Sconto in fattura al capolinea – Game Over

Sconto in fattura al capolinea – Game Over

Lo sconto in fattura è stato il grande protagonista degli ultimi 2 anni. Grazie a questo strumento in molti si sono potuti permettere la sostituzione delle finestre risparmiando sulla cifra da anticipare. Ora però le cose sono cambiate ed è arrivato il momento di prendere atto che questo strumento non è più conveniente. Scopri il perché in questo articolo. Buona lettura.

La sconto in fattura conviene davvero?

Ormai tutti, anche se non devono acquistare nuove finestre, si sono trovati di fronte a qualche pubblicità che recitava frasi di questo tipo:

“Con noi le finestre le paghi la metà!”
“Finestre scontate al 50%!”
“Le tue finestre a metà prezzo!”

Lo sconto in fattura dalla fine del 2020 ha tenuto banco nella maggior parte delle vendite di finestre.

Un anno dopo l’introduzione di questa possibilità, un decreto governativo ha bloccato gran parte della filiera.

Se non sai di cosa sto parlando puoi leggere l’articolo che ho scritto QUI.

Come funziona lo sconto in fattura

Nella pratica il sistema era molto semplice, il cliente acquistava le sue nuove finestre da un fornitore che praticava lo sconto in fattura pagando solo il 50% dell’importo.

Ecco un esempio: ipotizziamo che le tue nuove finestre costino 10.000 € il fornitore ti emette una fattura da 10.000 € alla quale applica subito uno sconto del 50% così che la cifra che tu andrai praticamente a pagare sarà solo di 5.000 €.

Il fornitore potrà poi recuperare questi 5.000 € attraverso un credito fiscale nei confronti dello Stato, oppure potrà cederli a sua volta ad altri compratori.

Qual era il vantaggio per te

Il tuo vantaggio rispetto alla detrazione tradizionale in 10 anni è quello di non dover anticipare totalmente la cifra necessaria per l’acquisto ma pagarne solo la metà.

Nella detrazione tradizionale, riprendendo l’esempio di cui sopra, tu avresti dovuto pagare totalmente le 10.000 € e dall’anno successivo avresti cominciato a recuperare i 5.000 €, pari al 50% del costo sostenuto, diviso in 10 quote annuali di pari importo.

Mentre nello sconto in fattura invece il tuo anticipo sarebbe solo la metà del costo totale, quindi solo 5.000 €.

Quali erano invece gli svantaggi

Lo svantaggio era che riprendendo sempre l’esempio di cui sopra, il costo delle finestre non sarebbe più stato di 10.000 €, ma almeno di un 20% più caro quindi circa di 12.000 €.

Questo perché l’operazione essendo soggetta a dei costi finanziari, perché il fornitore che non ti farà pagare metà della fattura, dovendo recuperare quel 50% che ha scontato, avrà dei costi che dovrà recuperare.

Le sue possibilità sono due:

      1. Portare questi 10.000 € in detrazione dalle sue imposte diluendole nei 10 anni previsti dalla detrazione.
      2. Cedere a sua volta il credito che tu gli avrai ceduto ad una banca o ad una finanziaria che di norma lo acquistava rimborsando solo l’80% dell’importo ceduto.

Di conseguenza quel 20% di aumento del costo delle finestre non rappresenta un guadagno aggiuntivo per il serramentista ma un recupero dei costi da sostenere.

Volendo essere precisi e puntigliosi, il 20% che la banca trattiene al credito di 5.000 €, sempre considerando l’esempio iniziale, in realtà sarebbe un 10% sul totale dell’importo: 5.000 × 20% uguale 1.000 che è esattamente il 10% dei 10.000  dell’importo dei serramenti.

Per rientrare esattamente da questo 20% il fornitore dovrebbe aumentare l’importo esattamente del 12%, quindi 10.000 + 12% uguale 11.200 €, che diviso per due farebbe 5.600 €, il cui 20% sono 1.120 € che sono poco più di quello che la banca tratterrebbe al venditore se gli cedesse il credito.

Lo sconto in fattura però comporta documenti da produrre e da presentare all’istituto bancario, alcuni mesi di attesa e tutta una serie di incombenze e di lavoro d’ufficio di cui tenere conto.

Tieni presente anche che per aiutare te come cliente lo Stato Italiano ha fatto in modo di far diventare i serramentisti delle pseudo banche con parecchi rischi finanziari.

Per questo la maggior parte dei serramentisti si attesta prudentemente su di un aumento del 20% minimo.

Perché minimo?

Perché come al solito c’è che gioca sporco e ci specula su!

Alcuni non per colpa loro si trovano a dover fare conti con contratti stipulati con aziende specializzate nell’acquisto del credito e nella gestione delle pratiche che applicano costi più alti rispetto a quelli delle banche.

In alcuni casi gli aumenti sono stati nell’ordine del 30%, ma ho assistito a casi dove l’aumento del costo della fornitura era superiore del 40%.

Nessun problema

Quanto hai appena letto, fino ad oggi non ha creato nessun problema e questo semplicemente perché di fronte a un preventivo anche aumentato del 20%, quindi da 10.000 € a 12.000 €, il cliente aveva sempre la percezione di risparmiare.

Pagando solo 6.000 € di fronte ad un ipotetico 12.000 € appare chiaro che il cliente aveva sempre la percezione di risparmiare!

I cambiamenti

Il decreto anti frode di cui ti ho accennato prima, parzialmente cancellato ed inserito all’interno della Legge Finanziaria 2022, ha vissuto negli ultimi mesi un iter travagliato.

Il governo Draghi non ha mai nascosto la sua contrarietà a tutti i bonus fiscali riguardanti l’edilizia e questo ha portato il sistema di gestione dei crediti a entrare in un ginepraio di regole e limitazioni che hanno gioco forza creato un blocco delle cessioni.

La maggior parte di questi cambiamenti si sono susseguiti nel giro di tre mesi e attualmente la situazione non è ancora ben chiara ed è ulteriormente soggetta a variazioni importanti.

Gli operatori più seri e quelli più attenti alle esigenze del cliente, ma non solo a parole o con le classiche frasi fatte scritte sul sito, ma che realmente lavorano in direzione del benessere di chi si affida a loro, hanno scelto la strada della prudenza limitando la possibilità di concedere lo sconto che, ti ricordo, non è una pratica obbligatoria ma bensì una facoltà del fornitore.

Il pericolo imminente

Allo stato attuale, vuoi per il fatto che la limitazione del numero di cessioni ha creato un monopolio contrattuale, vuoi che sono sempre meno gli istituti di credito che accettano i crediti, il meccanismo sta piano piano collassando.

Anche se a te può interessare poco il fatto che il tuo fornitore trovi o meno qualcuno a cui cedere il credito, ciò su cui voglio farti riflettere è che la condizione di incertezza e la gran quantità di crediti bloccati non possono farti stare tranquillo.

Ormai giornalmente mi trovo a leggere lamentele da parte di miei colleghi che si trovano con crediti bloccarti da diversi mesi e che cominciano a risentirne dal punto di vista della liquidità.

Va da se che se ti affidi ad un venditore carico di crediti non monetizzati che lo condannano ad avere poca cassa, il tuo ordine pagato al 50%, anche se sarà per lui una boccata di ossigeno e di liquidità, potrebbe non essere sufficiente.

Se non fosse sufficiente a farlo stare a galla tra i costi per mandare a avanti l’azienda e i costi sostenuti per i lavori per cui ha ancora i crediti bloccati, correresti il rischio di trovarti con un fornitore che potrebbe chiudere per bancarotta rischiando di non vedere mai più le tue nuove finestre.

Si lo so, la situazione è un po’ estrema, ma non sottovalutarla perché, credimi, la gran parte delle piccole aziende si trova in questa situazione ormai da diversi mesi.

Alcuni se la sono cercata, continuando a pubblicizzare lo sconto in fattura anche se ormai era chiaro che la situazione non andava per nulla nella direzione corretta.

Altri invece non si sono nemmeno posti il problema confidando nel fatto che prima o poi le cose si sarebbero sistemate.

Altri ancora in seguito ad una gestione contabile poco attenta, attualmente non si rendono ancora conto del baratro che gli si sta avvicinando. 

Addirittura ci sono aziende che promettono lo sconto in fattura al 60% quando la Legge in merito parla di sconto massimo applicabile al 50%!

Ti federesti mai di queste promesse al limite della legalità?

Ok il risparmio ed essere allettati da uno sconto maggiore, ma ci sono situazioni che puzzano di bruciato fin da subito!

E’ chiaro che in certi casi si assiste ad un vero e proprio sciacallaggio, utilizzando quella promessa del 60% di sconto come specchietto per le allodole e non mi stupirei se alla fine del processo, fatti i conti il valore effettivo del tuo risparmio possa essere nettamente inferiore.

Ma come detto, mio parere personale che non vuole essere un diktat, il mio suggerimento è quello di essere prudente e di valutare attentamente a chi affidarti.

Altro pericolo

La limitazione delle cessioni e l’incertezza sul futuro ha già portato ad un aumento dei tassi applicati dalle banche che ancora accetteranno i crediti.

Alcune banche non li accettano più, altre li accettano solo da pare dei clienti storici, altre continuano ad accettarli ma con un significativo aumento della burocrazia per deliberarne la liquidazione.

Allo stato attuale alcuni grandi gruppi bancari hanno pubblicato tabelle che prevedono il pagamento dei crediti al 70%.

Come puoi immaginare questo aumento dei costi si riverserà su di te andando ad aumentare il costo delle tue finestre il cui aumento minimo non sarà più del 20% ma almeno del 30%.

Certo, se rimaniamo sul nostro esempio, con questi tassi i 10.000 € diventeranno 13.000.

In ogni caso, pagarli la metà e cioè 6.500 é sempre più conveniente che pagarli 10.000 €.

Ma saresti disponibile ad acquistare a 13.000 € un bene che ne vale 10.000?
Ci hai mai riflettuto? Non pensi che ne viene meno la convenienza?

Abbiamo analizzato diversi lavori eseguiti confrontando le percentuali di spesa tra il fare un intervento con lo sconto in fattura e farlo invece con le detrazione tradizionale.

La conclusione è stata che in fin dei conti la vera percentuale di detrazione per il cliente con lo sconto in fattura è solo del 25%.

Questa percentuale è stata confermata anche da altri miei colleghi che a loro volta hanno eseguito lo stesso tipo di verifica.

Il problema più grande

Oltre al Decreto che ha portato al blocco dei crediti, un altro provvedimento che ha sancito cambiamenti importanti è stato senza dubbio il chiarimento sul Decreto Prezzi massimi da rispettare in caso di detrazioni fiscali.

Fino al 14 aprile 2022 per le fornitura di finestre in ambito eco bonus si doveva rispettare quanto previsto dall’allegato “I” del Decreto Requisiti Eco Bonus del 5 ottobre 2020.

Ora quello stesso allegato è stato sostituito dall’allegato “A” che è valido per tutti i bonus, dall’eco bonus e al bonus casa al 50%, al super bonus 110%.

I prezzi dell’allegato “A” sono stati aumentati del 20% rispetto all’allegato “I” e anche se questo può sembrare un bene, in realtà non lo è affatto.

Oltre al ritocco dei prezzi sono state fatte delle precisazioni in merito a cosa questi comprendono e cosa invece non comprendono e rispetto al pregresso nelle nuove cifre entra praticamente tutto, anche quello che con il vecchio allegato “I” veniva contabilizzato a parte.

Va da se che il cerchio si stringe e complice l’aumento costante dei prezzi, l’aumento dei tassi applicati per l’acquisto del credito e un prezzo omnicomprensivo, il rischio di trovarsi con una detrazione che non è proprio del 50% è più che una semplice ipotesi.

Il fatto che tutta una serie di opera aggiuntive che prima venivano considerate a parte che che non andavano a interferire con il costo massimo al metro quadro imposto come limite, ora non lo saranno più, in molti casi potrà farti correre il rischio di non rientrare pienamente nella cifre detraibile.

Utilizzando sempre il nostro esempio, se hai commissionato un lavoro da 13.000 € la cui detrazione ammonta a 6.500 € a seguito della quale però, i costi realmente detraibili in riferimento all’allegato “A” ammontano a soli 5.000 €, la tua convenienza verrà meno perché tu avrai speso inutilmente 1.500 € non detraibili che oltretutto sono 3.000 € in più rispetto ad una normale fornitura.

E anche se avrai ceduto il credito al tuo fornitore grazie allo sconto in fattura, siccome il titolare della detrazione sei tu, sarai anche il responsabile in solido davanti allo Stato nel caso di irregolarità.

Quali sono le soluzioni

Se la scelta di sostituire le finestre da parte tua è legata a un’operazione che avresti fatto comunque e se ne hai la possibilità economica, la prima soluzione è senza dubbio quella di continuare con la detrazione classica nei 10 anni.

Così avrai la certezza di avere dei costi corretti e non gonfiati senza correre il rischio di uscire dei massimali di prezzo imposti.

Mentre una buona alternativa sarebbe quella che abbiamo elaborato in Sana Finestra, con un sistema che ti consentirà da un lato di pagare realmente la metà i tuoi serramenti, e dall’altro lato di poterli portare in detrazione diretta nei 10 anni con costi aggiuntivi nettamente inferiori a quelli utilizzati fino ad oggi in ambito sconto in fattura o cessione del credito.

E’ un’opportunità su cui abbiamo lavorato diversi mesi e che crediamo fermamente sia per te molto vantaggiosa oltre che conveniente.

Come possiamo aiutarti

Sana Finestra ha testato fin dal 2010 un Metodo che attualmente consente di individuare l’infisso più adatto e il tipo di intervento più adeguato per far rendere al meglio l’investimento sulla casa di chi si rivolge a noi.

Il nostro sistema non prevede un preventivo standard, ma una vera e propria relazione di consulenza per metterti al riparo da ogni possibile problema.

Perché il mio obiettivo principale è quello di metterti in condizione di fare un acquisto che ti possa portare reali vantaggi, evitandoti di buttare i tuoi soldi al vento.

Il mio ruolo è prima di tutto quello di essere per te un consulente e non un venditore, perché come avrai notato nel mio sito non ho foto emozionali di finestre o di realizzazioni.

Ed è fatto apposta così, perché quello su cui voglio farti riflettere, è che non è necessario concentrarsi solo sull’infisso, perché la scelta della giusta finestra, quella che fa proprio al caso tuo è una conseguenza di un lavoro di consulenza e di progettazione che per Sana Finestra è alla base del proprio operato.

Per questo il Metodo Sana Finestra potrà esserti utile anche senza che sia necessario per te acquistare da noi.

E un primo passo verso il mio sistema di lavoro puoi farlo subito scaricando la mia GUIDA GRATUITA comodamente da questa pagina cliccando sul pulsante qua sotto.

