche stato il primo immesso sul mercato, lavora in modo simile all’anta a ribalta e cioè fa aprire di pochi millimetri l’anta in modalità a ribalta nella parte superiore staccandola per pochi millimetri.

Il suo funzionamento è legato alla posizione delle maniglia.

In posizione di finestra chiusa la maniglia è rivolta verso il basso.

In posizione aperta la maniglia viene ruotata di 90°.

In posizione a ribalta, la maniglia viene ruotata a 180° quindi è rivolta tutta verso l’alto.
Mente per ottenere la micro ventilazione la maniglia viene messa in posizione intermedia tra l’apertura a battente e l’apertura a ribalta.

In questo modo la finestra avrà una leggera fessura nella parte alta, una sorta di anta a ribalta, o wasistass ridotto.

Un recente modello di apertura a micro ventilazione, fa in modo che l’anta della finestra, anziché aprirsi solo nella parte superiore, si apra su tutto il perimetro della finestra, quindi su tutte e quattro i lati.

Questa apertura crea un distacco che va circa dai 4 ai 6 mm.

Quindi, per intenderci, rispetto al telaio fisso dell’infisso, l’anta apribile non aderirà a questo telaio ma sarà staccata su tutto il perimetro appunto di alcuni millimetri.

Naturalmente chi propone questa particolare funzione, ne parla come se fosse una grande rivoluzione nel campo delle finestre.

Il motivo principale a cui si fa riferimento, è quello di arieggiare i locali con il fine di prevenire la formazione di condensa e di muffa.

Non so se lo sai, ma chi sostituisce le vecchie finestre con finestre di nuova generazione, spesso si ritrova con la muffa in casa.

Ho già avuto modo di parlare di come si debba arieggiare correttamente la casa per prevenire la formazione di muffa, per cui non voglio rubarti tempo in questa occasione, ma se vuoi approfondire l’argomento, puoi leggere un articolo che ho scritto sempre su questo blog e che trovi QUI.

Tralasciando tutta una serie di verifiche necessarie volte a capire per quale motivo si forma la muffa, concentriamoci su una delle cause principale che banalmente è la mancanza di ventilazione.

Per questo motivo, ultimamente in molti cercano di far credere al cliente che vuole acquistare nuove finestre, che con la micro ventilazione si risolverà per sempre il problema di condensa e o di muffa.

A questo punto ti dico chiaramente che è bene che tu sappia, che l’unico modo garantito per evitare di avere troppa umidità dentro casa, che potrà portarti all’aumento della condensa e che nei casi più gravi porterà alla formazione di muffa, è dotarsi di un sistema di ventilazione meccanica controllata.

Non esistono altre soluzione se vuoi vivere in una casa sana, con aria purificata, senza problemi di condensa e senza problemi di muffa.

Mentre il secondo sistema efficace, ma non infallibile, perché funziona solo dipendendo dalla frequenza con cui viene messo in pratica, è quello di spalancare le finestre e ricambiare l’aria.

Non esistono altri sistemi rivoluzionari e chi ti dice che la micro ventilazione eviterà per sempre la formazione di muffa in casa tua ti sta prendendo in giro.

Perché ti sta prendendo in giro

Ora ti spiego perché la micro ventilazione non è così utile come te la dipingono.

Partiamo da un dato fondamentale, una vecchia finestra, per intenderci una di quelle senza guarnizioni in gomma, costruita tra gli anni 60 e gli anni 70, ricambia l’aria interna in casa tua, tre volte nelle 24 ore.

Tieni presente che sto facendo i classici “conti della serva”, quindi rimango su una media di un classico appartamento di 80 mq.

Semplificando, a questo punto possiamo dire che in questo appartamento medio di 80 mq., io avrò un ricambio di aria completo di tutto l’appartamento, ogni otto ore.

Un ricambio d’aria tradizionale, aprendo le finestre completamente in modo contrapposto, cioè ad esempio con la finestra di una stanza rivolta a ovest e con una finestra di una stanza rivolta ad est, che creano una corrente d’aria, ricambiano completamente l’aria dentro il solito appartamento in un periodo che va dai cinque ai 10 minuti circa.

Se nello stesso appartamento, metto invece le finestre in posizione a ribalta, ricambierò totalmente l’aria in un arco temporale che va dai 30 ai 45 minuti.

Con questi due dati potrai già renderti conto in completa autonomia che la micro ventilazione non potrà mai essere meglio della completa apertura delle finestre

La velocità in termini di tempo con cui riesco a cambiare l’aria aprendo completamente due finestre non è assolutamente rapportabile a un’apertura di 10 cm ad anta ribalta tradizionale, ne tanto meno a quella di pochi millimetri fatta con la micro ventilazione.

Facendo sempre il nostro “calcolo della serva” con una micro ventilazione che mi fa passare in una fessura che va dai 4 ai 6 mm l’aria sul perimetro della finestra, avrò un ricambio completo dell’aria dell’appartamento in non meno di 3 ore.

Ora premettendo che per la maggior parte delle persone già fanno fatica a comprendere il perché, dopo che si sostituiscono le vecchie finestre per risparmiare sulle spese di riscaldamento, si debba aprire le finestre più volte al giorno facendo entrare ancora il freddo in casa.

Come è possibile pensare di utilizzare un sistema che lascia entrare in casa uno spiffero continuo per diverse ore?

Devi sapere che, anche se è un po’ contro intuitivo, aprire le finestre per pochi minuti facendo uscire l’aria malsana e il vapore dalla tua casa non ti farà disperdere troppo calore.

Il calore infatti che è presente sulle pareti, sui pavimenti e sui soffitti, non si disperderà più di tanto in quei pochi minuti, e l’apertura completa delle finestre che ti farà perdere al massimo 1 o 2 gradi di temperatura che tornerà gradevole entro circa 5, o al massimo 10 minuti.

Certo è che, se hai deciso di sostituire le tue vecchie finestre perché avevi gli spifferi, dove nelle giornate in cui c’era un po’ di vento ti si muovevano anche le tende, risulta abbastanza illogico trovarsi con finestre dotate di una miracolosa micro ventilazione che crea, in modo artificiale, lo spiffero di cui ti sei voluto liberare sostituendo i vecchi serramenti.

Pensa al controsenso: avevi uno spiffero naturale e hai speso migliaia di euro per averne uno artificiale.

Ti sembra logico avere nuove finestre e doverle mettere in una condizione per cui lasciano uno spiffero continuo per almeno 3 ore in modo da arieggiare la casa.

E questo quasi costantemente, perché le apertura fatte con le finestre in modo tradizionale e cioè spalancandole, devono susseguirsi più volte al giorno in funzione delle attività svolte in casa.

Per cui se ad esempio in un giorno devo fare 3 aperture tradizionali di 10 minuti, per ottenere lo stesso ricambio di aria che la micro ventilazione mi fa in 3 ore, dovrò tenere le mie finestre con lo spiffero artificiale per almeno 9 ore al giorno.

Personalmente trovo questa operazione completamente contro senso.

Oltretutto, se proprio devo fare una valutazione tecnica, al di là del numero di ore necessarie per ricambiare completamente l’aria in un appartamento con la micro ventilazione, lo spiffero diretto, orientato sui muri perimetrali che contornano le finestre è assolutamente da evitare.

Ora ti spiego il perché

Il modo migliore per evitare la formazione di condensa o di muffa, è fare in modo che i muri della tua casa non scendano sotto una certa temperatura.

Questa temperatura varia in funzione dei gradi interni, di quelli esterni e dell’umidità relativa dentro casa.

Al di sotto di una certa temperatura che è quindi variabile, la parete potrebbe condensare e col tempo favorire la formazione di muffa.

I punto in cui si verificano questi particolari condizioni, si chiama punto di rugiada.

Per questo l’unico modo per evitare le problematiche di condensa e le problematiche di muffa, sono che nessuna parte dei muri della casa vada al di sotto di questo punto di rugiada.

Ma se io creo, in modo artificiale, uno spiffero diretto, che va a sbattere sul muro perimetrale intorno alla finestra, chiaramente avrò più probabilità che quella porzione di muro si raffreddi, andando al di sotto del punto di rugiada, e favorendo la condensazione.

Con un sistema di ventilazione meccanica controllata, oppure banalmente aprendo le finestre, avrò un ricambio d’aria più omogeneo e non indirizzato su un punto preciso delle pareti.

A questo punto capisci perché la micro ventilazione non è assolutamente da considerare un plus come invece cercano di fartela passare?

Chi ti parla delle sue finestre come delle migliori finestre al mondo, perché hanno di serie la micro ventilazione, non ti sta certo vendendo qualcosa che ti migliorerà la qualità della vita.

E tutto questo succede sempre per il motivo che di cui parlo spesso e cioè l’ossessivo concentrarsi solo ed esclusivamente sulle qualità del prodotto.

Fino a che i venditori ti faranno concentrare solo sulle caratteristiche di prodotto rischierai di comprare un infisso che potrebbe non andare bene per te.

Fino a che ti farai convincere a focalizzarti sulla marca della finestra, sullo spessore del profilo, sul numero di guarnizioni, sul tipo di vetro doppio oppure triplo, perderai di vista le cose che veramente sono necessarie.

La micro ventilazione sta quindi diventando uno specchietto per le allodole e non uno strumento utile al tuo benessere.

Il sistema di lavoro del Metodo Sana Finestra

Non so se lo sai, ma io ho creato il Metodo Sana Finestra, il cui obiettivo principale è quello di mettere le persone nelle condizioni di acquistare finestre che possano portare reali vantaggi.

Con questo sistema, non partiamo mai dal far concentrare il nostro potenziale cliente sul prodotto finestra, sui suoi optional, o sui suoi plus, per fare in modo che se ne innamori e lo compri scatola chiusa.

Anche i nostri fornitori utilizzano ferramenta con la micro ventilazione, ma normalmente non la facciamo mai predisporre e, se i fornitori la predispongono di serie, non la dipingiamo di certo come una plus utile ma ne spieghiamo pregi, (pochi), ma sopratutto difetti.

Il nostro sistema di lavoro lascia da parte il ruolo del venditore che utilizzano tutti e si orienta invece su quello di consulente.

Questo è il nostro ruolo principale e per questo il Metodo Sana Finestra non è un sistema finalizzato a vendere come primo step i nostri infissi, ma si dedica per prima cosa alla progettazione dell’intervento.

Per questo ci impegniamo a portare un aiuto concreto attraverso diversi step.

Il primo puoi averlo scaricando la GUIDA GRATUITA che ho scritto appositamente per aiutare le persone come te che si stanno informando per acquistare nuove finestre.

Sono 70 pagine scritte in modo semplice e senza complicati particolari tecnici, che ti sveleranno quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

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Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

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Come verificare le difformità degli infissi in pvc

Come verificare le difformità degli infissi in pvc

Può capitare che, una volta aver desiderato, ordinato, ed aspettato le tue nuove finestre in pvc, dopo poco tempo cominciano a verificarsi alcune problematiche. Ante che faticano a chiudersi e che funzionano male. Con questo articolo ho pensato di condividere con te un manuale di verifica delle ante dei serramenti. Buona lettura.
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Non so se lo sai, ma qualche hanno fa, dal 2011 al 2016, mi sono occupato del servizio service di un noto marchio di finestre tedesche che vendeva in Italia.

In seguito a questo mio incarico, scrissi un piccolo manuale che venne distribuito a tutti i rivenditori al fine di aiutarli a verificare in autonomia la funzionalità delle ante delle finestre.

Lo scopo era quello di rendere i rivenditori autonomi nella verifica di eventuali problemi segnalati dai loro clienti.

Il manuale trattava nello specifico delle finestre in PVC, spiegava come fare manutenzione e come verificare gli eventuali difetti segnalati.

Ritengo che queste informazioni possano essere utili anche al consumatore finale che magari ha un problema con le finestre appena acquistate e per questo ho deciso di divulgare questo breve testo.

Vediamo di seguito cosa conteneva questo manuale ed i vari passaggi da seguire:

Verifiche sulla funzionalità delle ante

Uno dei difetti più comuni che possono capitare riguarda il passaggio di aria tra telaio e battente.

Si tratta di una situazione che crea anche problemi in chiusura e in apertura delle ante mobili.

