Quanto tempo serve per sostituire le finestre?

Quanto tempo serve per sostituire le finestre?

La sostituzione delle finestre è un'operazione delicata e al tempo stesso piuttosto invasiva sopratutto se la si vuole fare nel modo corretto. Per questo motivo è normale che tu possa voler sapere per quanto tempo dovrai sopportare la presenza degli operai in giro per casa. In questo articolo ti do le indicazioni necessarie. Buona lettura!
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Quanto tempo è necessario per sostituire le finestre?

Scommetto che questa domanda te la sei posta e magari l’hai già anche fatta a qualche mio collega.

Ed è normale che tu la faccia, anzi direi che è basilare, perché trattandosi di un tipo di lavoro piuttosto invasivo, il sapere per quanto tempo non si potrà beneficiare dell’utilizzo della propria casa liberamente è fondamentale.

Sono fermamente convinto che la casa di ogni mio cliente sia sacra così come lo è per me la mia.

Se ci pensi un attimo l’unica certezza che noi italiani abbiamo è la casa di proprietà, quel luogo intimo che, comunque vada la fuori, è lì che ci aspetta e che ci da tutto il confort e la privacy di cui abbiamo bisogno.

Per questo ogni lavoro che facciamo in casa nostra, che comporta la presenza di persone estranee crea comunque un po’ di disagio che vorremmo finisse il più presto possibile.

Le tempistiche

Ma quindi? Quanto tempo ci vuole per cambiare le finestre della mia casa?

Immagino che questa è la domanda a cui vuoi una risposta. E immagino anche che sarai consapevole che io non possa darti una risposta standard così su due piedi senza conoscere perfettamente la tua situazione.

Per questo cercherò di darti tutte le indicazioni possibile per fare in modo che tu possa farti un’idea che sia il più precisa possibile.

Tieni presente che in questo caso ti parlo solo di sostituzione di finestre e non di nuova installazione, perché tra le due operazioni ci sono evidenti differenze.

Innanzitutto partiamo dalla location

Dove si trova la tua casa? Si tratta di una casa singola? Oppure è in un condominio?

L’accessibilità della tua casa è una variante determinante. Ad esempio io abito sul Lago di Como e tutti i paesi che mi circondano sono accessibili solo dalla strada principale, mentre tutte le vie interne sono viottoli non carrabili.

E’ ovvio che le operazioni di carico e scarico, così come quelle di trasporto dell’attrezzatura possono comportare una dilatazione dei tempi.

Allo stesso modo se abiti oltre il primo piano in un condominio, dove non è possibile utilizzare l’ascensore per portare il materiale al piano, o dove magari le scale sono strette, può essere necessario l’utilizzo di una gru per trasportare le finestre al piano.

Inoltre un’altra valutazione da fare è quanto dista la tua casa dalla sede dell’azienda che hai scelto. Se ad esempio l’azienda dista 2 ore di strada le operazioni si dilateranno di almeno un giorno per via del tempo perso dagli operai per il trasferimento.

Tutte queste operazioni possono far perdere almeno un giorno di lavoro che va a sommarsi a quelli materialmente necessari per fare la sostituzione.

Dimensioni dei locali

La dimensione dei locali è un’aspetto altrettanto importante da valutare, locali ampi e spaziosi consentono un lavoro agevole dal punto di vista della disposizione dell’attrezzatura e del materiale da utilizzare.

Locali piuttosto piccoli invece, necessitano di frequenti spostamenti da parte degli operai ogni qual volta avranno la necessità di qualcosa che non può essere depositato, o tenuto a disposizione nella stanza in cui stanno lavorando.

Mi riferisco alle attrezzature necessarie per fare i lavori o alle stesse finestre da installare.

Poi ancora, non avere la possibilità di avere un terrazzo in cui ad esempio tagliare qualche profilo, ma doversi fare qualche piano a piedi ad ogni taglio, comporta necessariamente una dilatazione dei tempi.

Quantità dei serramenti

Questa è facile. E’ ovvio che dover installare tanti serramenti comporta un certo impiego di tempo, mentre doverne installare pochi ovviamente dovrebbe necessitare di un tempo ridotto.

Ma non cadere nell’errore di fare delle proporzioni che ti farebbero stimare una tempistica errata.

La fase di “allestimento del cantiere”, è cioè tutte quelle azioni che comportano la predisposizione dell’attrezzatura necessaria, sono identiche sia che si tratti di un pezzo, sia che si tratti di 10 pezzi.

Quindi se per installare 2 pezzi potrebbe essere necessaria ad esempio una mezza giornata, non è corretto pensare che in una giornata se ne possano installare 4, ma sicuramente se ne potrà installare qualcuno in più.

In questo frangente sono stato volutamente vago per un motivo ben preciso che scoprirai nel prossimo paragrafo.

Metodo di installazione

Oltre ad essere l’elemento più importante nell’ambito dell’acquisto delle nuove finestre, la scelta del metodo di installazione incide molto anche sui tempi di esecuzione.

Non mi stancherò mai di ripetere che l’installazione è il punto focale di un buon intervento.

Potrai scegliere il tipo di infisso più bello, più isolante, più costoso, più innovativo, ma se chi te lo venderà sbaglierà il metodo di installazione ti ritroverai ad aver comprato un bolide senza ruote.

Detto questo, sull’installazione è necessario fare due distinzioni.

La prima riguarda la tecnica di installazione, mentre la seconda riguarda i materiali utilizzati per la posa dei serramenti.

La tecnica di installazione a sua volta ha due variabili, la prima riguarda la possibilità di installare le nuove finestre sui vecchi telai rimuovendo solo le ante mobili.

La seconda invece riguarda la possibilità di installare i nuovi serramenti smontando tutto ciò che è il vecchio.

Su queste due diverse possibilità puoi trovare informazioni negli articoli che ho scritto su questo blog rispettivamente QUI e QUI.  

Mentre anche per quanto riguarda i materiali utilizzati per la posa dei serramenti ci sono due alternative, la prima riguarda un sistema tradizionale in auge da ormai 40 anni, mentre la seconda riguarda un sistema che personalmente utilizzo da ormai 10 anni e che è molto e molto più in linea con l’evoluzione delle finestre.

Le due combinazioni attualmente più in voga sono naturalmente agli opposti.

Per questo o si installano le finestre senza rimuovere il vecchio telaio utilizzando materiali comparsi sul mercato 40 anni fa, o si installano finestre rimuovendo tutto l’esistente ed utilizzando materiali più evoluti.

Difficilmente si combinano tecnica e materiali in modo diverso da quanto ti ho scritto sopra.

Siccome non esiste nulla di obbligatorio a livello normativo che regolamenti queste diverse possibilità, il serramentista sceglie in autonomia come operare.

Per questo motivo la maggioranza dei serramentisti sceglie la via più sbrigativa e ora vediamo come i tempi incidono su queste due alternative.

Posa in opera SENZA rimozione e con materiali tradizionali

Banalmente, si sfilano le ante dal telaio fisso, si posiziona il nuovo telaio utilizzando il vecchio come supporto e si utilizzano silicone e schiuma per isolare i primo telaio dal secondo., non avrai imprevisti perché devi solo appoggiare il nuovo telaio a quello vecchio.

Posa in opera CON rimozione del vecchio e con materiali evoluti

In questo secondo caso si sfilano le ante dal telaio fisso, lo si fresa e lo si rimuove dal muro, si riqualifica il foro finestra eliminando eventuali ponti termici e si installa il nuovo infisso con materiali evoluti.

Questi materiali, in alcuni casi, possono far ottenere una garanzia di tenuta del collegamento serramento muro, che arriva anche a 10 anni.

Differenze sostanziali in termini di tempo

La due soluzioni possibili, oltre che per prestazioni e risultati duraturi nel tempo, si differenziano per tempistiche di esecuzione.

Posizionare un telaio da ristrutturazione sopra un vecchio telaio senza rimuoverlo è certamente un’operazione più veloce, tanto è vero che, se prendiamo in considerazione un appartamento medio di 5 finestre, con installazione eseguita semplicemente con silicone e schiuma, queste possono essere installate in una giornata.

Diversamente se prendiamo in considerazione un’installazione eseguita rimuovendo completamente i vecchi telai dal muro, ed installando con nastri auto espandenti, riqualificando totalmente il foro finestra, sempre prendendo in considerazione un appartamento medio di 5 finestre, la tempistica si dilata ad almeno 2 giorni e mezzo.

Naturalmente a queste tempistiche si dovranno aggiungere gli eventuali tempi dovuti ai trasporti o alle altre possibili variabili di cui ti ho parlato ad inizio articolo.

Concludendo

Ipotizzando di avere l’ormai famoso scenario di un appartamento con 5 finestre, posizionate al terzo piano di un condominio facilmente accessibile nel cortile interno, si potrebbero ipotizzare le seguenti tempistiche.

Con installazione semplice e posa sui vecchi telai 1 giorno di posa più 1 giorno per il tiro al piano con piattaforma.

Con installazione evoluta e rimozione di tutti i vecchi telai, 2 giorni di posa più 1 giorno per il tiro al piano.

A questo punto molto dipende da te, in questo caso specifico potrai scegliere se sopportare un giorno in più di disagio e di presenza di operai per casa per avere un lavoro indubbiamente più qualificato…

…Oppure potrai scegliere di accontentarti di un lavoro “medio”, ma con il guadagno di un giorno in meno di operai in giro per casa.

Indipendentemente da questo, ciò che è stato approssimativamente ipotizzato in questo articolo non tiene conto degli eventuali imprevisti che potrebbero capitare e che dovrebbero essere valutati preventivamente dal serramentista che sceglierai.

Purtroppo queste valutazioni spesso sono fatte d’ufficio senza nemmeno preoccuparsi di fare delle verifiche specifiche in loco.

Per questo motivo spesso le modalità di installazione non vengono pensate e nemmeno predisposte in funzione della casa e dei risultati che il cliente vuole raggiungere, ma vengono determinate in modo standard senza tanti ragionamenti.

A differenza loro noi di Sana Finestra con il nostro Metodo Sana Finestra partiamo da alcune valutazioni preventive che ci portano a ragionare in modo inverso, cominciando a determinare prima di tutto le modalità di installazione e, solo in secondo luogo, il tipo di prodotto da installare.

Il Metodo Sana Finestra

Siccome nel nostro sistema “il prodotto è importante ma non è fondamentale”, il concetto su cui poniamo maggiormente l’attenzione è il metodo di installazione, che in genere prevede sempre lo smontaggio completo dei vecchi infissi e la posa in opera con sistema evoluto.

Per arrivare a determinare le modalità più corrette di riqualificazione del foro finestre, il primo step di intervento che eseguiamo è la configurazione dell’intervento di sostituzione degli infissi attraverso il Check-Up Abitativo.

Il Check-Up Abitativo fa un’analisi della situazione esistente, dei desideri che vuoi soddisfare, dei risultati che vuoi ottenere, del tipo di casa in cui vivi e delle sue caratteristiche costruttive.

Questo sistema esclusivo ci consente di avere da subito un quadro chiaro che determinerà le relative modalità di installazione e la durata dell’intervento che verrà messo nero su bianco direttamente nell’offerta.

Se vuoi approfondire questi concetti, o se vuoi capire meglio come lavoriamo e come siamo diversi dagli altri serramentisti, puoi richiedere la mia GUIDA GRATUITA che ti aiuterà ad avere un aiuto concreto su come orientarti nel complicato mondo delle finestre.

Puoi richiederla però solo se abiti a Como, a Milano oppure in Brianza e la riceverai a casa tua con corriere espresso entro pochi giorni.

Per questo motivo, se non abiti nella zona che ti ho indicato, non potremmo inviartela e richiedendola perderai solo il tuo tempo.

Con la guida avrai inoltre la possibilità di beneficiare di una consulenza telefonica gratuita di 30 minuti proprio con me.

Puoi richiedere subito la TUA copia gratuita cliccando sul pulsante QUI SOTTO!

Per oggi è tutto, appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto!
Gianluca Ortelli

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E’ possibile sostituire le finestre senza opere murarie?

E’ possibile sostituire le finestre senza opere murarie?

Ecco un articolo che tratta un tema molto ricorrente tra chi vuole sostituire le vecchie finestre. La sostituzione delle vecchie finestre comporta opere murarie? Esistono pareri contrastanti in giro sopratutto tra gli addetti ai lavori. Spesso questi pareri confondono l'utente finale tanto da farlo desistere dal procedere con l'acquisto di nuove finestre. In questo articolo ti svelerò tutta la verità. Buona lettura!
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E’ venuto il momento di mettere mano alla sostituzione delle tue vecchie e decrepite finestre!

Ora è il momento giusto per intervenire perché gli incentivi fiscali ed il loro recupero immediato tramite cessione del credito sono un’ottima opportunità.

In giro ci sono centinaia di serramentisti che promettono di offrirti tutti prodotti di altissima qualità.

Altrettanti venditori di finestre ti offrono di pagare le tue finestre subito la metà grazie allo sconto in fattura.

Ma in pochissimi, anzi addirittura quasi nessuno in questo periodo, ti parla di come farà l’intervento di sostituzione.

Informazione sconosciuta

In verità quanto ti ho appena scritto non è qualcosa di omesso solo in questo periodo, ma di norma succede ormai da 40 anni.

Il modello di installazione infatti è un aspetto sul quale si da pochissimo peso quasi a volerlo sminuire nella sua importanza.

Magari fino ad oggi non ci hai mai fatto caso e magari proprio da oggi, quando visiterai un mio collega, ci porrai maggiore attenzione e di conseguenza ti accorgerai che in tema di installazione nessuno affronta il discorso se non solo dopo che tu gli chiedi informazioni.

Questo perché le tecniche di vendita, vecchie di almeno 40 anni, sono focalizzate sul prodotto finestra e non sull’intervento complessivo.

Del resto è la finestra bella e luccicante che ti mostrano in show room che ha il compito di convincerti ad acquistare da quel negoziante, mentre il metodo di installazione viene spesso considerato solo un elemento secondario a cui si pensa solo a conseguenza della vendita.

Però se lo chiedi

Certo se tu, in qualità di potenziale cliente, chiedi informazioni circa il sistema utilizzato per installare le eventuali finestre che dovessi acquistare, allora otterrai delle risposte.

Scoprirai che queste risposte potranno essere solo 2, la prima che prevede un’installazione senza smontare il vecchio telaio fisso e rimuovendo solo le ante mobili, la seconda che prevede un’installazione smontando completamente il vecchio infisso.

In entrambi i casi la definizione utilizzata dal venditore potrebbe essere “installazione senza opere murarie”, ma per comodità didattica, per il momento, teniamo buona la prima opzione.

Il più gettonato

Dei due sistemi, il più gettonato in assoluto sarà quello di installare le finestre senza rimuovere il vecchio telaio, che come detto sarà definita “installazione senza opere murarie”.

Dagli anni ’90 ad oggi l”installazione senza opere murarie” è stata una delle più pubblicizzate da chi vendeva serramenti.

Ma sei sicuro che sia l’unica strada percorribile?

Se la guardi dal punto di vista del disagio che una posa in opera diversa dal “senza opere murarie” può comportare certamente sarà l’unica soluzione da prendere in considerazione.

Ma se sei disposto a un minimo disagio evita di farti attrarre da questo palliativo.

Perché va evitata

Di base per la maggior parte delle persone installare nuove finestre “senza opere murarie” prevede che tutto quello che è vecchio e fissato saldamente alla muratura, e cioè il telaio fisso delle vecchie finestre, non venga rimosso e non venga eliminato.

Quindi puoi dedurre che l’installazione delle nuove finestre potrà avvenire a questo punto solo in 3 modi:

1 – In appoggio interno al vecchio telaio.

2 – In luce all’interno del vecchio telaio.

3 – Con telaio a Z e cioè in appoggio e in luce parziale al vecchio telaio.

Nelle 3 diverse opzioni si otterranno situazioni diverse ma tutte, a mio avviso, problematiche per te, che personalmente non ritengo siano giustificabili visto l’importante impegno in termini di denaro che dovrai sostenere.

Se il tuo obiettivo è quello di ottenere un lavoro esente da polvere o da qualche ritocco alla tinteggiatura, mettiti il cuore in pace, perché qualsiasi lavoro edile, dove per edile intendo anche il cambio degli infissi, più o meno invasivo effettuato all’interno di una casa abitata, comporta obbligatoriamente un minimo di disagio e di polvere.

E l’unico motivo per cui l’88,4% dei miei colleghi propende per installare in uno dei tre modi che ti ho scritto sopra e semplicemente perché gli conviene in termini di “sbattimento”.

Una volta che hanno ottenuto il tuo SI, e hanno raggiunto il loro scopo cioè vendere le loro finestre, per loro è basilare fare in modo che il lavoro sia il più veloce possibile e limitare gli eventuali imprevisti.

Per correttezza, devo anche dirti che spesso alcuni utilizzano la dicitura “installazione senza opere murarie” anche quando rimuovono totalmente il vecchio telaio fisso.

Si tratta di una minoranza esigua, ma potrebbe capitare di incontrarne qualcuno che opera così per cui fatti spiegare cosa intendono con “senza opere murarie”.

In questo ultimo caso quindi, il “senza opere murarie” sta a significare che per sostituire le finestre non dovrai rivolgerti ad un muratore per rimuovere o ripristinare i muri.

Quali sono gli imprevisti più comuni di una posa in opera

Se sostituisci le finestre “senza opere murarie” e quindi senza rimuovere quello che è il vecchio telaio, non avrai imprevisti perché devi solo appoggiare il nuovo telaio a quello vecchio.

Se invece operi rimuovendo tutto il vecchio, non puoi sapere a priori cosa ci sarà dietro al telaio che, nella maggior parte dei casi, è murato.

Quindi il supporto murario dietro al vecchio telaio potrebbe essere poco resistente, la malta potrebbe essere sgretolata, il muro potrebbe essere poco solido, il vecchio telaio potrebbe entrare per alcuni centimetri nella muratura lasciando dopo la rimozione una voragine.