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Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto!
Gianluca Ortelli

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Finanziaria 2022 le novità per Eco Bonus e Bonus Casa

Finanziaria 2022 le novità per Eco Bonus e Bonus Casa

Scopri le novità che riguardano Eco Bonus e Bonus Casa inserite nella Legge Finanziaria 2022. In questo articolo troverai le novità e alcune indicazioni utili per sfruttare al meglio le opportunità offerte dallo Stato Italiano per rendere più calda ed efficiente le tua casa attraverso il cambio delle finestre. Buona lettura!

Come d’abitudine italiana, il 30 dicembre 2022 il Parlamento ha approvato in via definitiva la Legge Finanziaria per il 2022.

Tralasciando tutti gli argomenti che riguardano una Legge Finanziaria quello di cui ti voglio parlare oggi è il capitolo relativo alle detrazioni fiscali e nello specifico quelle che riguardano i serramenti.

Come saprai, se segui Sana Finestra, noi ci occupiamo in particolare di sostituzione delle finestre nelle case abitate e la grande maggioranza dei lavori che effettuiamo riguarda SOLO la semplice sostituzione.

Quindi pochissime ristrutturazioni e rarissime se non nessuna nuova costruzione.

Detto questo veniamo alle novità della Legge Finanziaria 2022.

Eco Bonus e Bonus Casa

Dopo 15 anni di Eco Bonus con scadenza a fine anno, che puntualmente veniva rinnovata per l’anno successivo, questa volta il bonus risparmio energetico Eco Bonus al 50% è stato prorogato fino al 31 dicembre 2024.

Stesso discorso vale per il Bonus Casa al 50% che comprende la ristrutturazione, il risparmio energetico ed il bonus sicurezza, tutti al 50%.

Il Super Bonus al 110% rimane fino al 31 dicembre 2025 ma con le seguenti differenze:

      • Per le case singole scadrà il 31 dicembre 2022 ma a condizione che entro il 30 giugno 2022 siano stati eseguiti almeno il 30% dei lavori.
    •  
      • Per tutte le altre tipologie di intervento, ad esempio sui condomini, la scadenza è fissata al 31 dicembre 2023 sempre con detrazione al 110%.
    •  
      • Sempre per i condomini, ulteriore proroga con scadenza al 31 dicembre 2024 e con l’aliquota di detrazione che si abbassa al 75%.
    •  
      • Sempre per i condomini, ulteriore proroga con scadenza 31 dicembre 2025 e con l’aliquota di detrazione che si abbassa ulteriormente al 65%.

Il decreto Anti Frodi

Il Decreto Anti Frodi, pubblicato l’11 novembre 2021 e diventato immediatamente esecutivo, ha di fatto bloccato per l’ultima parte dell’anno 2021 la possibilità di applicare lo sconto in fattura sui lavori di sostituzione di finestre sia in ambito Eco Bonus che in ambito Bonus Casa.

La Legge Finanziaria 2022 ha abrogato il Decreto Anti Frodi e lo ha inglobato con alcune modifiche nella Legge stessa.

Puoi leggere cosa prevedeva il Decreto Anti Frodi nell’articolo che ho scritto e che trovi QUI.

Quali sono le modifiche al Decreto Anti Frodi

Una prima grande distinzione è la definizione di Edilizia Libera per la quale non è necessario ne il visto di conformità ne l’asseverazione di congruità dei prezzi.

L’edilizia libera per intenderci è quella che in gergo viene definita manutenzione ordinaria.

Tendenzialmente la sola sostituzione delle finestre è considerata manutenzione ordinaria come da definizione del Glossario – Edilizia Libera DL n. 222 del 25 novembre 2016.

Purtroppo però l’Italia è il paese delle mille interpretazione e per questo si trovano situazioni dove i comuni interpretano la semplice sostituzione delle finestre come manutenzione straordinaria e per questo prima di commissionare un incarico per la sostituzione delle finestre sarebbe bene prendere informazioni presso l’ufficio tecnico del proprio comune al fine di evitare problemi.

In buona sostanza non tutti i comuni italiani si sono adeguati alle definizioni del Glossario Edilizia Libera e paradossalmente anche l’Agenzia delle Entrate continua a considerare la sostituzione dei serramenti come manutenzione straordinaria.

Siccome entro il 9 febbraio 2022 il MiTE, Ministero della Transizione Ecologica, dovrà emanare il nuovo listino prezzi delle opere edili soggette a dichiarazione di congruità dei prezzi, si confida nel fatto che anche l’Agenzia delle Entrate si pronunci in modo da evitare un ulteriore blocco dei lavori dovuto all’incertezza sul come agire correttamente.

La Manutenzione Straordinaria

Tutto quello che non è Edilizia Libera in genere è Manutenzione Straordinaria.

La semplifico un po’ per non tediarti troppo con le innumerevoli declinazioni che riguardano il mondo dell’edilizia, ma diciamo che nel 90% dei casi questa è la definizione.

In questa condizione, è quindi necessario che venga presentata una pratica edilizia presso il proprio Comune come ad esempio una Cila, una Scia o altra pratica edilizia.

In caso di detrazione fiscale dove il contribuente voglia beneficiare dello sconto in fattura o della cessione del credito, in presenza di una pratica edilizia sarà necessario ottenere l’asseverazione di congruità della spesa e il visto di conformità.

L’asseverazione di congruità delle spesa la rilascia un tecnico abilitato, un geometra o un architetto che presenta e gestisce la pratica.

Il visto di conformità lo rilascia il commercialista o il caf del contribuente sulla base della congruità dei prezzi definita dal geometra o dall’architetto.

Lo stesso commercialista sarà l’unica figura che potrà operare facendo materialmente la cessione del credito dal cassettino fiscale del contribuente al cassettino fiscale dell’azienda che farà lo sconto in fattura o della banca a che il contribuente si rivolgerà per la cessione del credito.

Le eccezioni

Sono solo due i casi in cui, in presenza di pratica edilizia non serve l’asseverazione di congruità dei prezzi e il visto di conformità.

Il primo caso riguarda tutti i lavori dove la spesa massima totale dell’intervento rimane sotto le 10.000 euro iva compresa.

La seconda, come detto poco sopra riguarda il fatto che il contribuente NON INTENDA AVVALERSI dello sconto in fattura o della cessione del credito.

Se il contribuente infatti si arrangerà autonomamente portando in detrazione il 50% delle spesa sostenuta, NON sarà soggetto ad asseverazione dei costi e a visto di conformità.

Il rispetto dei prezzi massimi al metro quadro

Sia in caso di Eco Bonus semplice al 50% in edilizia libera, sia in caso di Bonus Casa al 50% è necessario rispettare dei prezzi massimi al metro quadro.

Nel primo caso, ad esempio Eco Bonus al 50% per la sostituzione dei serramenti, si deve rispettare le indicazioni contenute nell’allegato “I” del decreto requisiti Eco Bonus del 5 ottobre 2020.

In merito a questo tema ho scritto un articolo che trovi QUI.

Mentre in caso ad esempio di Bonus Casa al 50% attualmente il riferimento è quello del listino DEI della tipografia del Genio Civile, ma come già accennato poco sopra si attende il Decreto Prezzi dei Prodotti Edili che dovrà essere predisposto dal MiTE entro il 9 febbraio 2022.

Costi aggiuntivi

Sia l’asseverazione di congruità dei prezzi che il visto di conformità avranno chiaramente un costo.

Per l’asseverazione dei prezzi il geometra o l’architetto dovrà fare delle verifiche riferendosi ai listini ufficiali e questo comporterà tempo e un’assunzione di responsabilità.

Per il visto di conformità il commercialista si assumerà la responsabilità di dichiarare che il suo cliente ha diritto alla detrazione e che sta facendo le cose in regola.

Tutto questo non può che comportare dei costi che in base alle disposizioni della Legge Finanziaria 2022 saranno detraibili fiscalmente.

Ma per tutte le pratiche che vanno dal periodo 12 novembre, 31 dicembre 2021, questi costi NON saranno detraibili in quanto il Decreto Anti Frodi non lo prevedeva.

Il periodo transitorio

Dall’uscita del Decreto Anti Frodi fino al 31 dicembre 2021 l’edilizia e per quanto ci riguarda la vendita dei serramenti, ha subito una battuta d’arresto piuttosto netta.

Nello specifico noi di Sana Finestra abbiamo consigliato a tutte le persone che entravano in contatto con noi prudenza e nessuna fretta in modo da evitare scomodi problemi.

Il motivo di questo era molto semplice e risiedeva nel fatto che il responsabile in caso di problemi con il fisco sarebbe stato sempre il committente e quasi mai il serramentista.

Per questo ci è sembrato molto più corretto evitare di far esporre le persone che si rivolgevano a noi a decisioni affrettate.

Se ci hai fatto caso, non tutti hanno scelto questa via.

Sono state parecchie le aziende che vendevano finestre che hanno continuato senza sosta a proporre campagne di questo tipo:

“Fino al 31 dicembre 2021 da noi le finestre
le paghi la metà con lo sconto in fattura”.

“Affrettati perché lo sconto in fattura nel 2022 potrebbe non essere rinnovato.
Hai tempo solo fino al 31 dicembre 2021”.

Se anche tu sei stato attirato da queste offerte e hai firmato un contratto di fornitura con sconto in fattura molto probabilmente non hai potuto ancora fare la cessione del credito dal tuo cassettino fiscale a quello del tuo fornitore.

Questo perché la piattaforma per la cessione del credito è stata bloccata.

In questo caso ci sarà da capire se, facendo la cessione nel corso del 2022 il tuo contratto seguirà le regole della nuova Legge Finanziaria 2022 o se farà fede la data del contratto e dell’emissione della fattura di acconto da parte del tuo fornitore.

Se seguirà le regole del 2022 in caso di sola sostituzione delle finestre potrai beneficiare dello sconto in fattura o della cessione del credito in maniera semplificata.

Se invece seguirà le regole del 2021 anche per la semplice sostituzione delle finestre si dovrà ottenere l’asseverazione di congruità delle spesa e il visto di conformità i cui costi NON saranno detraibili.

Mentre in caso di Bonus Casa sia che si tratti di seguire le regole del 2021, sia che si tratti di seguire le regole del 2022, sia l’asseverazione di congruità della spesa che il visto di conformità saranno necessari a prescindere.

Con la differenza che, anche in questo caso, se si seguiranno le regole del 2021 i costi necessari non saranno detraibili, mentre se si seguiranno le regole del 2022 i costi potranno essere portati in detrazione.

Quanto sopra senza dimenticare che, sempre per i lavori in Bonus Casa del 2021, periodo novembre dicembre, non è ammessa l’esenzione dell’obbligo di asseverazione della spesa e del visto di conformità per lavori al di sotto dei 10.000 euro.

E tenendo conto anche del fatto che ci si potrebbe trovare la sorpresa di non congruità dei costi dal momento che il Bonus Casa era spesso utilizzato per superare i limiti di prezzo al metro quadro imposti dall’allegato “I”.

Quali sono i cambiamenti più evidenti

Forse non è il tuo caso, forse in fin dei conti per te che vuoi solo sostituire le finestre, queste nuove disposizioni non sono così problematiche.

In buona sostanza, salvo verificare che la semplice sostituzione delle finestre possa essere considerata manutenzione ordinaria e di conseguenza edilizia libera, detrazione al 50%, sconto in fattura e cessione del credito, rimangono come prima.

Ma c’è invece un enorme cambiamento che mette una pezza ad una falla nelle detrazioni che per un po’ è stata cavalcata dai serramentisti e dai loro clienti.

Come sai per la semplice sostituzione delle finestre in ambito Eco Bonus al 50% ci si doveva attenere e ci si deve attenere tutt’ora ai limiti di prezzo al metro quadro dell’allegato “I” del Decreto Requisiti Eco Bonus del 5 ottobre 2020.

Fino al 12 novembre 2021 invece, se si decideva di usufruire del Bonus Casa al 50% non ci si doveva attenere a nessun tipo di limite di prezzo se non al massimale di detrazione che però era fissato a 96.000 euro.

Questo ha fatto si che molti serramentisti consigliassero alle persone che si rivolgevano a loro di dirottare le semplice sostituzione dei serramenti da Eco Bonus a Bonus Casa, evitando ed aggirando l’imposizione dei prezzi massimi al metro quadro dell’allegato “I”.

Per questo in tutti quei casi dove ci si orientava su finestre di valore superiore che non rientravano nei prezzi massimi si utilizzava la strada parallela del Bonus Casa.

Ecco un esempio di cosa succedeva prima del 12 novembre 2021

Ipotizziamo che ci sia una persona che viva in una villetta singola ereditata dal nonno.

Si tratta di una bella casetta di 250 metri quadri su due livelli con ampi porticati, costruita all’inizio degli anni ’70 alle porte di Milano, in Brianza.

La casa è ben tenuta e l’ampio giardino che la circonda, oltre ad essere ben curato, gli da quella privacy che una villetta di questo tipo si merita.

L’unico problema sono le finestre, ormai ridotte male, completamente da riverniciare e che si chiudono a fatica.

Finestre con vetro singolo sottile come la carta velina che lasciano passare un’enorme quantità di spifferi a causa della mancanza di guarnizioni perimetrali tra anta e telaio.

E’ ora di cambiarle pensa il proprietario e per questo è venuto il momento di muoversi, di sfruttare l’Eco Bonus al 50% e perché no, anche lo sconto in fattura in modo da evitare di anticipare tutti i soldi.

Si mette in pista, cerca sul web, individua alcuni rivenditori della zona e comincia a peregrinare tra i vari show room.

Come capita di regola negli show room tutto è incentrato sul cercare di piazzare il prodotto top di gamma del momento.

Da una parte c’è il potenziale cliente che dice di volere una finestra di qualità e che non lo costringa a fare costantemente la manutenzione, dall’altra c’è il venditore che propone un ventaglio di proposte per tutti i gusti e per tutte le tasche.

Alla fine, un po’ per l’orgoglio del potenziale cliente, un po’ per le capacità di persuasione del venditore si arriva a stabilire che i serramenti in legno/alluminio corredati da splendide persiane in alluminio modello centro storico sono la soluzione migliore.

Il cliente a questo punto tira fuori di tasca un foglio con le misure delle finestre e il venditore sobbalza sulla sedia.

Sa già che il costo di quelle finestre non potrà essere portato in detrazione totalmente al 50%.

Il motivo è molto semplice, le finestre e le persiane del suo potenziale cliente sono tutte ad arco.

La lavorazione necessaria per costruire finestre e persiane ad arco è molto onerosa e può arrivare a sovrapprezzi anche del +80%.

In questo caso specifico le finestre misurano complessivamente 40 metri quadri e la spesa complessiva massima ammissibile è di 30.000 euro.

Questo calcolo è ricavato dall’allegato “I” che consente, in zona climatica “E”, in provincia di Milano, una spesa massima ammissibile per i serramenti di 650 euro al metro quadro a cui aggiungere 100 euro nel caso vengano previsti anche i sistemi oscuranti, per un totale di 750 euro al metro quadro.