Di seguito quindi ti spiegherò come verificare la corretta posizione delle ante a battente in modo da poterle regolare eliminando il difetto.

Gli strumenti necessari che dovrai procurare sono: una matita, un set di chiavi a brugola di regolazione, o una chiave a brugola di misura 4 mm, della plastilina, o del pongo, e una livella o una tavola in legno diritta di lunghezza adeguata alle dimensioni dell’anta da verificare.

I primi passi da fare

Per prima cosa si verifica che il telaio fisso sia “in bolla” e cioè allineato sui piani verticali ed orizzontali.

Si dovrà verificare dunque la traversa inferiore della finestra, o la soglia inferiore nel caso di porta finestra e verificare i montati destro e sinistro del telaio fisso.

Sarà necessario anche verificare che questo telaio fisso sia assicurato saldamente tramite un sufficiente numero di viti di fissaggio alla muratura.

Con un metro prendere la misura in orizzontale tra il montante destro e quello sinistro del telaio in corrispondenza degli spigoli inferiori e superiori.

Ripetere questa operazione in verticale tra la traversa inferiore e quella superiore sia a destra che a sinistra.

Confrontare queste misure per verificare che il telaio sia correttamente dimensionato sia sopra che sotto e sia a destra che a sinistra.

Per finestre di grandi dimensioni e per tutte le porte finestre si dovrà verificare anche la misura intermedia a metà dei montanti laterali, e delle traverse inferiori e superiori rilevando questa misura anche alla metà delle stesse.

Successivamente si deve verificare il corretto sormonto delle ante al telaio che deve essere di circa 8 mm con una tolleranza massima di +/- 2 mm.

N.b.: la misura di 8 mm potrebbe non essere valida per tutti i sistemi finestra e per tutte le marche.

A finestra chiusa si va quindi a fare un segno con una matita in corrispondenza degli spigoli delle ante.

Sarebbe bene, specialmente in caso di finestre con colori scuri, mettere sul telaio dello scotch in carta, tipo quello utilizzato dai pittori, al fine di non rovinare l’infisso e di vedere meglio il segno fatto con la matita.

Per le porte finestre, come detto in precedenza, si farà il segno con la matita anche sulla metà dell’anta.

Successivamente si dovrà verificare se il sormonto delle ante al telaio è corretto e si andrà a regolare se necessario questo sormonto agendo sulle viti di regolazione delle cerniere secondo le modalità indicate nel Manuale Uso e Manutenzione che il fornitore di infissi ti avrà consegnato con la vendita delle finestre, così come previsto dalla Marcatura CE.

Verifica dei perni di chiusura che non chiudono correttamente

Molto spesso può capitare che sia faticoso chiudere o aprire le finestre agendo sulla maniglia.

Il problema può essere legato a leggere dilatazioni dei materiali che causano un cattivo allineamento tra telaio fisso ed ante.

Di solito sono situazioni temporanee che si presentano in seguito a sbalzi di temperatura e che tornano normali entro poco tempo.

Nel caso però il problema persista sarà però il caso di agire per sistemare il problema.

A causa di queste dilatazioni agendo sulla maniglia i perni della ferramenta faranno più attrito in chiusura ed in apertura per allineare le ante.

Per capire quale perno in particolare sia il colpevole di questo problema inserire nella cava del riscontro sul telaio della plastilina, verificando preventivamente il lato del riscontro in cui si agganciano i perni.

Chiudere la finestra e agire sulla maniglia aprendo e chiudendo più volte.

Successivamente controllare i segni lasciati dai perni di chiusura sulla plastilina per verificare se questi lavorano correttamente.

Una volta identificato quale, o quali sono i perni colpevoli del maggior attrito, si può agire con diverse modalità.

E’ possibile ad esempio agire sulle cerniere per regolare la presa dei perni.

Oppure agire direttamente sui perni, che sono eccentrici, utilizzando a seconda del tipo di ferramenta installata, una chiave a brugola o una chiave esagonale

Se ad esempio l’anta magari è troppo bassa e il perno tocca sul fondo del suo riscontro una volta arrivato a fine corsa, sarà sufficiente alzare l’anta sensore agenzo secondo quanto riportato nel Manuale Uso e Manutenzione

Come già detto, i perni di chiusura sono eccentrici ed è possibile regolare la pressione del battente o il suo rilascio agendo su detti eccentrici utilizzando, a seconda della ferramenta presente sull’infisso una chiave a brugola da 4 mm, o con una chiave esagonale da 9 mm.

A volte è possibile che i perni a fungo superiori o inferiori non si incastrino bene all’interno del proprio riscontro perché l’anta è troppo alta o troppo bassa, questi riscontri, regolabili in modo diverso a seconda del modello di ferramenta, spesso oltre alla regolazione eccentrica hanno un’ulteriore regolazione in altezza di circa 2,5 mm.

In pratica funzionano come una vite, si svitano e si avvitano alzandosi ed abbassandosi in funzione delle esigenze di regolazione.

Ferramenta particolarmente dura in chiusura

Ho già affrontato questo problema parlando della verifica dei perni di chiusura.

Tuttavia questa questione seppur simile all’apparenza, riguarda solo un particolare problema che è quello in cui la maniglia in chiusura sia troppo dura.

Prima di andare a verificare che tutti i perni chiudano correttamente è preferibile fare questa verifica che potrebbe già essere già risolutiva.

Di solito il colpevole di questo problema è, qualora sia presente, un perno a fungo che è posizionato sul lato dell’anta dove ci sono le cerniere di attacco al telaio fisso.

Questo perno si trova poco sotto l’angolo della cerniera superiore dell’anta principale, che è quella sulla quale c’è la maniglia.

Anche in questo caso trattandosi di un perno eccentrico e possibile regolarne la pressione sul telaio e di conseguenza l’attrito della maniglia girandolo in modo che sia più morbida.

Un altro aspetto da verificare è che le viti di fissaggio della maniglia non siano troppo tirate.

Se le viti sono troppo strette infatti, si verifica una torsione della scatola di movimentazione della serratura che, lavorando male, indurisce tutto il meccanismo della ferramenta.

Per risolvere questo problema si possono svitare leggermente le viti di fissaggio della maniglia avendo cura di non allentarle troppo.

La viti si trovano sotto il carter di copertura che può essere uno scatolato inserito a scatto, ma che nella maggior parte dei casi è un semplice coperchietto appoggiato alla base in nylon della maniglia, che è tenuto da una molla che lo schiaccia alla base stessa.

E’ sufficiente prenderlo con 2 dita tirarlo verso di se, verso l’esterno e ruotarlo di 180 gradi.

Ante troppo storte

Mentre una composizione tipica dei un vetro Vsg per finestre, sempre con doppio vetro sarà 4/16/3+3, oppure 4/16/33.1, oppure 4/16/Vsg6.

Come dicevo, nella revisione della norma del 2014, nelle finestre l’obbligo di vetro di sicurezza è solo per la lastra interna, ma a voler ben guardare il lato sicurezza per l’utilizzatore finale, questa norma non ha un gran senso, in quanto è una sicurezza solo a metà.

Per questo motivo, nella revisione 2015, c’è stata una correzione che ha determinato che, anche sulle semplici finestre, o meglio su tutte le vetrate installate al di sopra di un metro dal piano di calpestio, venga prevista la lastra di sicurezza sia interna che esterna. 

Infatti non è da escludere che una finestra normale in posizione aperta non possa essere urtata col rischio di rottura del vetro.

Ante troppo storte

Una delle problematiche più frequenti sui serramenti in PVC possono essere le ante imbarcate.

Nel caso tu abbia questo problema, e cioè le ante siano “imbarcate in senso frontale”, da normativa la verifica delle stesse deve essere fatta con una livella di adeguata lunghezza e sempre sul lato esterno.

La tolleranza di giudizio è di 2 mm per metro lineare.

Vale a dire che per una finestra di 2500 mm l’anta può essere imbarcata fino a 5 mm.

Questo significa che, nel caso di una finestra da 2500 mm, due metri e mezzo, un’anta imbarcata fino a 5 mm non è considerata difettata.

Nel caso questa tolleranza di 2 mm per metro lineare sia superata, è possibile considerare che il serramento sia difettato e richiederne la sostituzione.

L’anta dunque, in quanto prodotta, dovrà essere sostituita.

Nel caso le ante siano storte in senso “laterale”, cioè spanciate verso i lati sinistro o destro dell’infisso , è possibile sistemarle andando a smontare il vetro e provvedendo a rimontarlo in modo da inserire i corretti spessori tra vetro e anta.

Questa operazione però, deve essere eseguita da un professionista e non si presta al fai da te.

Vetri

Se i serramenti rimangono troppo tempo in cantiere prima che l’appartamento venga abitato, potrebbe essere molto evidente la presenza dei segni delle ventose utilizzate per movimentare i vetri in fase di produzione.

Questo problema si protrarrà per più tempo a causa del deposito di polvere sul materiale siliconico rilasciato dalle ventose che in genere viene utilizzato per la loro pulizia.

Eventuali deformazioni delle canalina interna al vetro che risulta non essere perfettamente allineata al fermavetro, da normativa non sono considerate difetti se rimangono entro i 4 mm di deformazione massima su un vetro di altezza fino a 2500 mm di lato e di 6 mm massimo per vetro di altezza oltre i 2500 mm.

La normativa sui graffi, le bolle e altri difetti dei vetri contemplano diversi tipi di difetti e parametri per la loro valutazione.

Ad esempio un graffio nel vetro di lunghezza fino a 15 mm in zona centrale non è contestabile.

Tuttavia difetti tipo graffi, bave di silicone, bolle, spesso vengono considerati come difetti dalle aziende purché nella valutazione si usi buon senso.

Ad esempio, se una vetrata vista lago o vista mare presenta un graffio in zona centrale da 12 mm, che non sarebbe contestabile secondo la normativa, appare corretto utilizzare il buon senso e sostituirlo in garanzia.

Nella valutazione dei difetti sui vetri secondo le linee guida e le normative è fondamentale non evidenziare la zona difettosa, ad esempio con un pennarello, al fine di non condizionarne la vista dell’addetto alla valutazione

Di norma il difetto va visionato da una distanza non inferiore al metro, con luce diffusa e posizionati solo frontalmente al vetro.

Se vuoi maggiori informazioni riguardo alla valutazione dei difetti sui vetri puoi leggere l’articolo che ho scritto qualche tempo fa e che trovi QUI.

Di cosa mi occupo

Se hai avuto modo di visitare il mio sito, avrai certamente notato che non si tratta di un sito vetrina che mette in piazza le finestre che vende e che si pavoneggia parlando delle proprie finestre in modo da etichettarle come le migliori al mondo.

Perché è questo lo spirito con cui ho creato Sana Finestra, e cioè quello di non condizionare le persone che entrano in contatto con me mostrandogli finestre che li catturano a livello emozionale.

Un aspetto su cui voglio farti riflettere è che nella scelta delle finestre un primo aiuto deve essere ottenuto grazie ad un lavoro di consulenza preliminare che possa focalizzare in primis i tuoi bisogni.

Solo così si potrà in seguito individuare il prodotto più indicato per te valutandolo dal punto di vista pratico e funzionale piuttosto che estetico.

Fai attenzione però al concetto di consulente, che non devi confondere con il ruolo del classico venditore di infissi.

Perché mentre il venditore esperto di infissi può fari pensare di essere un consulente, in verità la sua consulenza è finalizzata a venderti l’infisso che a lui interessa piazzarti.

Mentre invece il semplice consulente non deve per forza venderti le sue finestre e per questo motivo rimane super partes e ti può portare reali vantaggi attraverso i suoi consigli.

Il suo lavoro sarà dunque quello di trovare il sistema più adatto, che si addica meglio alla tua casa, che sia in linea con le disposizioni di Legge, e che ti dia i risultati desiderati.

Il mio sistema

Il mio Metodo Sana Finestra, e un sistema unico, finalizzato a creare benessere abitativo nella tua casa, attraverso la sostituzione degli infissi.

Il Metodo Sana Finestra è un progetto di intervento dettagliato che segue 10 procedure specifiche e consente di individuare il prodotto più idoneo a te, alla tua casa e ai bisogni che devi soddisfare.