Tutte condizioni che, come ti ho detto, potrebbero non essere prevedibili a priori se non dopo l’effettiva rimozione del telaio.

Questo è quello che il serramentista tenta dunque di evitare specie se si è lanciato nella guerra del prezzo basso, promettendo qualità, convenienza e cortesia al minor prezzo.

Per potersi permettere questo fa un lavoro semplicissimo e senza troppi rischi, prende il costo che deve sostenere per acquistare o per produrre le finestre che ti propone e gli attacca il suo guadagno.

Considera un costo medio per l’installazione che, in casi di installazione “senza opere murarie” è fisso, perché significa fissare un telaio all’altro senza troppi complimenti, fa una somma e ti presenta il preventivo.

Mentre se avesse dovuto pensare di smontare il vecchio telaio, calcolando una percentuale di eventuali imprevisti, avrebbe dovuto certamente fare una valutazione più approfondita col rischio di andare fuori mercato, di risultare più caro e di perdere al vendita.

Tutto questo avviene anche e sopratutto quando ti fanno il preventivo d’ufficio, direttamente in show room, senza aver valutato la tua casa.

Il preventivo d'ufficio

Non hai idea di quante volte mi trovo a fare consulenza con persone come te che cercano di capire come poter scegliere correttamente le nuove finestre.

Ogni volta mi trovo con persone che sono estremamente confuse, che hanno in mano 2 o 3 preventivi che gli hanno fatto direttamente in show room senza nemmeno chiedergli se abitano in una casa in mattoni, in pietra, in paglia, o in legno.

Sapere in che contesto si dovrà operare è, insieme a tutta una serie di parametri che non ti sto ad elencare adesso perché non ne ho lo spazio, uno degli elementi fondamentali per poter offrire quello che VERAMENTE serve a TE, alla tua casa e alla tua FAMIGLIA.

Il preventivo ottenuto in ufficio senza queste verifiche equivale alla prescrizione di una cura da parte di un medico fatta dopo una diagnosi telefonica.

Il venditore ti sta preventivando un oggetto, (finestra), fine a se stesso che assume la connotazione di un soprammobile.

Ma sappiamo benissimo tutti e due che una finestra non è un soprammobile.

E’ un elemento che ti consente di godere delle luce che entra dall’esterno, che ti consente di guardare fuori e di non sentirti chiuso in una tomba.

Ma sopratutto è un elemento che ti deve proteggere dal freddo invernale, dal caldo estivo, dai rumori e dai malintenzionati.

Per avere queste ultime 4 qualità il COLLEGAMENTO tra finestra e muri della casa è un elemento FONDAMENTALE e dal momento che non esiste un metodo univoco è necessario che questo sia pensato e progettato con un attenta valutazione.

Quando invece ottieni il preventivo d’ufficio, puoi stare certo che la finestra proposta sarà allineata agli standard dell’anno 2021, mentre il suo metodo di installazione sarà come minimo allineato a quello degli anni ’90.

Perché anni '90?

Perché in quegli anni le finestre si vendevano d’ufficio senza analizzare la casa.

A quei tempi era normale e corretto agire così, perché il classico sistema di installazione utilizzando silicone e schiuma espansa, era nettamente più performante del sistema tecnologico con cui la finestra era stata concepita.

Oggi però, con l’aumento delle prestazioni dei serramenti questo metodo di lavoro non è più concepibile, e se negli anni ’80, ’90 e 2000, installare finestre con telaio da ristrutturazione era una tecnica accettabile, oggi non può essere considerata tale.

Ipotizza di volere cambiare la tua auto, accetteresti che al concessionario prendano la carrozzeria di un modello attuale e la mettano sopra la tua vecchia auto cambiandola solo esteticamente?

Potrà sembrarti un paragone azzardato ma in verità non lo è, perché è la stessa cosa che avviene quando una persona come te acquista una nuova finestra.

L’unica innovazione che si ottiene è estetica, perché la prestazione innovativa del serramento che avrai acquistato, si perderà con l’installazione pensata, o meglio non pensata, nel modo corretto.

E se questa installazione ti viene venduta con il plus “senza opere murarie” semplicemente perché appoggiano la nuova finestra ala vecchia, tutto quello che ti ho appena detto sarà amplificato.

In definitiva si possono sostituire le finestre senza opere murarie?

Ormai hai capito che la definizione “senza opere murarie” è un po’ fuorviante perché può avere un doppio significato.

Un serramentista moderno che veramente vuole far ottenere un risultato al proprio cliente è in grado di installare le nuove finestre rimuovendo tutto il vecchio senza aver bisogno di un muratore.

In questo caso il “senza opere murarie” sta a significare che non ci sarà bisogno di rivolgersi ad un muratore e che non saranno necessarie opere di muratura.

Per cui se per “senza opere murarie” si intende fare un lavoro senza il bisogno di un impresa edile allora la risposta è SI.

Se invece il significato di “senza opere murarie” è inteso che si mette la nuova finestra sopra la vecchia perché in caso contrario dovrai chiamare un muratore e demolire mezza casa allora la risposta e NO.

Se te la vendono così ti stanno intortando, perché nella maggior parte dei casi, non tutti ma quasi quindi, la rimozione delle vecchie finestre è fattibile senza rischi alla muratura.

Intendiamoci quello che ti ho scritto NON E’ LEGGE!

NON sei obbligato a fare questo!

Se non lo vuoi fare e preferisci un lavoro veloce e pulito e pensi che io ti stia dicendo cose esagerate, sei liberissimo di fare ciò che vuoi e non c’è nessun tipo di problema.

Sicuramente non sei la persona che voglio servire con Sana Finestra.

Non possiamo essere per tutti me ne rendo conto, ma sopratutto, dal 2010 ad oggi, ho scelto di non essere per tutti.

Non è presunzione intendiamoci, ma più che altro si tratta di dire le cose come stanno e sopratutto di seguire il buon senso e la Norma.

Nel 2021 è infatti terminato l’iter che riguarda la Norma 11673 relativa alla posa in opera dei serramenti.

La Norma è volontaria ma è anche quanto di più completo si possa avere al giorno d’oggi per tutelare consumatori ed aziende esecutrici al fine di fare un lavoro corretto.

Per noi di Sana Finestra questo è un elemento imprescindibile da seguire senza scorciatoie.

Su questo si basa il Metodo Sana Finestra e se anche tu vuoi ottenere VANTAGGI reali dal tuo investimento sul cambio dei serramenti, lascia che ti spieghi di cosa si tratta.

Il Metodo Sana Finestra

Ho cominciato a lavorare sul Metodo Sana Finestra nel 2010 e fino ad oggi ho continuato a testarlo, correggerlo ed implementarlo in funzione dell’evoluzione delle tecniche di installazione che via via negli anni approfondisco, grazie ai continui corsi di formazione che frequento.

A differenza di quanto fanno la maggior parte dei miei colleghi il sistema che ho creato parte dal progetto di intervento per poi arrivare SOLO in un secondo momento a stabilire quale tipo di infisso utilizzare.

Potrà sembrarti contro intuitivo ma la scelta del serramento, il sapere se è meglio il legno, l’alluminio, o il pvc ad esempio, è l’ultima delle cose da affrontare.

Ma guarda caso tutti partono da li, dalla scelta della finestra alla quale si bada più in termini estetici che di UTILITA’.

Perché non so se lo sai, ma le finestre non sono tutte uguali e non sempre, anzi quasi mai, la finestra vista in show room potrà essere quella più adatta a casa tua.

Sicuramente non lo sarà per tutte le stanze della tua casa, perché per ogni tipo di locale, e per la sua diversa esposizione al sole, sarà necessario un serramento assemblato in modo diverso.

Come potrai immaginare, per avere queste informazioni non è sufficiente scambiarsi quattro parole in show room ma è basilare avere informazioni più dettagliate.

Noi lo facciamo attraverso il Check-Up Abitativo durante il quale faremo un’analisi della situazione esistente, dei desideri che vuoi soddisfare e dei risultati che vuoi ottenere, del tipo di casa in cui vivi e delle sue caratteristiche costruttive.

Per arrivare la Check-Up Abitativo però si deve passare da un prima consulenza telefonica gratuita, (per ora), di 30 minuti, che ci aiuterà a capire se e come possiamo esserti utili.

Perché se non abbiamo la possibilità di aiutarti o non ci sono le condizioni adatte, è inutile farti perdere tempo.

L’esito del Check-Up Abitativo produrrà il Metodo Sana Finestra, un vero e proprio manuale delle istruzioni che ti aiuterà a capire meglio come qualunque azienda di serramenti dovrà lavorare a casa tua per portarti i vantaggi che desideri.

Il Metodo Sana Finestra è costruito in due parti indipendenti tra loro, la prima tratta il progetto d’intervento, mentre la seconda che è opzionale e non obbligatoria, riguarderà l’eventuale offerta economica.

Puoi approfondire questi concetti, richiedendo subito la nostra GUIDA GRATUITA che ti darà un aiuto concreto su come orientarti nel complicato mondo delle finestre.

Dopo questo passaggio, avrai la possibilità di richiedere la tua personale consulenza gratuita di 30 minuti.

Se abito a Como, Milano, o in Brianza, richiedi subito la TUA copia gratuita cliccando sul pulsante QUI SOTTO!

Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto!
Gianluca Ortelli

Guida Acquistare Nuove Finestre 2020

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Partiti i controlli di Enea sui lavori di Eco e Super Bonus

Partiti i controlli di Enea sui lavori di Eco e Super Bonus

La notizia era nell'aria perché da diverso tempo nella sedi dedicate agli addetti ai lavori se ne vociferava. Ora pare che quanto più volte paventato sia diventato realtà. Sto parlando dei controlli in loco da parte di Enea per verificare il rispetto di tutto quanto richiesto in materia di detrazioni fiscali. In questo articolo parleremo dei fondamentali da rispettare e dei rischi che NON devi correre. Buona lettura!
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Ti confesso che sono stato molto felice quando ho letto la notizia che ti sto per raccontare.

Il motivo è molto semplice e te lo spiego subito.

Non so se lo sai ma io combatto da diversi anni andando controcorrente rispetto alla maggior parte dei miei competitor diretti, per fare in modo che le finestre siano VERAMENTE un mezzo per creare benessere nelle case delle persone.

Chiaramente non sono il solo, perché altri diversi professionisti del serramento sparsi in tutti Italia, lavorano ogni giorno come me per aiutare le persone a fare acquisti che siano realmente efficaci e portino i vantaggi desiderati.

Ma siamo comunque una minoranza rispetto al 90% dei venditori di serramenti che si limitano a fare i semplici piazzisti.

Io stesso se guardo nella mia zona di competenza, Como e provincia, Milano e Brianza, posso dirti che molto probabilmente sono l’unico che non si limita a vendere una finestra qualsiasi “vista e piaciuta” in sala mostra a chiunque, senza prima un minimo di ricerca e di verifica per capire se ciò che sto vendendo è quello che serve realmente al mio cliente.

Senza ombra di dubbio sono l’unico, e nessuno questo me lo può contestare, che prima di fare un qualsiasi preventivo fa determinati passaggi.

Il primo passaggio che seguiamo in Sana Finestra è quello di progettare l’intervento di installazione delle finestre eseguendo un’analisi della TUA casa e di come questa viene vissuta.

Combinando questi dati con i problemi che devi risolvere relativamente alle tue vecchie finestre, ai tuoi desideri e ai risultati che vuoi ottenere dall’intervento.

Per questo sapere che stanno cominciando ad essere fatti controlli sui lavori di Eco Bonus e Super Bonus mi gratifica perché questo metterà ulteriormente fuori gioco gli improvvisati e i ciarlatani.

Cosa è successo

La notizia, pubblicata in data 25 agosto 2021 su www.guidafinestra.it, il più autorevole portale di informazione che parla di infissi, è quella che molti addetti ai lavori aspettavano da tempo per i motivi che ti ho elencato sopra.

Te la riassumo in breve ma ti invito a leggere direttamente l’articolo originale QUI.

Sostanzialmente i tecnici di Enea si sono presentati in un cantiere soggetto a pratica di Super Bonus 110%, facendo le tanto annunciate verifiche in loco previste nel Decreto Requisiti Minimi del 26 giugno 2015, e nel Decreto Requisiti Eco Bonus entrato in vigore il 6 ottobre 2020.

Nel cantiere in oggetto i tecnici hanno controllato i serramenti, i cassonetti delle tapparelle e la modalità di installazione.

E nonostante si sia trattato di un grande cantiere, dove gli infissi sostituiti erano circa 200, sembra che i lavori non siano stati progettati correttamente e che l’installazione delle finestre non sia stata prevista nel modo giusto.

Le responsabilità

Mi preme dirti che in questo caso il serramentista che ha operato in questo cantiere molto probabilmente non è del tutto colpevole.

Il motivo e presto detto: per gestire un cantiere in ambito Super Bonus 110% è necessario ed indispensabile che ci sia un progettista.

E’ il progettista che deve dare disposizioni in merito al tipo di infisso, lui deve prevedere la riqualificazione del foro finestra, mitigare i ponti termici, progettare la posa in opera e dare le istruzioni necessarie al serramentista.

E questo semplicemente perché le competenze tecniche di un progettista sono indubbiamente superiori di quelle di un serramentista il cui compito e progettare il proprio serramento secondo le norme vigenti ed assemblarlo secondo le richieste tecniche del professionista.

Il serramento però, come ripeto ormai da anni, è un elemento a se, che da solo è fine a se stesso.

Per funzionare correttamente deve essere inserito in una muratura facendo in modo che crei una continuità con la parete e che mantenga le sue prestazioni originali.

Per questo le indicazioni su come creare questo collegamento, con quali materiali e con quali tecniche deve essere previsto da chi progetta il lavoro.

La pratica però è un po' diversa

Purtroppo quanto ti ho appena detto è vero solo sulla carta, perché nella pratica non succede quasi mai così.

Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, perché mi è capitato di conoscere progettisti veramente attenti a questi aspetti.

Ma di contro posso dirti che anche queste figure sono una minoranza, perché la maggior parte di loro utilizza un metodo che potremmo tranquillamente definire scaricabarile.

In sostanza il progettista prevede il tipo di infisso che ha le prestazioni necessarie al tipo di lavoro da eseguire, e poi fa richiedere vari preventivi a diversi serramentisti.

Li vaglia con il cliente e, a seconda delle loro percezioni, che variano dalla simpatia del venditore, all’affidabilità della marca, agli eventuali tempi di risposta, al prezzo e alle caratteristiche del prodotto, individuano la figura a cui affidare i lavori.

Dopodiché la palla viene data in mano al serramentista, il quale sa che deve produrre l’infisso commissionato con le caratteristiche richieste e niente altro di più.

Va in cantiere, rileva le misure, manda avanti la produzione e installa le finestre senza particolari accorgimenti se non quelli tramandati in decenni di esperienza.

In questo modo finestre che ogni anno diventano sempre più performanti, più isolanti e più pesanti, spesso vengono installate con tecniche ferme a 40 anni fa!

Non dovrebbe andare così

Come detto in questo procedimento manca un passaggio FONDAMENTALE.

Non è stato progettato il collegamento serramento muro, una pratica indispensabile che deve essere fatta dal progettista.

Oppure, in alternativa, come succede a tutti quei pochi serramentisti evoluti di cui ti ho parlato a inizio articolo, deve essere messa in pratica con una collaborazione sinergica tra progettista e serramentista.

Se il serramentista è un professionista e lavora per creare benessere all’interno della casa del suo cliente, deve per prima cosa assicurarsi che la riqualificazione del foro finestra sia stata progettata.

E se questo non è stato fatto deve interagire con il progettista affinché questo avvenga in modo preventivo e quindi sostanzialmente prima ancora di predisporre un preventivo di spesa.

Sei d’accordo con me che è impossibile fare un preventivo se prima non c’è una linea da seguire?

Senza predisporre il PROGETTO DI POSA DEI SERRAMENTI…

Non sarà sufficiente che il serramentista si limiti a prevedere una finestra che rispetti i limiti di Legge.

Non sarà sufficiente che il serramentista si limiti a preventivare l’infisso con le prestazioni richieste dal progettista.

Ti rendi conto che manca un pezzo?

E’ come acquistare una nuova auto senza le ruote.

Le difformità del controllo di Enea

Tornando all’articolo, se lo hai letto avrai visto che nell’intervento sono stati sostituiti i serramenti ma non è stato previsto nessun intervento sui cassonetti.

Questo avviene molto spesso.

Si cambiano le finestre e si trascura il cassonetto che da solo disperde già in origine più delle finestre.

Tempo fa spiegavo questa problematica sui cassonetti in un articolo che puoi leggere QUI.

Non è difficile capire che i cassonetti sono p’arte integrante del foro finestra, ma qui torniamo sempre al punto di partenza, alla mio tarlo, a quello che dico da anni.

La gran parte dei serramentisti o dei venditori di infissi ha un unico obiettivo:

VENDERE LA FINESTRA STANDARD UGUALE PER TUTTI.

Una volta venduta il resto non conta, anzi si deve fare in fretta ad installarla per fare meno polvere in casa del cliente e per incassare il prima possibile il saldo della fornitura.

L'altra difformità

La seconda difformità, che poi non è detto lo sia veramente, perché l’articolo parla di richiesta su come è stata eseguita, potrebbe essere, come detto in precedenza, relativa alla posa.

Non è detto sapere se le finestre siano stata installate in modo corretto oppure no.

Ma il fatto che il serramentista si sia subito attivato per ottenere la qualifica di “Installatore Qualificato EQF3 secondo la norma UNI 11673-2” fa pensare che il cantiere in oggetto sia stato gestito come nel 95% dei casi con il buon vecchio tubo di silicone e con la ormai superata schiuma poliuretanica.

Magari non è stato così, magari i materiali usati sono stati diversi, ma sarebbe interessante capire se siano stati usati materiali scelti in funzione delle indicazioni della Norma UNI 1673-1 oppure no.

Perché di materiali di posa ce ne sono tantissimi in commercio, ma quelli che rispettano perfettamente i requisiti della Norma non sono poi così tanti.