Purtroppo il preventivo di massima che esce dal software di preventivazione dello show room si attesta a 40.000 euro, quindi ben oltre il limite imposto dalla Legge.

Con questa situazione il cliente avrebbe un grosso problema, perché potrebbe portare in detrazione solo 15.000 euro mentre dovrà pagare di tasca propria ben 25.000 euro.

Per il cliente questa cifra non è un problema, ma prima che si possa discutere di un eventuale sconto il venditore cala l’asso con una proposta sostenibile e risolutiva.

Propone al cliente di investire 1000 euro per un geometra che possa aprire una pratica in comune per un manutenzione straordinaria.

Con un titolo edilizio in mano il lavoro verrebbe inquadrato come Bonus Casa al 50% e non più come Eco bonus al 50%.

Totale spesa 41.000 euro dato da 40.000 euro di finestre e persiane più 1.000 euro di geometra.

Dato che in Bonus Casa prima del Decreto Anti Frodi non c’erano limiti da rispettare il totale della detrazione spettante è di 20.500 euro cosicché il cliente dovrebbe mettere di tasca sua solo i restanti 20.500.

Questo gli consentirebbe di portare in detrazione ben 5.500 euro in più rispetto alla soluzione Eco Bonus semplice.

Ora, anche se potrà non sembrare la fine del mondo aver aumentato la detrazione di 5.500 euro ti invito a pensare a quante pratiche di questo tipo possono essere state gestite nel corso del 2021.

Se è stato necessario un provvedimento d’urgenza come il Decreto Anti Frodi molto probabilmente il ricorso a questo escamotage è stato ben più che limitato.

Il Metodo Sana Finestra

Ho cominciato a lavorare sul Metodo Sana Finestra nel 2010 e fino ad oggi ho continuato a testarlo, correggerlo ed implementarlo in funzione dell’evoluzione tecnica dei serramenti e delle tecniche di installazione.

Negli anni approfondisco le mie conoscenze e aggiungo miglioramenti al sistema che ho creato grazie ai continui corsi di formazione che frequento.

A differenza di quanto fanno la maggior parte dei miei colleghi il mio metodo parte dalla configurazione dell’intervento per poi arrivare solo in un secondo momento a stabilire quale tipo di infisso utilizzare.

Prima ci preoccupiamo di pensare come dovrà essere eseguito l’intervento e quale tipo di finestra è il più indicato a soddisfare i tuoi bisogni.

Poi ti spiegheremo come si opererà in casa tua e cosa succederà al foro delle tue vecchie finestre e alla tua casa durante l’intervento di sostituzione.

Bada bene che questa cosa non la fa mai nessuno.

Le offerte che riceverai parleranno tantissimo di prodotto e in merito a come dovrà essere eseguito l’intervento ti scriveranno solo “posa in opera”, oppure “installazione degli elementi”.

Potrebbe succedere qualunque cosa alla tua casa e alle tue finestre ma tu non lo saprai fino a che non li vedrai operare.

Certo qualcuno magari te lo spiegherà in show room a voce ma vuoi mettere averlo scritto nero su bianco in modo da poterlo verificare senza fraintendimenti in fase di esecuzione dei lavori?

E per farti capire che c’è qualcosa di diverso in Sana Finestra ti elenco i passaggi che noi seguiamo sempre e che invece non troverai quasi mai dagli altri.

      • Intervista iniziale e analisi dei bisogni
    •  
      • Eventuale consulenza telefonica di approfondimento
    •  
      • Check-Up Abitativo
    •  
      • Metodo Sana Finestra – Progettazione
    •  
      • Metodo Sana Finestra – Offerta economica

Non mi dilungo a spiegarti le varie fasi per non tenerti impegnato qualche ora, ma se ti stai informando per sostituire le tue vecchie finestre puoi approfondirle da subito.

Chiedici di essere contattato e così potrai anche approfondire il tema Cessione del Credito, Sconto in Fattura, regole Eco Bonus e regole Bonus Casa.

Ma voglio essere molto chiaro con te:

il Metodo Sana Finestra NON è per tutti.

Se ti sere un semplice preventivo, il classico foglio per avere un idea dei costi da sostenere lascia perdere perché da noi non lo riceverai.

Te lo dico perché così non perdi tempo!

L’elenco prezzi, il preventivo di massima, o la lista della spesa, chiamala come vuoi, la puoi ottenere tranquillamente on line attraverso portali dedicati che ti offrono fino a 5 preventivi gratuiti e senza impegno entro 24 ore.

Se invece vuoi trovare una vera soluzione, personalizzata. adatta a te, alla tua casa e alla tua famiglia, allora contattaci e potremo verificare insieme se realmente abbiamo la soluzione migliore per te.

Come possiamo aiutarti

Gli step da seguire sono semplici, puoi chiedere di essere contattato CLICCANDO QUI.

Successivamente il nostro ufficio clienti ti contatterà entro 24 ore lavorative per programmare con te una breve intervista telefonica di 30 minuti dove verificheremo le tue reali necessità.

Dopo l’intervista ed aver verificato che abbiamo la soluzione migliore per te si potrà procedere con il Check-Up Abitativo e con il Metodo Sana Finestra.

Sfrutta ora questa opportunità!

Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto!
Gianluca Ortelli

Guida Acquistare Nuove Finestre 2020

Se devi acquistare nuove finestre il primo passo da fare è richiedere la GUIDA GRATUITA che ho scritto per aiutarti a non commettere errori!

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"Acquistare nuove finestre. Cosa devi sapere per farlo nel modo migliore"

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Finestre a Lecco: la storia di Maria Pia

Finestre a Lecco: la storia di Maria Pia

In questo articolo ti racconto come Maria Pia ci ha conosciuto, quali dubbi aveva e quali sono le motivazioni che l'hanno portata ad affidarsi a Sana Finestra. Buona lettura!

E’ il 12 maggio del 2021 quando il nostro servizio clienti riceve la richiesta per una consulenza telefonica da parte di Maria Pia.

Maria Pia ci ha raccontato che è entrata in contatto con noi quasi per caso, navigando in rete si è imbattuta nel nostro sito è ha richiesto di scaricare la GUIDA gratuita che ho scritto appositamente per aiutare le persone a non sbagliare le scelta delle finestre.

In quel periodo si trattava di un documento in PDF scaricabile da tutti, poi, dopo l’estate del 2021, abbiamo scelto di cambiare le regole mettendola a disposizione in formato cartaceo solo a chi risiede nella nostra zona di competenza previa verifica dei requisiti necessari.

Lo stesso giorno di invio della richiesta, Maria Pia viene contattata da Maruska che le fissa una consulenza telefonica direttamente con me per il 21 di maggio alle ore 16,00.

La consulenza

Ci sentiamo al telefono, Maria Pia appare subito una persona molto gentile e parlando fa trasparire tutto l’amore e l’attaccamento per la sua casa.

Gli faccio le domande di rito, quelle che mi servono a capire se realmente posso aiutare chi sta dall’altra parte del telefono.

Scopro con piacere che la mia Guida gli ha aperto un mondo e una delle prime cose che mi dice é: ”Sono stata da un suo collega… mi è successo esattamente quello che lei ha descritto nella guida quando parla della visita ad uno show-room. Stesse parole, stesso modus operandi”…

Io sorrido, lo so bene cosa succede all’interno di uno show room che, se ci pensi bene, è la vetrina promozionale dove il serramentista sfodera tutte le sue armi di persuasione cercando di mettere in risalto i campioni di finestra più luccicanti.

Un luogo dove il percorso, le luci e la proposta è studiata per emozionare e per far concentrare il potenziale cliente sul prodotto, che come sostengo da tempo è si un elemento importante ma non fondamentale.

Tornando alla nostra consulenza scopro che le finestra che Maria Pia vuole sostituire hanno per lei una valenza particolare essendo state commissionate da sua padre parecchi anni fa.

La sua casa si trova a Lecco, in prossimità del Ponte Nuovo e si tratta di un piccolo appartamento in una palazzo antico costruito nel 1920.

Mi racconta che inizialmente pensava di ammodernarle facendo installare doppi vetri, ma poi si è resa conto che era un intervento inutile.

Sfrutta la consulenza con me per cercare di conoscere meglio Sana Finestra e per trovare riscontro ad alcune informazioni contrastanti che ha avuto modo di apprendere durante le sue ricerche.

Una tra queste riguarda i vetri selettivi dal momento che lei ha una casa esposta in parte a sud ovest, in parte a ovest e in parte a nord.

L'incontro con i miei concorrenti

Al momento della consulenza con me, Maria Pia aveva incontrato 3 miei concorrenti ed aveva ottenuto da loro trattamenti diversi.

In un primo caso un mio collega si era recato a casa sua e gli aveva fatto un preventivo per delle finestre in alluminio.

La soluzione non l’aveva convinta in pieno dal momento che le sue vecchie finestre oltre ad avere un aspetto estetico tipico dei serramenti anni ’60, gli avrebbero creato problemi a livello di autorizzazioni comunali trovandosi all’interno di in centro storico.

Le altre due offerte che aveva ottenuto erano relative a finestre in pvc ma in questo caso i miei colleghi si sono limitati a fornire un’offerta d’ufficio, rilasciata direttamente in show room, senza ispezione e sulla base delle misure che ha dovuto fornire lei.

Anche in questi ultimi due casi le proposte non avevano convinto Maria Pia.

In primo luogo per il trattamento poco interessato riservato dall’offerta d’ufficio e in secondo luogo perché avendo finestre molto alte non ha ottenuto le necessarie rassicurazioni circa la fattibilità tecnica dei prodotti.

In pratica su questa fattibilità le risposte ricevute erano state vaghe e poco convincenti.

Perché la consulenza

Devi sapere che purtroppo, o per fortuna a seconda dei punti di vista, Sana Finestra non possiede sempre la soluzione ottimale per tutti.

A prescindere dal fatto che NON tutti possono essere nostri clienti e che fortunatamente possiamo permetterci di decidere con chi lavorare, uno dei passaggi fondamentali è proprio quello di capire se noi abbiamo quello che cerca chi si rivolge a noi.

Potrà sembrarti una piccolezza ma ti assicuro che questo è un passaggio cruciale, che ti impegna circa mezz’ora, ma che potrebbe farti risparmiare diverse ore se non diversi giorni.

Se ad esempio tu avessi delle esigenze estetiche, oppure stilistiche, oppure di altro genere che magari il serramentista che contatti non può soddisfare, nella maggioranza dei casi si creerebbero 2 scenari.

Il primo è che senza farti prima delle domande specifiche il serramentista viene da te per un sopralluogo, impegna il suo e sopratutto il tuo tempo, almeno un paio d’ore, con il rischio poi di ritrovarvi tutti e due con un nulla di fatto.

Il secondo, ancora peggiore, sarebbe che il serramentista pur di non buttare via il tempo, nella speranza di non perdere il lavoro si metta a girovagare per trovare la soluzione che tu desideri senza tenere minimamente conto del fatto che, se si tratta di qualcosa di cui non è esperto, il risultato per te potrebbe essere insoddisfacente se non addirittura pessimo.

In entrambi i casi, perdita di tempo, rabbia, e magari tutto da rifare.

Capisci ora perché forse è meglio investire 30 minuti iniziali per non perdere ore o addirittura giorni successivamente?

Nello specifico caso di Maria Pia nessuno gli ha riservato questo trattamento ma ogni serramentista contattato ha banalmente redatto un preventivo standard senza cercare di capire quali erano gli eventuali vincoli presenti e senza approfondire i desideri e i bisogni del cliente.

Il Check-Up Abitativo

Se hai visitato un po’ il nostro sito, il nostro blog ed il nostro canale YouTube non puoi non aver sentito parlare di Check-Up Abitativo, un altro elemento che differenzia Sana Finestra dai nostri concorrenti.

Loro di base fanno il classico sopralluogo senza impegno, noi invece facciamo un’analisi del tipo di intervento che il cliente vorrebbe realizzare.

Non te lo spiego completamente qui, perché ci vorrebbe troppo tempo, ma se ti servono nuove finestre puoi sempre scoprire come funziona il nostro Check-Up Abitativo contattandoci QUI.

Ora invece concentriamoci sul Check-Up Abitativo di Maria Pia.

Lo fissiamo al termine della consulenza, programmato per il 25 maggio alle ore 10.

Arrivo da Maria Pia che subito mi accoglie con la sua gentilezza e con un buon caffè fatto con una specie di moka vistosamente d’epoca che non avevo mai visto prima.

Oltre alle domande della consulenza, il Check-Up Abitativo ne prevede di più approfondite in modo da poter focalizzare al meglio oltre ai bisogni anche i desideri e i risultati che il cliente vuole raggiungere.

Quindi procediamo con questa prassi e poi ci dedichiamo all’analisi delle finestre.

Le finestre di Maria Pia, come in tutte le case dei centri storici sono molto altre e arrivano a 2 metri e 20 centimetri.

Le porte finestre invece arrivano a 3 metri e 20 centimetri.

Inoltre il loro taglio estetico è quello tipico che si trova nei centri storici, con profili in legno sagomati in stile barocco come puoi vedere nella foto qua sotto.

L’installazione è avvenuta in un modo particolare, murando le finestre all’interno di un vano nel quale scorrono le persiane esterne.

In ultimo il colore, le attuali finestre sono grigie ma bi-colore e quindi diverse tra interno ed esterno.

Il Check-Up Abitativo dura un paio d’ore come da prassi, dopodiché rientro in ufficio e comincio e elaborare i dati al fine di trovare la soluzione più adatta ai bisogni di Maria Pia.

Il Metodo Sana Finestra

Presento il Metodo Sana Finestra a Maria Pia circa 20 giorni dopo il Check-Up Abitativo  attraverso una video chiamata su Zoom.

Ecco un’altra nostra differenza, il Metodo Sana Finestra non è un semplice preventivo che può essere inviato via mail e per questo deve essere presentato di persona.

Maria Pia ascolta attentamente la mia presentazione che dura circa un’ora e al termine esclama: “E’ la prima volta che mi spiegano in modo così completa un’offerta”.

Ma cosa c’è stato di così particolare nel progetto che ho elaborato per Maria Pia che le ha dato questa sensazione?

Prima di tutto, sono parole sue, la chiarezza nella spiegazione di cosa sarebbe successo nello specifico alle sue vecchie finestre e alla sua casa.

Non dare per scontato questo particolare perché generalmente nelle offerte tipiche di un serramentista la spiegazione riguarda solo il prodotto, mentre le modalità operative che parlano di come verrà fatto nello specifico il lavoro non vengono quasi mai riportate.

Ed un conto è riportarle a voce durante la classica visita in show room, un conto e leggerle scritte nero su bianco nell’offerta.

Nel primo caso potresti sentirti dire che ti sei sbagliato o che hai capito male, nel secondo invece no, perché non ci si può rimangiare quello che è stato scritto.

Capire bene quali sono i passaggi che sono stati pensati è un diritto del cliente che investe una cifra monetaria importante.

Qui sotto vedi ad esempio una foto che spiega in parte come era stato pensato
il posizionamento delle nuove finestre. 