Non si tratta quindi di proporti un prodotto e di farti un preventivo standard, ma di predisporre una vera e propria relazione di consulenza per metterti al riparo da ogni possibile problema, mettendoti in condizione di fare un acquisto che ti possa portare reali vantaggi.

Il mio ruolo è appunto prima di tutto quello di essere per te un consulente e non un venditore e per questo il Metodo Sana Finestra potrà esserti utile anche senza che sia necessario per te acquistare i nostri infissi.

Il primo passo verso il mio sistema di lavoro puoi farlo subito scaricando la mia GUIDA GRATUITA comodamente da questa pagina cliccando sul pulsante qua sotto.

Si tratta di una guida di 70 pagine scritte in modo semplice e senza complicati particolari tecnici, che ti svelerà quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

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Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

Guida Acquistare Nuove Finestre 2020

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I pericoli nascosti nel 110%

I pericoli nascosti nel 110%

Ne parlano tutti, se ne parla in tutti i contesti, in radio, in televisione e al bar. Il Super Bonus 110% è certamente l'argomento che più sta sulla bocca di tutti. Tutti alla rincorsa del bonus “risparmioso”. Proprio per questo ci sono diverse situazioni pericolose che devono essere ben focalizzate. In questo articolo certamente non potrò elencarli tutti ma cercherò comunque di darti degli importanti spunti di riflessione. Buona lettura.
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Premessa

Chiariamo subito una cosa, non sono il classico detrattore sempre contro a prescindere che non perde l’occasione di sparare a zero e vedere il marcio ovunque.

E dopo questa puntualizzazione ti spiego perché ho deciso di scrivere questo articolo.

I decreti attuativi ormai da mesi sono stati approvati, e chi più, chi meno, ha messo in moto la grande macchina progettuale.

Ed è proprio questo fermento che ha fatto affacciare al cospetto di questa opportunità una vastissima platea.

Questo articolo racconta alcune storie che ho avuto modo di raccogliere in queste ultime settimane e che mi hanno spinto a cercare di aiutare le persone a non ritrovarsi in difficolta a causa della troppa leggerezza.

55 miliardi di Euro!

Questa è la cifra stanziata nel Decreto Rilancio e di questa cifra, SOLO 15 miliardi sono quelli destinati al Super Bonus 110%.

Indipendentemente dal fatto che siano tanti o pochi, c’è un aspetto che nessuno tiene in considerazione.

Queste cifre non sono soldi disponibili, ma sono semplicemente indebitamento.

Personalmente sono consapevole che i miei 3 figli e i miei futuri nipoti, pagheranno questo debito per molti e molti anni.

Ed è per questo motivo che ritengo che tutti quelli che utilizzano questa opportunità, debbano esserne consapevoli e sopratutto eticamente responsabili.

E’ necessario ponderare gli interventi in modo che siano finalizzati al risparmio energetico e non invece a creare la Reggia di Caserta.

Purtroppo la realtà dei fatti è come al solito un'altra

La si legge qual e la sui vari forum dedicati e sui vari gruppi social.

Gente che chiede se può sostituzione il vecchio citofono con un video citofono includendolo nel 110%.

Gente che ha cambiato i serramenti 3 anni fa sfruttando l’Eco bonus 50% e che vorrebbe cambiarli di nuovo sfruttando il super bonus.

Gente che sta ancora beneficiando delle detrazioni di un altro bonus e che vorrebbe convertirlo in super bonus.

Ma non finisce qui, perché oltre ai privati poi arrivano le aziende.

Imprese che facevano tutt’altro fino a qualche mese fa e che sono diventati i re dei cappotti, o delle pompe di calore, o del fotovoltaico.

Imprese edili che realizzano lavori in modo approssimativo tanto per farli, senza fare adeguate valutazioni.

Il primo caso vero

Qualche settimana fa mi è capitato in consulenza un termo tecnico che stava seguendo una pratica dove il committente aveva affidato i lavori a dei suoi parenti che gestivano un’impresa edile.

Il tecnico mi chiedeva aiuto al fine di poter gestire al meglio il foro finestra.

Il dubbio del professionista era quello di poter correggere i ponti termici intorno alle finestre a seguito della realizzazione del cappotto termico.

Il progetto prevedeva la posa di un cappotto sulla facciata, che l’impresa si rifiutava di far girare fino ai serramenti e che avrebbe inevitabilmente ristretto le finestre.

Chiaramente non è progettualmente corretto stringere le finestre esistenti, sia per un problema di luce che entra in casa, sia per il mantenimento dei rapporto aero illuminante.

Ma il motivo in questo caso era il troppo “sbattimento” nel fare un lavoro così impegnativo che è possibile risolvere solo allargando il vano delle finestre oppure applicando un materiale molto più performante e molto più sottile, che avrebbe consentito di isolare adeguatamente con uno spessore minore.

Ora, sono d’accordo che fare certi interventi sia difficile e che spesso richieda tempi più lunghi, ma è necessario non perdere di vista l’obiettivo del super bonus e cioè fare efficientamento energetico.

In questo caso specifico l’azienda esecutrice però, metteva in discussione le disposizioni del tecnico impuntandosi per percorrere la strada chiaramente per loro meno impegnativa.

Il mio suggerimento al tecnico, oltre che specifico su come, nel rispetto della riqualificazione del foro finestra, avrebbe dovuto pretendere l’esecuzione dei lavori, è stato quello di farlo riflettere sulle sue responsabilità giuridiche nel caso i lavori non fossero stati svolti in modo corretto.

Tanto è vero che, al termine della nostra telefonata il professionista paventava anche la possibilità di rassegnare le dimissioni dall’incarico.

Il secondo caso vero

Più che di un caso, qui si tratta di diversi casi, che coinvolgono molti miei colleghi specialmente tra la categoria dei falegnami.

Se conosci la mia storia, saprai che ho iniziato ad appassionarmi alle finestre nell’ormai lontano 1985 nella piccola falegnameria di mio padre.

Tornando ai miei colleghi quello che ho saputo ha dell’incredibile, soprattuto dal punto di vista dei rischi che comporta.

Ho ottenuto queste informazioni da un agente di commercio che per lavoro gira tra le varie aziende di produzione di finestre che acquistano da lui ferramenta.

Si stava parlando in generale dell’andamento del mercato, gli stavo chiedendo come era il clima in giro e come stavano andando i miei colleghi.

E qui apprendo una notizia per me sconvolgente: “Stanno lavorando in tanti col 110 ma molti senza nessun criterio”…

Io chiedo: “In che senso, spiegati meglio”…

E lui mi risponde: “Mah guarda diversi mi hanno detto: il cliente mi ha chiesto di fare il 110% e quindi stiamo portando avanti i suoi serramenti”…

Fin qui nulla di strano dirai tu!

E anche per me non c’è nulla di strano, se non fosse che, se io dovessi vendere finestre ad un cliente in ambito 110%, semplicemente perché lui mi dice a voce che lo vuole fare, di certo non parto con gli ordini.

Invece in questi 3 casi, la situazione era proprio quella, si era andati in produzione sulla base di una semplice richiesta del cliente e senza approfondire.

Non so se lo sai, ma per poter accedere al super bonus 110% è necessaria una trafila tecnica importante, è necessario che ci siano dei tecnici che facciano tutta una serie di verifiche preliminari.

Che fissino i parametri isolanti dei nuovi serramenti e che identifichino i massimali di costo al metro quadro entro i quali rimanere.

Diversamente il problema potrebbe essere ritrovarsi a fornire finestre a un cliente che non ne aveva diritto e che, ancora peggio, si potrebbe trovare a dover pagare una fornitura che non potrà recuperare.

Non è sufficiente la volontà da parte del cliente di accedere al super bonus, ma è necessaria anche la professionalità del serramentista, finalizzata a spiegare che i serramenti non sono direttamente coinvolti nel super bonus e che ci possono rientrare solo a traino di altri interventi.

Ed è importante non illudere il cliente sul fatto che questi possa ottenere il super bonus, onde evitare di ritrovarsi dopo aver impegnato diverse migliaia di euro a non poterne detrarre nemmeno un euro.

Con una gestione di questo tipo, il rischio è quello di promettere ai clienti qualcosa che non si può fare, con l’evidente rischio di metterli in difficoltà dal punto di vista finanziario.

Non siamo tutti sprovveduti

Questo potrebbe essere il tuo pensiero in questo momento.

In parte sono d’accordo con te, ma quanto ti ho raccontato è successo veramente e magari qualcuno che sta leggendo questo articolo, o che lo leggerà in futuro, potrà farsi qualche domanda:

Cosa succederebbe se mi affidassi a un’azienda che vuole solo portare a casa un lavoro con il minimo sforzo e il minimo impegno tecnico?

Cosa succederebbe in caso di controlli che evidenzino, come nel caso raccontato, la mancata correzione dei ponti termici?

Cosa succederebbe se andassi ad acquistare nuove finestre parlando di 110% e il serramentista si limitasse a fornire una finestra dando per assodato che io possa accedere a questo bonus?

Cosa succederebbe se anziché darmi informazioni circa le condizioni necessarie per la detrazione dei serramenti me li vendesse a prescindere?

Cosa succederebbe se anziché chiedermi i dettagli tecnici elaborati dal progettista questo mettesse in produzioni le finestre che mi ha fatto scegliere semplicemente in base ai miei gusti estetici?

Cosa succederebbe se mi desse un infisso non idoneo o che non rientra nei parametri di costo al metro quadro?

Cosa succederebbe se il serramentista mi dicesse che “secondo lui” io potrò accedere al super bonus tranquillamente, ma alla fine dei lavori si scoprisse che non era vero.

Per evitare di ritrovarsi ad avere problemi è necessario non perdere l’attenzione, ho già avuto modo di ribadirlo in altri articoli ma ritengo sia un aspetto fondamentale.

Quando qualcosa sembra troppo bello per essere vero, come spendere 100 e ritrovarsi con casa nuova a 110; oppure quando ti fanno credere che non spenderai nemmeno quei 100 perché sarà tutto gratis da subito, l’attenzione cala a causa del fatto che non si sta utilizzando soli propri.

Travolti dal miraggio del tutto gratis ci si dimentica di verificare dei particolari ultra importanti.

Per non correre questi rischi è necessario rispettare innanzitutto dei semplici passaggi come quelli descritti nell’articolo che puoi trovare QUI.

Successivamente è necessario individuare le aziende più idonee e farti un lavoro che rispetti le prescrizioni di Legge, e di cui puoi trovare un’aiuto leggendo un altro mio articolo che trovi QUI.

L’aspetto della ricerca dei professionisti e delle aziende è quello assolutamente più importante.

Per prima cosa tutti devono sapere cosa prevede il provvedimento e poterti dire cosa fare e come muoverti.

I professionisti devono conoscerlo molto bene in linea generale, ma devono anche saper andare a trovare le risposte tecniche necessarie in caso di situazioni particolari di cui purtroppo l’edilizia italiana è piena.

Mentre le aziende devono semplicemente conoscere i principi del risparmio energetico e saperli applicare al meglio.

Perché le regole per l’efficienza energetica erano già presenti da tempo e non sono solo una novità legata al super bonus perché ci sono da anni.

Molti però non se ne sono mai curati, oppure le hanno sempre applicate solo in parte perché tanto andava bene lo stesso, nessuno controllava e non c’erano di mezzo sanzioni o il rischio di perdere i benefici.

Ma purtroppo molti non si preoccupano comunque di questi aspetti, mentre altri li prendono alla leggera, e altri ancora se ne sono interessati solo per speculazione.

Se nel tuo super bonus 110% c’è un intervento trainato che riguarda i serramenti parti da qui.

Sana Finestra e il super bonus

Come ti ho già detto, le finestre non sono direttamente inserite nel super bonus al 110%, perché la loro percentuale di detrazione rimane sempre al 50%.

Qualora in ambito super bonus, tu decida di abbinare agli interventi specifici del super bonus anche la sostituzione degli infissi, questi potrebbero rientrarci come intervento trainato.

E vorrei che tu sappia anche che, in tema di rispetto delle regole e dell’etica aziendale, Sana Finestra ad oggi non ha ritenuto di dover procedere con alcuni interventi che non andavano verso la direzione del risparmio energetico completo e fatto in modo serio.