I rischi di questi controlli

Al di la delle singole responsabilità de progettista o del serramentista, che ne risponderanno nelle modalità previste dalla Legge, quello che deve interessare a TE è preservare i diritti della tua detrazione fiscale.

Infatti, non so se lo sai ma anche se ci sono stati errori da parte degli esecutori il responsabile in solido sarai sempre tu.

Rischiare che lo Stato bussi alla tua porta chiedendoti di restituire con gli interessi le somme indebitamente portate in detrazione, perché non conformi a ciò che prevedeva la Legge, potrebbe non essere qualcosa che ti aspetti di ricevere.

Se magari hai anche fatto una cessione del credito ad una banca, il problema diventerà ancora più ostico.

E’ previsto infatti che il progettista abbia delle sanzioni, ma la perdita eventuale della detrazione andrebbe a danneggiare solo te.

Nel caso in oggetto si dovrà prevedere la sostituzione dei cassonetti, per cui ci saranno altri costi che però non erano stati previsti e che magari potrebbero non rientrare nel massimale preso in considerazione per il Super Bonus.

Come prevenire tutto questo

Non mi stancherò mai di ripeterlo, ogni giorno assisto ad un errore di fondo che riguarda la sequenza delle operazioni da fare per sostituire le finestre.

Si tratta di tutto quello che deve essere fatto preventivamente ancora prima di scegliere se sono meglio le finestre in legno, quelle in alluminio o quelle in pvc.

Nella norma succede che si va in una sala mostra, si visionano i prodotti disponibili o quelli che ci propongono con maggiore insistenza, si danno delle misure e si ottiene un preventivo di spesa.

Invece la sequenza dovrebbe essere che per prima cosa si verifica cosa il cliente vuole ottenere, quindi i suoi desideri e i suoi obiettivi.

Poi si verifica il tipo di abitazione, come è stata costruita, come è disposta, quante persone la abitano e come la vivono.

Poi si incrociano questi dati e si progetta come riqualificare il foro finestra in modo da garantire il risultato e il rispetto dei parametri di Legge.

Per questo motivo ad esempio da Sana Finestra non otterrai mai un preventivo sulla base di indicazioni sommarie che nel 70% dei casi sono le misure e il materiale che hai scelto di utilizzare.

Il Metodo Sana Finestra

A inizio articolo ti ho scritto che ero molto felice di aver letto la notizia dell’ispezione da parte di Enea al cantiere del Super Bonus al 110%.

Perché sostanzialmente questo controllo va a verificare particolari che ho cominciato a prendere in considerazione fin dal 2010 quando ho iniziato a progettare quello che è diventato il Metodo Sana Finestra.

Dico sempre che “Il prodotto è importante ma non è fondamentale”!

Infatti nel caso in oggetto non si è trattato di disquisire sul materiale con cui sono stati costruiti i serramenti, ma di come è stato pensato l’intervento.

E a tal proposito proprio per questo motivo nell’ambito del Metodo Sana Finestra il primo step è la progettazione dell’intervento di sostituzione degli infissi partendo dal nostro Check-Up Abitativo.

Cosa che, nel caso oggetto dell’ispezione, non è stata fatta, perché si è badato solo a prendere un infisso e ad installarlo nel modo più veloce e facile possibile.

Con il nostro sistema quello che è successo non sarebbe capitato, perché la sostituzione dei cassonetti, o quanto meno la loro coibentazione per renderli simili come isolamento alle finestre, sarebbe stata una nostra condizione.

L’avremmo valutata e fatta presente a seguito del Check-Up Abitativo e non avremmo eseguito il lavoro se non fosse stata avallata dalla committenza o dal progettista.

Ma questo non perché io sono il più bravo, magari lo fossi, ma più che altro perché il primo dovere di un buon serramentista e mettere sul piatto tutte le sue competenze consigliando al meglio, secondo le Norme, il proprio cliente.

Tutto questo si fa con un primo approccio di consulenza che è uno dei passaggi fondamentali che ogni cliente di Sana Finestra deve fare se vuole ottenere la nostra assistenza.

La nostra prima consulenza è telefonica e gratuita ed è proprio con me.

Dopo questo primo passaggio il successivo potrebbe essere il Check-up Abitativo, che porta alla progettazione della riqualificazione del foro finestra.

Tutto secondo la norma UNI 11673-1 in modo da metterti al riparo da errori legali.

Per aiutarti nel migliore dei modi, non so se lo sai, ma ho scritto una GUIDA GRATUITA che potrai richiedere direttamente dal pulsante qua sotto.

Si tratta di un vero e proprio libro cartaceo che riceverai a casa tua, solo però se ti servono nuove finestre e abiti a Como, a Milano o in Brianza.

Se non sei in questi 3 luoghi è inutile che te la invio, in quanto non potrei poi aiutarti in modo preciso e puntuale a causa della distanza che ci separa.

Richiedi subito la TUA copia gratuita cliccando sul pulsante QUI SOTTO!

Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto!
Gianluca Ortelli

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Servono autorizzazioni per sostituire gli infissi?

Servono autorizzazioni per sostituire gli infissi?

Nella maggior parte dei casi quando una persona decide di sostituire le sue vecchie finestre si rivolge a diversi venditori. In pochi però si preoccupano di verificare se sia necessario richiedere delle autorizzazioni. In questo articolo ti do tutti i dettagli necessari. Buona lettura!
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Quando si cambiano le finestre di casa serve un’autorizzazione da parte del Comune?

E in ambito Eco Bonus 50% è necessario fare qualche comunicazione particolare?

Queste sono domande alle quali in genere il venditore di turno che incontrerai dovrebbe dare una risposta ed eventualmente assisterti nelle incombenze necessarie.

Invece nella pratica succede che dopo una valutazione tra le varie offerte, si prende una decisione e si commissiona la fornitura senza magari preoccuparsi del fatto che ci siano incombenze di tipo burocratico.

Prima di tutto una precisazione

Ti consiglio di continuare a leggere questo articolo SOLO se devi fare un intervento di sostituzione degli infissi.

Se quello che devi fare è ad esempio il Super Bonus al 110% oppure il Bonus Casa al 50% questo articolo non ti servirà.

Come si inquadra la sostituzione degli infissi

Con il Decreto del 2 marzo 2018 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel numero 81 del 7 aprile 2018 vengono definiti gli interventi di edilizia libera.

In questo decreto viene espressamente previsto che la sostituzione degli infissi è un intervento di edilizia libera.

E questo anche se viene modificato il materiale con cui sono costruiti gli infissi.

Di conseguenza il cambio dei serramenti rientra nelle opere di piccola edilizia che possono essere fatte senza autorizzazioni particolari.

Nello specifico per i serramenti il Decreto prevede siano considerati interventi di Edilizia Libera le riparazioni, le sostituzioni ed il rinnovamento dei serramenti e degli infissi interni ed esterni senza che vi sia distinzione di materiale.

Per questo motivo l’intervento è inquadrabile come Manutenzione Ordinaria e non come Manutenzione Straordinaria.

Tutto questo è stato inoltre recepito nel Testo Unico dell’edilizia DPR 380/01 aggiornato alla legge n. 120/2020 di conversione del Dl 76/2020 “Decreto semplificazioni”.

La manutenzione straordinaria

La Manutenzione Straordinaria necessita della presentazione di una pratica edilizia al Comune e può essere una CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) oppure una SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività).

Questo vuol dire che sarà necessario affidarsi ad un professionista, cioè ad un geometra, oppure ad un ingegnere, oppure ad un architetto, in modo da poter presentare la pratica necessaria.

La manutenzione ordinaria

Per procedere con la Manutenzione Ordinaria invece non è necessario presentare nessuna domanda e non serve nessuna autorizzazione.

Attenzione alle eccezioni

Se in linea generale questo è l’orientamento, per essere più tranquilli sarà necessario verificare cosa dicono i Regolamenti Edilizi Comunali.

Ci sono infatti alcuni comuni che ancora oggi considerano la sola sostituzione degli infissi come Manutenzione Ordinaria purché non si cambi il materiale.

Mentre in caso di cambio del materiale, come ad esempio il passaggio dal legno al pvc, oppure all’alluminio, l’intervento viene considerato Manutenzione Straordinaria.

Ce ne sono altri invece per i quali la sostituzione degli infissi, sia che si cambi oppure no il materiale, è considerata sempre Manutenzione Ordinaria.

Chiaramente tutto questo è valido solo in caso non siano presenti dei vincoli urbanistici comunali, o delle restrizioni regionali o dei vincoli delle soprintendenze ai beni architettonici.

Sostituire gli infissi è dunque Manutenzione Ordinaria

Quindi, fatto salvo quanto ti ho scritto sopra in merito allo specifico orientamento del comune in cui dovranno essere eseguiti i lavori, che si tratti di Eco Bonus 50%, oppure di sostituzione senza nessun tipo di incentivo, l’intervento eseguito rientra sempre tra quelli eseguibili ad Edilizia Libera.

Attenzione alla modifica di tipologia

Prima ti ho scritto che il cambio del materiale con cui sono costruite le tue finestre non incide sulla necessità di un titolo edilizio.

Diverso è se tu decidi di modificare ad esempio una finestra che attualmente è a due ante in una finestra che nuova sarà ad un’anta.

Oppure, come spesso capita in situazioni di abitazioni anni ’70 o anni ’80 dove si installavano spesso finestre a 3 ante larghe un metro e mezzo, che per praticità e per avere maggior superficie vetrata, tu vuoi trasformare in serramenti a due ante.

In questo caso non lo potrai fare liberamente in Edilizia Libera, e questo cambiamento non sarà più inquadrabile come una Manutenzione Ordinaria ma diventerà obbligatoriamente Manutenzione Straordinaria e necessiterà delle presentazione di una pratica Comunale da parte di un tecnico.

Rimane solo ancora un'incombenza

Il fatto che non sia necessaria nessuna autorizzazione non ti libera del tutto dalle incombenze.

Anche se dubito che molti lo abbiano mai fatto, sarebbe necessario presentare al Comune dove dovranno essere eseguiti i lavori la Dichiarazione Sostitutiva dell’Atto di Notorietà.

L’obbligatorietà di questo documento è riportata nel provvedimento emanato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 2011/149646 del 2 novembre 2011.

Si tratta di un semplice foglio prestampato da compilare e da consegnare al Comune di competenza.

Senza questo documento in teoria, in caso di controlli, si potrebbero aver problemi nella fruizione delle agevolazioni.

Le sanzioni

Anche se obbligatorio, non risultano sanzioni in merito alla mancanza di questo documento e non mi risulta inoltre che qualcuno abbia perso la detrazione a causa della sua mancanza.

Anche noi di Sana Finestra in passato abbiamo commesso degli errori in questo senso non informando adeguatamente il cliente circa questa incombenza.

Ora però questo documento fa parte di tutti quelli che utilizziamo per la corretta gestione del cliente.

Il Metodo Sana Finestra

Sono certo di averti dato sufficienti informazioni che ti potranno aiutare a non commettere errori.

Ora lascia che ti parli del nostro sistema di lavoro che abbiamo chiamato Metodo Sana Finestra.

Nella tua ricerca di nuove finestre incontrerai diversi venditori di infissi.

Ognuno di loro cercherà di differenziarsi dal concorrente solo attraverso la decantazione della finestra che ha pensato di venderti.

Ma in verità questo per te non farà una grossa differenza perché, come è logico che sia, non puoi avere le conoscenze tecniche necessarie a capire perfettamente la differenza tra i prodotti.

Se poi questi prodotti ti vengono presentati, come avviene nel 90% dei casi con un insieme di sigle abbreviate e di numeri, la faccenda si complica parecchio.

Non troverai mai dei riferimenti uguali e per questo le offerte non saranno confrontabili.

E’ per questo motivo che è nato il Metodo Sana Finestra, per fare effettivamente qualcosa di diverso.

Ma questa diversità non è stata pensata per farci apparire più belli e più bravi degli altri.

Non ci interessa la gara delle preferenze con i nostri concorrenti!

Ci interessa che nel marasma delle offerte tutte uguali fatte con lo stampino TU possa capire quello che ti stiamo offerendo.

Il nostro sistema infatti è scritto in modo che lo possa comprendere e leggere chiunque.

E invece di proporre un prodotto, si preoccupa prima di spiegare come è stato pensato l’intervento e quale tipo di finestra è il più indicato a soddisfare i tuoi bisogni.

Inoltre cosa che ritengo molto importante, il Metodo Sana Finestra ti spiegherà come si opererà in casa tua e cosa succederà al foro delle tue vecchie finestre durante gli interventi di sostituzione.

Bada bene che questa cosa non la fa mai nessuno.

Le offerte che riceverai parleranno tantissimo di prodotto e in merito a come dovrà essere eseguito l’intervento ti scriveranno solo “Posa in opera”, oppure “Installazione serramenti”.

Potrebbe succedere qualunque cosa alle tue vecchie finestre, oppure alla tua casa durante le operazione di sostituzione, ma tu non lo saprai fino a che non li vedrai operare.

Certo qualcuno magari te lo spiegherà a voce in show room, ma vuoi mettere averlo scritto nero su bianco in modo da poterlo verificare in fase di esecuzione dei lavori senza fraintendimenti?

Le 5 fasi principali del Metodo Sana Finestra

Per farti capire meglio in cosa è diversa Sana Finestra ecco l’elenco dei 5 passaggi che noi seguiamo sempre e che ti posso assicurare non troverai quasi mai dai miei concorrenti.

Guida
Consulenza iniziale
Check-Up Abitativo
Metodo Sana Finestra – Progettazione
Metodo Sana Finestra – Offerta economica

Non sto a spiegarti le varie fasi in questa sede perché ti terrei impegnato troppo tempo, ma se ti stai informando per sostituire le tue vecchie finestre potrai approfondirle da subito in fondo a questo articolo.

Se abiti a Como a Milano o in Brianza inizia richiedendo la nostra GUIDA GRATUITA!

Ti basta cliccare sul pulsante qui sotto in modo da avere tutte le indicazioni necessarie per ottenerla.

Già con la lettura delle Guida avrai tutti gli elementi necessari per valutare in autonomia tutto quello che ti offriranno i vari serramentisti che incontrerai.

Se quello che troverai scritto nella guida soddisferà i tuoi bisogni e per questo li vorrai approfondire, potrai richiedere una consulenza gratuita di 30 minuti direttamente con me.

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Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto!
Gianluca Ortelli

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Telaio da ristrutturazione e telaio a zeta: cosa sono?

Telaio da ristrutturazione e telaio a zeta: cosa sono?

Questo articolo è stato scritto per chi si sta muovendo per sostituire le vecchie finestre della sua casa. Se sei alle prese con visite a show room, o richieste di preventivo, non puoi non aver sentito parlare di Telaio da Ristrutturazione, o di telaio a “Z”. Questo articolo ti aiuterà a capire di cosa si tratta, e ti spiegherà i pregi e i difetti del sistema. Buona lettura!
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…“Nell’offerta che ho ricevuto si fa riferimento ad un telaio da ristrutturazione ma non mi hanno spiegato di cosa si tratta!”…

…“Mi hanno parlato di telaio a “Z” dicendomi che per il lavoro da fare a casa mia è il più indicato, è corretto?”…

Quelle che hai appena letto sono due delle frasi che sento più spesso quando parlo al telefono con dei potenziali clienti nell’ambito della Consulenza Telefonica di Sana Finestra.

Per questo ho pensato di scrivere questo articolo.

Come spero saprai, in Sana Finestra lo scopo principale è quello di aiutare le persone che devono acquistare nuove finestre a non commettere errori che potrebbero fargli peggiorare il livello di benessere dentro casa, piuttosto che migliorarlo.

Spesso infatti è difficile capire perfettamente tutto quello che viene riportato in un preventivo, sopratutto da parte di chi di mestiere non fa il tecnico serramentista.

Il motivo è molto semplice ed è legato ai software di preventivazione.

La grandi aziende che producono finestre per i rivenditori, li hanno creati ad hoc per poter comunicare efficacemente con i loro partner commerciali, che però, essendo addetti ai lavori non hanno difficoltà a capire il significato delle decine di sigle riportate nell’offerta.

Il fatto è che successivamente, per comodità, la stampa di queste offerte diventa anche quella che ricevi tu come preventivo.

In questo caso però se il disegnino colorato che rappresenta la finestra, le misure e la descrizioni di comune utilizzo sono facili da comprendere, il resto che ci trovi dentro è scritto con sigle tecniche poco chiare.

Proprio come per le grandi aziende produttrici, anche i piccoli produttori si sono dotati di sistemi di elaborazioni dei dati che li aiutano a creare in automatico le distinte di taglio dei pezzi da utilizzare per costruire le finestre.

Da questi software escono, anche in questo caso, le stampate dei preventivi che tu ricevi e che spesso ti confondono le idee e sopratutto ti mettono in grave pericolo.

Perché in grave pericolo

Perché se mai ci hai fatto caso, in fondo a tutti i preventivi che ricevi c’è lo spazio per la data e per la tua firma finalizzata a confermare l’offerta.

Quella firma messa sotto l’offerta la accetta, e accetta tutte le sigle tecniche dentro riportate che nel 90% per te sono incomprensibili.

Tra questo potrebbe esserci anche quella che specifica il “Telaio da ristrutturazione”, o Telaio a “Z”, ed ecco perché voglio spiegarti di cosa si tratta in modo che tu possa valutare se fa al caso tuo.

La definizione del telaio

La definizione del tipo di telaio è piuttosto banale, ed il nome sostanzialmente si riferisce alla forma che questo elemento ha nella sua sezione.

Immaginando di tagliare un telaio a metà e di guardarlo da sopra, questo avrà una certa forma geometrica.

Il telaio standard avrà dunque la forma molto simile ad una “L” e per questo viene classificato come “Telaio a L”.

 

Il telaio da ristrutturazione invece avrà una forma a “Z” e per questo viene classificato come “Telaio a Z”.

In oltre una cosa importante che devi sapere è che il “Telaio a Z” e il Telaio da Ristrutturazione” in pratica sono la stessa cosa!