Un’altro particolare riguardava la scelta del tipo di infisso dal momento che ci siamo orientati su un sistema totalmente in legno con forme e sezioni molto simili a quelle esistenti. 

L’ultimo particolare riguardava la scelta dei vetri.

Se ti ricordi prima ho scritto che Maria Pia in consulenza mi chiese informazioni circa i vetri selettivi.

Non me lo ha detto esplicitamente, ma immagino che i serramentisti contattati glieli abbiano offerti.

Nel nostro progetto non sono stati previsti vetri selettivi per il fatto che NON servivano assolutamente.

La casa di Maria Pia si sviluppava da sud-ovest a nord-ovest e l’unica condizione che avrebbe potuto giustificare un vetro selettivo era l’esposizione a sud-ovest e a ovest.

Il fatto è che qui non ci si trovava in una zona aperta ma circondata da altri edifici alti fino a 4 piani.

In più Maria Pia aveva e voleva mantenere, finestre con vetri satinati.

Questa finitura unita ad un vetro selettivo avrebbe reso l’ambiente interno della sua casa molto più scuro rispetto a quello attuale con un netto peggioramento della vivibilità interna.

Offerta accettata!

Poco più di una settimana dopo Maria Pia ci conferma l’offerta e cominciamo e mettere in produzione i serramenti attraverso il fornitore scelto.

Purtroppo la situazione edile italiana del 2021 è piuttosto intasata a causa dell’enorme domanda favorita dai vari bonus e, complice anche la difficolta di reperimento delle materie prime, le tempistiche necessarie risultano un po’ più lunghe del solito.

Dalla nostra abbiamo avuto il fatto che dopo poche settimane dall’ordine a Maria Pia è stata programmata la data di installazione che, grazie al rispetto dei tempi che il nostro fornitore ci ha inizialmente fissato è rimasta invariata.

In buona sostanza, tempi più lunghi del solito ma rispettati.

Installiamo!

Le finestre di Maria Pia vengono installate ad inizio dicembre 2021 ed il lavoro dura in tutto 3 giorni.

La foto che vedi sopra è un particolare delle lavorazione dell’anta che risulta essere molto simile a quella esistente e che comunque richiama il taglio barocco tipico dello stile delle casa.

Al termine del lavoro vado a trovare Maria Pia e davanti al solito caffè mi accerto che tutto sia andato come se lo aspettava.

Maria Pia si dimostra molto soddisfatta tanto che mi rilascia la recensione che ho trascritto e che puoi leggere qui di seguito:

“Volevo adeguare le mie vecchie finestre ai canoni moderni, eliminare gli spifferi e renderle più comode da utilizzare.
Avevo però il timore di fare un lavoro sbagliato perché avevo visto dei lavori di sostituzione delle finestre da dei miei conoscenti il cui risultato non era all’altezza delle aspettative.
Navigando in internet sono capitata sul vostro sito.
All’epoca avevo già fatto fare un preventivo per delle finestre in alluminio che però ho abbandonato e altri due preventivi per delle finestre in pvc i cui venditori non mi avevano convinto.
Arrivata a voi mi sono sentita seguita meglio, voi offrite un servizio qualità totale. Mi avete seguito e mi state seguendo in modo eccezionale. L’installazione è stata ottima così come tutta la comunicazione con il vostro ufficio.
Voto tranquillamente 10.”

Prima

Prima le finestre erano doppie con delle ante in vetro a protezione… 

Dopo

Dopo è stato previsto un sopra luce per uniformarsi alla modifica fatta nell’appartamento del vicino che già aveva provveduto a far realizzare le nuove finestre con un sopra luce.

Prima

Particolare della finestra della camera da letto che aveva un pannello inferiore…

Dopo

Nella nuova realizzazione il pannello è stato eliminato ed è stato previsto il sopra luce. 

La nuova versione senza pannello contribuisce a dare più luminosità alla camera.

Come possiamo aiutarti

Se anche a te piacerebbe risolvere i problemi relativi alle tue vecchie finestre come ha fatto Maria Pia puoi contattarci e cercheremo insieme di capire se abbiamo la soluzione migliore per te.

Gli step da seguire sono semplici, puoi chiedere di essere contattato cliccando QUI.

Successivamente il nostro ufficio ti contatterà entro 24 ore lavorative per programmare con te una breve intervista telefonica di 30 minuti dove verificheremo le tue reali necessità.

Dopo l’intervista ed aver verificato che abbiamo la soluzione migliore per te si potrà procedere con il Check-Up Abitativo e con il Metodo Sana Finestra.

Per cui NON PERDERE TEMPO e agisci subito!

Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto!
Gianluca Ortelli

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Il decreto Anti Frodi e le conseguenti complicazioni!

Il decreto Anti Frodi e le conseguenti complicazioni!

Detrazioni fiscali, cessione del credito e sconto in fattura recentemente hanno subito una battuta di arresto a causa della scoperta di un gran numero di frodi. Contemporaneamente si sta assistendo ad un'indiscriminata corsa ad offrire finestre scontate come se niente fosse successo. In questo articolo cerco di fare il punto della situazione evidenziando i pericoli da evitare al fine di non trovarti con brutte sorprese. Buona lettura!

Aggiornamento GENNAIO 2022

Questo articolo è stato scritto nel dicembre del 2021 quanto il Decreto Anti Frodi era in vigore.

Attualmente il Decreto Anti Frodi è stato abrogato e parzialmente inglobato nella Legge Finanziaria 2022.

Quanto riportato di seguito dunque NON è più in vigore ma resta pubblicato al fine di lasciare traccia sulle motivazioni che hanno portato all’emanazione di questo Decreto Legge.

Detrazioni fiscali cessione del credito e sconto in fattura sono le grandi opportunità che possono consentirti di rinnovare la tua casa in modo da recuperare parte della spesa sostenuta.

O almeno questo è quello che si è portati a pensare…

Come spesso succede in Italia, ogni opportunità garantita dallo stato che prevede sconti, rimborsi o detrazioni attira una serie di figure poco raccomandabili dalle quali è bene tenere un’adeguata distanza.

L’imperativo che mi sento di consigliarti da subito e “PRUDENZA”!

Va bene sfruttare le opportunità ma con un attenzione particolare ai dettagli e sopratutto con un certo “distacco” che serva a non farti abbagliare da un possibile miraggio.

Perché ti dico questo

Non so se lo sai ma a ottobre 2021 tutte le principali testate giornalistiche hanno riportato la notizia della scoperta di oltre 800 milioni di euro di detrazioni fiscali irregolari e di conseguenza non dovute.

Puoi leggere ad esempio uno degli articoli scritti in merito che è stato pubblicato su Il sole 24 ore cliccando QUI

Questa cifra riguarda prettamente la cessione del credito e lo sconto in fattura applicato a diversi tipi di bonus, dal Bonus Casa al 50% al Eco Bonus al 50% al Bonus Facciate al 90%.

Proprio questo ultimo Bonus, quello per le Facciate al 90% è risultato il più soggetto a frodi per via del fatto che il provvedimento non ha particolari linee guida da seguire.

Nello specifico si sono verificate situazioni in cui i prezzi sono stati gonfiati oltre il limite ragionevole, o ancora peggio i lavori sono stati solo annunciati ma non sono mai stati eseguiti.

In pratica persone senza scrupoli si sono buttate a capofitto nelle falle legislative a proprio vantaggio, utilizzando il meccanismo molto semplice della cessione del credito  e dello sconto in fattura in modo scorretto.

Per spiegarti meglio ti faccio un esempio: ipotizziamo che io sia un tuo amico che di lavoro ristruttura facciate e tu sia proprietario di una casa singola.

Ci accordiamo e io ti faccio una fattura per la ristrutturazione della tua facciata di casa per un importo di 200.000 euro.

Tu puoi beneficiare della detrazione al 90% e con lo sconto in fattura potrai pagare solo il 10% dell’importo che corrisponde a solo 20.000 euro.

Il restante 90% e cioè 180.000 euro, lo cederai a me azienda esecutrice, per cui con il mio aiuto entri nel tuo cassettino fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate e compili un apposito modulo.

Nel modulo cedi questi 180.000 euro a me in qualità di azienda incaricata.

Il mese successivo nel cassettino fiscale delle mia azienda io trovo il tuo credito ceduto e a mia volta lo cedo a una banca, ad una finanziaria o ad un’altra azienda che lo compra ad una determinata cifra che normalmente si aggira intorno al 80% del suo valore.

Ergo l’acquirente mi compra questi 180.000 euro e me li paga 162.000 euro.

Fino a qui tutto corretto se non fosse per un piccolo particolare…

Io e te non faremo nessun tipo di lavoro ma ci divideremo solo i soldi!

Lo Stato corre ai ripari

Da quanto si è potuto apprendere di situazioni simili ne sono state identificate parecchie e questo come puoi ben immaginare rappresenta un problema piuttosto serio.

Questa scoperta a portato lo Stato ovviamente a correre ai ripari pubblicando in fretta e furia il DL Anti Frodi (DL 157 del 11 novembre 2021), che è diventato immediatamente esecutivo il 12 novembre 2021.

La manovra ha di fatto bloccato la corsa agli Eco Incentivi e in particolare lo sconto in fattura, a causa del fatto che le prescrizioni del DL prevedono una serie di passaggi aggiuntivi di controllo che attualmente non sono ancora stati definiti.

I dettagli del Decreto allo stato attuale non sono chiarissimi, o meglio fissano una serie di paletti che però demandano ad altri provvedimenti che ne definiscano le linee guida e che al momento non sono ancora noti.

Si sa che ci dovrà essere sicuramente un visto di conformità ottenibile da parte di un commercialista che verifichi la sussistenza delle spesa, ma non si sa su che basi e su che parametri lo debba fare e cosa effettivamente debba controllare.

A differenza di prima, dove il committente poteva in autonomia entrare nel proprio cassettino fiscale e cedere l’importo della detrazione al fornitore, ora questa operazione sarà eseguibile solo dal commercialista che farà il visto di conformità.

Si sa che sarà necessaria un’attestazione della congruità della spesa che verosimilmente dovrebbe essere fatta da un tecnico abilitato, come ad esempio un geometra che verifichi la congruità del prezzi.

Infine si sa che queste incombenze comporteranno naturalmente dei costi aggiuntivi che attualmente non potranno essere portati in detrazione.

Quali sono i problemi

I problemi più evidenti, allo stato attuale sono che non è possibile stabilire a quanto ammontino le spese aggiuntive da sostenere, perché il DL non lo chiarisce ma rimanda a ulteriori linee guida che non sono ancora state emanate.

Per questo nessuno sa quantificare perfettamente i costi che, ti ricordo, sono totalmente in capo al committente e cioè a te.

Un altro problema sopratutto in merito alla detrazione dei serramenti, riguarda la congruità della spesa e più precisamente quale riferimento utilizzare per verificare i prezzi.

Attualmente per le fornitura di serramenti si utilizzava l’allegato “I” del decreto Requisiti Eco Bonus ma c’è chi sostiene che questo non sia più valido e che invece si dovrà fare riferimento ai listini Regionali o Provinciali.

I pareri su questo aspetto sono però contrastanti e ognuno dice la sua.

In merito a questo DL ad oggi una marea di opportunisti con l’imperativo di fare chiarezza, hanno scritto di tutto e di più su articoli nei blog e sulle riviste di settore.

Tutto ciò nonostante nessuno sapeva nulla su come muoversi per rispettare il decreto.

Peccato che non era e non è attualmente possibile parlare di chiarezza fino a che il DL non compirà il suo iter parlamentare e cioè che tutto quanto previsto in questa quasi Legge sarà definitivamente approvato.

Attualmente sembra che l’articolo 157 verrà abrogato all’interno della Legge di Bilancio 2022 a fronte di una modifica degli articoli che riguardano in generale tutti i Bonus.

Inoltre proprio l’articolo 9, riguardante i Bonus, ha attualmente 626 emendamenti che potrebbero stravolgere totalmente quelle che sono le attuali certezze.

Tuttavia nonostante questo c'è chi non si ferma

Proprio per il motivo che ti ho spiegato sopra e cioè che non esistono certezze se non quelle basilari e marginali è piuttosto illogico pensare di imbattersi in una pratica di detrazione fiscale senza conoscerne le precise nuove incombenze burocratiche.

E’ bene che tu tenga a mente un aspetto FONDAMENTALE: il RESPONSABILE IN SOLIDO per eventuali SANZIONI è sempre il contribuente a cui la pratica di detrazione è intestata e quindi TU.

Per questo motivo devi stare ben attento e non firmare contratti se non hai tutti gli elementi chiari in tuo possesso.

Ed ora che sai chi sarà il responsabile in caso di irregolarità, capirai perché tanti serramentisti continuano costantemente ed indiscriminatamente a pubblicizzare lo sconto in fattura anche in questo periodo incerto.

Queste sono solo alcune delle promozioni che dal 12 novembre vedo ogni giorno e mi chiedo come sia possibile continuare imperterriti a cercare di attirare nuovi potenziali clienti con una promessa che al momento NON può essere mantenuta in modo preciso e definito.

Quali sono le certezze

Al momento come già detto quello che si sa è che sarà necessario ottenere il visto di conformità per poter cedere il proprio credito.

E in merito a questo visto di conformità attualmente non si conoscono le direttive per poterlo rilasciare.

Di conseguenza non è nemmeno possibile determinarne i costi e a questo punto è chiaro che impegnarsi ad acquistare finestre nuove senza conoscerne esattamente le incombenze e i relativi costi conseguenti equivale a fare un salto nel buio che onestamente non mi sento di consigliarti.

Ho già avuto modo di parlare dei costi finanziari dovuti allo sconto in fattura o alla cessione del credito in un articolo che trovi QUI e per questo non mi ripeterò.

Anche se si tratta di un articolo riferito al Super Bonus 110% il principio di applicazione è il medesimo.

Ma quello su cui voglio farti concentrare sono alcuni aspetti obbligatori che spesso non vengono rispettati.

Dichiarazione congruità della spesa

Questa dichiarazione è obbligatoria in ambito Super Bonus 110% e deve essere fatta da un tecnico, ad esempio un geometra o un architetto.

Attualmente non era prevista in ambito Bonus Casa al 50%, ma a seguito del DL 157 sarà necessaria.

Questo perché il commercialista che dovrà rilasciare il visto di conformità della spesa avrà necessita di una figura tecnica che abbia le competenze necessarie a verificare che i prezzi siano congrui.

Tu non lo sai e qualcuno se ne approfitta

In ambito Eco Bonus 50% e cioè la semplice sostituzione delle finestre, già da tempo è necessario che oltre alla pratica di detrazione inviata a Enea il cliente conservi due dichiarazioni fondamentali.

La prima è la Dichiarazione del rispetto dei requisiti Eco Bonus e cioè il valore isolante delle nuove finestre.

La seconda è la Dichiarazione della congruità della spesa.