Perché l’obiettivo principale del Metodo Sana Finestra è quello di portare reali vantaggi, rispettando le regole ed evitando di farti buttare soldi al vento.

Il nostro lavoro principale è quello di progettare la riqualificazione del foro finestra, e solo dopo questo processo passiamo ad individuare l’infisso più adeguato a risolvere le problematiche rilevate.

Nel mio sistema di lavoro ho predisposto 10 procedure specifiche che consentono di seguire uno schema che porti reali vantaggi e che individui il prodotto più idoneo a te, alla tua casa e ai bisogni che devi soddisfare.

Si tratta prima di tutto di un lavoro di consulenza che, ti dirò di più, a differenza dei miei colleghi non ha come finalità principale venderti le mie finestre.

Anzi in una fase iniziale le mie finestre non te le propongo nemmeno e non ti faccio nemmeno vedere quali sono i prodotti che tratto.

Questo è il mio ruolo principale e per questo il Metodo Sana Finestra non è un sistema finalizzato a vendere per forza i miei infissi!

Un aiuto concreto puoi averlo scaricando la GUIDA GRATUITA che ho scritto appositamente per aiutare le persone come te che si stanno informando per acquistare nuove finestre.

Sono 70 pagine scritte in modo semplice e senza complicati particolari tecnici, che ti sveleranno quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

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Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

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Attenzione ai vetri fuorilegge!

Attenzione ai vetri fuorilegge!

Forse non lo sai ma da parecchi anni ormai esistono delle Leggi che rendono obbligatorio installare sulle finestre vetri di sicurezza. Purtroppo ancora oggi può capitare che ci siano serramentisti che non rispettano la Legge. Te lo dimostro in questo articolo dove ti spiego quello che devi osservare quando valuterai le offerte che ti faranno. Buona lettura.
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Qualche settimana fa mi sono imbattuto in una specie di sponsorizzazione.

Ho scritto una specie perché si trattava di un post su un social network, fatto da un serramentista che pubblicizzava gli infissi che vendeva.

Anche se nell’immaginario comune i social network sono luoghi virtuali dove svagarsi, non so se lo sai ma esistono diversi gruppi di discussione dove ci si può confrontare su argomenti utili.

Io ad esempio sono iscritto a diversi gruppi tecnici dove mi confronto con i colleghi di tutta Italia e dove posso valutare meglio le particolarità della categoria in cui opero.

Anche Sana Finestra ha un suo gruppo, e lo puoi trovare cliccando QUI 

Tornando agli altri gruppi devo dirti però che molto spesso mi imbatto in situazioni che non mi fanno molto piacere.

Scoprire che c’è ancora una nutrita parte di miei colleghi che argomentano come dei perfetti principianti non mi fa certo piacere, specialmente dal punto di vista della cattiva luce in cui queste persone mettono la mia categoria.

Proprio come successo quando mi sono imbattuto nella “specie di sponsorizzazione” di cui ti ho parlato prima.

Di cosa si trattava

Come puoi vedere nella schermata presa da Facebook, il mio collega ha postato una foto dello schermo del suo pc che raffigura un programma di preventivazione.

So che all’apparenza a te può sembrare che non ci sia niente di strano, ed è appunto questo il motivo per cui con questo articolo voglio metterti in guardia.

La schermata è quella tipica di ogni preventivo che ti troverai a valutare, il disegnino della finestra, le dimensioni, e tutte le caratteristiche tecniche del prodotto.

Tra queste caratteristiche ci sono anche quelle relative al vetro ed è proprio qui c’è una magagna.

Il vetro previsto non è regolare, perché non rispetta la relativa norma UNI 7696

Leggendo la riga Vetro evidenziata, puoi notare la sigla Lowe4 – F4 (24) Argon.

Se tu fossi il destinatario di questo preventivo lo leggeresti senza capirci molto, mentre chi è del settore, può facilmente intuire che si tratta di 2 lastre di vetro da 4 millimetri con un camera distanziatrice di 24 millimetri riempita con gas Argon.

La prova

Dal momento che in genere un professionista, in ogni settore, non accetta di buon grado le critiche, la prendo larga e mi permetto di chiedere la composizione del vetro commentando il post.

Come poi vedere l’autore del post mi risponde quello che avevo ipotizzato.

A questo punto io mi permetto di sottolineare che il vetro e palesemente fuorilegge specialmente sulle porte finestre, dove questo è un obbligo fin dal 2007.

Come puoi vedere, nel post successivo spiego che il vetro non è a norma, tanto che poi, successivamente, l’autore mi chiede di mostrargli la Legge che prova questa obbligatorietà.

Alla discussione partecipano in seguito molti altri utenti, commentando con toni che spesso sono andati un po’ sopra le righe e che sostanzialmente sottolineando questa grave non conformità, tanto che alla fine il post è stato rimosso.

Cosa dice la Legge

La norma che regolamenta i vetri è la UNI 7697 e come dicevo è in vigore dal 2007 limitatamente alle porte finestre.

Questa norma disciplina le applicazioni vetrarie in edilizia e nella sua prima versione prevedeva che tutte le finestre che avevano vetri posizionati al di sotto di un metro di altezza dal pavimento, dovevano avere lastre di vetro anti infortunio sia sul lato interno, che sul lato esterno.

Successivamente, dal 2014, questo obbligo è stato esteso anche a tutte le finestre con vetro posizionato sopra il metro di altezza dal pavimento, ma questa volta, solo per quanto riguarda la lastra interna.

A seguito di questa norma, in pratica tutte le finestre e porte finestre dovevano avere per Legge la lastra interna anti infortunistica, mentre la lastra esterna è obbligatoria solo sulle porte finestre.

Lo scopo della norma è evidentemente mirato a prevenire gli infortuni a cui si può incorrere in caso di rottura di un vetro.

Pensa solo se hai bambini, o se ne avrai in futuro, che mentre giocano sbattono contro un vetro che si rompe.

Oppure solo alla semplice finestra aperta che sbatte a causa di un colpo di vento, il rischio di rottura di un vetro mono lastra è elevatissimo e per nulla scontato.

Un vetro che si rompe diventa un insieme di punte e lastre affilatissime e pericolosissime.

Obbligo non per tutti

A parziale discolpa del collega devo dirti che si trattava di uno straniero che, magari da poco in Italia, non era al corrente di un obbligo che non è presente in tutti i paesi Europei.

In Germania ed in Svizzera ad esempio, non esiste questo obbligo e per questo molti non ne sono al corrente.

Ma sarai d’accordo con me che se operi e lavori in Italia devi essere ben consapevole delle norme che la governano.

Anche perché un vetro non a norma rappresenta un pericolo per l’utilizzatore finale, nonché un reato penale per il serramentista in caso di infortunio di un utente.

E anche se nel nostro paese vige la regola che “la legge non ammette ignoranza”, è normale che tu questa cosa non la possa sapere.

Ma il fatto che tu non ne sia al corrente ti potrebbe far ritrovare con qualcosa di pericoloso ed illegale in casa, dopo aver speso diverse migliaia di euro per acquistarlo.

Per questo, oltre al fatto che il mio consiglio è quello di selezionare con cura i professionisti a cui ti rivolgerai, il mio articolo potrà darti le necessarie istruzioni per un controllo preciso.

Quali sono i vetri a norma

Quindi come detto i vetri devono essere almeno anti infortunio.

Come si riconosce un vetro anti infortunio?

Semplicemente controllando che nella dicitura del vetro venga riportata la sigla Vsg oppure Esg.

Vetri Vsg

Vsg significa vetro stratificato di sicurezza e normalmente questa sigla è seguita dalla composizione della lastra che può essere 3+3, oppure 33.1, oppure Vsg 6.

Questo vuol dire che nel primo caso il vetro è uno stratificato di sicurezza formato da 2 lastre da 3 mm, nel secondo caso oltre al vetro 3 +3 c’è l’indicazione del tipo di pellicola in pvb .1, (un materiale plastico che impedisce al vetro di frantumarsi), mentre nel terzo caso indica solo che lo stratificato totale sarà da 6 mm e cioè la somma di 2 lastre da 3 mm.

In alcuni casi potrai trovare vetri che saranno ad esempio 4+4 o 5+5.

Questo può dipendere da due fattori, il primo è che le dimensioni delle ante siano piuttosto ampie e quindi necessitano di un vetro di sicurezza più solido, mentre il secondo è che per ragioni tecniche relative allo spessore totale dell’alloggiamento del vetro, sia necessario aumentare lo spessore di una delle lastre.

Una composizione tipica dei un vetro Vsg per porte finestre, con doppio vetro sarà 3+3/16/3+3, oppure 33.1/16/33.1, oppure 33.1/22Ar/33.1, come puoi vedere nella foto sotto.

Mentre una composizione tipica dei un vetro Vsg per finestre, sempre con doppio vetro sarà 4/16/3+3, oppure 4/16/33.1, oppure 4/16/Vsg6.

Come dicevo, nella revisione della norma del 2014, nelle finestre l’obbligo di vetro di sicurezza è solo per la lastra interna, ma a voler ben guardare il lato sicurezza per l’utilizzatore finale, questa norma non ha un gran senso, in quanto è una sicurezza solo a metà.

Per questo motivo, nella revisione 2015, c’è stata una correzione che ha determinato che, anche sulle semplici finestre, o meglio su tutte le vetrate installate al di sopra di un metro dal piano di calpestio, venga prevista la lastra di sicurezza sia interna che esterna. 

Infatti non è da escludere che una finestra normale in posizione aperta non possa essere urtata col rischio di rottura del vetro.

Vetri Esg

Esg invece significa vetro temperato, che sostanzialmente è un procedimento di cottura a caldo del vetro che lo rende molto duro.

Con questo processo il vetro sarà molto più difficile da rompere, ma non sarà comunque indistruttibile.

In caso di rottura infatti, si sbriciolerà in tantissimi pezzettini innocui che cadranno rovinosamente a terra.

Una composizione tipica di un vetro Esg per porte finestre, con doppio vetro sarà Esg4/16/Esg4  tipo quello della foto qui sotto.

Mentre una composizione tipica dei un vetro Esg per finestre, doppio vetro sarà 4/16Gas/Esg

Nel caso di triplo vetro, le composizioni saranno simili a quelle elencate, solo che ci sarà una lastra in più non di sicurezza all’interno tra le 2 camere.

Quindi una composizione tipica Vsg di una porta finestra potrebbe essere:
Vsg 3+3/12/4/12/3+3.

Mentre la composizione tipica Vsg di una finestra potrebbe essere:
4/12/4/12/3+3.

Considerazioni

Sebbene sia regolare per la Legge, mi preme farti riflettere su un particolare.

Personalmente con Sana Finestra la scelta aziendale è quella di utilizzare solo vetri Vsg piuttosto che Esg.

Non è una scelta che ho fatto da sempre, perché tempo fa anche io commettevo quello che adesso ritengo sia un errore.

Il motivo è molto semplice, per prima cosa se il vetro Vsg si rompe non cade a terra ma rimane nella sua posizione, perché le due lastre sono legate dalla pellicola interna.

Il secondo motivo, ha come obiettivo quello di evitare il più possibile al mio cliente i disagi derivanti in caso di rottura del vetro.

Immagina infatti di trovarti alla vigilia di Natale, il 24 dicembre, con un vetro temperato rotto!

Avresti una finestra senza vetro, saresti al freddo e al gelo, e difficilmente troveresti qualcuno che da Natale fino a dopo l’epifania, ti produca un vetro e te lo venga ad installare.

Correresti il rischio di rimanere in quelle condizioni fino ad almeno il 10 di gennaio.

Con un vetro Vsg invece, sicuramente non potrai godere del panorama esterno magari anche innevato, perché il vetro rotto ne altererà le immagini, ma seppur rotto, questo vetro rimarrà in posizione ed in sicurezza senza farti restare al gelo.

Il sistema di lavoro del Metodo Sana Finestra

Ti ho già accennato, in merito all’oggetto dell’articolo, la posizione di Sana Finestra.

Ora approfitto per raccontarti brevemente qual è il nostro modo di lavorare.