Questo telaio ha fatto la sua comparsa sul mercato a metà degli anni ’70 con i primi infissi in alluminio, che con questa tipologia di telaio eseguivano lavori sia sulle nuove costruzioni sia sui lavori di sola sostituzione, dove andavano sopra ai vecchi telai avvolgendoli parzialmente.

Da questa pratica prese vita lo slogan “Sostituiamo i tuoi infissi senza opere murarie”.

Successivamente arrivarono sul mercato gli infissi in PVC, anche loro con la possibilità di avere in dotazione un telaio da ristrutturazione.

Gli unici che sostanzialmente non hanno mai utilizzato un telaio a “Z” sono stati i serramentisti che producevano infissi in legno.

Questo più che altro per via di un aspetto tecnico molto importante legato alla staticità dei profili.

Un telaio in legno deve poter essere assemblato con un sistema ad incastro incollato e la superficie da incollare non può essere troppo piccola al fine di dare alla colla sufficiente superficie di aggrappo.

Mentre i telai in alluminio possono beneficiare di una squadretta interna al profilo che rende più solido il sistema, anche se questo è più sottile.

Quelli in pvc infine, siccome vengono tagliati a 45 gradi e poi incollati, con l’utilizzo di un telaio a Z si ritrovano con una maggiore superficie per l’incollaggio.

I vantaggi del telaio da ristrutturazione

Il vantaggio derivante dall’utilizzo di questo telaio è una maggior velocità del lavoro, visto che in un appartamento medio la sostituzione di tutte la finestre può avvenire anche in una sola giornata.

Un altro vantaggio riguarda la pulizia del lavoro, perché andare in appoggio ai vecchi infissi senza smontarli completamente limita la polvere, eventuali macerie da smaltire e conseguenti eventuali ritocchi alla tinteggiatura delle pareti.

Quindi i vantaggi sono distribuiti al 50% tra te e il tuo fornitore.

Tu non correrai il rischio di avere troppa polvere in casa e di dover fare qualche ritocco alla tinteggiatura.

Inoltre con il telaio da ristrutturazione otterrai indubbiamente un lavoro veloce.

Mentre il tuo fornitore potrà godere di una maggior velocità di esecuzione oltre ad un azzeramento degli imprevisti di cantiere dati dallo smontaggio del telaio esistente, del quale le eventuali criticità verranno evidenziate solo una volta che sarà rimosso.

Con questo sistema il venditore potrà raddoppiare il numero di cantieri da servire mettendoci la metà del tempo rispetto a quello necessario per smontare tutto.

Presta attenzione a quanto ti ho scritto sopra in tema di polvere.

Non ho scritto che con il telaio a “Z” NON AVRAI polvere in casa!

Ho scritto che il telaio a “Z” LIMITA la polvere

La polvere quindi CI SARA’ COMUNQUE!

Sarà sicuramente minore ma non sarai mai esente da polvere durante un intervento di sostituzione dei serramenti.

Gli svantaggi del telaio da ristrutturazione

Gli svantaggi invece sono leggermente più sbilanciati a tuo sfavore.

Il primo da segnalare è indubbiamente la perdita di luce delle aperture, perché il telaio da ristrutturazione restringerà le tue finestre.

Di quanto dipenderà dal tipo di materiale con cui saranno costruite.

Se saranno in alluminio perderai almeno 7 centimetri, mentre se saranno in pvc perderai come minimo 10 centimetri.

La perdita sarà chiaramente sia in larghezza che in altezza.

Tieni presente che le misure che ti ho appena indicato non sono standard e non sono uguali per tutti i sistemi e per tutti i produttori.

Di conseguenza potrai trovare ingombri diversi da venditore e venditore, ma tieni presente che, nella media, difficilmente si starà sotto i 4/6 centimetri per lato.

Nelle foto qui sotto puoi vedere un infisso in alluminio che ha fatto perdere 5,5 centimetri per lato per quanto riguarda il solo telaio.

Nelle foto qui sotto invece puoi vedere un infisso in pvc che anche in questo caso ha fatto perdere 5 centimetri per lato.

Il secondo svantaggio riguarda le prestazioni dei serramenti installati, perché un serramento montato sopra un altro infisso, verrà sicuramente installato curando l’isolamento tra il nuovo ed il vecchio telaio che però rimarrà nella sua posizione originale.

Il problema sarà che al giunto tra il vecchio telaio e il muro, o, se presente, tra il contro telaio e il muro, non succederà nulla, a meno che il serramentista ti dichiari espressamente in forma scritta nell’offerta, che procederà a riqualificare totalmente il foro finestra.

Nel 90% dei casi però, questo non avviene mai e nessuno si preoccupa di prendere in considerazione questo particolare molto importante.

Il terzo aspetto riguarda la stabilità di tutto il sistema, perché andare ad installare un serramento su un vecchio telaio che era stato concepito per sopportare il peso di due misere ante con vetri da massimo 4 millimetri, si ritrova dopo almeno 40 anni “di lavoro”, ad avere decine di chili che dipendono dalla sua staticità e sopratutto dal suo fissaggio originale.

Più svantaggi che vantaggi?

Sembrerebbe che gli svantaggi, ben 3, anche se di poco, siano superiori ai vantaggi che sono solo 2.

Certo a questo punto dovresti valutare secondo il tuo punto di vista quali sono quelli che puoi sopportare e quelli che invece vuoi evirare a tutti i costi.

Se per te è più importante ottenere un lavoro veloce e con poca polvere mentre avere finestre più strette non ti disturba puoi accettare questo particolare.

Ma se magari hai già finestre piuttosto piccole, oppure hai una casa che gode di una buona vista, o ancora hai una casa che è piuttosto buia già con le vecchie finestre e non vuoi proprio finestre più piccole, hai poca scelta e devi per forza accettare un po’ di polvere in più.

Ma io in questa sede non posso sapere quali sono le tue necessità e i tuoi bisogni, non so quello che vuoi evitare a tutti i costi e nemmeno quello che invece potrai accettare.

Quello che ti posso dare io è solo un parere tecnico, che riguarda più che altro quello che è necessario fare al fine di fare un lavoro corretto.

Quel lavoro che ti porti reali vantaggi, che fino a qualche anno fa poteva essere definito con la frase “A regola d’arte” e che oggi invece dovrebbe rispettare la norma UNI 11673.

Qual è il mio parere tecnico

Professionalmente il mio lavoro da fornitore di serramenti deve farti migliorare la qualità e la comodità della tua casa soddisfacendo i tuoi bisogni e i tuoi desideri.

Eticamente dovrei ridurre al minimo la perdita di luce e di vista verso l’esterno delle tue nuove finestre, cosa già difficile dal momento che le finestre di nuova generazione hanno una maggiore dimensioni dei profili.

Inoltre dovrei organizzarmi in modo da limitare il più possibile la polvere dentro la tua casa e cercare di non passarci intere settimane di lavoro.

Tecnicamente dovrei darti un prodotto conforme alle disposizioni di Legge e dovrei garantire che il prodotto che ti ho venduto garantisca le sue prestazioni anche una volta installato.

Il serramento installato dovrebbe anche essere fissato in modo sicuro.

E per questi ultimi due punti devo dirti chiaramente che l’utilizzo di un sistema che prevede un telaio da ristrutturazione non potrà darti i requisiti di isolamento e di sicurezza di cui ti ho parlato sopra.

Inoltre credo che se prendi l’importante decisione di sostituire le tue vecchie finestre investendo qualche mese di stipendio, sarebbe preferibile farlo in modo che questa spesa ti porti dei vantaggi e non ti crei dei problemi.

Acquistare nuovi infissi non è come acquistare un paio di pantaloni che male che vada lasci riposti in un armadio o cambi avvalendoti del diritto di recesso.

Se ti ritrovi ad esempio con finestre che ti riducono lo spazio visivo che fai?

Se hai firmato il preventivo tecnico che hai ricevuto, così come ti ho scritto all’inizio dell’articolo, dove il venditore ti ha parlato e ti ha scritto nel contratto che avrebbe utilizzato un telaio da ristrutturazione, non potrai nemmeno dire che non lo sapevi.

Certo potresti provare a fare una contestazione, ma ammesso che tu possa dimostrare che non era chiara l’offerta che hai firmato, la risoluzione potrebbe arrivare dopo diversi anni.

E durante questo periodo le nuove finestre che peggioreranno la tua vita all’interno della casa, sicuramente rimarranno al loro posto per troppo tempo.

Il Metodo Sana Finestra

Partiamo da un presupposto, se entri in contatto con Sana Finestra il materiale con cui saranno costruite le tue finestre è irrilevante.

Ripeto spesso che “Il prodotto è importante ma non è fondamentale!”

Quello che invece sarà blindato e non potrà essere modificato o negoziato e il metodo di installazione che con noi, salvo rarissimi casi che rappresentano meno di un 1% dei lavori che eseguiamo, prevede sempre un telaio a “L” con smontaggio completo dei vecchi infissi.

Potrà capitare che si utilizzi un telaio a “Z” ma solo per particolari esigenze estetiche di rifinitura, perché il telaio da ristrutturazione si presenta come una cornice, ed in certi casi e molto più gradevole alla vista.

Ma il suo utilizzo da pare di Sana Finestra avverrà solo se questo non restringerà troppo il vano del vecchio serramento, e sempre e comunque rimuovendo il vecchio telaio esistente.

Per farti capire, se ho un serramento esistente che è posizionato a filo muro interno, nella maggior parte dei casi utilizzando un telaio a “Z” si riuscirà ad avere una finitura interna più gradevole e più elegante.

Inoltre questa soluzione aiuterà a compensare la maggiore sporgenza del nuovo telaio verso l’interno dovuta al fatto che le finestre di nuova concezione sono molto più spesse di quelle di 40 anni fa.

Come hai letto si tratta di un caso particolare e non di una prassi, ed è comunque motivato da elementi oggettivi e sopratutto da un progetto di intervento che dovrebbe essere alla base del lavoro di ogni serramentista.

E a proposito di quanto scritto sopra non so se lo sai, ma il primo step di intervento per chi entra in contatto con noi è la progettazione dell’intervento di sostituzione degli infissi partendo dal nostro Check-Up Abitativo.

Con il Check-Up Abitativo faremo un’analisi della situazione esistente, dei desideri che vuoi soddisfare e dei risultati che vuoi ottenere, del tipo di casa in cui vivi e delle sue caratteristiche costruttive.

Ricordi prima quando ti ho parlato di quello che vuoi ottenere, di quello che sei disposto a sopportare e di quello che non potresti mai accettare a livello di risultato e di disagio?

Ecco, con il Check-Up Abitativo noi potremmo capire perfettamente tutto quello che ti ho appena descritto.

Capiremo bene cosa vuoi ottenere, in che contesto abitativo dovremmo operare, individueremo il tipo di infisso più adatto ai tuoi bisogni e il migliore metodo di installazione da utilizzare.

Proprio per aiutarti nel migliore dei modi è nata Sana Finestra ed il Metodo Sana finestra, un sistema che prevede dei passaggi molto semplici.

Una prima CONSULENZA TELEFONICA di 30 minuti, il CHECK-UP ABITATIVO,  e infine la PROGETTAZIONE della riqualificazione del foro finestra.

Il vantaggio per te è che questo sistema di progettazione ti darà un manuale delle istruzioni che ti aiuterà a capire meglio come qualunque azienda di serramenti dovrà lavorare a casa tua per portarti i vantaggi che desideri.

Se vuoi approfondire questi concetti, o se vuoi capire meglio come non commettere errori ecco la nostra ricetta.

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Dopo questo passaggio, potrai richiedere la TUA CONSULENZA di 30 minuti direttamente con me.

Se ce ne saranno le condizioni e se Sana Finestra avrà la soluzione adatta a te allora potremmo procedere con il nostro Check-Up Abitativo.

Tieni presente che, per semplificare, in prima battuta a noi NON interessa venderti le nostre finestre, ma ci interessa in primis metterti nelle condizioni di avere tutte le informazioni necessarie per poter capire come si dovrà intervenire al fine di farti ottenere i benefici di cui hai bisogno.

Con il nostro Metodo non facciamo i venditori, ma i consulenti.

E con la Guida di cui ti ho scritto qua sopra ti offriamo certamente un aiuto semplice concreto e gratuito.

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Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto!
Gianluca Ortelli

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Vecchie finestre: meglio ristrutturarle oppure sostituirle?

Vecchie finestre: meglio ristrutturarle oppure sostituirle?

Che differenza c'è tra una vecchia ed una nuova finestra? Spesso mi chiedo come il comune “uomo della strada” valuti la differenza tra un vecchio e un nuovo infisso. E me lo chiedo anche perché moltissime persone sono convinte che le loro vecchie finestre siano ancora belle e che sia meglio restaurarle piuttosto che cambiarle. Ho quindi pensato di scrivere un'articolo per spiegarti i benefici di un possibile restauro delle tue vecchie finestre piuttosto che quelli di una loro sostituzione. Buona lettura!
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Fondamentalmente quando mi sono messo a scrivere questo articolo non ero molto convinto della sua utilità.

Sostanzialmente mi sono chiesto: “come potrà essere utile a qualcuno un articolo che evidenzia le differenza tra vecchie e nuove finestre su un blog di un’azienda che vende infissi?”

Forse ti sembrerà strano ma se sei qui, se ti stai informando su questo blog, molto probabilmente la tua intenzione è quelle di procedere con la sostituzione dei tuoi vecchi serramenti e non hai bisogno di essere convinto a farlo.

Quindi che senso potrebbe avere questo spot al mio lavoro di sostituzione di vecchie finestre?

Lo avrebbe solo se fossimo su un blog ad esempio di un’azienda specializzata in climatizzazione dove ti spiegherebbero che è inutile potenziare l’impianto di riscaldamento e di raffreddamento in una casa con finestre altamente disperdenti.

Nel caso ti trovassi su un blog simile al fine di poter capire come poter avere più calore nella tua casa gelida, sfogliando gli articoli del blog potresti imbatterti in un articolo come questo.

E leggendolo scoprirai che per migliorare il benessere climatico dentro la tua casa, un passo importante potrebbe essere appunto quello di renderla meno dispersiva cambiando le finestre.

Eppure a dire il vero il mio pensiero è che capire quali sono le differenze tra vecchi e nuovi infissi sia comunque importante e ti possa aiutare a prendere in considerazione dei particolari che non ti erano venuti un mente prima.

Inoltre ti aiuterebbe a focalizzare meglio tutte le possibilità aggiuntive che potresti ottenere abbinandole al motivo principale che ti ha fatto scattare la molla per procedere con questa importante decisione.

Conviene restaurare!

“Ma come Gianluca, mi hai appena fatto un’introduzione sul fatto che c’è una differenza tra infissi vecchi e infissi nuovi ed ora titoli questo paragrafo  Conviene Restaurare”?

Sono più che sicuro che hai appena pensato questo!

E infatti ti capisco, ma il titolo che ho scritto sopra mi è venuto in mente perché ultimamente vedo spesso delle campagna pubblicitaria di aziende che si occupano solo di riportare a nuova vita la vecchie finestre.

Le ritirano, le sverniciano, le riparano e le riverniciano rendendole come nuove.

Con il risultato che alla fine del processo tu avrai in casa sempre finestre che definire giurassiche è riduttivo.

Perché in fin dei conti non mi capacito di come possano esserci ancora appartamenti, tutt’ora abitati, che hanno finestre costruite più di 100 anni fa, e non capisco come non si possa prendere in considerazione di sostituirle.

Certo magari adesso protrai obiettare che “non tutti possono permettersi di sostituire gli infissi”, e posso anche dati ragione, ma senza generalizzare credo che un intervento sugli infissi non sia certo considerabile come una spesa superflua.

Per questo mi viene il dubbio che manchi la percezione dell’innovazione, del miglioramento del benessere abitativo dato dalla sostituzione dei serramenti e per questo credo che la considerazione che viene fatta tra infissi vecchi e infissi nuovi è solo puramente estetica.

E in tema di estetica ecco che tenersi le proprie vecchie finestre che però, totalmente rinnovate sono belle da vedere e sembrano “ancora nuove” possa farti pensare di aver fatto bingo.

"Cosa le cambio a fare!", "Sono ancora belle!", "Possono durare ancora qualche anno!"

Hai mai pensato e pronunciato questa frase?

Se lo hai fatto molto probabilmente l’azienda che restaura è quella che fa per te, anche se sul fatto che sia conveniente non sono del tutto d’accordo.

Si lo so cosa stai pensando, “Certo Gianluca, è normale che tu non sia d’accordo, dal momento che se tutti restaurano tu non vendi più finestre!”.

E’ chiaro che per me, che campo vendendo infissi sentirmi dire che restaurare i vecchi serramenti sia meglio non è certo un motivo per essere contento.

Ma il mio lavoro non è quello di fare il semplice venditore piazzista che deve a tutti i costi perorare la sua causa.

Non so se lo sai ma il mio ruolo principale nei confronti delle persone che entrano in contatto con Sana Finestra in primo luogo è quello di consulente.

Mi occupo di finestre da più di 30 anni e le conosco molto bene, le ho viste crescere, se così si può dire usando una metafora molto in voga.

Quando ho iniziato la lavorare in laboratorio con mio padre a metà degli anni ’80, le finestre avevano appena subito una prima grande rivoluzione.

Erano appena passate da semplici telai in legno con all’interno un vetro spesso solo 4 mm e con nessun elemento che potesse fermare l’aria tra il telaio fisso e quello apribile, ad avere una guarnizione tra anta e telaio ed il vetro doppio con una camera d’aria isolante all’interno.

Inoltre lo spessore dell’infisso era aumentato di circa 10 millimetri per poter consentire di contenere un vetro di almeno 20 mm.

Vivo in una zona dove i paesi sono di origine medioevale, e quasi tutte le case hanno al loro interno un camino, quando negli anni ’80 sostituivamo le vecchie finestre con quelle nuove, la prima cosa che ci veniva segnalata era che il camino, che prima era perfettamente funzionante, smetteva di esserlo e cominciava a fare fumo.