Entrambe queste due dichiarazioni non devono essere inviate a nessun ente di controllo ma il beneficiario della detrazione le deve conservare per eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

La conservazione deve essere fatta insieme alla copia della comunicazione inviata ad Enea ed alla relativa ricevuta di effettiva presentazione della domanda, alla copia delle fatture ricevute dal fornitore e alla copia dei bonifici di pagamento.

Queste dichiarazioni sono documenti che devono esserti consegnati dal rivenditore di serramenti a cui ti affiderai, ma sembra che alcuni serramentisti però omettano questo passaggio e dal momento che nessuno lo richiede per il buon fine delle pratica, questo per te potrebbe essere un problema.

In caso di controlli infatti non potrai dimostrare la congruità delle spesa e potresti vederti contestare una spesa eccessiva che supera i prezzi massimi al metro quadro da rispettare.

So che ti potrà sembrare strano ma questo articolo ha anche lo scopo di metterti in guardia fin da subito in modo da informarti su quali sono i tuoi diritti.

Ora ti basterà chiedere al venditore in fase preventiva se riceverai questi documenti al momento della stipula del contratto in modo da sapere da subito come sono stati ripartiti i costi.

Sarà ancora così?

In seguito al DL 157 il mio parere è che la dichiarazione di congruità della spesa e la dichiarazione del rispetto dei requisiti eco bonus rimarrà sempre la stessa, che sia sempre demandata al fornitore di finestre e che venga poi certificata con il visto di conformità da parte del commercialista che renderà cedibile il credito.

Ma attualmente, fino a che non uscirà almeno la Legge di Bilancio 2022 il consiglio è quello di attendere i necessari chiarimenti.

Questo vuol dire non prendere decisioni affrettate ed evitare di affidare incarichi o ordini di finestre almeno fino a gennaio 2022.

In una parola:

PRUDENZA!

Nel frattempo puoi muoverti nella ricerca delle nuove finestre e nel trovare il fornitore più adatto alle tue esigenze magari seguendo i consigli che trovi su questo blog.

La ricerca delle nuove finestre è un processo delicato che deve passare attraverso valutazioni tecniche che non si possono fare nel tempo di uno schioccar di dita ma che è meglio seguano un metodo sistematico e collaudato.

Qualcosa che non sia una semplice scelta di un prodotto “visto e piaciuto” in show room senza che prima sia stata fatta un’analisi tecnica precisa che non sia il solo rilevamento delle misure delle finestre esistenti.

In questo senso è orientato il Metodo Sana Finestra di cui ti parlo qui di seguito.

Il Metodo Sana Finestra

Dal 2010 ad oggi ho scelto di cambiare completamente il mio modo di proporre finestre e di renderlo estremamente diverso rispetto a quello della quasi totalità dei miei colleghi.

Certo non è sempre stato possibile farlo, ma piano piano negli anni a seguito di continui test e correzioni oggi posso dire di aver confezionato un sistema unico che probabilmente nessun altro mio collega mette in atto.

Una delle differenze fondamentali che sono certo non troverai da nessun altro mio collega è il fatto che, in prima battuta, a noi NON interessa venderti le nostre finestre, ma ci interessa in primis metterti nelle condizioni di avere tutte le informazioni necessarie per poter capire come si dovrà intervenire al fine di farti ottenere i benefici di cui hai bisogno.

E a proposito di questo il primo step di intervento per chi entra in contatto con noi è la configurazione dell’intervento di sostituzione degli infissi che parte dal nostro Check-Up Abitativo Base.

Con il Check-Up Abitativo faremo un’analisi della situazione esistente, dei desideri che vuoi soddisfare e dei risultati che vuoi ottenere, del tipo di casa in cui vivi e delle sue caratteristiche costruttive.

Capiremo bene cosa vuoi ottenere, in che contesto abitativo dovremmo operare, individueremo il tipo di infisso più adatto ai tuoi bisogni e il migliore metodo di installazione da utilizzare.

Strano vero?

Di norma la prima cosa che tutti fanno è presentarti e descriverti le caratteristiche delle finestre che vendono.

Mentre noi invece partiamo dalla tua casa, dalla situazione esistente e dai tuoi desideri.

Eppure la decisione di acquistare nuove finestre risponde spesso ad una serie di problemi da risolvere.

Questi problemi riguardano nella maggior parte dei casi la termica e l’acustica, elementi che le nuove finestre migliorano in modo diverso e modulabile a piacere.

Per questo la modulazione della finestra ideale deve essere pensata attraverso un’analisi tecnica che NON ti faccia rischiare di ritrovarti con un prodotto troppo performante rispetto alle tue esigenze, o con un prodotto non all’altezza delle tue aspettative.

Per aiutarti nel migliore dei modi il Metodo Sana Finestra prevede dei passaggi molto semplici.

      • Una primo telefonata di approfondimento che servirà a capire se noi effettivamente abbiamo quello che serve a soddisfare le tue esigenze.
    •  
      • Il Check-up Abitativo Base, da non confondere con il classico sopralluogo utile solo a rilevare 4 misure per fare un preventivo.

Il Check-Up Abitativo è un’analisi tecnica delle tue vecchie finestre e della tua casa che ti darà una scheda di valutazione della situazione esistente e delle azioni da compiere per risolvere le problematiche esistenti.

Sarà la base sulla quale configurare la riqualificazione del foro finestra
in modo completo, risolutivo e senza sorprese.

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Se vuoi approfondire questi concetti, o se vuoi capire meglio come non commettere errori contattaci cliccando sul pulsante qui sotto.

Tieni presente che noi lavoriamo solo a Como, a Milano oppure in Brianza e per questo motivo, se non abiti nella zona che ti ho indicato, non potremmo aiutarti.

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Gianluca Ortelli

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Storia vera: i rischi di chi si fida di un finto professionista

Storia vera: i rischi di chi si fida di un finto professionista

Si dice sempre che ogni persona debba occuparsi solo di quello per cui ha studiato e su cui ha acquisito le necessarie competenze. Per questo motivo sono nate figure professionali che a rigor di logica dovrebbero aiutare chi ignora una certa materia ad ottenere i vantaggi necessari. Tuttavia sempre più spesso molti giocano sull'incompetenza dei clienti per rifilargli cantonate imbarazzanti. Te ne parlo in questo articolo raccontandoti una storia vera. Buona lettura!

Oggi voglio raccontarti una storia vera da poco accaduta che mi ha fatto riflettere.

Quello che ho appurato in questa storia è come un cliente ignaro si possa trovare a subire un lavoro assolutamente sbagliato e probabilmente fuorilegge, senza che abbia potuto rendersene conto in fase preventiva.

La riflessione che ho fatto mi lascia un po’ di amaro in bocca perché non giova alla mia categoria di serramentista.

Tuttavia se hai letto i miei articoli passati spesso faccio riferimento ai pericoli che si corre affidandosi al professionista sbagliato.

In me c’è sempre la speranza che ci sia una virata decisa nella direzione dei risultati piuttosto che del mero profitto, ma attualmente mi rendo conto che la strada è ancora lunga.

Un altro aspetto che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca è il fatto che a cadere in questa trappola è stato un mio cliente che ha deciso di “tradirmi” almeno per una volta.

Oggi posso dire che questo cliente si è pentito della scelta fatta e difficilmente commetterà di nuovo un errore simile.

Veniamo dunque alla storia che ti voglio raccontare.

Un cliente di lunga data

La persona in questione in realtà è una coppia alla quale ho cominciato a fornire prodotti e servizi nel lontano 2010.

Per loro ho fatto diversi lavori, porte, mobili, persiane e serramenti, migliaia di euro di lavori in circa 10 anni di forniture.

All’epoca non ero specializzato sui soli serramenti e per questo la mia falegnameria ha fornito a questa coppia un po’ di tutto.

Ora tu potrai pensare che se hanno deciso di cambiare è probabile che ultimamente non si siano più trovati bene con me

Oppure che hanno trovato qualcuno che gli ha fatto offerte meno care delle mie.

Oppure ancora che li ho in qualche modo trattati male, o li ho fatti aspettare più del dovuto, tanto che hanno deciso di cambiare bandiera.

Niente di tutto questo, perché a parte la sporadica fornitura di cui ti sto parlando, quasi in contemporanea la mia azienda ha appena installato in casa di questi coniugi nuove porte interne.

Ma c’è purtroppo stato un malinteso che ha deviato questa singola fornitura e che purtroppo per loro li ha fatti pentire della scelta fatta.

Il tipo di prodotto

Non te l’ho ancora detto ma il prodotto di cui si parla è un portoncino di ingresso in legno che doveva andare a sostituire una porta esistente sempre in legno originale della casa.

Il problema sorto è stato sul tipo di portoncino da installare.

Secondo il Metodo Sana Finestra il prodotto è importante ma non è fondamentale e per questo motivo il mio lavoro consiste nel trovare il sistema più adatto ai risultati che si vogliono ottenere, che sia allineato alle caratteristiche della casa e che sia sostenibile a livello economico.

In questo specifico caso si trattava di sostituire il vecchio portone con annesso sopra luce con uno nuovo e la mia proposta prevedeva l’installazione di una porta blindata, completa di sopra luce integrato, con una finitura a pannelli che richiamassero la tipica estetica di un portoncino in legno.

Questo avrebbe comportato una porta più sicura perché blindata, un aspetto estetico molto realistico e allineato ad un estetica classica, un costo nettamente inferiore al tipico portoncino in legno.

Naturalmente tutto quello che ti ho scritto sopra sarebbe valido solo a patto che il confronto porta blindata e portoncino avvenisse sulla base delle stesse caratteristiche tecniche e sopratutto termiche.

Capirai più avanti il perché di questo dovuta precisazione.

Tornando a noi quello che a detta dei clienti ha fatto propendere per un’altra soluzione è stato che io abbia proposto una porta blindata, mentre loro avrebbero voluto il classico portoncino in legno.

Purtroppo però questo desiderio mi è stato manifestato solo in questa fase mentre prima d’ora su questo aspetto non ci si era purtroppo intesi.

La storia

E’ sabato mattina di un soleggiato mese di novembre e alle 11,30 mi presento a casa dei clienti a seguito dell’appuntamento prefissato qualche giorno prima.

Sapevo già del nuovo portoncino, perché come detto in precedenza i miei operai avevano da qualche settimana finito di installare nuove porte interne e durante le mie ispezioni in corso d’opera, non avevo potuto fare a meno di notare il nuovo arrivato.

Il motivo dell’appuntamento non era però quello di parlare del portoncino ma era finalizzato alla consegna delle fatture finali dei lavori eseguiti.

Ci sediamo comodi davanti ad un buon bicchiere di prosecco, illustro ai signori le varie voci della fattura e dei documenti a corredo e spiego come devono essere eseguiti i bonifici di pagamento.

Al termine di questo la moglie mi chiede: “Posso approfittare di lei per chiederle un parere?”…

“Certo, mi dica”, rispondo io…

“Ha visto la porta di ingresso che abbiamo fatto installare?”…

“Si lo vista, come potrei non averlo fatto”, ribatto io…

“Cosa ne pensa?” Mi chiede la signora…

“Cosa vuole che le dica? C’è qualche problema in particolare?”, le chiedo…

“Diciamo di si”, risponde lei, “Ma secondo lei com’è questa porta? Le sembra sicura?”…

E poi aggiunge “Lei ha fatto una sacco di lavori per noi e non abbiamo mai avuto problemi, ci fidiamo del suo parere”…

Al che non potendo trattenermi replico: ”Ok, ma se vi fidate del mio parere perché avete deciso di rivolgervi ad un altro?”…

La signora mi guarda dritto negli occhi e mi dice: “E’ colpa sua, lei voleva vendermi una porta blindata e noi volevamo un portoncino classico”…

…“Capisco! La mia proposta però aveva un fondamento tecnico ed economico allineato al rapporto che ho con voi da anni”, rispondo…

…”Non era una proposta speculativa o di comodo, ma semplicemente di consulenza e per questo consigliavo un prodotto che facesse ottenere il risultato più vantaggioso in relazione alla situazione esistente”…

…”E parlando di sicurezza è certo che un portoncino in legno non potrà mai battere una porta blindata”…

La signora insiste, si sporge nella mia direzione con fare deciso e insiste sul voler un mio parere, per cui aggiungo: “Ho visto alcune cose che non sono proprio regolari ma preferisco astenermi dal giudicare”…

…E la signora ancora: “Non si preoccupi, ci dica pure, tanto ormai il danno è fatto!”…

La regolarità del prodotto

…“Ok! Beh, guardate, innanzitutto dubito che il portoncino sia regolare a livello di trasmittanza termica”…

…”Una chiusura che separa l’ambiente esterno dall’interno deve rispettare un valore limite imposto a livello Statale e Regionale e per il tipo di materiale impiegato e per il tipo di costruzione del prodotto dubito che questo portoncino possa rispettare questi valori”…

…”Però se avete una regolare fattura allora obbligatoriamente dovreste avere anche una D.o.p., (Dichiarazione di Prestazione) che riporta i dati necessari previsti dalla Marcatura CE ed è obbligatorio che il venditore ve li  consegni”…

...”Se non sono quelli previsti dalla Legge quel portoncino è fuorilegge e non dovrebbe stare li”…

Silenzio! Cala il gelo! Mi sa che qui si è fatto tutto con una stretta di mano e un conto scritto sulla carta del pane!…

Ma su questo fatto i signori non si pronunciano e io non insisto.

E’ chiaro però che se non c’è fattura quella porta non esiste e nessuno ne risponderà sia per quanto riguarda la funzionalità, sia per quanto riguarda i valori da rispettare, sia per quanto riguarda la sicurezza in uso.

Per intenderci se quella porta cade in testa a qualcuno e lo manda in ospedale, non potendo dimostrare chi l’ha venduta ed installata non si avrà nessun diritto.

In sintesi quella porta potrebbe essere fuorilegge perché in Lombardia e in zona climatica E è obbligatorio che in caso di sostituzione di elementi esistenti, siano essi finestre o porte che separano l’ambiente interno da quello sterno, il limite di trasmittanza termica sia uguale o inferiore a 1,4 watt per mq K.

Per questo prima ti ho scritto che il confronto tra portoncino e porta blindata sarebbe dovuto avvenire a parità di prestazioni tecniche.

La porta blindata che ho proposto io rispettava i limiti imposti da Stato e Regione Lombardia mentre il portoncino non è dato sapere quali valori rispetti.

Tra i due avrebbe potuto esserci una differenza di prezzo notevole a favore del portoncino, ma e molto più probabile che il prezzo sia stato molto simile.

Questo perché di norma un portoncino, che sia in legno, in alluminio o in pvc che rispetti i limiti di trasmittanza necessari, costa sempre molto di più di una porta blindata.

Gli errori tecnici

Veniamo però a due errori tecnici da principiante la cui responsabilità è da attribuire sia dell’installatore sia del venditore.

Oltre a quanto sopra infatti, porto a conoscenza dei signori che l’installazione ha una grossa pecca riguardante la soglia a pavimento.