Devi sapere che a partire dal 2011 ho creato un sistema di lavoro specifico che si chiama Metodo Sana Finestra e che ha l’obiettivo principale di aiutare le persone che entrano in contatto con noi a non cadere nelle trappole di diversi miei colleghi che, fermi alle loro conoscenze datata ad oltre 40 anni fa, rischiano di fargli buttare soldi al vento.

L’evoluzione delle finestre degli ultimi anni infatti, costringe il serramentista a prendere adeguate precauzioni al fine di evitare di rovinare la vita dei propri clienti.

Sostituendo le finestre senza un’adeguata progettazione di riqualificazione del foro finestra infatti, ci si ritrova molto spesso con finestre scelte in modo sbagliato e che creano problemi anziché dare benefici.

Il ruolo del serramentista sta per essere normato grazie alla UNI 11637-1-2-3 ma è ancora ben distante dall’essere obbligatoria come invece lo è per altre professioni come idraulici o elettricisti, che devono rilasciare dichiarazioni di conformità ad ogni lavoro che eseguono.

Per questo attualmente ci si trova spesso con alcuni serramentisti improvvisati, con altri non aggiornati, e con altri disonesti a prescindere.

La norma UNI 11637 per intenderci, non è una norma cogente e ad oggi non è ancora obbligatoria, pertanto la sua applicazione è volontaria.

La scelta del tipo di finestra non si può più basare solo su ciò che piace al cliente, ma al contrario deve essere prima pensata dal serramentista, che potrà lasciare libero il cliente di determinare solo l’aspetto estetico del prodotto.

Si tratta di lavorare principalmente con un ruolo di consulenza che Sana Finestra mette davanti al ruolo di semplice venditore, e che si differenzia nettamente dal modo di lavorare che utilizzano di base tutti i nostri concorrenti.

Un primo aiuto concreto per evitare di trovarsi in guai seri, puoi averlo scaricando la GUIDA GRATUITA che ho scritto appositamente per aiutare le persone come te che si stanno informando per acquistare nuove finestre.

Sono 70 pagine scritte in modo semplice e senza complicati particolari tecnici, che ti sveleranno quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

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Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

Guida Acquistare Nuove Finestre 2020

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"Acquistare nuove finestre. Cosa devi sapere per farlo nel modo migliore."
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Il tuo grande errore è che vuoi finestre in pvc

Il tuo grande errore è che vuoi finestre in pvc

Per quale motivo pensi che ti servano finestre in pvc? Questa è la vera domanda che ti devi fare e questo per un motivo ben preciso. Scegliere quale finestra acquistare è una cosa seria che passa sempre in secondo piano a causa di un bug che manda in corto circuito il sistema. In questo articolo ti spiego qual è l'errore fatale che stai commettendo. Buona lettura.
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So che il titolo di questo articolo potrà sembrarti un po’ provocatorio, ma il mio scopo con questo blog è cercare di far riflettere le persone su tutte le possibilità che hanno quando decidono che è venuto il momento di sostituire gli infissi.

Normalmente ogni articolo di blog è fatto per tirare l’acqua al proprio mulino.

Ogni serramentista che ha un blog divulga informazioni sempre tendenti a promuovere i prodotti che vende.

Chi è falegname parla benissimo di legno e meno di altri materiali

Chi fa pvc parla benissimo del suo prodotto e sminuisce gli altri.

Chi fa alluminio si sente onnipotente e critica ferocemente chi vende altri tipi di finestre.

Il risultato di tutto questo è un’informazione che, seppur corretta, è molto orientata a promuovere quello che il serramentista ritiene essere il tipo di finestra che lui ritiene di voler vendere e che per lui è la migliore al mondo.

Questo è assolutamente sbagliato ma è anche la conseguenza di un errore di fondo.

L'errore più grande

L’errore più grande che commetti in termini di ricerca di nuove finestre è che tu cerchi nuove finestre!

Si, lo so, sembra un controsenso, ma si tratta di un concetto contro intuitivo, non sono diventato matto tutto d’un tratto.

Normalmente la decisione parte da un problema che devi risolvere e che può essere un pessimo isolamento termico, oppure un pessimo isolamento acustico, oppure un pessimo stato di conservazione delle tue vecchie finestre.

Chiaramente correlati a quelli che ti ho appena elencato, ci possono essere altri vari problemi come spifferi o infiltrazioni di acqua, perché le tue vecchie finestre hanno un vetro singolo e non hanno guarnizioni.

Ora, se ci pensi bene, quando i problemi che ti ho appena elencato diventano insopportabili tu fai una scelta che è per tutti la stessa.

Scegli di agire e di sostituire le tue vecchie finestre.

Sai già dunque che vuoi nuovi infissi! Questo è il vero problema!

Hai già, secondo il tuo parere, la soluzione ai tuoi problemi, che è acquistare nuovi serramenti.

Questa decisione però è completamente diversa rispetto a molti altri acquisti che fai normalmente.

Perché questo è diverso

Immagina che non ti funziona la caldaia di casa, cosa fai?

Decidi di cambiarla e vai ad informarti per acquistarla nuova?

Assolutamente no!

Prima chiami l’assistenza, che viene, valuta e ti mette in condizione di sapere se è possibile sistemarla oppure se va sostituita.

Non parti subito decidendo che vuoi una nuova caldaia, ma prima cerchi di trovare una soluzione al tuo problema.

Oppure ancora, ti accorgi che la tua auto non consuma più come l’anno scorso che fai?

Dicidi subito di cambiarla, oppure procedi con una messa a punto del motore per riportare le prestazioni ad un livello più accettabile?

Infine immagina di avere un dolore ad un ginocchio, cosa fai?

Vai dal medico per capire di cosa si tratta, oppure prenoti direttamente un intervento per mettere una protesi al ginocchio?

Non voglio dilungarmi oltre perché ormai credo ti sia chiaro il concetto ma potrei farti decine di esempi simili.

Ora so cosa stai pensando, che in tutti gli esempi che ti ho fatto la situazione “è diversa”.

Le finestre sono un altro paio di maniche, che non hanno una seconda possibilità, per cui cambiarle è l’unica strada percorribile.

O meglio, magari tu all’inizio pensavi avessero una seconda possibilità.

Infatti hai provato a informarti per sostituire il vetro singolo delle vecchie finestre con un vetro doppio.

E hai anche verificato di poterci mettere le guarnizioni per bloccare gli spifferi, ma poi ti sei trovato in un ginepraio di pareri contrastanti, tra chi ti diceva che non valeva la pena e chi ti diceva che si poteva fare.

Ma poi, dal momento che hai scoperto di poter beneficiare degli eco incentivi per la sostituzione delle finestre, hai pensato che una soluzione drastica sarebbe stata a più indicata.

In parte hai ragione

Facendo un passo indietro io ti capisco, in parte hai ragione, le finestre non conoscono compromessi o via di mezzo, o le tieni esattamente come sono, o le cambi.

Ma è proprio qui che sta il nocciolo della questione.

Il fatto stesso che tu sappia che è necessario sostituire le tue vecchie finestre crea un cortocircuito nel quale i venditori di finestre si buttano a pesce senza remissione.

Questo accade perché hanno già la metà del lavoro fatto.

Prova a pensare che sforzo dovrebbero mettere in campo, per convincerti che riparare una finestra che ha ad esempio un problema di spifferi è una cosa sbagliata.

Dovrebbero argomentare che la soluzione non è aggiungere una guarnizione ma che è meglio procedere con la sostituzione.

Chiunque di fronte a questa ipotesi per prima cosa penserebbe che il venditore stia cercando di appioppargli qualcosa di non necessario, che stia cercando di fregarlo.

Anche perché l’unica argomentazione che darebbero è che non vale la pena fare un lavoro simile.

Hai idea di che immane sforzo dovrà fare il venditore per giustificare questa sua posizione senza che il potenziale cliente, nella totale diffidenza, prenda tempo e vada a girare altri 3 suoi colleghi col fine di verificare se è veramente necessario cambiare tutto?

Invece tu ti presenti da lui e gli dici che vuoi nuove finestre in pvc e a lui non resta altro da fare che assecondare la tua richiesta e proporti una serie di modelli tra cui tu potrai scegliere.

Ecco dove sta l'errore

Premetto che sarebbe la stessa cosa anche se tu scegliessi finestre in legno o in alluminio, ma ho pensato al pvc perché è uno dei prodotti attualmente più richiesti.

Ogni volta che qualcuno mi contatta infatti, se gli chiedo che tipo di materiale preferisce mi risponde pvc.

Purtroppo però se chiedo il come mai di questa scelta, nessuno mi sa rispondere in modo esaustivo.

Ed è proprio questo il motivo per cui parlo di errore, di cortocircuito nel sistema.

Non è corretto puntare subito al prodotto, perché il prodotto è una diretta conseguenza del problema che si deve risolvere.

Qui sta il nocciolo della soluzione, questo è quello che voglio farti arrivare.

Nel momento in cui per te una finestra vale l’altra, perché parti dal presupposto che ti servono nuove finestre, tutto diventa estremamente pericoloso.

Perché pericoloso

Non pensare subito che sto esagerando, ma permettimi di dirti chiaramente che io sto cercando di aiutarti.

Tutto questo è pericoloso perché quando ti presenti da un venditore di finestre e gli dici che devi cambiare gli infissi e che vuoi finestre in pvc, oppure in legno, oppure in alluminio, lui non farà altro che offrirtele.

Come se si trattasse di un cambio d’abito, o un cambio di colore ad una parete.

Getto via quel vestito comprato 3 anni fa che ormai non è più di moda e ne compro uno nuovo!

Cambio quel colore verde acqua sulla parete del soggiorno e la faccio grigio argento!

Cambio quella finestra in legno e la metto in pvc!

Perdonami ma non è così semplice.

Un abito per un altro ci sta, magari cambi il colore, il tessuto, o la taglia, ma la sua funzione è quella di non mandarti in giro nudo e di proteggere il tuo corpo dal clima esterno.

Il colore alla parete non comporta chissà quali necessità, magari sarà necessaria qualche mano in più di bianco per cancellare quello sottostante e per rendere neutra la parete in modo da stendere il nuovo colore, ma niente più.

Ma cambiare un finestra è tutto un’altro paio di maniche!

Ecco il perché

Rispetto ai due esempi che ti ho fatto, per prima cosa tu vai a togliere una finestra che, se si considera una superficie di 2 metri quadri, fa passare da dentro la tua casa verso l’esterno il calore equivalente a 4 lampadine da 50 watt accese.

Al posto di quella finestra ne fai installare una che, al contrario, fa passare il calore equivalente a 1 lampadina da 50 watt accesa, semplicemente perché rispetto a quella che hai tolto, quella nuova ha il doppio vetro e almeno due guarnizioni.

Finestra in pvc finitura in legno

Capisci che, tra una soluzione e l’altra, si sta parlando di trattenere i ¾ del calore disperso e che si mette in atto una rivoluzione in termini di microclima interno alla casa?

Capisci che non è paragonabile a nessun altro tipo di cambio di quelli che ti ho scritto come esempio?

Se pensi bene all’esempio che ti ho appena fatto, ti renderai subito conto che è da criminale pensare di scambiare semplicemente una finestra vecchia con una nuova.

Se hai in casa finestre a vetro singolo, la tua casa avrà più di 40 anni, e di conseguenza una concezione costruttiva non certo allineata alla tecnologia moderna.

Quindi il concetto da assimilare è che è necessario far coesistere due elementi, vecchia struttura della casa, con nuova concezione delle finestre.

E’ come se la tua casa fosse il telaio di una Dacia…

…al quale viene montato un motore di una Lamborghini.

Potrà mai funzionare?

Assolutamente no!

Ma il venditore mica te lo dice, mica ti dice che per operare cosi è necessario fare un progetto di intervento perché a lui non gli frega niente.

Tu le finestre, dopo che le hai acquistate, da lui non ci tornerai più per almeno 30 anni, quindi va bene lo stesso vendere la finestra A, piuttosto che la finestra B, piuttosto che la finestra C.

E oltretutto, per tenere fede al motto che ogni venditore di infissi è “attento alle esigenze del cliente”, il concetto è che gli si da quello che chiede.

Lui è li per vendere, per ottimizzare i tempi e prima vende e meglio è!

Prima piazza quello che più gli fa comodo e meglio è!