Le nuove finestre con la guarnizione in gomma tra anta e telaio, impedivano l’ingresso di aria che aiutava a creare quella corrente che consentiva al camino di bruciare bene e di mandare il fumo verso l’alto.

Gli anni ’80 furono un primo passo verso un sistema di chiusura della casa attraverso le finestre che cominciò a renderle più protette dal punto di vista della dispersione termica e delle infiltrazioni di aria.

I giorni nostri

Al giorno d’oggi però quel salto di qualità della vita all’interno della casa dato dalle finestre immesse sul mercato negli anni ’80 è ormai ampiamente superato.

Ora le finestre hanno come minimo 2 guarnizioni e in alcuni modelli arrivano anche a 4 guarnizioni.

Ora il vetro come minimo ha una spessore di 24 mm e lo spessore minimo di un infisso base non è mai meno di 70 mm.

Le performance di questi nuovi serramenti sono anni luce più avanti di quelle degli anni ’80.

Credi davvero che restaurando le tue vecchie finestre sia conveniente?

Riparare una vecchia finestra, facendo in modo che chiuda correttamente senza sfregare da qualche parte, renderla esteticamente gradevole riverniciandola, o addirittura riparando qualche pezzo che negli anni si può essere danneggiato avrà solo ed esclusivamente un valore affettivo.

Non ti porterà un risparmio energetico, non esalterà i precedenti pregi, che saranno comunque pochi, e non ne eliminerà i difetti sicuramente molti di più.

Certo è possibile pensare di inserire un doppio vetro e una guarnizione nelle vecchie finestre, ma personalmente la ritengo una spesa inutile e nel tempo poco redditizia.

Inoltre se stiamo parlando di restauro, andare a modificare il vecchio infisso per poter fare queste due lavorazioni, spesso rovina l’estetica originale e non è certo configurabile come un restauro.

Perché è una spesa inutile

Se nel tuo garage ci fosse una normalissima utilitaria che ha 20 anni, ti sembrerebbe logico andarci ad installare un motore di una Lamborghini?

Immagino di no, perché ammesso che ci entri nel cofano, sarebbe impossibile poterlo utilizzare al meglio e sopratutto in sicurezza.

Ecco lo stesso vale per le vecchie finestre!

Nelle finestre prodotte fino agli anni ’80, quelle senza guarnizione per intenderci, tra anta e telaio si lasciava pochissimo spazio per fermare un po’ l’aria che entrava.

L’anta ed il telaio quindi quasi si toccavano e per questo andare a inserire un elemento che faccia spessore come è il caso di una guarnizione, andrebbe a ostacolare la corretta movimentazione delle ante creando un attrito sulle cerniere che consentono l’apertura e la chiusura.

Questo, nel tempo, porterà a creare problemi in chiusura ed in apertura delle finestre.

L’inserimento di un vetro doppio con camera isolante poi, necessità di alcune lavorazioni.

Per prima cosa il vetro, per essere effettivamente isolante dovrebbe avere almeno una camera da 12 mm di spessore il che porta lo spessore totale del vetro ad almeno 20 mm.

Installarlo su una serramento anni ’70 da 50 mm, o peggio ancora prodotto prima degli anni’ 60, da 40 o al massimo 45 mm, necessita di una completa fresatura del vano di alloggiamento dello stesso e di conseguenza dell’applicazione di ferma vetri sia interni che esterni.

Capirai che l’estetica originale qui va a farsi benedire e che la questione affettiva che molti tirano in ballo per non prendersi la responsabilità di intervenire migliorando il loro benessere abitativo sia pretestuosa.

Se poi il serramento originale non è in colore pastello, e cioè bianco, grigio, ecc., ma è in color legno, i ferma vetro che verranno applicati si faranno notare da metri di distanza per la loro differenza di colore.

Infine, serramenti che hanno come minimo 40 anni, o magari anche molti di più, con l’applicazione di un peso di almeno 20 kg al metro quadro non potranno garantire la sicurezza di poter reggerne il peso nel tempo.

Concludendo

Credo che ormai ti sia chiaro che tra vecchie e nuove finestre la differenza sia notevole.

Lo è sia in termini di prestazioni e che in termini di estetica ed ingombri.

Per questo la tua riflessione e la tua attenzione si devono concentrare su una considerazione fondamentali e cioè qual è il tuo obiettivo finale.

Se l’obbiettivo è semplicemente estetico o affettivo allora potrebbe vale la pena considerare di procedere con un restauro previa verifica delle funzionalità e delle condizioni statiche dell’infisso esistente.

Ma in questo caso senza alterare la natura costruttiva della finestra originale e di conseguenza lasciando da parte l’applicazione di guarnizioni e l’installazione di un doppio vetro.

Se invece l’obiettivo è quello di migliorare il tuo benessere e il tuo confort dentro casa, riducendo anche la spesa per il riscaldamento, allora la sostituzione è indubbiamente la più indicata.

Chiaramente tra le due opzioni ci sarà da fare anche una valutazione dei costi.

In proporzione restaurare le vecchie finestre costerà probabilmente meno, rispetto al sostituirle.

Inoltre sostituirle, facendo un intervento corretto dal punto di vista tecnico, deve necessariamente prevedere l’eliminazione dei vecchi telai fissi e questo, seppur senza demolire la casa, comporta un minimo di disagio da dover mettere in conto.

Ricordati che ottenere sia il vantaggio estetico originale, sia il benessere abitativo conseguente ad un risparmio energetico, andando semplicemente a restaurare un vecchio infisso è impossibile.

Sana Finestra restaura o sostituisce?

Immagino già tu conosca la risposta alla domanda qui sopra, ma te la voglio motivare meglio.

Fin da quando lavoravo in falegnameria con mio papà e producevamo serramenti non ci siamo mai dedicati al restauro.

Le nostre finestre in legno, quelle che producevamo noi, nel momento in cui avevano necessità di essere riverniciate venivano affidate alle sapienti mani di un’impresa di pittura e noi non intervenivamo mai.

Poteva capitare che ci veniva chiesta di fare una riparazione, magari per sostituire una parte danneggiata, ma dopo averla lavorata, la finestra veniva poi dipinta o dal proprietario stesso, o da un suo imbianchino di fiducia.

Quindi oggi, a maggior ragione, andare a restaurare vecchi infissi non fa parte delle nostre competenze.

Cosa fa Sana Finestra

In poche parole Sana Finestra aiuta le persone a migliorare la qualità e la comodità della loro casa attraverso la sostituzione delle finestre.

Lo fa partendo dalla verifica dei bisogni delle persone che si stanno documentando per che hanno intenzione di procedere con il cambio dei serramenti, attraverso una prima consulenza telefonica gratuita, che di norma faccio io o un membro del mio staff.

Successivamente, in funzione dell’esito della consulenza, si potrà procedere con un approfondimento dei concetti e con una valutazione tecnica della casa del cliente e delle sue vecchie finestre al fine di individuare e comporre il tipo di serramento più adatto.

Questa verifica si chiama Check-Up Abitativo e ti dico subito che non è per tutti.

Il Check-Up Abitativo non è ne un preventivo ne tanto meno un sopralluogo finalizzato a fare le misure delle vecchie finestre.

La parola stessa Check-Up, ti può già far capire che si tratta di un’analisi approfondita del contesto in cui si dovrà lavorare.

Non posso certo spiegartelo per filo e per segno in questo articolo, perché mi ci vorrebbero pagine e pagine, dal momento che racchiude il lavoro di diversi anni di studio e sperimentazione.

Ma quello che voglio sottolineare è che se sei alla ricerca di un semplice preventivo per fare un confronto, o per avere un’idea indicativa di quanto ti possa costare sostituire le finestre, il Check-Up Abitativo, e Sana Finestra in generale, non sono l’azienda giusta per te.

Anche se sei alla disperata ricerca di finestre e hai tra le mani più di 3 preventivi dei quali non sei convinto, e la cui conseguenza ti spinge a cercare un ulteriore parametro di confronto, Sana Finestra non fa per te.

Per chi è allora Sana Finestra?

Il presupposto iniziale con il quale Sana Finestra è stata fondata è quello di aiutare le persone nel loro percorso di ricerca di nuovi serramenti.

Se sei tra quelli che ha in mano 3 preventivi e non hai ancora preso una decisione, i motivi per quanto mi riguarda possono essere solo questi tre.

Il primo è che non ci stai capendo nulla di quello che c’è scritto su quelle 2 o 3 pagine di offerta che hai ricevuto

Il secondo è che l’importo dei preventivi che hai in  mano ti sembra troppo caro e quindi vuoi trovare qualcosa che costi di meno.

Il terzo è che anche se le tre offerte che hai ricevuto rientrano nel tuo budget, in ognuna delle tre aziende contattate per ottenere i preventivi, c’è qualcosa che non ti convince.

Bene allora devi sapere che Sana Finestra potrà aiutarti a chiarire i tuoi dubbi attraverso la Consulenza Telefonica Gratuita di cui ti ho parlato prima.

E allo stesso modo, come detto in precedenza, se ce ne saranno le condizioni si potrà eventualmente procedere con il Check-Up Abitativo che porta alla predisposizione del Metodo Sana Finestra.

Ma passare dalla Consulenza, al Check-Up Abitativo e al Metodo Sana Finestra non è automatico, non è obbligatorio e, come già detto, non è per tutti.

C’è un ultimo passaggio, o meglio, in ordine cronologico, è il primo che puoi fare, ed è quello di richiedere subito la nostra GUIDA GRATUITA cliccando sul pulsante qui sotto.

Con la nostra Guida avrai da subito un aiuto concreto su come orientarti nel complicato mondo delle finestre.

Circa 108 pagine, che ho scritto personalmente nel modo più semplice possibile, al fine di agevolarti e di non confonderti le idee con complicati particolari tecnici.

La Guida ti svelerà quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

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Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto!
Gianluca Ortelli

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Vetri Selettivi: quando è utile usarli?

Vetri Selettivi: quando è utile usarli?

Il vetro selettivo può essere un ottimo alleato per il benessere della tua casa nell'ambito di installazione di nuove finestre. Tuttavia l'utilizzo di questo vetro deve essere fatto in modo oculato e a seguito di un'attenta progettazione preliminare. In questo articolo ti spiegherò quali sono le situazioni più indicate per l'utilizzo di questo tipo di vetro. Buona lettura!
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Vetro selettivo si o vetro selettivo no?

Questo è una delle domande che spesso mi fanno nella prima consulenza telefonica che erogo con Sana Finestra.

Per questo motivo, visto che l’argomento vetro è molto dibattuto, ho pensato di scrivere questo articolo in modo da poter dare indicazioni utili a chi deve acquistare nuove finestre.

Sono sicuro che se sei andato a farti un giro tra qualche rivenditore di infissi, anche a te avranno parlato di vetro selettivo.

Così come se hai cominciato solo a navigare in rete, avrai trovato tantissime opinioni spesso contrastanti riguardo a questo tipo di vetro, quindi posso immaginare che tu abbia un po’ di confusione e che non riesca a capire se questo elemento è effettivamente utile oppure no.

Dal momento che il vetro ricopre un ruolo fondamentale in una finestra conoscere le caratteristiche di questa tipologia di vetro ti aiuterà a capire meglio quello che ti propongono i vari serramentisti che incontrerai.

Anche perché spesso si assiste ad un indiscriminato uso di questo vetro da parte di venditori che definire improvvisati e piuttosto riduttivo.

Cos'è il vetro selettivo

Comincio con il dirti che commercialmente potrai trovare diverse definizioni per un vetro di questo tipo.

Le più comuni sono “selettivo”, “4S”, o “4 stagioni”.

Sostanzialmente si tratta dello stesso tipo di vetro a cui vene dato un nome diverso semplicemente per un motivo commerciale.

Il vetro selettivo ha principalmente la funzione di impedire che il calore del sole entri nella tua casa surriscaldando troppo gli ambienti.

Tieni presente che non esiste un obbligo legislativo di utilizzo di questo tipo di vetro mentre invece ad esempio, dal 2008 in Lombardia l’utilizzo del vetro basso emissivo è obbligatorio.

O meglio, in verità un obbligo di Legge esiste e riguarda tutte le finestre particolarmente esposte al sole che non sono dotate di nessun tipo di sistema oscurante.

Ho già avuto modo di spiegare le differenze tra un vetro selettivo e un vetro basso emissivo in un precedente articolo che puoi trovare QUI.

Quello che voglio dirti oggi è cercare di spiegarti in modo semplice quando è utile un vetro selettivo e quando invece è meglio non utilizzarlo.

Infatti ultimamente questo elemento viene utilizzato un po’ a sproposito e dal momento che è un vetro che serve principalmente a mitigare i raggi del sole, molti pensano che, se si vive in una casa è piuttosto esposta al sole, il suo utilizzo sia la miglior soluzione.

Inoltre la definizione commercialmente “4S”, ovvero quattro stagioni, fa apparire agli occhi di chi la legge che si tratti di un vetro utile tutto l’anno.

Tanto è vero che molti serramenti propongono il vetro selettivo come plus alla vendita delle proprie finestre, senza preoccuparsi di come all’interno della casa del loro cliente queste finestre sono orientate.

L'orientamento è importante

A volte infatti mi è capitato di trovare venditori di serramenti che hanno emesso preventivi con vetro selettivo per finestre esposte a nord, il che è completamente inutile dal momento che a nord il sole non c’è e non ci sarà mai.

Questo accade sostanzialmente per il motivo che ripeto spesso e cioè che nel 90% dei casi il venditore di finestre si preoccupa di vendere ciò che gli fa comodo e non ciò che è utile al cliente.

E’ chiaro che il presupposto di base per cliente finale è che passare da una vecchia e malconcia finestra, ad una nuova e performante è già qualcosa di utile, ma deve essere altrettanto chiaro che la sua comodità dovrà essere calibrata in modo da portare reali vantaggi e prevenire i problemi conseguenti ad un acquisto sbagliato.

Infatti, come ripeto spesso, non è detto che una finestra qualsiasi vada bene per chiunque.

Banalmente parlando, la finestra è un insieme di telaio e vetro che combinati tra loro contribuiscono a creare l’infisso più adatto ai bisogni che l’acquirente vuole ottenere.

Perché non so se lo sai, ma per ogni tipo di casa, per ogni stile di vita che si conduce dentro casa, per quante persone abitano una casa, ci può essere una finestra più adatta rispetto alle altre.

Una finestra non è un semplice elemento per chiudere un vano nel muro, e non è nemmeno un soprammobile che si acquista e che si mette un po’ dove capita per abbellire esteticamente un ambiente.

La finestra è un elemento da costruire in modo personalizzato combinandone gli elementi, deve proteggere dal freddo invernale e dal caldo estivo e deve consentire di far entrare la luce necessaria all’interno della casa per farci vivere correttamente.

Molte persone, sopratutto tra i venditori di infissi, queste cose non le capiscono e non gli interessano.

Rapporti ero illuminanti

Ad esempio, non so se lo sai ma se la tua casa non è stata costruita prima del dopoguerra, chi l’ha progettata avrà dovuto valutarne i rapporti aero illuminanti, che banalmente vuol dire calibrare la quantità e la misura delle finestre, per consentire l’ingresso di una certa percentuale di luce in relazione alle dimensioni della stanza che andrà a servire.

Nonostante questo, molti miei colleghi, non tengono per niente conto di questo particolare, tanto è vero che ogni anno installano centinaia di serramenti con telaio da ristrutturazione, o telaio a Z, restringendo le finestre esistenti in barba all’apporto di luce necessario.

Allo stesso modo propongono vetri selettivi a caso, solo perché magari sono in promozione, o solo per far percepire una differenza di trattamento al potenziale cliente rispetto agli altri concorrenti, in modo da assicurarsi la vendita.

Quando usare un vetro selettivo

Vediamo allora in quali casi il vetro selettivo è più indicato.

Non so se lo sai ma i punti più critici in cui il sole non perdona e che di conseguenza possono essere meritevoli di avere finestre dotate di vetro selettivo sono le finestre esposte ad est o ad ovest.

Queste posizioni nelle stagioni intermedie cioè primavera e autunno dove il sole è piuttosto basso, si ritrovano molto colpite dai raggi UV del sole.

In verità capita lo stesso anche in estate, perché anche se leggermente spostato rispetto al preciso punto cardinale, il sole sorgendo e tramontando, è sempre basso all’orizzonte e per questo penetra direttamente in casa.

Per correttezza di informazione se nelle stagioni intermedie ed in inverno, come detto prima, il sole sorge ad est e tramonta ad ovest, mentre in estate il sole sorge a nord est e tramonta nord ovest.

Poter schermare il sole che entra direttamente in casa da finestre posizionate dunque ad est o a ovest potrebbe essere molto funzionale perché eviterebbe il surriscaldamento dell’abitazione.

Ma anche in questo caso occorre fare delle distinzioni molto importanti.

Potresti infatti erroneamente pensare a questo punto che se la tua casa paradossalmente avesse 4 finestre orientate ognuna ai quattro punti cardinali il gioco sia semplice.

Avresti infatti una finestra a nord, una a est, una a sud e una a ovest e potresti essere tu stesso a suggerire, o addirittura a pretendere, che il rivenditore di infissi a cui ti rivolgerai ti metta ad esempio vetri selettivi sulla finestra a est e sulla finestra a ovest.

E se conosco bene i miei polli, cioè i miei competitor, sono più che sicuro che accoglieranno le tue richieste con molta soddisfazione e che prevederanno di corredare le finestre all’interno dell’offerta esattamente del vetro che gli avrai chiesto.

Si tratta del concetto “il cliente ha sempre ragione”, e poi, se chiede qualcosa che costa di più perché non accontentarlo?

E sono altrettanto sicuro che nessuno dei venditori ai quali farai questa richiesta si preoccuperà mai di verificare se effettivamente i vetri che tu hai richiesto sono necessari oppure no.

E sai perché ne sono così sicuro?

Perché semplicemente sono venditori e non sono consulenti!