Tutti i nuovi prodotti, che siano porte finestre o porte di ingresso, per assicurare una tenuta all’aria, all’acqua e al vento, hanno nella parte inferiore un profilo che generalmente è in alluminio a taglio termico, il cui fine è creare una continuità con il resto del telaio perimetrale fisso per consentire una chiusura ermetica su 4 lati.

Vetri per la tenuta di acqua

Questa soglia di norma ha un sistema di evacuazione dell’acqua in caso di infiltrazioni eccezionali o semplicemente per l’acqua che sbatte sulla superficie esterna del serramento e che colando verso il basso segue il profilo dell’infisso scorrendo verso l’interno.

Sotto i serramenti il profilo ha una particolare sagoma che fa da rompi goccia in modo da farla cadere in uno specifico canale nella soglia, che poi la espelle attraverso delle feritoie.

Tutto ciò presuppone che la soglia della porta appoggi sulla soglia in marmo esterna in modo da scaricare l’acqua su quest’ultima, dove grazie alla sua leggera inclinazione verso l’esterno scorre e non ristagna.

In questo caso specifico, dal momento che le porte di una volta appoggiavano direttamente sulla soglia in marmo facendo battuta su di essa, ci si trova sempre con un dislivello tra il pavimento interno e la soglia in marmo.

Spifferi dalla porta finestra

Questo va assolutamente compensato e in caso di sola sostituzione dove la soglia in marmo rimane nella posizione originale, si deve creare una compensazione ed un piano di appoggio alla nuova porta che sia a livello della soglia.

In questo modo l’acqua che dovesse entrare verrebbe espulsa dalla feritoie nella soglia in alluminio, andrebbe sulla soglia in marmo e scivolerebbe all’esterno.

In questo caso invece la porta è stata appoggiata al pavimento interno senza compensare i 20 mm della soglia esistente in marmo.

L’eventuale infiltrazione d’acqua dunque andrebbe e infiltrarsi tra pavimento e soglia disperdendosi nella muratura ma molto probabilmente, in caso di forti temporali, il rischio più grave sarebbe che non trovando sfogo dalle feritoie, possa entrare in casa.

Problema risolvibile?

Dopo aver spiegato la situazione la signora mi chiede: “E’ possibile risolvere e sistemare?”…

…“Certo!”, rispondo io, “Si deve smontare completamente il portoncino e lo si deve riposizionare più in alto visto che lo spazio sopra c’è”…

…“Anche se il problema è l’enorme quantità di silicone che è stata utilizzata per fissare i profili e la soglia che sarà difficilissimo togliere senza rovinare qualche componente”…

…”E se state pensando di chiederlo a me mi spiace ma io non lo farò mai, nemmeno sotto tortura”…

In sostanza il portoncino credo rimarrà nella sua posizione con tutti i suoi difetti e i problemi che potrebbe creare e ai clienti rimarrà l’amarezza di essersi rivolti a una persona di cui si sono fidati in buona fede.

Il secondo problema

I signori mi sottopongono un secondo aspetto relativo alla sicurezza della serratura che ritengono sia troppo debole.

Effettivamente su un portoncino del genere esposto direttamente sulla via pubblica sarebbe stato preferibile installare una serratura a puntali.

Ma la cosa incomprensibile è stata il fatto che la chiusura con la chiave non era corretta perché non girava completamente.

Dopo una rapida ispezione mi accorgo che non era stato praticato un foro di incasso del catenaccio centrale che per questo toccava sul telaio e impediva alla serratura di completare il ciclo di chiusura.

Chi ha fatto cosa

Le responsabilità maggiori in questo caso sono evidenti e riguardano in prima battuta l’installatore.

Era suo compito posizionare la porta nel modo corretto ed è impensabile che un installatore che si definisca tale non si renda conto che lo scarico dell’acqua debba rimanere libero.

La porta deve funzionare perfettamente e deve essere provata chiudendo anche la serratura.

E’ impossibile non accorgersi che la cava per il catenaccio non c’era e che quindi andava fatta al momento.

Questo però non solleva il venditore dalle sue responsabilità di dover dare istruzioni precise di posa che rispecchino quanto previsto in fase di rilievo, di analisi e di ordine.

Purtroppo nessuno di norma si preoccupa di questo.

Si fa il rilievo, si fa l’offerta, si acquisisce il lavoro, si fa lo sviluppo dell’ordine e non si pensa ai particolari e alle istruzioni chiare da fornire a chi materialmente farà l’installazione.

In poche parole nessuno configura l’installazione!

E come ciliegina sulla torta nella maggior parte dei casi il venditore non accompagna mai in cantiere l’installatore ma lo lascia libero di fare ciò che vuole, il che spesso si traduce in un lavoro fatto in modo veloce per far si che costi meno in termini di tempo.

Essere ignoranti in materia

Non fraintendere il titolo qua sopra. Non voglio offendere nessuno, il termine ignorante è inteso come ignorare, non conoscere qualcosa.

Io stesso sono ignorante se mi parli ad esempio di meccanica automobilistica o di idraulica.

Per questo motivo si è soliti informarsi e affidarsi poi ad un professionista che possa aiutarci e consigliarci in funzione dei risultati che vogliamo ottenere.

Nel caso di finestre e porte il consiglio del professionista deve arrivare dopo aver stabilito una base di partenza che in genere è rappresentata delle disposizioni di Legge.

Quello su cui voglio farti riflettere è che la situazione successa in questa storia è piuttosto comune e tutti quelli che si cimentano nell’acquisto di nuove finestre ne corrono il rischio.

Se hai in mano qualche preventivo per la sostituzione delle tue finestre prendilo e leggilo…

…Cosa capisci di ciò che c’è scritto? Immagino poco o nulla!

Sono evidenziati i valori isolanti del sistema ma non si menziona il valore necessario da rispettare ne tanto meno si parla di come verrà fatta nella pratica l’installazione.

Pochissimi ti scriveranno che materiali verranno utilizzati per l’installazione e nemmeno che garanzie di durata ti verranno rilasciate.

Proprio come nel caso citato sopra. Quando ho parlato loro di valori minimi da rispettare e dei problemi dello scarico dell’acqua entrambi hanno sgranato gli occhi.

Poi hanno scosso il capo e sospirando hanno detto: “Noi non le sapevamo queste cose se non ce le diceva lei!”

Ti posso assicurare che questo è il problema di molti. Non sono a conoscenza di certi particolari e si aspettano che il lavoro del professionista che hanno scelto sia corretto.

E per questo che quando entro in contatto con persone che si interessano a Sana Finestra prima di fare un’offerta predispongo la configurazione dell’intervento dove spiego in diverse pagine come è stato pensato il lavoro e come verrà eseguito.

Voglio mettere in condizione il mio cliente di capire bene cosa succederà in casa sua, quali cambiamenti ci saranno, e quali risultati si otterranno.

Tutto ciò si concretizza con il Metodo Sana Finestra.

Il Metodo Sana Finestra

Ho cominciato a studiare questo sistema di lavoro nel 2010 e dopo continui test, implementazioni e modifiche oggi è un documento che va dalle 20 alle 30 pagine tutte dedicate alla configurazione dell’intervento.

E’ impossibile che da questo documento tu non ottenga tutte le informazioni necessarie che ti possano far dormire sonni tranquilli.

Per creare questo documento però non è sufficiente venire a casa tua, fare 2 misure in croce dei vecchi infissi e stilare un preventivo, ma serve un’analisi tecnica approfondita.

Per questo ho creato il Check-Up Abitativo che valuta prima di tutto la struttura della casa, la situazione esistente, i desideri che vuoi soddisfare e i risultati che vuoi ottenere.

I dati del Check-Up Abitativo analizzati ed elaborati verranno inseriti nel Metodo Sana Finestra con testi semplici da leggere ai quali verrà aggiunta un’eventuale offerta economica solo se la richiederai.

Potrai ottenere solo la parte del Metodo Sana Finestra dedicata alla configurazione dell’intervento senza che ci sia l’offerta economica.

Il vantaggio per te è che questo sistema di configurazione ti darà un manuale delle istruzioni che ti aiuterà a capire meglio come qualunque azienda di serramenti dovrà lavorare a casa tua per portarti i vantaggi che desideri.

Approfondisci questi concetti prenotando una prima telefonata con un membro del nostro staff e potrei ricevere anche la guida che ho scritto per aiutare le persone ad acquistare correttamente nuove finestre

Clicca qui sotto, compila i campi necessari, lascia il tuo messaggio e ti contatteremo entro 24 ore lavorative.

Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto!
Gianluca Ortelli

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Quanto tempo serve per sostituire le finestre?

Quanto tempo serve per sostituire le finestre?

La sostituzione delle finestre è un'operazione delicata e al tempo stesso piuttosto invasiva sopratutto se la si vuole fare nel modo corretto. Per questo motivo è normale che tu possa voler sapere per quanto tempo dovrai sopportare la presenza degli operai in giro per casa. In questo articolo ti do le indicazioni necessarie. Buona lettura!

Quanto tempo è necessario per sostituire le finestre?

Scommetto che questa domanda te la sei posta e magari l’hai già anche fatta a qualche mio collega.

Ed è normale che tu la faccia, anzi direi che è basilare, perché trattandosi di un tipo di lavoro piuttosto invasivo, il sapere per quanto tempo non si potrà beneficiare dell’utilizzo della propria casa liberamente è fondamentale.

Sono fermamente convinto che la casa di ogni mio cliente sia sacra così come lo è per me la mia.

Se ci pensi un attimo l’unica certezza che noi italiani abbiamo è la casa di proprietà, quel luogo intimo che, comunque vada la fuori, è lì che ci aspetta e che ci da tutto il confort e la privacy di cui abbiamo bisogno.

Per questo ogni lavoro che facciamo in casa nostra, che comporta la presenza di persone estranee crea comunque un po’ di disagio che vorremmo finisse il più presto possibile.

Le tempistiche

Ma quindi? Quanto tempo ci vuole per cambiare le finestre della mia casa?

Immagino che questa è la domanda a cui vuoi una risposta. E immagino anche che sarai consapevole che io non possa darti una risposta standard così su due piedi senza conoscere perfettamente la tua situazione.

Per questo cercherò di darti tutte le indicazioni possibile per fare in modo che tu possa farti un’idea che sia il più precisa possibile.

Tieni presente che in questo caso ti parlo solo di sostituzione di finestre e non di nuova installazione, perché tra le due operazioni ci sono evidenti differenze.

Innanzitutto partiamo dalla location

Dove si trova la tua casa? Si tratta di una casa singola? Oppure è in un condominio?

L’accessibilità della tua casa è una variante determinante. Ad esempio io abito sul Lago di Como e tutti i paesi che mi circondano sono accessibili solo dalla strada principale, mentre tutte le vie interne sono viottoli non carrabili.

E’ ovvio che le operazioni di carico e scarico, così come quelle di trasporto dell’attrezzatura possono comportare una dilatazione dei tempi.

Allo stesso modo se abiti oltre il primo piano in un condominio, dove non è possibile utilizzare l’ascensore per portare il materiale al piano, o dove magari le scale sono strette, può essere necessario l’utilizzo di una gru per trasportare le finestre al piano.

Inoltre un’altra valutazione da fare è quanto dista la tua casa dalla sede dell’azienda che hai scelto. Se ad esempio l’azienda dista 2 ore di strada le operazioni si dilateranno di almeno un giorno per via del tempo perso dagli operai per il trasferimento.

Tutte queste operazioni possono far perdere almeno un giorno di lavoro che va a sommarsi a quelli materialmente necessari per fare la sostituzione.

Dimensioni dei locali

La dimensione dei locali è un’aspetto altrettanto importante da valutare, locali ampi e spaziosi consentono un lavoro agevole dal punto di vista della disposizione dell’attrezzatura e del materiale da utilizzare.

Locali piuttosto piccoli invece, necessitano di frequenti spostamenti da parte degli operai ogni qual volta avranno la necessità di qualcosa che non può essere depositato, o tenuto a disposizione nella stanza in cui stanno lavorando.

Mi riferisco alle attrezzature necessarie per fare i lavori o alle stesse finestre da installare.

Poi ancora, non avere la possibilità di avere un terrazzo in cui ad esempio tagliare qualche profilo, ma doversi fare qualche piano a piedi ad ogni taglio, comporta necessariamente una dilatazione dei tempi.

Quantità dei serramenti

Questa è facile. E’ ovvio che dover installare tanti serramenti comporta un certo impiego di tempo, mentre doverne installare pochi ovviamente dovrebbe necessitare di un tempo ridotto.

Ma non cadere nell’errore di fare delle proporzioni che ti farebbero stimare una tempistica errata.

La fase di “allestimento del cantiere”, è cioè tutte quelle azioni che comportano la predisposizione dell’attrezzatura necessaria, sono identiche sia che si tratti di un pezzo, sia che si tratti di 10 pezzi.

Quindi se per installare 2 pezzi potrebbe essere necessaria ad esempio una mezza giornata, non è corretto pensare che in una giornata se ne possano installare 4, ma sicuramente se ne potrà installare qualcuno in più.

In questo frangente sono stato volutamente vago per un motivo ben preciso che scoprirai nel prossimo paragrafo.

Metodo di installazione

Oltre ad essere l’elemento più importante nell’ambito dell’acquisto delle nuove finestre, la scelta del metodo di installazione incide molto anche sui tempi di esecuzione.

Non mi stancherò mai di ripetere che l’installazione è il punto focale di un buon intervento.

Potrai scegliere il tipo di infisso più bello, più isolante, più costoso, più innovativo, ma se chi te lo venderà sbaglierà il metodo di installazione ti ritroverai ad aver comprato un bolide senza ruote.

Detto questo, sull’installazione è necessario fare due distinzioni.

La prima riguarda la tecnica di installazione, mentre la seconda riguarda i materiali utilizzati per la posa dei serramenti.

La tecnica di installazione a sua volta ha due variabili, la prima riguarda la possibilità di installare le nuove finestre sui vecchi telai rimuovendo solo le ante mobili.

La seconda invece riguarda la possibilità di installare i nuovi serramenti smontando tutto ciò che è il vecchio.

Su queste due diverse possibilità puoi trovare informazioni negli articoli che ho scritto su questo blog rispettivamente QUI e QUI.  

Mentre anche per quanto riguarda i materiali utilizzati per la posa dei serramenti ci sono due alternative, la prima riguarda un sistema tradizionale in auge da ormai 40 anni, mentre la seconda riguarda un sistema che personalmente utilizzo da ormai 10 anni e che è molto e molto più in linea con l’evoluzione delle finestre.

Le due combinazioni attualmente più in voga sono naturalmente agli opposti.

Per questo o si installano le finestre senza rimuovere il vecchio telaio utilizzando materiali comparsi sul mercato 40 anni fa, o si installano finestre rimuovendo tutto l’esistente ed utilizzando materiali più evoluti.

Difficilmente si combinano tecnica e materiali in modo diverso da quanto ti ho scritto sopra.