Ma un conto è piazzare una borsa, un oggetto inanimato il cui unico scopo è quello di poter contenere degli oggetti.

Mentre tutt’altro conto è piazzare un infisso il cui scopo è fare da barriera tra l’interno e l’esterno della casa e separare il clima.

Come risolvere

Se hai letto fino a qui e hai capito la differenza sostanziale che c’è tra cambiare le finestre e fare un altro tipo di acquisto, ora ti spiego come poter risolvere la questione.

O meglio, ti spiego come la risolviamo noi in Sana Finestra, dal momento che quello che ti sto per dire è il frutto di un percorso di studi che ho iniziato nel 2010.

Da quando ho preso coscienza che le finestre avevano triplicato le loro prestazioni e ho cominciato a ritrovarmi con situazioni insostenibili dal punto di vista igienico sanitario.

Case che, come dicevano i vecchi di paese, “dovevano respirare”, che d’un tratto diventavano una specie di contenitore sottovuoto.

Perché mica sono stato sempre così attento alla fase progettuale.

Mi piacerebbe dirti che io da sempre sono attento a queste cose, ma purtroppo ti direi una bugia.

Infatti ho commesso diversi errori nella mia carriera, ma è proprio grazie a questi errori che ho deciso di cambiare totalmente e di fondare Sana Finestra.

Tanto che, ad oggi, se non ho la possibilità di intervenire seguendo il mio protocollo specifico, normalmente non accetto di fare il lavoro.

Il sistema di lavoro del Metodo Sana Finestra

Nel Metodo Sana Finestra l’obiettivo principale è quello di metterti in condizione di acquistare finestre che ti possano portare reali vantaggi evitandoti di creare problemi e di buttare soldi al vento.

Per questo ho impostato il mio Metodo principalmente sul lavoro da consulente.

Esistono diversi tipi di consulente: quello che fa il consulente di vendita e che ti consiglia solo un modello piuttosto che un altro, e che in fin dei conti è interessato a venderti qualcosa.

E quello che fa il solo consulente fine a se stesso, che non deve per forza venderti un prodotto, ma che ti aiuta a capire e a trovare ciò che è più adatto a raggiungere i tuoi obiettivi e a risolvere i problemi esistenti.

Faccio questo con un Sistema di 10 procedure specifiche per trovare la finestra più idonea a te, alla tua casa e ai bisogni che devi soddisfare.

E prima di arrivare a stabilire qual è il serramento più adeguato, parto sempre dalla progettazione della riqualificazione del foro finestra.

Senza questo primo step non ha nessun senso proporre alcun tipo di infisso.

Un primo aiuto concreto che posso darti è scaricare la GUIDA GRATUITA che ho scritto appositamente per aiutare le persone come te che si stanno informando per acquistare nuove finestre.

Sono 70 pagine scritte in modo semplice e senza complicati particolari tecnici, che ti sveleranno quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

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Ciao e a presto.
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Come funziona la consulenza di Sana Finestra

Come funziona la consulenza di Sana Finestra

Se sei entrato in contatto con il mondo Sana Finestra, potresti aver saputo che il primo contatto dal vivo che avviene con noi è la consulenza telefonica. Questa procedura potrebbe sembrarti strana oppure poco convenzionale. Per questo ho deciso di spiegarti, in questo articolo, perché la mezz'ora di consulenza è il miglior investimento di tempo che tu possa fare. Buona lettura.
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E' davvero necessario fare una consulenza?

Te lo confesso, io ti capisco, anche io se mi trovassi nella tua situazione penserei che possa essere una perdita di tempo affrontare una telefonata di consulenza.

E il motivo di tutto questo è più che semplice: quando arrivi da noi, in Sana Finestra, tu sai già che hai bisogno di nuove finestre, e per questo potrebbe risultare difficile comprendere il perché sia necessario ricevere una consulenza.

Inoltre sono convinto che avrai già avuto modo di reperire gratuitamente on-line. e magari in diversi altri show room che hai visitato, le informazioni che volevi sulle finestre.

La consulenza di norma serve a chi non ha idea di ciò che gli serve e che per questo si rivolge ad un consulente che gli consiglia cosa è meglio per lui.

Ma è proprio questo il problema!

Tu pensi di sapere ciò che ti serve, e credi sia sufficiente acquistarlo.

Non mi soffermerò ora su questo aspetto, perché voglio dargli lo spazio che si merita in un articolo dedicato, quindi per ora voglio spiegarti cosa succede nella consulenza speciale di 30 minuti che facciamo in Sana Finestra.

Come si arriva alla consulenza

Anche se ritengo la consulenza un passaggio imprescindibile, non ci si può arrivare semplicemente telefonando a Sana Finestra o mandando una mail di richiesta di preventivo.

Per arrivare alla consulenza, quindi per parlare con un nostro tecnico ed avere delle indicazioni di valore, si parte dalla Guida Gratuita che potrai scaricare alla fine di questo articolo.

E immagino che se già sei scettico sul fatto di dover sopportare una consulenza, il solo pensiero di doverti pur leggere una guida, sia qualcosa che non puoi digerire.

Ma voglio che sia chiaro che io non mi diverto certo a farti perdere del tempo.

Anzi, è proprio per il fatto che voglio preservare il tempo delle persone, che è una delle risorse più preziose che abbiamo, che ho scelto di mettere in campo questi due fondamentali step.

Il ruolo della GUIDA

Guida Acquistare Nuove Finestre 2020

Senza che tu debba perdere tempo girovagando tra show room di infissi, dove ti ritroverai a confrontare solo ed esclusivamente finestre, con finestre, con finestre, con la mia guida io non ti farò perdere tempo e sprecare benzina.

Certo deve investire del tempo per leggerne il contenuto, ma ti posso assicurare che quello che ci troverai scritto dentro, ti metterà già nella condizione di poter capire come scegliere correttamente, perché risponderà a tre semplici domande.

La prima è quella che sicuramente ti sarai già fatto è cioè:

“Come faccio a capire di quale azienda posso fidarmi?”. 

“Come scelgo la migliore azienda a cui affidare il miglioramento della mia casa?”

La seconda è relativa a come operativamente dovrebbe essere eseguito il lavoro e cioè:

“Cosa succederà alla mia vecchie finestre per poter far posto alle nuove?”.

“Dovrò prevedere l’assistenza di un’impresa edile oppure farà tutto il fornitore a cui mi affiderò?”.

La terza è relativa a come scegliere il prodotto più idoneo:

“Meglio finestre in legno, in alluminio o in pvc?”.

“Quante guarnizioni, quali vetri, quali valori di isolamento?”

Solo con il supporto di questa Guida, che riassume la mia esperienza nel campo delle finestre e che prende in considerazione e risponde alle più ricorrenti domande che ho affrontato in oltre trent’anni di lavoro, tu potrai essere assolutamente autonomo nel scegliere con cognizione di causa le tue nuove finestre.

Solo con un piccolo libro in pdf di circa 70 pagine, senza muoverti da casa, senza dover parlare con persone che pensano solo a vendere, senza trovarti con la testa piena di opinioni contrastanti che ti confonderanno solo le idee.

La consulenza è il livello superiore

La Consulenza è dunque lo step successivo alla Guida, che di base serve per approfondire i concetti espressi nel testo.

Esistono diverse domande che possono sorgere dalla lettura delle Guida di cui ti ho parlato.

Ed esistono diverse domande alle quali è possibile rispondere con una Consulenza.

Non è sufficiente quello che hai appreso?

Nessun problema, ti aiutiamo noi con la Consulenza!

In 30 minuti potrai approfondire gratuitamente quello che hai letto nella Guida, risolvere dubbi, o sviluppare concetti specifici.

Trovare risposte alle domande che sicuramente ti sono venute in mente, ed avere consigli personalizzati per il tuo specifico caso.

Non credi sia possibile per te riuscire da solo a districarti in un argomento così complesso?

Nessun problema, ti aiutiamo noi con la Consulenza!

Mi rendo perfettamente conto che non sia facile per un “non addetto ai lavori” capire perfettamente quello che è necessario fare per ottenere “la sostituzione di finestre perfetta!”.

Anche io se dovessi affrontare un argomento relativo al lavoro che fai tu che stai leggendo in questo momento, brancolerei nel buio.

Infatti quando mi trovo a dover fare qualcosa di cui non conosco le dinamiche mi affido all’esperto di settore che mi possa aiutare a capire meglio come non commettere errori.

Avere una persona che possa rispondere ai miei dubbi e alle mie poche conoscenze ritengo sia un vantaggio fondamentale.

Non vuoi perdere tempo per applicare alla lettera quello che hai trovato scritto nella guida?

Nessun problema, ti aiutiamo noi con la Consulenza!

Te l’ho già scritto qualche riga più sopra, il tempo è la risorsa più preziosa che abbiamo e sarebbe un peccato sprecarla per studiare qualcosa che, in fin dei conti, ti servirà oggi e non ti servirà più per almeno 30 anni.

Se sei disposto a studiare per almeno 6 mesi, vita, morte e miracoli degli infissi moderni e delle tecniche di installazione fai pure.

Pensi sia meglio perdere 6 mesi di tempo piuttosto che 30 minuti?

Nel dubbio io punterei ai 30 minuti prima di impegnarmi per sei mesi, che tra l’altro toglieranno spazio al tuo tempo libero!

Che sia riservato agli hobby o alla famiglia poco importa, sarà sempre tempo che toglierai da quello che ti piace fare.

La consulenza ti apre gli occhi

Sai qual è l’argomento più ricorrente nelle mie consulenze?

In verità non ne esiste uno univoco, ma ne esistono almeno due!

Il primo è l’installazione ed il secondo è il tipo di infisso proposto.

L'installazione

L’installazione è il vero incubo che affligge le persone che entrano in contatto con me.

Nella maggior parte dei casi queste persone non hanno ben capito come il venditore che gli ha fatto l’offerta installerà le finestre.

Questo accade perché normalmente, in più del 90% dei casi, si parla genericamente di posa in opera senza spiegare come questa verrà fatta.

E quando questo aspetto viene affrontato, perché semplicemente il potenziale cliente lo chiede, tutti, ma proprio tutti, con la scusa del limitare disagi, la polvere e le fantomatiche “opere murarie”, dichiarano candidamente che appoggiano la nuova finestra alla vecchia.

Ma se il cliente non lo chiede, mica te lo dicono però!

E se quando avrai le tue finestre nuove, ti ritroverai con serramenti più stretti, come farai a contestarlo dal momento che nessuno te lo ha messo per iscritto?

La maggior parte delle persone che arrivano in consulenza con noi vogliono approfondire proprio questo aspetto.

E credo sia anche più che legittimo, perché se ci pensi bene, per quale oscuro motivo una persona dovrebbe accettare di perdere diverse migliaia di euro per vivere trent’anni in una casa con finestre più strette che oltretutto non risolveranno appieno i problemi di isolamento termico?

Perché non so se lo sai, ma una finestra ultra isolante, per esserlo fino in fondo dovrà essere collegata al muro della casa in modo che le sue prestazioni creino una continuità con le pareti.

E anche se ti diranno che con i materiali moderni, un’installazione in appoggio non ti darà problemi, questo non è del tutto vero.

Prima di tutto perché non hai le competenze tecniche per valutare i materiali utilizzati, ma principalmente perché non ti scriveranno mai nell’offerta o nel contratto cosa utilizzeranno.

Il tipo di infisso proposto

Chi arriva in consulenza con me, spesso e volentieri pone dei dubbi sul tipo di infisso che gli è stato proposto.

Sai perché succede questo?

Perché essenzialmente la scelta è fatta dal venditore in modo arbitrario, senza una vera e propria indagine rivolta a capire cosa sia realmente necessario e senza accertarsi preventivamente in che contesto ci si trova a dover intervenire.

Tempo fa un cliente mi ha manifestato un problema che ora ti racconto.

Voleva sostituire le finestre di casa e ha ricevuto 4 diverse offerte, ottenute tramite un sito vetrina, di quelli specializzati nel fornire più preventivi da parte di diverse aziende.

La cosa buffa è stata che tutte e 4 le aziende gli hanno proposto infissi in pvc, ma nonostante si trattasse dello stesso tipo di prodotto, ognuno di loro gli ha proposto soluzioni in contrasto tra loro.