La differenza tra consulenti e venditori

Se fossero consulenti non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirgli che vetro vuoi, perché sarebbero loro in prima battuta a gestire il rapporto con te con una prima fase di consulenza, nella quale raccolgono in parte dei dati che potrebbero portare a darti le indicazioni necessarie sui vetri da utilizzare.

Ma purtroppo per te la maggior parte dei serramentisti o sono semplici venditori, o sono semplici produttori prodotto centrici.

I primi hanno un solo scopo e cioè vendere ciò che più gli fa comodo a prescindere e nel minor tempo possibile.

I secondi hanno il solo scopo di innalzare su un piedistallo ciò che loro producono, ubriacandoti con discorsi sulla qualità e screditando qualsiasi altro prodotto della concorrenza.

Il consulente invece, a differenza degli altri due, intervista, indaga, ragiona, seleziona e propone qualcosa di utile e personalizzato che gli altri non fanno.

Scegli tu con chi vuoi avere a che fare.

Ma tornando a noi e al fatto che tu possa poter avere da subito le idee chiare, tanto da pretendere in autonomia di farti corredare le finestre esposte ad est e ad ovest di vetri selettivi, ci sono dei parametri fondamentali di cui devi tenere necessariamente conto.

Quali sono questi parametri

Il primo parametro da considerare è quali sono i locali che affacciano a questi punti cardinali.

Se ad est e ad ovest hai camere da letto, dove quindi non ci vivi di giorno, il vetro selettivo non ti serve.

Tieni presente che il vetro selettivo, sopratutto se triplo, è un vetro più scuro rispetto agli altri e per questo toglie luce agli ambienti.

La camera da letto non la vivo di giorno, e in estate o nelle mezze stagioni posso tranquillamente tenerla chiusa con i sistemi oscuranti, che siano essi tapparelle oppure persiane, in modo da ottenere un effetto meno surriscaldante e più efficace rispetto a quello del vetro selettivo.

Di contro potrebbe inoltre capitare che in inverno tu sia ammalato e che debba passare del tempo a letto, in quel caso avere un vetro che favorisca il passaggio di quel poco sole che sbatte sui vetri, contribuirebbe a migliorare il comfort interno.

Oltretutto non essendo selettivo questo vetro non sarà scuro e lascerà passare più luce e per questo sarebbe certamente più indicato.

Detto questo, e verificato ad esempio che ad est o ad ovest tu non abbia delle camere, ma ad esempio il soggiorno o la cucina, passiamo al parametro successivo.

Il secondo parametro da verificare è capire ciò che circonda la tua casa.

Se hai infatti altre costruzioni vicine oppure della vegetazione importante vicina, o degli alberi ad alto fusto che in qualche modo aiutano ad ombreggiare le finestre esposte ai punti più critici, l’utilizzo di un vetro selettivo può essere tranquillamente evitato.

Stessa cosa vale nel caso tu abbia un porticato, o una tettoia davanti a casa, che possa aiutare ad abbattere i raggi solari.

Con questi elementi più che vetri selettivi ti servono vetri che lascino passare più luce possibile.

In questo caso il vetro selettivo sarebbe inutile e anzi peggiorativo.

Il terzo parametro di cui devi tenere conto è la dimensione delle finestre.

Chiaramente se hai delle finestre molto grandi, come ad esempio quelle panoramiche, che sono molto più grandi di quelle necessarie ad assicurare il minimo rapporto aero illuminante, può essere fondamentale avere un vetro selettivo, perché la superficie vetrata che accoglie i raggi del sole, essendo molto ampia, può crearti un effetto serra molto fastidioso.

Se però ad esempio hai il soggiorno esposto ad ovest senza nessun tipo di ombreggiatura o di sistema oscurante all’esterno, in piena estate quando il sole tramonta, avere un vetro selettivo ti può aiutare a contenere ulteriormente il calore in quella posizione.

Anzi se proprio si vuole essere precisi, una situazione come quella appena descritta, rivolta al sole, dove si ha un serramento senza nessun tipo di sistema oscurante, deve essere obbligatoriamente gestita per Legge con un vetro che abbia un rapporto tra trasmissione luminosa e riflessione solare di 70/35.

Per spiegarti meglio, il dato “70”, rappresenta la percentuale di luce che entra in casa tua e che quindi sarà del 70%.

Mentre il dato “35”, rappresenta la percentuale di calore che passa dal vetro e che quindi entra in casa tua.

Se questi dati non ti dicono nulla di che, e non sai come interpretarli, devi sapere che un vetro standard, basso emissivo, utilizzato dalla maggioranza dei venditori, di base si attesta su un rapporto di 80/59 di media.

Quindi un vetro standard basso emissivo lascia passare l’80% di luce e il 59% del calore.

L'importanza del progetto preliminare

Come puoi ben immaginare non è semplice dare una valutazione standardizzata sull’utilizzo di un vetro selettivo e per fare una previsione corretta è necessaria un’attenta valutazione preliminare.

Ecco perché è difficile che tu possa trarre vantaggio da un’offerta fatta da un serramentista eseguita completamente d’ufficio e cioè fatta sulla base di misure che gli fornisci tu chiedendo “un preventivo di massima”.

In questo caso non mi sento nemmeno di definirlo un preventivo, ma se proprio vogliamo dargli una definizione lo chiamerei più che altro un elenco prezzi.

Senza una vera e propria azione di monitoraggio e di valutazione della tua casa non è possibile redigere un preventivo, né di massima, né stimato.

E nemmeno un sopralluogo fatto solo per prendere le misure potrà esserti utile.

Sulla base di questo ho creato il Metodo Sana Finestra, un sistema che fino ad almeno il 2008 non era necessario.

Da quell’anno infatti è stato introdotto l’obbligo di utilizzo del vetro basso emissivo al fine di contenere la dispersione termica invernale.

Questo a portato indubbiamente dei benefici a livello di risparmio energetico invernale, ma di contro ha generato un effetto contrario nei mesi estivi, dove il calore del sole che entrava in casa e che veniva trattenuto da questi nuovi vetri, costringeva ad un uso massiccio dei condizionatori, dilapidando il risparmio economico accumulato in inverno.

Da qui la corsa ai ripari da parte degli ingegneri che si occupavano di progettare le vetrate isolanti che hanno portato a creare, diversi anni dopo, il vetro selettivo.

Il problema è che in pochi tra i serramentisti si sono adattati al cambiamento, e non hanno hanno preso minimamente in considerazione che il vetro da semplice vetro camera era diventato un elemento in grado di modulare calore invernale, oppure estivo, oppure entrambi, oppure la luce.

Cosi come i profili finestra sono diventati man mano più sofisticati, uniti a queste nuove vetrate le prestazioni degli infissi sono diventate maggiori e sopratutto modulabili.

Cosicché se nel 2005 una finestra era pur sempre una finestra, e tutte si assomigliavano differenziandosi solo per spessore del materiale e colore del profilo e tipo di maniglia, oggi il confezionamento delle finestre modulandone gli elementi diventa basilare e chi, da venditore non lo prende in considerazione è da evitare a prescindere.

Il Metodo Sana Finestra

Non so se lo sai, ma proprio per confezionare ad hoc la finestra più adatta a te Sana Finestra come primo step di intervento rivolto alle persone che entrano in contatto con noi, prevede la progettazione dell’intervento di sostituzione degli infissi.

Lo facciamo attraverso il Check-Up Abitativo, che fa un analisi della situazione esistente, dei desideri che vuoi soddisfare e dei risultati che vuoi ottenere, del tipo di casa in cui vivi e delle sue caratteristiche costruttive.

Senza Check-Up Abitativo non procediamo, per cui se pensi di contattarci e di mandarci la lista misure per farti fare un preventivo, sappi che ti risponderemo che non è possibile.

Voglio sottolineare e farti notare questo passaggio, ho scritto ti risponderemo che non è possibile!

E sai perché lo ritengo importante?

Semplicemente perché per noi è importante aiutarti e farlo può voler dire anche rispondere semplicemente no!

Personalmente ed eticamente lo ritengo più corretto perché non so se lo sai, ma nella nostra categoria vige la regola che se qualcosa è scomodo o non interessa, è più semplice far finta di nulla e nemmeno rispondere.

Oppure fare un’offerta semplice a mo di elenco prezzi e poi si vedrà.

Se tu accetterai l’offerta poi si verificherà se procedere oppure se rimettere in discussione tutto con la scusa dell’imprevedibile, dal momento che il preventivo è uscito sulla base di dati forniti da te e che non si è potuto verificare se non dopo un sopralluogo fatto a lavoro acquisito.

Saresti contento di tutto questo?

E lo sai che succede nella maggior parte dei casi in cui si procede con una richiesta di preventivo di massima?

E per questo motivo, oltre che per quelli che ti ho elencato sopra che ho progettato il Metodo Sana Finestra.

I passaggi sono molto semplici, e vanno dalla prima Consulenza Telefonica gratuita di 30 minuti, al Check-up Abitativo, alla Progettazione della Riqualificazione del Foro Finestra.

Il vantaggio per te è che questo sistema di progettazione ti darà una specie di manuale delle istruzioni che ti dirà in modo semplice quale sarà il sistema di intervento più adeguato e che ti aiuterà a capire meglio come chiunque dovrà lavorare a casa tua per portarti i vantaggi che desideri.

Naturalmente ti fornirà tutte le indicazioni circa il tipo di vetro più adatto per ogni finestra della tua casa, perché come ti ho già spiegato prima, in funzione dell’esposizione solare ti servirà un vetro diverso.

Quindi ora riprendi il preventivo che hai fatto fare, leggilo attentamente, e se riesci ad interpretare le innumerevoli sigle tecniche presenti, sono piuttosto convinto che ti troverai a realizzare che ti è stato messo lo stesso vetro su tutte le finestre.

Ora, se queste finestre non sono paradossalmente esposte tutte sulle stesso lato, straccia pure l’offerta e ricomincia da capo perché ciò che hai in mano è inutile.

E se vuoi approfondire questi concetti, o se vuoi capire meglio come non commettere errori ecco la nostra ricetta.

Richiedi la nostra GUIDA GRATUITA cliccando sul pulsante qui sotto in modo da avere subito un aiuto concreto su come orientarti nel complicato mondo delle finestre.

Dopo questo passaggio, se vorrai, potrai richiedere una Consulenza Telefonica Gratuita di 30 minuti direttamente con me.

Se ce ne saranno le condizioni, e se Sana Finestra avrà la soluzione adatta a te, allora potremmo procedere con il nostro Check-Up abitativo.

Tieni presente che, per semplificare, in prima battuta a noi NON interessa venderti le nostre finestre, ma ci interessa in primis metterti nelle condizioni di avere tutte le informazioni necessarie per poter capire come si dovrà intervenire al fine di farti ottenere i benefici di cui hai bisogno.

Con il nostro Metodo non facciamo i venditori, ma i consulenti.

E con la Guida di cui ti ho scritto qua sopra, ti offriamo certamente un aiuto semplice, concreto e gratuito, anche in tema di vetri.

Se ti servono nuove finestre e abiti a Como a Milano oppure in Brianza richiedi subito la TUA copia gratuita cliccando sul pulsante QUI SOTTO!

Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto!
Gianluca Ortelli

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Il contro telaio per serramenti serve davvero?

Il contro telaio per serramenti serve davvero?

Se in queste ultime settimane stai dedicando il tuo tempo libero alla ricerca di nuove finestre potrebbe esserti capitato di sentir parlare di contro telaio. Spesso viene dipinto come un elemento indispensabile, mentre altre volte qualcuno lo reputa inutile. In questo articolo ti spiego cos'è il contro telaio e la sua funzione. Buona lettura.
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Definizione di contro telaio

Iniziamo subito con il dire che il contro telaio non in tutta Italia ha lo stesso nome.

In alcune zone si chiama falso telaio, in altre contro cassa, in altre cassa matta, in altre contro telaio, e sono più che convinto che esisteranno altre definizioni di cui non sono a conoscenza.

Dal 2 marzo 2017, con la pubblicazione della norma UNI 11673-1 relativa alla posa in opera dei serramenti, per definizione viene stabilito che il nome tecnico da utilizzare a livello nazionale sarà “contro telaio” e pertanto questo sarà il nome univoco che daremo a questo elemento.

Di conseguenza ogni serramentista con cui parlerai dovrà, utilizzare questo termine in modo da evitare fraintendimenti.

Qual è la funzione del contro telaio

Non so se lo sai ma il contro telaio è un’invenzione tutta italiana.

Il suo ingresso nelle costruzioni edili risale intorno agli anni ’80.

La sua funzione è sostanzialmente quella di fungere da “guida” al muratore che lavora alla costruzione della casa, in modo da aiutarlo a rifinire perfettamente i muri perimetrali che fanno da contorno alle finestre.

In assenza di un contro telaio la costruzione del vano finestra sarebbe molto più lenta, costosa e difficoltosa.

Un tempo non era così

Prima degli anni ’80 le finestre venivano murate direttamente a cura dell’impresa edile.

In genere il falegname le consegnava in cantiere grezze, il pittore gli dava una mano di colore e una prima mano di fondo aggrappante, dopodiché il muratore le installava fissandole al muro con un paio di zanche in ferro.

Successivamente il pittore dava l’ultima mano di vernice e le finestre erano pronte.

Non so dirti il perché ci si è poi trovati ad avere la necessità di un contro telaio.

Ma quel che è la mia ipotesi è che la sua nascita sia stata pensata per velocizzare le operazioni di costruzione delle case, dietro le quali i falegnami non riuscivano a stare in quanto a tempistiche.

Le prime versioni

Le prime versioni del contro telaio erano costruite con due tavole in legno massello di abete unite a formare una sorta di angolo. 

Allo stesso modo ne esisteva un’altra versione che era una semplice tavola, sempre in abete che però non era unita ad angolo e in pratica contornava semplicemente il perimetro del vano finestra. 

Con l’avvento dei serramenti in materiali, specie in alluminio, trattandosi di costruttori che lavoravano il metallo, il contro telaio era realizzato in lamiera, era sempre ad angolo e di dimensioni più contenute per poter accogliere una sezione di telaio in alluminio, più ridotta.

Il boom edilizio degli anni ’80-’90 ha portato alla produzione in serie di contro telai in metallo, sostanzialmente in lamiera zincata, che, come il loro primo antenato in legno, erano a volte ad angolo e a volte piani.

In ultimo per evitare di dover installare dei profili di copertura all’esterno delle nuove finestre, alcuni hanno cominciato ad utilizzare un contro telaio fatto da un aletta esterna in alluminio e una tavoletta interna ad angolo in legno.

Le versioni moderne

Le moderne versioni del contro telaio per prima cosa si differenziano per i materiali utilizzati.

La forma infatti, rimane ancora sostanzialmente in due versioni e cioè ad angolo oppure piana.

Mentre il vecchio contro telaio totalmente in legno massello è stato sostituito da tavole in multi strato ad incollaggio fenolico, cioè resistente all’acqua e all’umidità.

Oltre al multi strato un altro materiale utilizzato è l’osb, un pannello fatto con scarti di legno pressato.

Un ulteriore versione del contro telaio è quello in materiale misto che può essere in pvc per l’angolo esterno e la solita tavoletta in legno interna.

Una versione ultra evoluta del contro telaio è rappresentata dei monoblocchi isolati, sistemi costruiti in una sorta di “polistirolo” che però è molto più compatto, resistente e performante.

Per assicurare la tenuta del serramento al suo interno, a questo materiale viene applicato la solita lamella in legno multistrato o osb.

Alla vista si presenta come un inserto che entra nel foro del muro e lo riveste su 4 lati.

Il lato esterno viene raccordato con la facciata della casa in caso di posizionamento del cappotto isolante, mentre il lato interno viene raccordato con l’intonaco delle pareti.

Il pregio di questo materiale è il fatto che con un solo elemento si gestisce totalmente il foro finestra dal punto di vista termico.

Il difetto, se così vogliamo chiamarlo, è che questo elemento possiamo utilizzarlo solo in caso di nuova costruzione o di ristrutturazione importante e di conseguenza molto invasiva.

Un elemento aggiuntivo importantissimo

Anche se sostanzialmente il contro telaio è rimasto come forma sempre lo stesso mentre si sono evoluti e migliorati i materiali che lo costituiscono, un altro particolare importantissimo è stato aggiunto al contro telaio moderno.

Si tratta del quarto lato, quello per intenderci inferiore, che serve a separare il davanzale esterno per le finestre e la soglia a pavimento per le porte finestre, rispettivamente dal muro, o dal davanzale interno sulle finestre e dal pavimento interno sulle porta finestre.

Alle origini infatti il quarto lato non è mai esistito e sia soglia che davanzale congiungevano interno ed esterno della casa, favorendo maggiormente la trasmissione del freddo esterno a causa della maggior trasmittanza termica dei materiali utilizzati per costruire questo elemento, e cioè pietra o marmo.

Oggi costruire un contro telaio senza prevedere il quarto lato non è ammissibile, e chi lo fa non ha assolutamente chiaro i principi della trasmissione dei ponti termici.

Per questo tieni presente che un serramentista che costruisce e vende un contro telaio senza quarto lato è assolutamente da evitare.

Non è tutto oro quello che luccica

Utilizzare o meno un contro telaio in fase di ristrutturazione o costruzione, non è però completamente sinonimo di qualità.

Un conto è infatti prevedere il contro telaio e un conto e fare in modo che questo assolva anche le funzioni di isolamento corrette.

Come già detto lo scopo del contro telaio è quello di fare da dima per consentire al muratore di riquadrare correttamente il foro finestra.

In aggiunta a questo consente al serramentista di installare le finestre quando la maggior parte dei lavori edili è finita e quindi senza correre il rischio di esporre le finestre al pericolo di danni accidentali.

Il problema di tutto questo è però che se il contro telaio viene semplicemente ancorato alla muratura senza preoccuparsi di creare una continuità isolante tra gli elementi, le sue utili funzioni che ho scritto sopra, vanificheranno le performance dell’infisso scelto.