Siccome non esiste nulla di obbligatorio a livello normativo che regolamenti queste diverse possibilità, il serramentista sceglie in autonomia come operare.

Per questo motivo la maggioranza dei serramentisti sceglie la via più sbrigativa e ora vediamo come i tempi incidono su queste due alternative.

Posa in opera SENZA rimozione e con materiali tradizionali

Banalmente, si sfilano le ante dal telaio fisso, si posiziona il nuovo telaio utilizzando il vecchio come supporto e si utilizzano silicone e schiuma per isolare i primo telaio dal secondo., non avrai imprevisti perché devi solo appoggiare il nuovo telaio a quello vecchio.

Posa in opera CON rimozione del vecchio e con materiali evoluti

In questo secondo caso si sfilano le ante dal telaio fisso, lo si fresa e lo si rimuove dal muro, si riqualifica il foro finestra eliminando eventuali ponti termici e si installa il nuovo infisso con materiali evoluti.

Questi materiali, in alcuni casi, possono far ottenere una garanzia di tenuta del collegamento serramento muro, che arriva anche a 10 anni.

Differenze sostanziali in termini di tempo

La due soluzioni possibili, oltre che per prestazioni e risultati duraturi nel tempo, si differenziano per tempistiche di esecuzione.

Posizionare un telaio da ristrutturazione sopra un vecchio telaio senza rimuoverlo è certamente un’operazione più veloce, tanto è vero che, se prendiamo in considerazione un appartamento medio di 5 finestre, con installazione eseguita semplicemente con silicone e schiuma, queste possono essere installate in una giornata.

Diversamente se prendiamo in considerazione un’installazione eseguita rimuovendo completamente i vecchi telai dal muro, ed installando con nastri auto espandenti, riqualificando totalmente il foro finestra, sempre prendendo in considerazione un appartamento medio di 5 finestre, la tempistica si dilata ad almeno 2 giorni e mezzo.

Naturalmente a queste tempistiche si dovranno aggiungere gli eventuali tempi dovuti ai trasporti o alle altre possibili variabili di cui ti ho parlato ad inizio articolo.

Concludendo

Ipotizzando di avere l’ormai famoso scenario di un appartamento con 5 finestre, posizionate al terzo piano di un condominio facilmente accessibile nel cortile interno, si potrebbero ipotizzare le seguenti tempistiche.

Con installazione semplice e posa sui vecchi telai 1 giorno di posa più 1 giorno per il tiro al piano con piattaforma.

Con installazione evoluta e rimozione di tutti i vecchi telai, 2 giorni di posa più 1 giorno per il tiro al piano.

A questo punto molto dipende da te, in questo caso specifico potrai scegliere se sopportare un giorno in più di disagio e di presenza di operai per casa per avere un lavoro indubbiamente più qualificato…

…Oppure potrai scegliere di accontentarti di un lavoro “medio”, ma con il guadagno di un giorno in meno di operai in giro per casa.

Indipendentemente da questo, ciò che è stato approssimativamente ipotizzato in questo articolo non tiene conto degli eventuali imprevisti che potrebbero capitare e che dovrebbero essere valutati preventivamente dal serramentista che sceglierai.

Purtroppo queste valutazioni spesso sono fatte d’ufficio senza nemmeno preoccuparsi di fare delle verifiche specifiche in loco.

Per questo motivo spesso le modalità di installazione non vengono pensate e nemmeno predisposte in funzione della casa e dei risultati che il cliente vuole raggiungere, ma vengono determinate in modo standard senza tanti ragionamenti.

A differenza loro noi di Sana Finestra con il nostro Metodo Sana Finestra partiamo da alcune valutazioni preventive che ci portano a ragionare in modo inverso, cominciando a determinare prima di tutto le modalità di installazione e, solo in secondo luogo, il tipo di prodotto da installare.

Il Metodo Sana Finestra

Siccome nel nostro sistema “il prodotto è importante ma non è fondamentale”, il concetto su cui poniamo maggiormente l’attenzione è il metodo di installazione, che in genere prevede sempre lo smontaggio completo dei vecchi infissi e la posa in opera con sistema evoluto.

Per arrivare a determinare le modalità più corrette di riqualificazione del foro finestre, il primo step di intervento che eseguiamo è la configurazione dell’intervento di sostituzione degli infissi attraverso il Check-Up Abitativo.

Il Check-Up Abitativo fa un’analisi della situazione esistente, dei desideri che vuoi soddisfare, dei risultati che vuoi ottenere, del tipo di casa in cui vivi e delle sue caratteristiche costruttive.

Questo sistema esclusivo ci consente di avere da subito un quadro chiaro che determinerà le relative modalità di installazione e la durata dell’intervento che verrà messo nero su bianco direttamente nell’offerta.

Se vuoi approfondire questi concetti, o se vuoi capire meglio come lavoriamo e come siamo diversi dagli altri serramentisti, puoi richiedere la mia GUIDA GRATUITA che ti aiuterà ad avere un aiuto concreto su come orientarti nel complicato mondo delle finestre.

Puoi richiederla però solo se abiti a Como, a Milano oppure in Brianza e la riceverai a casa tua con corriere espresso entro pochi giorni.

Per questo motivo, se non abiti nella zona che ti ho indicato, non potremmo inviartela e richiedendola perderai solo il tuo tempo.

Con la guida avrai inoltre la possibilità di beneficiare di una consulenza telefonica gratuita di 30 minuti proprio con me.

Puoi richiedere subito la TUA copia gratuita cliccando sul pulsante QUI SOTTO!

Per oggi è tutto, appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto!
Gianluca Ortelli

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E’ possibile sostituire le finestre senza opere murarie?

E’ possibile sostituire le finestre senza opere murarie?

Ecco un articolo che tratta un tema molto ricorrente tra chi vuole sostituire le vecchie finestre. La sostituzione delle vecchie finestre comporta opere murarie? Esistono pareri contrastanti in giro sopratutto tra gli addetti ai lavori. Spesso questi pareri confondono l'utente finale tanto da farlo desistere dal procedere con l'acquisto di nuove finestre. In questo articolo ti svelerò tutta la verità. Buona lettura!

E’ venuto il momento di mettere mano alla sostituzione delle tue vecchie e decrepite finestre!

Ora è il momento giusto per intervenire perché gli incentivi fiscali ed il loro recupero immediato tramite cessione del credito sono un’ottima opportunità.

In giro ci sono centinaia di serramentisti che promettono di offrirti tutti prodotti di altissima qualità.

Altrettanti venditori di finestre ti offrono di pagare le tue finestre subito la metà grazie allo sconto in fattura.

Ma in pochissimi, anzi addirittura quasi nessuno in questo periodo, ti parla di come farà l’intervento di sostituzione.

Informazione sconosciuta

In verità quanto ti ho appena scritto non è qualcosa di omesso solo in questo periodo, ma di norma succede ormai da 40 anni.

Il modello di installazione infatti è un aspetto sul quale si da pochissimo peso quasi a volerlo sminuire nella sua importanza.

Magari fino ad oggi non ci hai mai fatto caso e magari proprio da oggi, quando visiterai un mio collega, ci porrai maggiore attenzione e di conseguenza ti accorgerai che in tema di installazione nessuno affronta il discorso se non solo dopo che tu gli chiedi informazioni.

Questo perché le tecniche di vendita, vecchie di almeno 40 anni, sono focalizzate sul prodotto finestra e non sull’intervento complessivo.

Del resto è la finestra bella e luccicante che ti mostrano in show room che ha il compito di convincerti ad acquistare da quel negoziante, mentre il metodo di installazione viene spesso considerato solo un elemento secondario a cui si pensa solo a conseguenza della vendita.

Però se lo chiedi

Certo se tu, in qualità di potenziale cliente, chiedi informazioni circa il sistema utilizzato per installare le eventuali finestre che dovessi acquistare, allora otterrai delle risposte.

Scoprirai che queste risposte potranno essere solo 2, la prima che prevede un’installazione senza smontare il vecchio telaio fisso e rimuovendo solo le ante mobili, la seconda che prevede un’installazione smontando completamente il vecchio infisso.

In entrambi i casi la definizione utilizzata dal venditore potrebbe essere “installazione senza opere murarie”, ma per comodità didattica, per il momento, teniamo buona la prima opzione.

Il più gettonato

Dei due sistemi, il più gettonato in assoluto sarà quello di installare le finestre senza rimuovere il vecchio telaio, che come detto sarà definita “installazione senza opere murarie”.

Dagli anni ’90 ad oggi l”installazione senza opere murarie” è stata una delle più pubblicizzate da chi vendeva serramenti.

Ma sei sicuro che sia l’unica strada percorribile?

Se la guardi dal punto di vista del disagio che una posa in opera diversa dal “senza opere murarie” può comportare certamente sarà l’unica soluzione da prendere in considerazione.

Ma se sei disposto a un minimo disagio evita di farti attrarre da questo palliativo.

Perché va evitata

Di base per la maggior parte delle persone installare nuove finestre “senza opere murarie” prevede che tutto quello che è vecchio e fissato saldamente alla muratura, e cioè il telaio fisso delle vecchie finestre, non venga rimosso e non venga eliminato.

Quindi puoi dedurre che l’installazione delle nuove finestre potrà avvenire a questo punto solo in 3 modi:

1 – In appoggio interno al vecchio telaio.

2 – In luce all’interno del vecchio telaio.

3 – Con telaio a Z e cioè in appoggio e in luce parziale al vecchio telaio.

Nelle 3 diverse opzioni si otterranno situazioni diverse ma tutte, a mio avviso, problematiche per te, che personalmente non ritengo siano giustificabili visto l’importante impegno in termini di denaro che dovrai sostenere.

Se il tuo obiettivo è quello di ottenere un lavoro esente da polvere o da qualche ritocco alla tinteggiatura, mettiti il cuore in pace, perché qualsiasi lavoro edile, dove per edile intendo anche il cambio degli infissi, più o meno invasivo effettuato all’interno di una casa abitata, comporta obbligatoriamente un minimo di disagio e di polvere.

E l’unico motivo per cui l’88,4% dei miei colleghi propende per installare in uno dei tre modi che ti ho scritto sopra e semplicemente perché gli conviene in termini di “sbattimento”.

Una volta che hanno ottenuto il tuo SI, e hanno raggiunto il loro scopo cioè vendere le loro finestre, per loro è basilare fare in modo che il lavoro sia il più veloce possibile e limitare gli eventuali imprevisti.

Per correttezza, devo anche dirti che spesso alcuni utilizzano la dicitura “installazione senza opere murarie” anche quando rimuovono totalmente il vecchio telaio fisso.

Si tratta di una minoranza esigua, ma potrebbe capitare di incontrarne qualcuno che opera così per cui fatti spiegare cosa intendono con “senza opere murarie”.

In questo ultimo caso quindi, il “senza opere murarie” sta a significare che per sostituire le finestre non dovrai rivolgerti ad un muratore per rimuovere o ripristinare i muri.

Quali sono gli imprevisti più comuni di una posa in opera

Se sostituisci le finestre “senza opere murarie” e quindi senza rimuovere quello che è il vecchio telaio, non avrai imprevisti perché devi solo appoggiare il nuovo telaio a quello vecchio.

Se invece operi rimuovendo tutto il vecchio, non puoi sapere a priori cosa ci sarà dietro al telaio che, nella maggior parte dei casi, è murato.

Quindi il supporto murario dietro al vecchio telaio potrebbe essere poco resistente, la malta potrebbe essere sgretolata, il muro potrebbe essere poco solido, il vecchio telaio potrebbe entrare per alcuni centimetri nella muratura lasciando dopo la rimozione una voragine.

Tutte condizioni che, come ti ho detto, potrebbero non essere prevedibili a priori se non dopo l’effettiva rimozione del telaio.

Questo è quello che il serramentista tenta dunque di evitare specie se si è lanciato nella guerra del prezzo basso, promettendo qualità, convenienza e cortesia al minor prezzo.

Per potersi permettere questo fa un lavoro semplicissimo e senza troppi rischi, prende il costo che deve sostenere per acquistare o per produrre le finestre che ti propone e gli attacca il suo guadagno.

Considera un costo medio per l’installazione che, in casi di installazione “senza opere murarie” è fisso, perché significa fissare un telaio all’altro senza troppi complimenti, fa una somma e ti presenta il preventivo.

Mentre se avesse dovuto pensare di smontare il vecchio telaio, calcolando una percentuale di eventuali imprevisti, avrebbe dovuto certamente fare una valutazione più approfondita col rischio di andare fuori mercato, di risultare più caro e di perdere al vendita.

Tutto questo avviene anche e sopratutto quando ti fanno il preventivo d’ufficio, direttamente in show room, senza aver valutato la tua casa.

Il preventivo d'ufficio

Non hai idea di quante volte mi trovo a fare consulenza con persone come te che cercano di capire come poter scegliere correttamente le nuove finestre.

Ogni volta mi trovo con persone che sono estremamente confuse, che hanno in mano 2 o 3 preventivi che gli hanno fatto direttamente in show room senza nemmeno chiedergli se abitano in una casa in mattoni, in pietra, in paglia, o in legno.

Sapere in che contesto si dovrà operare è, insieme a tutta una serie di parametri che non ti sto ad elencare adesso perché non ne ho lo spazio, uno degli elementi fondamentali per poter offrire quello che VERAMENTE serve a TE, alla tua casa e alla tua FAMIGLIA.

Il preventivo ottenuto in ufficio senza queste verifiche equivale alla prescrizione di una cura da parte di un medico fatta dopo una diagnosi telefonica.

Il venditore ti sta preventivando un oggetto, (finestra), fine a se stesso che assume la connotazione di un soprammobile.

Ma sappiamo benissimo tutti e due che una finestra non è un soprammobile.

E’ un elemento che ti consente di godere delle luce che entra dall’esterno, che ti consente di guardare fuori e di non sentirti chiuso in una tomba.

Ma sopratutto è un elemento che ti deve proteggere dal freddo invernale, dal caldo estivo, dai rumori e dai malintenzionati.

Per avere queste ultime 4 qualità il COLLEGAMENTO tra finestra e muri della casa è un elemento FONDAMENTALE e dal momento che non esiste un metodo univoco è necessario che questo sia pensato e progettato con un attenta valutazione.

Quando invece ottieni il preventivo d’ufficio, puoi stare certo che la finestra proposta sarà allineata agli standard dell’anno 2021, mentre il suo metodo di installazione sarà come minimo allineato a quello degli anni ’90.

Perché anni '90?

Perché in quegli anni le finestre si vendevano d’ufficio senza analizzare la casa.

A quei tempi era normale e corretto agire così, perché il classico sistema di installazione utilizzando silicone e schiuma espansa, era nettamente più performante del sistema tecnologico con cui la finestra era stata concepita.

Oggi però, con l’aumento delle prestazioni dei serramenti questo metodo di lavoro non è più concepibile, e se negli anni ’80, ’90 e 2000, installare finestre con telaio da ristrutturazione era una tecnica accettabile, oggi non può essere considerata tale.