Un’azienda gli ha proposto le finestre senza sollevare nessun problema particolare, un’altra gli ha proposto finestre più basse per via dei limiti dimensionali in altezza delle finestre esistenti, un’atra gli ha semplicemente detto che glieli avrebbe fatti senza garanzia sempre per via delle eccessive dimensioni, l’ultima gli ha fatto un’offerta d’ufficio senza nemmeno verificare cosa effettivamente volesse il cliente.

Stesso tipo di prodotto, diversi sistemi di gestione.

E nessuno si è espresso spiegando che tipo di installazione intendesse utilizzare.

A parte l’ultima azienda, che è stata scartata a priori per via del fatto che ha dimostrato da subito scarso interesse, le altre non hanno dimostrato affidabilità per via delle informazioni contrastanti che hanno fornito.

Per questo, questa persona non capiva il perché se una cosa andava bene per un fornitore, la stessa non andasse bene per l’altro.

Inutile dirti che la soluzione era un’altra e cioè che in quello specifico caso un sistema in pvc non era adatto proprio per via dei limiti dimensionali, che avrebbero comportato l’installazione di un prodotto poco funzionale.

Tutto questo è successo perché, appunto, è mancata la fase di consulenza.

Il cliente ha chiesto un’offerta e il venditore, senza verificare le caratteristiche delle casa, del tipo di intervento da realizzare e le problematiche che il cliente doveva risolvere, ha arbitrariamente scelto la finestra che voleva vendere.

Spesso succede anche che, il cliente vada in uno show room, dove il venditore mostra uno o più finestre differenti per materiali, ne spiega la caratteristiche tecniche, e infine lascia scegliere al cliente ciò che più gli piace.

Anche in questo caso manca la fase di consulenza! 

Si tratta semplicemente di una proposta immateriale e unilaterale, che sicuramente potrebbe andare bene nel caso si trattasse di vendere un semplice soprammobile, ma che nel caso specifico di un prodotto che deve durare almeno 30 anni, e che deve portare benefici invece che creare problemi, non è assolutamente ammissibile.

La consulenza secondo il Metodo Sana Finestra

Nel Metodo Sana Finestra l’obiettivo principale è quello di metterti in condizione di acquistare finestre che ti possano portare reali vantaggi evitandoti di buttare soldi al vento.

Per questo motivo, a partire dal 2011 ho testato ed implementato un sistema di lavoro che è diametralmente opposto a quello di tutti i miei concorrenti.

E’ un sistema che si fonda, come ti ho già detto, prima sulla Guida e poi sulla Consulenza, è esclusivo e non ammette scorciatoie.

Voglio che sia realmente risolutivo e che porti i vantaggi desiderati da chi mi contatta e per questo in Sana Finestra non siamo disposti a scendere a compromessi.

Sono fermamente convinto che chi si mette in pista per sostituire le vecchie finestre, mettendo sul piatto un importante somma di denaro, debba ottenere importanti vantaggi che non possono essere generarti con prodotti e con un tipo di installazione standard scelti arbitrariamente dal venditore di turno.

Le fasi della consulenza

Trattandosi di un metodo esclusivo, in questa sede non posso rivelarti completamente tutti i particolari, che tra l’altro sono coperti da copywriting.

Posso dirti che la consulenza si svolge ponendo una ventina di domande specifiche che in 30 minuti circa, ci consentono di capire perfettamente quelli che sono le tue necessità e i tuoi dubbi e di darti una prima serie di informazioni di valore, che ti aiuteranno a scegliere le tue finestre nel modo più vantaggioso possibile.

Si tratta di una consulenza auto conclusiva, nel senso che non ha lo scopo di venderti qualcosa.

Uno dei nostri obiettivi è anche quello di capire se Sana Finestra potrà esserti utile in qualche modo e se abbiamo la soluzione più adatta a te.

Sarai informato da subito nel caso non avessimo la soluzione più adatta ai tuoi bisogni e non cercheremo di venderti qualcosa a tutti i costi, come invece avviene normalmente con tutti gli altri venditori che incontrerai.

Ci preoccuperemo di darti informazioni utili a non farti commettere errori e a rispondere ai tuoi eventuali dubbi senza andare oltre.

Capirai dunque che questo sistema è per te molto vantaggioso, perché non ti farà perdere del tempo prezioso e che ti metterà subito in condizione di orientarti in un mondo complesso e difficile da comprendere come quello dei serramenti.

Se cerchi nuove finestre agisci ADESSO!

Se sei arrivato a questo articolo perché stai cercando nuovi serramenti per casa tua comincia ADESSO scaricando la GUIDA GRATUITA di cui ti ho parlato in questo articolo.

Sono 70 pagine scritte in modo semplice e senza complicati particolari tecnici, che ti sveleranno quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

La Guida ti darà subito diritto ad accedere alla CONSULENZA speciale di cui ti ho parlato in questo articolo, quindi parti subito scaricando la TUA copia gratuita cliccando sul pulsante QUI SOTTO!

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Il problema della muffa risolto, quasi gratis.

Il problema della muffa risolto, quasi gratis.

Scopri in questo articolo come ho risolto un problema di muffa senza vendere un prodotto. Grazie al Metodo Sana Finestra, creato appositamente per aiutare le persone senza la necessita di vendere finestre o altro, riesco a risolvere i problemi più comuni legati ai serramenti. Leggi tu stesso la storia accaduta ad una mia cliente. Buona lettura.
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La storia che stai per leggere è abbastanza comune tra molte persone sopratutto dopo che hanno provveduto alla sostituzione degli infissi di casa.

In questo caso specifico però, si tratta di una situazione che era già piuttosto difficile prima ancora che loro intervenissero sui serramenti.

Una volta eseguiti i lavori sulle finestre, il problema si è pericolosamente accentuato e la situazione è precipitata.

Questa famiglia si è trovata a vivere in una casa completamente immersa nella muffa, una situazione difficile e pericolosa, che cercavano di affrontare utilizzando i classici rimedi delle nonna.

Tutto parte da qui

Ci troviamo a Laglio, sulle rive del Lago di Como, un paese ormai diventato famoso perché ha la fortuna di avere un cittadino onorario come George Clooney.

Nella villa principale, di proprietà del divo di Hollywood, si sono negli anni avvicendati moltissimi personaggi illustri, ultimo tra tutti l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Il paese di Laglio, confina con il mio paese natale ed è a 5 chilometri da dove risiedo attualmente.

Mi reco a Laglio praticamente ogni giorno da 6 anni a questa parte, per accompagnare i miei figli a scuola.

Proprio di fianco alle scuole, spesso mi trattengo a bere un buon caffè in un nel piccolo bar del mio cliente Andrea.

Andrea è un ex geometra che lavorava per un’impresa edile locale e che per questo suo passato, viene spesso interpellato da chi ha necessita di tipo edile.

Da Luciano Bottega e Caffè è il nome del suo locale, che è la trasformazione della macelleria di suo padre in un piccolo bar nel quale è possibile acquistare ottimi salumi e altri prodotti tipici locali, il tutto affacciato direttamente sul Lago di Como che dista solo pochi metri dal locale.

L'incontro con Gioia

Mentre mi trovavo all’interno del piccolo bar, in una fredda mattina del mese di ottobre, nel 2019, sento che Andrea sta parlando con Gioia.

Non sono certo uno che ascolta gli affari degli altri, ma per deformazione professionale la parola finestre attira sempre la mia attenzione.

Perché era proprio di finestre che stavano parlando, di finestre e di muffa.

Mentre bevevo il mio caffè e sfogliavo il giornale locale, ad un certo punto Andrea dice: “Chiediamo a lui che è serramentista, magari sa come aiutarti!”

Di seguito mi presenta Gioia e iniziamo a parlare della sua situazione.

Le chiedo si piegarmi bene qual è il problema della sua casa, in modo da avere una serie di informazioni che mi possano consentire da capire meglio la questione.

Gioia esordisce con: “Ho appena cambiato le finestre e ho la casa piana di muffa!”

Al che le chiedo dove si trova questa muffa, cercando di capire se è comparsa subito dopo la posa dei serramenti e magari intorno alle finestre, oppure se è muffa che è uscita in altri angoli della casa.

Gioia mi dice che la muffa è comparsa un po’ ovunque in casa, sia intorno alle finestre, sia sugli angoli delle pareti della casa.

E poi aggiunge che in verità, in casa sua la muffa è sempre stata una costante presenza anche se, l’intervento sulle finestre, ha accentuato la cosa.

Mi dice inoltre che lei e suo marito avevano deciso di intervenire sulle finestre, appunto per provare a risolvere quel problema di muffa persistente che avevano in casa.

Le prime considerazioni

Dopo queste prime informazioni spiego a Gioia che normalmente la sostituzione degli infissi peggiora la situazione.

Infatti è molto frequente che in case dove magari non c’è mai stata muffa, ci si ritrovi a vederla comparire proprio dopo aver sostituito la finestre.

Mentre in situazioni dove già la muffa è presente, il cambio degli infissi può contribuire a accentuare il problema.

Per questo motivo quello che facciamo con Sana Finestra in fase di primo contatto con un potenziale cliente, è capire in che tipo di casa si dovrà lavorare.

Ma di questo ti parlerò più avanti, per ora procediamo con la nostra storia.

Dunque, eravamo rimasti al fatto che Gioia mi ha raccontato che in casa sua la muffa è sempre stata protagonista.

A quel punto le chiedo: “Ma il serramentista non ti ha detto niente?”

“Se in casa tua la muffa c’era già, avrebbe dovuto metterti al corrente che cambiando i serramenti, senza prevedere particolari accorgimenti, avrebbe solo peggiorato la situazione.”

Gioia mi dice che il serramentista non gli ha detto niente di tutto ciò e mi chiede se io ho la possibilità di aiutarla in qualche modo.

Io non mi sbilancio, non conosco ancora bene la situazione, ma quel che so è che di certo, se ha già sostituito le finestre, non si può più tornare indietro.

A quel punto mi offro per fare un sopralluogo a casa sua e ci accordiamo per il mattino successivo, visto che sarei stato di nuovo lì, dopo per portare i bambini a scuola.

Il sopralluogo

Arrivo a casa di Gioia alle 8,45 di una mattina di ottobre e mi rendo subito conto di una situazione piuttosto seria.

La zona in cui si trova la sua casa non è per nulla in una posizione ottimale.

Si trova addossata ad una piccola vallata, si tratta di uno dei molti torrenti presenti in ogni paese della zona, e che, tra le montagne, scaricano l’acqua a lago quando piove.

La casa ha il lato principale, con le finestre di camere e soggiorno esposte tutte su un lato, tra l’altro rivolto a nord, mentre un secondo lato dove si trova la cucina e l’ingresso sono rivolte ad est, ma parzialmente in ombra a causa di un edificio adiacente.

Gli altri due lati sono uno completamente contro terra, mentre l’altro confina con un’altra proprietà.

Entrando in casa vengo letteralmente assalito dall’odore di muffa.
L’odore è molto forte e difficile da sopportare.

Gioia mi mostra subito il contorno della porta d’ingresso e la cucina, mi dice che quest’ultima era appena stata trattata con il classico rimedio della nonna a base di candeggina, ma che la situazione muffa stava comunque tornando a ripresentarsi.

Poi passiamo al soggiorno, dove cera tra l’altro un armadio a muro incassato nella parete, da cui usciva, il solito forte odore di muffa.

Passiamo poi alla camera delle figlie, la cui situazione è stata quella che mi ha colpito di più.

Si trattava di una camera non eccessivamente grande dentro la quale le figlie di Gioia, ormai adolescenti passavano gran parte delle loro ore in casa, in una situazione molto poco salutare.

Mi ha molto colpito la cosa, perché da genitore ho cominciato a riflettere su tutti i possibili problemi di salute alla vie respiratorie a cui erano esposte queste ragazze.

Proseguiamo con il tour della casa e vediamo nell’ordine la camera padronale e il bagno, dove la musica ovviamente non cambiava più di tanto.

Uno dei particolari che colpiva di più erano le ante degli armadi lasciate aperte per fare in modo che potesse circolare aria all’interno degli stessi.

Le finestre

Arriviamo alle finestre, alla fine non si trattava di sostituzione delle finestre esistenti, ma solo di sostituzione dei vetri su infissi di almeno 50 anni.