Devi sapere infatti che le finestre negli ultimi 15 anni hanno quasi raddoppiato le loro performance isolanti.

Allo stesso modo i contro telai negli ultimi 10 anni sono diventati anch’essi elementi molto isolanti.

Non ostante questi miglioramenti in pochi si sono preoccupati di curare il corretto collegamento di questi elementi alla muratura.

Succede così che il serramentista fornisca al cantiere dei nuovi, fiammanti e performanti contro telai, che l’impresa edile murerà semplicemente con 4 zanche in ferro, esattamente come si faceva negli anni ’80, riempiendo la fessura tra muro e contro telaio con della semplice malta.

La norma 11818 prevede che sia l’impresa edile ad occuparsi della posa del contro telaio, ma nessuno vieta che possa essere il serramentista a gestire in prima persona questa lavorazione, in modo da assicurare oltre al corretto collegamento infisso contro telaio, anche di quello tra contro telaio e muratura.

E sempre necessario utilizzare il contro telaio?

Come detto all’inizio dell’articolo, il contro telaio è un’invenzione tutta italiana volta a semplificare il lavoro dell’impresa edile e del serramentista.

Per l’impresa edile il vantaggio è quello di avere un dima da seguire al fine di velocizzare il lavoro di riquadratura del foro finestra.

Per il serramentista il vantaggio è quello di posizionare gli infissi una volta che i lavori saranno quasi ultimati in modo da preservarli da danni accidentali.

Inoltre un ulteriore vantaggio dato dall’utilizzo del contro telaio è il fatto che in caso di sostituzione degli infissi, che in media avviene dopo circa 40 anni, questa lavorazione agevolerà di molto il lavoro.

In altri paese come ad esempio la Svizzera, o la Germania ma anche ad esempio in Austria, il contro telaio non viene mai utilizzato e le finestre vengono installate fissandole direttamente alla muratura.

Anche in Italia, come già detto, fino agli anni ’80 il contro telaio non esisteva.

Questo ti fa capire che quindi non usare il contro telaio è possibile ed il suo utilizzo non è obbligatorio.

Tuttavia avendo a disposizione questa opportunità sarebbe bene che il serramentista valutasse attentamente il progetto di riqualificazione del foro finestra in modo da stabilire quale sia il tipo di intervento più corretto.

Banalmente parlando e utilizzando la logica, posso dirti che in fase di nuova costruzione il contro telaio è un elemento obbligatorio ed è inutile non prenderlo in considerazione.

Mentre in fase di sola sostituzione delle finestre, riqualificare il foro finestra installando un contro telaio non è necessario.

Diverso il discorso in caso di ristrutturazione, dove sarà fondamentale la riqualificazione del foro finestra precisa per allinearlo alle prestazione dei nuovi infissi.

In questo caso, progettista e serramentista dovranno collaborare al fine di trovare la soluzione migliore.

In chiave logica anche in questo caso, così come in fase di nuova costruzione, posizionare un contro telaio sarebbe la soluzione migliore.

Ma esistono casistiche in cui un contro telaio sarebbe meglio non ci fosse.

Una su tutte le dimensioni del vano di alloggiamento della finestra.

Capita spesso infatti di dover sostituire finestre costruite negli anni ’70, quindi ancora del tipo murato, il cui telaio ha una dimensione di circa 5,5 centimetri.

Togliendo questo telaio lo spazio per installare il nuovo infisso, considerando anche lo spazio necessario per inserirci l’isolamento, si ridurrà ulteriormente.

I nuovi infissi hanno di norma telai che misurano dai 7 agli 8 centimetri e questo già li fa sporgere di qualche centimetro oltre quella che tecnicamente viene chiamata luce architettonica.

Dovendo in questo caso, posizionare un eventuale contro telaio si andrebbe a stringere ulteriormente il vano necessario al posizionamento del nuovo serramento di minimo 3,5 centimetri per parte.

Questa misura deriva dallo spessore del contro telaio, normalmente 2 centimetri, più lo spazio necessario per isolare il contro telaio dal muro ed il serramento dal contro telaio che complessivamente sarà variabile tra gli 1,5 e i 2 centimetri.

Un intervento di questo tipo, a parte la vista estetica che potrebbe non piacere, si porta dietro un problema maggiore che è quello di garantire il corretto apporto aero illuminante.

Le dimensioni delle luci architettoniche, che di norma vengono calcolate in fase di costruzione, verrebbero alterate in funzione del restringimento dovuto al posizionamento del nuovi elementi.

Per questo motivo, anche in fase di ristrutturazione si potrebbe intervenire senza prendere in considerazione la posa di un contro telaio, a meno che non si decida di demolire parte del muro interno al fine di creare più spazio per alloggiare il nuovo contro telaio ed il relativo serramento.

Per dovere didattico ti dirò anche che, nelle costruzioni più vecchie, quelle per intenderci nei nuclei storici, costruite prima degli anni ’60, i rapporti aero illuminanti non esistevano.

In questi luoghi quindi il rapporto di luce che entra nei locali non è conforme alla Legge e anche per questo motivo evitare di ridurlo ulteriormente è fondamentale.

Il Metodo Sana Finestra

Non so se lo sai, ma Sana Finestra come primo step di intervento rivolto alle persone che entrano in contatto con noi, prevede la progettazione dell’intervento di sostituzione degli infissi.

Attraverso il nostro Check-Up Abitativo, facciamo un analisi della situazione esistente, dei desideri del nostro cliente, dei risultati che si vogliono ottenere e del tipo di casa su cui si dovrà intervenire.

Incrociando i dati rilevati creiamo il Metodo Sana Finestra che è appunto la progettazione della riqualificazione del foro finestra e che progetta come dovrà essere eseguito l’intervento.

In questo modo possiamo determinare a priori se il contro telaio è necessario oppure se se ne può fare a meno.

Il vantaggio per te è che questo sistema di progettazione ti darà una sorta di manuale delle istruzioni che ti dirà in modo semplice quale sarà il sistema di intervento più adeguato e che ti aiuterà a capire meglio come chiunque dovrà lavorare a casa tua per portarti i vantaggi che desideri.

In questo Metodo il tipo di infisso, che di norma è sempre l’elemento messo da tutti i serramentisti su un piedistallo per essere decantato e proposto come la panacea di tutti i mali, passa in secondo piano come è giusto che sia.

Perché concorderai con me che è inutile dotarsi di una Ferrari se non ho un garage adeguato per ricoverarla la notte.

Per questo motivo trovo prima un garage adeguato e poi eventualmente scelgo di comprare una Ferrari.

Utilizzo questa metafora per farti capire che se prima non si progetta come poter eseguire l’intervento, non si potrà determinare quale elemento finestra sarà quello più adatto da utilizzare.

Come ti dicevo questo tipo di approccio non è quello utilizzato di norma dai serrametisti miei colleghi, per i quali la differenza sta sempre nel presentare la loro Ferrari del serramento a prescindere, senza preoccuparsi di capire se il loro cliente per prima cosa potrà premettersela, se è veramente qualcosa che a lui serve e infine se avrà il garage adatto per custodirla.

Partendo dai questi presupposti, ti sarà da subito chiaro che, con un sistema simile, la valutazione in fase di progetto debba per forza prevedere anche l’eventuale problema della mutazione del microclima interno alla tua casa una volta sostituite le finestre.

Quindi, per semplificare, in prima battuta a noi NON interessa venderti le nostre finestre.

Ci interessa in primis metterti nelle condizioni di avere tutte le informazioni necessarie per poter capire come si dovrà intervenire al fine di farti ottenere i benefici di cui hai bisogno.

Con il nostro Metodo Sana Finestra non facciamo i venditori, ma i consulenti.

Il primo aiuto consulenziale che ti possiamo dare è quello di invitarti a richiedere la nostra GUIDA GRATUITA che ti aiuterà a capire al meglio come orientarti nel complicato mondo delle finestre.

E’ un documento di circa 70 pagine, che ho scritto personalmente nel modo più semplice possibile, al fine di agevolarti e di non confonderti con complicati particolari tecnici.

La Guida ti svelerà quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

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Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

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Aumenta il tuo benessere con la VMC!

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La VMC è l'abbreviazione di Ventilazione Meccanica Controllata che banalmente significa avere un sistema automatico che attraverso uno o più macchinari, ricambia l'aria nella tua casa. Molto probabilmente ne hai sentito parlare un po' qua e la e magari te ne ha parlato anche il serramentista che hai incontrato durante la tua ricerca di nuove finestre. In questo articolo voglio spiegarti di cosa si tratta a come può esserti utile. Buona lettura.
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Il benessere abitativo dentro la tua casa può essere ottenuto in tanti modi e uno di questi e certamente quello di sostituire le tue vecchie finestre.

Quando entri in contatto con un serramentista è chiaramente evidente che tu sia alla ricerca di un infisso che ti possa migliorare la qualità della vita dentro casa.

Molto spesso però la sostituzione di un infisso, più che un investimento sul benessere, si trasforma in una serie di problematiche che con il benessere non hanno nulla a che fare.

Quali sono i problemi più comuni

Quando decidi di sostituire le finestre di casa tua, sostanzialmente hai 3 esigenze:

  1. Gli attuali infissi sono vecchi e decrepiti e non hai nessuna intenzione di ridipingerli o restaurarli.
  2. Dai vecchi infissi passano una marea di spifferi e a causa del vetro singolo, sottile come un foglio di carta, disperdono un sacco di calore.
  3. Non supporti più il rumore del traffico che passa dai vecchi infissi e che aumenta costantemente, e vuoi poter stare dentro casa in tranquillità.

Ora tu potresti dirmi che il motivo per cui hai scelto di sostituire le finestre di casa sia un altro, ma diciamo che nella media queste sono le esigenze più ricorrenti.

Molto spesso però queste esigenze, una volta concretizzate con un’acquisto di nuove finestre, portano a generare ulteriori problematiche di cui, generalmente, il venditore di serramenti non ti mette mai al corrente.

Sto parlando sostanzialmente dei problemi di condensa e di muffa che spesso si verificano e che dovrebbero essere affrontati preventivamente in modo da prevenirli piuttosto che curarli.

Prevenire è meglio che curare

Se non sei giovanissimo, ricorderai certamente la frase “prevenire è meglio che curare” riferita ad uno spot televisivo del 1988 di una nota marca di dentifricio.

Il senso dello spot era quello di invitare le persone a utilizzare il dentifricio pubblicizzato in modo da prevenire la formazione della “placca batterica” responsabile dei problemi più comuni ai denti.

Proprio come in quello spot, anche in ambito di sostituzione degli infissi, prevenire una situazione difficile e valutare la predisposizione di un sistema di VMC, potrebbe scongiurare le tipiche problematiche di formazione di condensa e di muffa.

Problematiche che nel tempo si trasformano in disturbi all’apparato respiratorio e conseguenti disturbi con cui sarebbe meglio evitare di convivere.

Non solo in caso di sostituzione delle finestre

Naturalmente la VMC non è un sistema utile solo in fase di sostituzione degli infissi, ma è un accessorio utilissimo anche in fase di costruzione, o di ristrutturazione della casa.

In fase di costruzione ormai quasi tutti i progettisti la prevedono in modo centralizzato e in combinazione all’impianto di climatizzazione invernale ed estivo.

Mentre in fase di ristrutturazione sono invece ancora pochi ad orientarsi in questa direzione.

Non parliamo poi della fase di semplice sostituzione delle finestre, dove quasi mai nessuno si preoccupa di questo importantissimo particolare.

Di cosa di tratta

Come già scritto, VMC significa Ventilazione Meccanica Controllata ed in pratica si tratta di una macchina che, per dirla in modo iper semplice, aspira da dentro la tua casa l’aria umida e viziata e la ricambia con aria più fresca e purificata.

Solo detta così ti fa capire facilmente come il fatto di poter avere un sistema che mantiene la tua casa un ambiente purificato sia un vantaggio non da poco.

Perché l’aria umida in casa è assolutamente da evitare per prevenire il fenomeno della condensa.

Inoltre il perdurare di una situazione in cui parti della casa condensano, spesso porta, col tempo, alla formazione della muffa.

Per non parlare poi del poter godere di aria filtrata e quindi meno nociva che potrai immettere in casa tua e che risulterà essere indubbiamente più salutare rispetto a quella che entrerebbe dalla semplice apertura delle finestre.

E in ultimo, non meno importante, il fatto di poter evitare di aprire le finestre per ricambiare l’aria ti proteggerà dal rumore del traffico veicolare.

Perché serve

In caso di sostituzione di finestre, quello che succede, è che vengono installati nuovi serramenti che cambiano completamente il micro clima interno alla tua casa.

Nel 90% dei casi si va a sostituire finestre che, anche se chiuse, ricambiavano lo stesso l’aria dentro casa almeno 3 volte nel giro di 24 ore, con nuovi serramenti che l’aria la ricambiano per circa 1 volta dopo 3 giorni.

E’ evidente che tutto questo porterà ad un problema di umidità relativa all’interno della casa, che si accumulerà in modo molto pericoloso e per molto tempo, e che, se non si troverà il modo di far uscire, creerà le problematiche fino a qui descritte.

In caso di nuova costruzione vale lo stesso principio, anzi, dal momento che le case nuove vengono progettate in modo iper coibentato, con mattoni ultra isolanti, isolamento a cappotto e serramenti ad alta efficienza energetica, risulta indispensabile prevedere un impianto centralizzato di Ventilazione Meccanica Controllata.

In caso di ristrutturazione edilizia, così come per la sola sostituzione delle finestre, dal momento che si va ad intervenire su una struttura che non è stata concepita per essere energeticamente efficiente, predisporre la VMC diventa una priorità che ti consiglio di non tralasciare.

Che senso ha investire nella propria casa per avere il bagno iper trendy, oppure le porte di design, oppure i serramenti minimali con vista impagabile, se poi si vive in una casa sottovuoto.

L’investimento in immagine, per quelle volte che verranno gli amici o i parenti a trovarti, credi sia più importante rispetto alla casa piena di condensa e di muffa e con i tuoi figli che soffriranno perennemente di disturbi respiratori e di allergie?

Quali sistemi esistono

Banalizzando e iper semplificando, possiamo classificare la VMC in 3 diversi sistemi.

Il primo è un impianto centralizzato che attraverso una serie di tubi, condotti e bocchette di aerazione, raggiunge tutte le stanze della casa contribuendo anche a climatizzare l’abitazione.

E’ un sistema che deve essere previsto in fase di progettazione ed è quindi chiaramente solo per le nuove costruzioni e per le ristrutturazioni pesanti e piuttosto invasive.

Il secondo è una sistema utile in caso di ristrutturazione, ed in pratica consiste in alcune piccole macchine per la ventilazione meccanica controllata che vengono predisposte ed inserite in alcuni elementi strutturali.

Possono essere inserite nei cassonetti delle tapparelle:

Possono essere inserite nei falsi telai delle finestre in caso di utilizzo di sistemi a monoblocco:

Possono essere inserite incassate nel muro al di sotto dei davanzali delle finestre:

Alcuni produttori di infissi li inseriscono inoltre nel telaio del serramento.

Il vantaggio di questi sistemi è indubbiamente il fatto di essere completamente nascosti ed invisibili alla vista.

Il terzo tipo di sistema è il classico box esterno applicato al muro tipo split di un condizionatore.

Bada bene che ne esistono di diverse dimensioni e quindi non sempre sono tanto imponenti alla vista e potrebbe essere possibile scegliere quello che esteticamente piace di più.

Tieni conto che magari, per ragioni di quantità di aria ricambiata, la dimensione del sistema non potrà essere troppo ridotta ma in questa sede è impossibile dare una risposta esaustiva.

Come funziona

Il funzionamento dei sistemi di ventilazione meccanica controllata è tanto semplice quanto efficace.

La macchina funziona in automatico azionandosi quando l’umidità relativa all’interno della casa supera la soglia di guardia.

Aspira l’aria viziata e la spinge all’esterno della casa.

Contemporaneamente aspira dall’esterno l’aria secca e fresca e la immette in casa creando il ricambio necessario.

All’interno della macchina i due flussi di aria si incontrano in uno “scambiatore di calore”, che fa in modo di recuperare in parte il calore dell’aria in uscita dalla casa trasferendolo all’aria eterna in entrata.

L’aria che entra dall’esterno viene inoltre filtrata e depurata in modo da essere immessa purificata.

Quale macchina scegliere

La scelta della macchina è ovviamente importante e, mi permetto di dire, non deve essere oggetto di speculazione.

Una delle qualità che deve avere una macchina di VMC è quello di essere poco rumorosa.

L’aspirazione dell’aria la fanno tutti, ma essere poco rumorosa è una qualità che non tutti possono avere.

E il fatto di avere un sistema interno che, anche se di poco, crea un rumore continuo, non è certo un dettaglio da trascurare.

Un altro aspetto da valutare attentamente è la capacita di coprire le dimensioni della casa.

Alcuni sistemi sono costruiti specificatamente per una sola stanza mentre altri coprono tutta la metratura dell’abitazione.

E’ chiaro che se hai un sistema che ti copre un appartamento medio di 80 metri quadri, ma poi stai in casa con tutte le porte chiuse, la sua efficacia sarà limitata.

In questo caso allora, sarà utile pensare a sistemi puntuali messi in ogni stanza.

Un ultimo aspetto da valutare sarà il consumo di energia elettrica necessaria per il suo funzionamento.

Generalmente questi sistemi non consumano troppo, ma è bene informarsi attraverso le schede tecniche in modo da non avere sorprese.

I vantaggi

Una delle problematiche più ricorrenti dopo la sostituzione degli infissi è quella di far capire al cliente che deve utilizzare le nuove finestre in modo diverso.

É difficile spiegare ad un cliente che magari ha cambiato le finestre per via degli spifferi, e con il problema di vivere in una casa gelida in inverno, che le nuove finestre devono essere aperte a intervalli regolari per fare entrare aria fresca.

Oltre ed essere poco comprensibile, la cosa risulta essere completamente in contro senso.

Ecco che quindi un sistema di VMC abbinato all’investimento di sostituzione degli infissi, potrà migliorare ulteriormente il benessere della propria casa.

Inoltre non è da sottovalutare il fatto che l’aria che entra dalle finestre aperte, non subisce nessun trattamento purificante, mentre l’aria immessa da un sistema di VMC filtra l’aria e la depura da polvere, smog e pollini.

Conclusioni

Concludendo, come avrai capito, dotarsi di un sistema di VMC, a fronte di un investimento magari non proprio economico, è una scelta molto utile, volta al risparmio nel tempo e sopratutto finalizzata al preservare la salute.

Il suo mantenimento periodico sarà contenuto e riguarderà la semplice sostituzione dei filtri interni.

Il costo di esercizio normalmente è più che contenuto, in quanto l’energia elettrica necessaria è veramente esigua.

Sana Finestra e la Ventilazione Meccanica Controllata

Non so se lo sai, ma Sana Finestra utilizza un proprio sistema di progettazione che in buona sostanza non parte mai dal proporre un infisso e dal volerlo vendere per forza, ma si concentra principalmente sul progettare l’intervento di riqualificazione del foro finestra.

In questo senso, attraverso il Metodo Sana Finestra, progettiamo il giusto infisso ed il suo sistema di inserimento all’interno del vano murario, in funzione del contesto abitativo in cui si dovrà operare.

Partendo dai questi presupposti, ti sarà da subito chiaro che, con un sistema simile, la valutazione in fase di progetto debba per forza prevedere anche l’eventuale problema della mutazione del microclima interno alla tua casa una volta sostituite le finestre.

Quindi, per semplificare, in prima battuta a noi NON interessa venderti le nostre finestre.

Ci interessa in primis metterti nelle condizioni di avere tutte le informazioni necessarie per poter capire come si dovrà intervenire al fine di farti ottenere i benefici di cui hai bisogno.

Con il nostro Metodo non facciamo i venditori, ma i consulenti.

Il primo aiuto consulenziale che ti posso dare, è quello di invitarti a richiedere la mia GUIDA GRATUITA che ti aiuterà a capire al meglio come orientarti nel complicato mondo delle finestre.

E’ un libro di circa 108 pagine, che ho scritto personalmente nel modo più semplice possibile, al fine di agevolarti e di non confonderti con complicati particolari tecnici.

La Guida ti svelerà quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

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Scegliere tra chi vende finestre o tra chi vende uno sconto?

Scegliere tra chi vende finestre o tra chi vende uno sconto?

E' arrivato il momento di cambiare le tue vecchie finestre. Cerchi informazioni qua e la e spesso ti trovi pareri contrastanti. Ma ciò che trovi ultimamente ormai non sono informazioni che riguardano quale finestre faccia al caso tuo ma più che altro il mercato di chi fa lo sconto in fattura. In questo articolo voglio spiegarti i pericoli che si celano dietro queste offerte. Buona lettura.
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Con lo sconto in fattura le finestre le paghi la metà!

Questa e la frase più scritta negli ultimi mesi!

La trovi un po’ ovunque, sui post nei social network, sui cartelloni pubblicitari, negli spot in tv o alla radio, sulle brochure negli show room, sulle home page dei fornitori di finestre.

Chiarisco subito che non è una cosa sbagliata informare i potenziali clienti del fatto che esista questa enorme opportunità.

Non è infatti da sottovalutare il fatto che, per chiunque debba acquistare nuove finestre, sia molto più conveniente optare per pagare le finestre la metà piuttosto che anticipare il 100% e poi recuperarlo in 10 anni.

Come si suol dire in tema di denaro: “Pochi maledetti e subito!”

Ma al di la di questo è chiaro e lampante che, ora più che mai, è stata messa un ulteriore barriera al tuo benessere.

Di quali barriere sto parlando

Cominciamo dalla prima.

Se mi segui da un po’ di tempo saprai sicuramente che il lavoro che svolgo con Sana Finestra è quello di aver impostato un sistema più votato alla consulenza che alla mera vendita di un infisso.

Uno dei punti cardine che vado ripetere spesso è che: “Il prodotto è importante ma non è fondamentale”, perché la scelta delle giusta finestra non può essere fatta arbitrariamente dal venditore che incontrerai, ma deve passare da un processo di consulenza mirato per capire cosa ti serve veramente.

Ogni finestra può essere diversa, perché al di la del materiale con cui viene costruita, le sue prestazioni e la combinazione dei vari elementi che la compongono, anche se potrebbe andare bene per la casa del serramentista, al contrario potrebbe non essere adeguata alla tua casa.

Questa però è la prassi seguita dalla quasi totalità dei miei colleghi e che nel mio piccolo combatto giornalmente impostando in modo diverso il mio sistema di gestione del cliente.

Quando andrai a visitare uno show room, o se ci sei già stato, ti accorgerai che quanto ti ho appena scritto sopra succederà in modo molto naturale e sistematico.

Ti verranno proposte una carrellata di infissi, diversi per materiali e finiture, e ti verrà proposto di acquistare quello che più ti piace così, senza una vera e propria motivazione che spieghi perché uno e non l’altro.

La seconda barriera

Ora si è aggiunta una seconda barriera che è lo sconto in fattura del 50%.

Se ci hai fatto caso adesso il tipo di finestra, il materiale con cui è costruita, l’azienda leader del settore garanzia di qualità, sono passati in secondo piano.

Tutto passa dallo sconto in fattura, nessuno si preoccupa più di pubblicizzare l’infisso che vende, ma solo che qualsiasi infisso che tu vorrai lo pagherai la metà.

Un po’ come quando trovi quei banchetti al mercato del “tutto ad 1 euro”, sul tavolo c’è di tutto e costa tutto uguale, scegli quello che vuoi.

Ecco, questa cosa sta succedendo anche in tema di infissi: “vieni da me perché le finestre le paghi il 50% in meno” ti dicono.

Ma barriere da che cosa?

Immagino che te lo stai chiedendo perché potrebbe non essere chiarissimo sopratutto se è la prima volta che capiti nel mio blog.

Allora ti accontento subito!

Le barriere di cui parlo sono quelle che il venditore mette tra te e i tuoi reali bisogni.

Tu per uno o più motivi hai deciso di sostituire le tue vecchie finestre e questi motivi sono in pratica i bisogni che devi soddisfare.

Contestualmente avrai anche dei desideri che vanno nella direzione di migliorare ulteriormente qualche aspetto della tua casa, come ad esempio un miglioramento della vista verso l’esterno o dell’estetica.

Il problema è che tutto questo non ti viene mai chiesto in fase di incontro con il venditore, che si limita a recepire che tu vuoi nuove finestre e a proporti quello che arbitrariamente lui vuole venderti.

La prima barriera tra ciò che tu volevi e ciò che tu otterrai è una finestra che ti viene proposta solo perché, a detta del venditore, è “top di gamma”.

E a questa prima barriera ora viene aggiunta la seconda e ciò lo sconto in fattura, che ti separerà ancora di più dai bisogni che volevi soddisfare.

Io ti capisco!

Capisco che in fondo tu vuoi solo cambiare le tue vecchie finestre.

Lo so che vorresti capire meglio quale serramento sarebbe il migliore per te.

Lo so che vorresti capire come ottenere il massimo risultato dal tuo acquisto.

Lo so che vorresti evitare di avere problemi.

Lo so che vorresti tempi certi e costi precisi.

E so anche che sei totalmente confuso.

E tu non ci crederai ma so anche il perché sei confuso!

Perché ti capita tutto questo

Tutto questo capita perché ormai la massima offerta che trovi ovunque e che tutti, ma proprio tutti, ti offrono solo lo sconto in fattura.

Ormai non si parla più di finestre, di prestazioni, di risultati, di vantaggi, si parla solo di sconto in fattura.

L’argomento principe è che se cambi le finestre le pagherai la metà.

Le finestre e i risultati che potrai ottenere passano ormai in secondo piano.

Fino a qualche tempo fa tutti dicevano: “Vuoi nuove finestre? Chiedici un preventivo”.

Oggi le stesse aziende ti dicono: “Vuoi nuove finestre? Con noi le paghi la metà”.

Devi ammettere che la cosa è proprio strana

Nessuno che si offre di risolvere i tuoi problemi con le vecchie finestre, o che vuole migliorare la tua casa.

Il gioco è quello di offrirti lo sconto immediato per mascherare tutto il resto.

Il gioco è quello di distrarre la tua attenzione per venderti qualsiasi tipo di infisso, puntando alla ghiotta offerta dello sconto immediato del 50%.

Non sto dicendo che sia sbagliato mettere il potenziale cliente nelle condizioni di ottenere da subito un vantaggio fiscale.

Ma dal momento che il serramentista non è un esperto finanziario, ritengo che debba fare principalmente il lavoro che gli compete, ossia migliorare la qualità della vita dei suoi clienti proponendogli l’infisso più adeguato.

Mentre invece questo ormai non succede più.

Ora invece che pubblicizzarsi per la qualità dei prodotti, ci si pubblicizza perché si fa lo sconto, si propone una finestra, ci si sincera che al cliente piaccia come design, gli si fa scegliere il colore più adeguato, gli si fa scegliere la maniglia e gli si fa un preventivo.

Non dovrebbe andare così

Peccato che non dovrebbe andare così, perché l’acquisto di nuove finestre, sopratutto in un contesto di sostituzione o di ristrutturazione, deve risolvere i problemi dati dai vecchi serramenti.

Oltretutto le nuove finestre cambieranno radicalmente la tua casa a livello di microclima interno, di ricambio di aria e di trasmissione del calore.

Proprio per questo, come quando si va da un medico per risolvere un problema, questi fa una prima visita, valuta i dati, fa una prima diagnosi, se necessario prescrive degli esami, e poi, sulla base di questi, elabora una cura personalizzata finalizzata a risolvere le problematiche e a non creare effetti collaterali.

Per le finestre deve dunque essere fatto un procedimento analogo, si devono raccogliere i dati, si devono valutare i sintomi e si deve elaborare la “cura” adeguata, che passa dal processo di lavorazione e poi arriva alla determinazione dell’infisso ideale.

La “cura” non è dunque semplicemente la finestra intesa come oggetto inanimato a se stante, non si può paragonare un infisso ad un qualsiasi soprammobile che dove lo metti sta e non crea problemi.

Purtroppo tutto questo di norma non viene quasi mai fatto, tranne in alcuni rarissimi casi dove alcune aziende si sono attrezzate per fornire veramente un servizio al cliente.

Mentre invece tra la stragrande maggioranza dei rivenditori vige la regola del presentare la finestra che si vuole vendere, spiegandone la caratteristiche tecniche ma senza motivare perché viene proposto proprio quell’infisso.

La storia del medico oculista

Il testo che segue è tratto da un libro di Stephen R. Covey.

Supponiamo che tu abbia un disturbo alla vista e decida di farti vista da un oculista.

Dopo averti brevemente ascoltato, l’oculista si toglie i suoi occhiali, te li porge e ti dice: “Si metta questi, li porto da 10 anni e mi hanno davvero aiutato. Li tenga pure, tanto io ne ho un altro paio uguali a casa”.

Tu li indossi, ma non vedi nulla, la situazione non migliore e anzi il problema peggiora, tanto che dici al medico: “Ma guardi che non vedo nulla, anzi è molto peggio di prima, non riesco a vedere niente!”

“Cosa c’è che non va?” chiede l’oculista, “Per me funzionano benissimo, cerchi di sforzarsi!”

E tu ancora: “Ci sto provando, ma vedo tutto annebbiato!”

E di nuovo lui: “Ma scusi qual è il problema? Deve pensare positivo!”

E tu: “Ok, in modo positivo non ci vedo un tubo!”

Dopodiché il medico esclama seccato: “Mi scusi ma lei è un’ingrato, dopo tutto quello che sto facendo per aiutarla lei non vuole nemmeno provare a fare uno sforzo!”.

Ora dimmi, quante probabilità ci sono che tu possa tornare di nuovo da un oculista che opera così?

Sicuramente nessuna, semplicemente perché è impossibile potersi fidare di uno specialista che prescrive una cura senza aver prima fatto una diagnosi.

Vedi, nelle finestre è la stessa identica cosa, si propone un infisso senza nemmeno preoccuparsi di capire se è veramente quello più adeguato.

E da qualche tempo inoltre, si propone lo sconto in fattura senza sapere se si ha a disposizione la soluzione adeguata a soddisfare il bisogno del potenziale cliente.

Esatto! Adesso è ancora peggio!

Si oggi è ancora peggio, perché ormai la fase della mancata diagnosi è stata messa da parte e si punta tutto sullo sconto in fattura.

Quasi non importa che finestra si vende, ma l’importante è che il cliente venga allettato dallo sconto immediato del 50%.

Questa cosa inoltre è molto pericolosa per via del fatto che qualcuno si è reso conto che il cliente non baderà più di tanto ai prezzi e per questo molti di quelli che vendevano infissi di qualità molto bassa, li stanno facendo pagare ben oltre il loro valore.

Se ci pensi bene non è difficile capire che, se ti presento un preventivo di 10.000 euro e ti dico da subito che ne pagherai solo 5.000, perché il resto me lo accollerò io scontandotelo, questo per te sarà un enorme vantaggio.

Prima di questa opportunità tu avresti dovuto pagare interamente i 10.000 euro e poi ne avresti recuperati 5.000 nei successivi 10 anni.

E’ chiaro dunque che il vantaggio è evidente e per questo molti approfittatori si sono buttati a pesce, ritoccando i loro prezzi al rialzo in modo da monetizzare di più.

Se vogliamo è anche una questione di domanda e offerta, dal momento che se la domanda aumenta e c’è più richiesta, i prezzi aumentano.

Sta succedendo così anche in ambito 110%.

Non sto dicendo che sia giusto o sbagliato intendiamoci, ma mentre prima chi sceglieva di acquistare finestre di basso costo sapeva benissimo che non sarebbe entrato in possesso delle Ferrari del serramento, ora rischia ancora di più.

Il rischio è quello di acquistare una Trabant pagata quanto una Mercedes.

Occhio ai disonesti

Questa non è certo una novità, i disonesti hanno sempre popolato il mondo, ma nel caso dello sconto in fattura si sono palesati senza vergogna.

Ti faccio un esempio.

Qualche mese fa mi è capitato in consulenza un potenziale cliente che mi ha parlato di un rivenditore al quale aveva fatto fare un’offerta per sostituire le finestre di casa prima dell’avvento dello sconto in fattura.

Quando lo sconto in fattura è divenuto realtà, questa persona ha ricontattato il rivenditore per capire se avesse potuto sfruttare l’opportunità.

Magicamente ed inspiegabilmente, il rivenditore gli ha rivisto il preventivo maggiorandolo del 40%.

Chiaramente usufruendo dello sconto in fattura devono essere conteggiati dei costi finanziari che il fornitore di infissi dovrà sostenere in funzione del fatto che recuperi lui in proprio le somme scontate o che le ceda ad una terza figura.

In entrambi i casi quindi il rientro delle somme, totali o parziali, rappresenta un costo che andrà ad aumentare il costo della fornitura esattamente come quando si fa un acquisto a rate.

Ma a parte questo, come puoi ben immaginare, un aumento del 40% non è assolutamente giustificabile.

Non considerare mai lo sconto come un plus

Lo sconto in fattura è un’opportunità che lo Stato italiano ti da nell’ambito della riqualificazione energetica e non è certo un regalo da parte del serramentista a cui ti rivolgerai.

Anzi, a voler ben guardare si tratta di un provvedimento che farà indebitare gli italiani per le prossime generazioni.

Per questo ti invito a continuare a scegliere i tuoi infissi in maniera oculata e senza preoccuparti del solo fatto che tu li possa pagare la metà.

Se cadi nella rete di chi ti attira solo con la promozione sul 50% di sconto rischi di perdere i veri particolari a cui è necessario prestare attenzione.

Il Metodo San Finestra

Forse stai pensando che ho scritto tutto questo perché Sana Finestra non fa lo sconto in fattura!

E invece ti devo dire che anche noi lo facciamo, ma solo in ambito Eco Bonus 50% e non in ambito Super Bonus  110%.

Ma come potrai notare, in nessuna nostra pagina o gruppo Social, sul nostro sito o in nessuna altra comunicazione, ci proponiamo con l’offerta dello sconto in fattura.

Anzi, se ti dicessi inoltre che in base al nostro sistema di lavoro a Sana Finestra NON interessa per prima cosa venderti le sue finestre ci crederesti?

Immagino di no!

Eppure perché allora te lo sto mettendo per iscritto?

Ti sfido a scoprire il perché il nostro obiettivo primario non è quello di vendere per prima cosa le nostre finestre, semplicemente invitandoti a richiedere la GUIDA GRATUITA che ho scritto appositamente per aiutarti a capire come scegliere al meglio.

E dopo che l’avrai scaricata potrai approfittare della mia consulenza telefonica sempre gratuita, di 30 minuti.

E durante la consulenza scoprirai che non ti proporrò le mie finestre, ma ti offrirò solo il mio aiuto per risolvere i problemi con i tuoi vecchi infissi.

Non ci credi?

Peggio per te!

Nel Metodo Sana Finestra l’obiettivo principale è quello di metterti in condizione di acquistare finestre che ti possano portare reali vantaggi evitandoti di buttare soldi al vento.

Con questo metodo si tratta di lasciare da parte il ruolo da venditore che tutti puntano a ricoprire, orientandosi invece per prima cosa su un ruolo da consulente.

Per questo ti ho invitato a richiedere la mia GUIDA GRATUITA.

Un’azione che non ti costa nulla e che ti aiuterà però a capire al meglio come orientarti nel complicato mondo delle finestre.

L’ho scritta appositamente per aiutare le persone come te, che si stanno informando per acquistare nuove finestre.

Sono 108 pagine che ho cercato di scrivere nel modo più semplice possibile evitando complicati particolari tecnici.

La Guida ti svelerà quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

Se devi sostituire le tue vecchie finestre e abiti a Como a Milano o in Brianza richiedi subito la TUA copia gratuita cliccando sul pulsante QUI SOTTO!

Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

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