Anche se in buone condizioni, costruite in legno di “douglas”,  queste finestre non avevano guarnizioni e avevano un semplice vetro singolo.

Con l’intervento di un loro amico vetraio, Gioia e il marito si sono fatti sostituire solo i vetri installando dei doppi vetri al posto dei vetri singoli.

Sebbene senza un eccessivo miglioramento dell’isolamento termico, il doppio vetro aveva comunque contribuito ad aumentare la trasmittanza termica dell’infisso originale.

Questa situazione, anche se non esageratamente efficace dal punto di vista del risparmio energetico, era però peggiorativa a causa di un ulteriore trattenimento dell’umidità interna.

Tra l’altro, il fatto che le finestre non avessero guarnizioni perimetrali, favoriva degli spifferi che incanalavano le correnti della vallata, facendole arrivare sul muro di contorno delle finestre.

Questo fenomeno, raffreddava il muro oltre il punto di rugiada, facendo poi comparire, anche in questa zona, la muffa.

In ultimo, trattandosi già di una casa piuttosto umida di suo, Gioia aveva in cucina una cappa filtrante e non aspirante, e questo comportava che tutto il vapore prodotto dalla cottura dei cibi, rimanesse dentro casa aumentando ulteriormente il tasso di umidità.

Per capirci, una cappa aspirante prende il vapore e gli odori prodotti dalla cottura dei cibi e li porta in esterno attraverso un tubo.

Mentre una cappa filtrante prende solo gli odori dei cibi, li filtra attraverso speciali filtri a carboni attivi, e immette successivamente l’aria dentro casa, senza però che questa sia ricambiata con aria più secca.

La prima soluzione

Al di la dell’aver accertato la natura del problema, era necessario capire per bene come la famiglia di Gioia vivesse dentro casa, le loro abitudini e il loro stile di vita dento casa.

Così cominciai a prendere appunti circa questi particolari in modo da unire tutte le tessere del puzzle.

Cercai di capire quando e quanto venisse ricambiata l’aria in casa aprendo le finestre, quante persone abitavano la casa e per quante ore, e tutta un’altra serie di informazioni che ritenevo utili alla mia diagnosi.

Gioia mi racconta che ricambia spesso l’aria in casa, specie al mattino dove lascia aperte le finestre per diversi minuti.

Dopo aver raccolto le informazioni per me necessarie offro a Gioia la possibilità di posizionare, per una settimana, un rilevatore di umidità in modo da monitorare la situazione.

Dopo la settimana di monitoraggio con i dati raccolti le avrei potuto dare le indicazioni necessarie per cercare di risolvere la situazione.

Il monitoraggio mi avrebbe permesso di creare per loro una relazione che avrebbe analizzato il problema e avrebbe dato indicazioni per risolvere il problema.

Chiaramente il monitoraggio e la relazione, che comportano un certo impegno di tempo era offerta a pagamento.

Gioia ne parla al marito e successivamente mi conferma la loro volontà di procedere.

Il monitoraggio

Il 25 ottobre 2019, codifico il Data Logger e lo porto a casa di Gioia, lo posiziono in soggiorno e lo lascio li a registrare i dati.

Una settimana dopo ripasso da Gioia, ritiro il rilevatore di umidità e scarico il grafico con i dati sul mio pc.

L’analisi dei dati è implacabile, umidità sempre tra il 78% e l’87,5%, una situazione grave e più che difficile da gestire.

La relazione

La relazione parte illustrando l’attuale situazione della casa, prosegue con le rilevazioni eseguite e l’analisi dei dati, spiega il perché si forma la muffa, le conseguenze e i danni che questa porta, e infine da indicazioni su cosa è possibile fare per risolvere i problemi.

L'analisi dei dati

Nel grafico qui sopra, la linea BLU mostra il tasso di umidità relativa misurato dentro casa, la linea ROSSA mostra la temperatura rilevata, mentre la linea VERDE indica il punto di rugiada.

Le rilevazioni, cominciate venerdì 25 ottobre intorno alle 9 del mattino, sono terminate mercoledì 6 novembre, sempre intorno alle 9 del mattino.

La linea BLU, quella dell’umidità relativa, oscilla tra un minimo del 78% e un massino del 87,5%.

Il grafico rileva che il 24 ottobre alle 15,00, con 21 gradi dentro casa, l’umidità era a 85%, con un punto di rugiada a 18,4 gradi.

Il 25 ottobre, alle 8,52 viene rilevato sicuramente un ricambio d’aria che ha portato l’umidità al 79%, con una temperatura interna a 20 gradi e un punto di rugiada a 16,2 gradi.

La rilevazione evidenzia picchi di umidità in serata, intorno alle 21, dove probabilmente tutti e 4 i componenti della famiglia sono in casa e dove quindi il tasso di umidità prodotto dalla respirazione contribuisce ad alzarne il livello.

Considera che, le 4 persone, due adulti e 2 adolescenti, oltre al loro cane, stando in casa dalle 12 elle 14 ore, dalla sera al mattino, producono complessivamente dai 9 ai 12 litri circa di acqua sotto forma di vapore.

Questo vapore condenserà successivamente sui muri e col tempo si trasformerà in muffa.

Nell’orario in cui tutti i componenti del nucleo famigliare si trovano in casa, con 21 gradi di temperatura, l’umidità varia da un minimo di 85%, ad un massimo di 87,5% , con un relativo punto di rugiada che va da un minimo di 18,4 gradi, ad un massimo di 19,2 gradi.

Il giorno in cui è stato ritirato il rilevatore, alle 8,52 c’era già umidità al 80,5%, con un temperatura di 19,5 gradi e un punto di rugiada a 16,1 gradi.

Per capire meglio il fatto che questa situazione sia altamente dannosa, considera che il tasso di umidità ideale in un appartamento, o in una casa, non dovrebbe superare il 60%.

Questa è la condizione massima ammissibile dentro casa con un temperatura interna di 20 gradi, che è quella massima prevista per legge, e una temperatura esterna a 0 gradi, e rappresenta il parametro di riferimento previsto da ASL.

La mia soluzione

La soluzione che ho proposto per evitare l’accumulo dell’umidità in casa, è stata quella di realizzare un valido ricambio d’aria, automatico e continuo.

Solo in questo modo è possibile risolvere il problema e allontanare efficacemente non solo l’umidità che viene prodotta all’interno della casa, ma anche l’eliminazione di tutte le altre sostanze inquinanti che si trovano al suo interno.

Senza procedere ricambiando l’aria in casa in adeguata quantità e con sufficiente frequenza, il rischio è quello di trovarsi a respirare sempre la stessa aria, che conterrà sempre meno ossigeno e sempre più anidride carbonica.

Per questo, per creare un corretto ricambio d’aria in casa, il metodo più indicato è quello di installare sistemi di ventilazione forzata, “VMC = Ventilazione Meccanica Controllata”, con i quali è possibile regolare i ricambi d’aria automaticamente in base alle abitudini degli occupanti, anche in funzione delle singole preferenze.

Generalmente i sistemi di VMC più prestazionali hanno rendimenti di recupero del calore che vanno dal 80 al 90% anche in funzione della velocità dell’aria, perché più il flusso d’aria è lento e maggiore è il rendimento del sistema di recupero di calore.

Con un sistema di ventilazione meccanica controllata con scambiatore termico, che recupera il calore al 90%, l’aria estratta che poniamo possa essere a 20 gradi, verrà purificata e immessa di nuovo in casa a circa 18 gradi grazie al lavoro dello scambiatore.

Questi soli 2 gradi di differenza non saranno percepibili, grazie al fatto che l’ambiente interno è comunque già caldo e questo porterà enormi benefici al comfort abitativo e alla bolletta energetica.

I sistemi di VMC più moderni hanno dei consumi di energia elettrica molto bassi perché a fronte di pochi watt elettrici impiegati per far funzionare le ventole e i sensori, si possono recuperare molti watt termici, nell’ordine delle decine di volte tanto.

Un’altro consiglio, solo complementare alla ventilazione meccanica controllata è stato quello di suggerire di dipingere le pareti con una pittura a base di calce naturale.

La calce ha proprietà caustiche che eliminano la muffa e ne impedisce la riformazione.

La calce è ecologica perché il prodotto finito è salubre, non ha alcun impatto negativo sulla salute umana e può essere considerato un prodotto edile ecologico, perché sicuro per l’uomo e per l’ambiente.

Le conclusioni

In sostanza ho consigliato a Gioia di procedere subito per verificare come mettere in atto le due soluzioni prospettate e cioè la pittura a base di calce e la macchina, o le macchine, per la ventilazione meccanica controllata.

Ho consigliato inoltre di individuare un buon termo tecnico che potesse calcolare, in funzione dei metri quadrati dell’appartamento e dei dati contenuti nella mia relazione, la soluzione più adatta per risolvere il problema.

Il risultato

Grazie alla mia relazione, ad oggi, Gioia e la sua famiglia hanno potuto risolvere il loro problema.

Il processo non è stato veloce e nel frattempo ogni tanto scrivevo a Gioia per capire come si stessero muovendo.

Fino a che, un bel giorno, ricevo un nuovo messaggio da Gioia che, confesso, mi ha rallegrato la giornata.

Ecco lo screen del messaggio:

Come puoi leggere tu stesso, la situazione è stata risolta e Gioia scrive chiaramente che è stato grazie alla mia relazione che hanno potuto trovare la soluzione al loro problema.

La differenza

Non so se lo hai notato, ma in questa storia c’è un particolare che ritengo sia molto importante e che differenzia me e Sana Finestra da ogni altro mio collega.

Quello che facciamo per prima cosa in Sana Finestra è aiutare le persone a trovare una soluzione ai loro problemi, senza per forza dover vendere qualcosa.

Vedi, quello che troverai nella maggior parte dei venditori di finestre che ti offrono la loro consulenza e il loro supporto, è finalizzato a vendere le loro finestre.

Chiaramente tutto questo è piuttosto normale, dal momento che se uno vende infissi, è proprio vendendo che tira a campare.

Anche noi di Sana Finestra in fondo campiamo vendendo finestre, ma creando il Metodo Sana Finestra abbiamo scelto di mettere le persone che entrano in contatto con noi prima nella condizione di avere tutte le informazioni necessarie.

In questo modo le lasciamo libere di scegliere autonomamente, in base alle informazioni che gli abbiamo dato, se ricevere o meno un’offerta economica da parte nostra.

Quindi solo in un secondo momento eventualmente offriamo la vendita di un prodotto.

Il caso di Gioia ne è la prova, avrei potuto prendermi in carico la soluzione totale del problema, utilizzare il mio termo tecnico di fiducia, fare un’offerta economica, vendere il progetto del lavoro e le macchine per la VMC, guadagnando sia sulle macchine che sulla loro installazione.

Invece l’unica spesa che ho fatto fare a Gioia nei miei confronti è stata quella della relazione, che è costata poche decine di euro.

Dandogli questa relazione le ho motivato il problema e le ho suggerito la soluzione mettendo in condizione lei e suo marito, di capire come potersi muovere.

Alla fine Gioia e la sua famiglia hanno scelto in autonomia senza forzature, ma solo sulla base di un documento serio e dettagliato e non solo in funzione di un sentito dire.

La relazione ha anche aiutato il termo tecnico a scegliere le macchine più adeguate al ricambio d’aria necessario.

Il Metodo Sana Finestra

Nel Metodo Sana Finestra quindi, l’obiettivo principale è quello di metterti in condizione di acquistare finestre che ti possano portare reali vantaggi evitandoti di buttare soldi al vento.

Per individuare l’infisso più adeguato è necessario analizzare attentamente alcuni particolari e partire da un progetto di intervento.

Con questo metodo lasciamo da parte il ruolo di venditori che tutti puntano a ricoprire, orientandoci invece ad essere prima di tutto dei consulenti, perché il Metodo Sana Finestra non è finalizzato a vendere per forza i miei infissi!

Il primo aiuto concreto posso dartelo con la GUIDA GRATUITA che ho scritto appositamente per aiutare le persone come te, che magari si stanno informando per acquistare nuove finestre.

Puoi scaricare le 70 pagine della guida che ti sveleranno quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

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Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

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