Ipotizza di volere cambiare la tua auto, accetteresti che al concessionario prendano la carrozzeria di un modello attuale e la mettano sopra la tua vecchia auto cambiandola solo esteticamente?

Potrà sembrarti un paragone azzardato ma in verità non lo è, perché è la stessa cosa che avviene quando una persona come te acquista una nuova finestra.

L’unica innovazione che si ottiene è estetica, perché la prestazione innovativa del serramento che avrai acquistato, si perderà con l’installazione pensata, o meglio non pensata, nel modo corretto.

E se questa installazione ti viene venduta con il plus “senza opere murarie” semplicemente perché appoggiano la nuova finestra ala vecchia, tutto quello che ti ho appena detto sarà amplificato.

In definitiva si possono sostituire le finestre senza opere murarie?

Ormai hai capito che la definizione “senza opere murarie” è un po’ fuorviante perché può avere un doppio significato.

Un serramentista moderno che veramente vuole far ottenere un risultato al proprio cliente è in grado di installare le nuove finestre rimuovendo tutto il vecchio senza aver bisogno di un muratore.

In questo caso il “senza opere murarie” sta a significare che non ci sarà bisogno di rivolgersi ad un muratore e che non saranno necessarie opere di muratura.

Per cui se per “senza opere murarie” si intende fare un lavoro senza il bisogno di un impresa edile allora la risposta è SI.

Se invece il significato di “senza opere murarie” è inteso che si mette la nuova finestra sopra la vecchia perché in caso contrario dovrai chiamare un muratore e demolire mezza casa allora la risposta e NO.

Se te la vendono così ti stanno intortando, perché nella maggior parte dei casi, non tutti ma quasi quindi, la rimozione delle vecchie finestre è fattibile senza rischi alla muratura.

Intendiamoci quello che ti ho scritto NON E’ LEGGE!

NON sei obbligato a fare questo!

Se non lo vuoi fare e preferisci un lavoro veloce e pulito e pensi che io ti stia dicendo cose esagerate, sei liberissimo di fare ciò che vuoi e non c’è nessun tipo di problema.

Sicuramente non sei la persona che voglio servire con Sana Finestra.

Non possiamo essere per tutti me ne rendo conto, ma sopratutto, dal 2010 ad oggi, ho scelto di non essere per tutti.

Non è presunzione intendiamoci, ma più che altro si tratta di dire le cose come stanno e sopratutto di seguire il buon senso e la Norma.

Nel 2021 è infatti terminato l’iter che riguarda la Norma 11673 relativa alla posa in opera dei serramenti.

La Norma è volontaria ma è anche quanto di più completo si possa avere al giorno d’oggi per tutelare consumatori ed aziende esecutrici al fine di fare un lavoro corretto.

Per noi di Sana Finestra questo è un elemento imprescindibile da seguire senza scorciatoie.

Su questo si basa il Metodo Sana Finestra e se anche tu vuoi ottenere VANTAGGI reali dal tuo investimento sul cambio dei serramenti, lascia che ti spieghi di cosa si tratta.

Il Metodo Sana Finestra

Ho cominciato a lavorare sul Metodo Sana Finestra nel 2010 e fino ad oggi ho continuato a testarlo, correggerlo ed implementarlo in funzione dell’evoluzione delle tecniche di installazione che via via negli anni approfondisco, grazie ai continui corsi di formazione che frequento.

A differenza di quanto fanno la maggior parte dei miei colleghi il sistema che ho creato parte dal progetto di intervento per poi arrivare SOLO in un secondo momento a stabilire quale tipo di infisso utilizzare.

Potrà sembrarti contro intuitivo ma la scelta del serramento, il sapere se è meglio il legno, l’alluminio, o il pvc ad esempio, è l’ultima delle cose da affrontare.

Ma guarda caso tutti partono da li, dalla scelta della finestra alla quale si bada più in termini estetici che di UTILITA’.

Perché non so se lo sai, ma le finestre non sono tutte uguali e non sempre, anzi quasi mai, la finestra vista in show room potrà essere quella più adatta a casa tua.

Sicuramente non lo sarà per tutte le stanze della tua casa, perché per ogni tipo di locale, e per la sua diversa esposizione al sole, sarà necessario un serramento assemblato in modo diverso.

Come potrai immaginare, per avere queste informazioni non è sufficiente scambiarsi quattro parole in show room ma è basilare avere informazioni più dettagliate.

Noi lo facciamo attraverso il Check-Up Abitativo durante il quale faremo un’analisi della situazione esistente, dei desideri che vuoi soddisfare e dei risultati che vuoi ottenere, del tipo di casa in cui vivi e delle sue caratteristiche costruttive.

Per arrivare la Check-Up Abitativo però si deve passare da un prima consulenza telefonica gratuita, (per ora), di 30 minuti, che ci aiuterà a capire se e come possiamo esserti utili.

Perché se non abbiamo la possibilità di aiutarti o non ci sono le condizioni adatte, è inutile farti perdere tempo.

L’esito del Check-Up Abitativo produrrà il Metodo Sana Finestra, un vero e proprio manuale delle istruzioni che ti aiuterà a capire meglio come qualunque azienda di serramenti dovrà lavorare a casa tua per portarti i vantaggi che desideri.

Il Metodo Sana Finestra è costruito in due parti indipendenti tra loro, la prima tratta il progetto d’intervento, mentre la seconda che è opzionale e non obbligatoria, riguarderà l’eventuale offerta economica.

Puoi approfondire questi concetti, richiedendo subito la nostra GUIDA GRATUITA che ti darà un aiuto concreto su come orientarti nel complicato mondo delle finestre.

Dopo questo passaggio, avrai la possibilità di richiedere la tua personale consulenza gratuita di 30 minuti.

Se abito a Como, Milano, o in Brianza, richiedi subito la TUA copia gratuita cliccando sul pulsante QUI SOTTO!

Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto!
Gianluca Ortelli

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Partiti i controlli di Enea sui lavori di Eco e Super Bonus

Partiti i controlli di Enea sui lavori di Eco e Super Bonus

La notizia era nell'aria perché da diverso tempo nella sedi dedicate agli addetti ai lavori se ne vociferava. Ora pare che quanto più volte paventato sia diventato realtà. Sto parlando dei controlli in loco da parte di Enea per verificare il rispetto di tutto quanto richiesto in materia di detrazioni fiscali. In questo articolo parleremo dei fondamentali da rispettare e dei rischi che NON devi correre. Buona lettura!

Ti confesso che sono stato molto felice quando ho letto la notizia che ti sto per raccontare.

Il motivo è molto semplice e te lo spiego subito.

Non so se lo sai ma io combatto da diversi anni andando controcorrente rispetto alla maggior parte dei miei competitor diretti, per fare in modo che le finestre siano VERAMENTE un mezzo per creare benessere nelle case delle persone.

Chiaramente non sono il solo, perché altri diversi professionisti del serramento sparsi in tutti Italia, lavorano ogni giorno come me per aiutare le persone a fare acquisti che siano realmente efficaci e portino i vantaggi desiderati.

Ma siamo comunque una minoranza rispetto al 90% dei venditori di serramenti che si limitano a fare i semplici piazzisti.

Io stesso se guardo nella mia zona di competenza, Como e provincia, Milano e Brianza, posso dirti che molto probabilmente sono l’unico che non si limita a vendere una finestra qualsiasi “vista e piaciuta” in sala mostra a chiunque, senza prima un minimo di ricerca e di verifica per capire se ciò che sto vendendo è quello che serve realmente al mio cliente.

Senza ombra di dubbio sono l’unico, e nessuno questo me lo può contestare, che prima di fare un qualsiasi preventivo fa determinati passaggi.

Il primo passaggio che seguiamo in Sana Finestra è quello di progettare l’intervento di installazione delle finestre eseguendo un’analisi della TUA casa e di come questa viene vissuta.

Combinando questi dati con i problemi che devi risolvere relativamente alle tue vecchie finestre, ai tuoi desideri e ai risultati che vuoi ottenere dall’intervento.

Per questo sapere che stanno cominciando ad essere fatti controlli sui lavori di Eco Bonus e Super Bonus mi gratifica perché questo metterà ulteriormente fuori gioco gli improvvisati e i ciarlatani.

Cosa è successo

La notizia, pubblicata in data 25 agosto 2021 su www.guidafinestra.it, il più autorevole portale di informazione che parla di infissi, è quella che molti addetti ai lavori aspettavano da tempo per i motivi che ti ho elencato sopra.

Te la riassumo in breve ma ti invito a leggere direttamente l’articolo originale QUI.

Sostanzialmente i tecnici di Enea si sono presentati in un cantiere soggetto a pratica di Super Bonus 110%, facendo le tanto annunciate verifiche in loco previste nel Decreto Requisiti Minimi del 26 giugno 2015, e nel Decreto Requisiti Eco Bonus entrato in vigore il 6 ottobre 2020.

Nel cantiere in oggetto i tecnici hanno controllato i serramenti, i cassonetti delle tapparelle e la modalità di installazione.

E nonostante si sia trattato di un grande cantiere, dove gli infissi sostituiti erano circa 200, sembra che i lavori non siano stati progettati correttamente e che l’installazione delle finestre non sia stata prevista nel modo giusto.

Le responsabilità

Mi preme dirti che in questo caso il serramentista che ha operato in questo cantiere molto probabilmente non è del tutto colpevole.

Il motivo e presto detto: per gestire un cantiere in ambito Super Bonus 110% è necessario ed indispensabile che ci sia un progettista.

E’ il progettista che deve dare disposizioni in merito al tipo di infisso, lui deve prevedere la riqualificazione del foro finestra, mitigare i ponti termici, progettare la posa in opera e dare le istruzioni necessarie al serramentista.

E questo semplicemente perché le competenze tecniche di un progettista sono indubbiamente superiori di quelle di un serramentista il cui compito e progettare il proprio serramento secondo le norme vigenti ed assemblarlo secondo le richieste tecniche del professionista.

Il serramento però, come ripeto ormai da anni, è un elemento a se, che da solo è fine a se stesso.

Per funzionare correttamente deve essere inserito in una muratura facendo in modo che crei una continuità con la parete e che mantenga le sue prestazioni originali.

Per questo le indicazioni su come creare questo collegamento, con quali materiali e con quali tecniche deve essere previsto da chi progetta il lavoro.

La pratica però è un po' diversa

Purtroppo quanto ti ho appena detto è vero solo sulla carta, perché nella pratica non succede quasi mai così.

Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, perché mi è capitato di conoscere progettisti veramente attenti a questi aspetti.

Ma di contro posso dirti che anche queste figure sono una minoranza, perché la maggior parte di loro utilizza un metodo che potremmo tranquillamente definire scaricabarile.

In sostanza il progettista prevede il tipo di infisso che ha le prestazioni necessarie al tipo di lavoro da eseguire, e poi fa richiedere vari preventivi a diversi serramentisti.

Li vaglia con il cliente e, a seconda delle loro percezioni, che variano dalla simpatia del venditore, all’affidabilità della marca, agli eventuali tempi di risposta, al prezzo e alle caratteristiche del prodotto, individuano la figura a cui affidare i lavori.

Dopodiché la palla viene data in mano al serramentista, il quale sa che deve produrre l’infisso commissionato con le caratteristiche richieste e niente altro di più.

Va in cantiere, rileva le misure, manda avanti la produzione e installa le finestre senza particolari accorgimenti se non quelli tramandati in decenni di esperienza.

In questo modo finestre che ogni anno diventano sempre più performanti, più isolanti e più pesanti, spesso vengono installate con tecniche ferme a 40 anni fa!

Non dovrebbe andare così

Come detto in questo procedimento manca un passaggio FONDAMENTALE.

Non è stato progettato il collegamento serramento muro, una pratica indispensabile che deve essere fatta dal progettista.

Oppure, in alternativa, come succede a tutti quei pochi serramentisti evoluti di cui ti ho parlato a inizio articolo, deve essere messa in pratica con una collaborazione sinergica tra progettista e serramentista.

Se il serramentista è un professionista e lavora per creare benessere all’interno della casa del suo cliente, deve per prima cosa assicurarsi che la riqualificazione del foro finestra sia stata progettata.

E se questo non è stato fatto deve interagire con il progettista affinché questo avvenga in modo preventivo e quindi sostanzialmente prima ancora di predisporre un preventivo di spesa.

Sei d’accordo con me che è impossibile fare un preventivo se prima non c’è una linea da seguire?

Senza predisporre il PROGETTO DI POSA DEI SERRAMENTI…

Non sarà sufficiente che il serramentista si limiti a prevedere una finestra che rispetti i limiti di Legge.

Non sarà sufficiente che il serramentista si limiti a preventivare l’infisso con le prestazioni richieste dal progettista.

Ti rendi conto che manca un pezzo?

E’ come acquistare una nuova auto senza le ruote.

Le difformità del controllo di Enea

Tornando all’articolo, se lo hai letto avrai visto che nell’intervento sono stati sostituiti i serramenti ma non è stato previsto nessun intervento sui cassonetti.

Questo avviene molto spesso.

Si cambiano le finestre e si trascura il cassonetto che da solo disperde già in origine più delle finestre.

Tempo fa spiegavo questa problematica sui cassonetti in un articolo che puoi leggere QUI.

Non è difficile capire che i cassonetti sono p’arte integrante del foro finestra, ma qui torniamo sempre al punto di partenza, alla mio tarlo, a quello che dico da anni.

La gran parte dei serramentisti o dei venditori di infissi ha un unico obiettivo:

VENDERE LA FINESTRA STANDARD UGUALE PER TUTTI.

Una volta venduta il resto non conta, anzi si deve fare in fretta ad installarla per fare meno polvere in casa del cliente e per incassare il prima possibile il saldo della fornitura.

L'altra difformità

La seconda difformità, che poi non è detto lo sia veramente, perché l’articolo parla di richiesta su come è stata eseguita, potrebbe essere, come detto in precedenza, relativa alla posa.

Non è detto sapere se le finestre siano stata installate in modo corretto oppure no.

Ma il fatto che il serramentista si sia subito attivato per ottenere la qualifica di “Installatore Qualificato EQF3 secondo la norma UNI 11673-2” fa pensare che il cantiere in oggetto sia stato gestito come nel 95% dei casi con il buon vecchio tubo di silicone e con la ormai superata schiuma poliuretanica.

Magari non è stato così, magari i materiali usati sono stati diversi, ma sarebbe interessante capire se siano stati usati materiali scelti in funzione delle indicazioni della Norma UNI 1673-1 oppure no.

Perché di materiali di posa ce ne sono tantissimi in commercio, ma quelli che rispettano perfettamente i requisiti della Norma non sono poi così tanti.

I rischi di questi controlli

Al di la delle singole responsabilità de progettista o del serramentista, che ne risponderanno nelle modalità previste dalla Legge, quello che deve interessare a TE è preservare i diritti della tua detrazione fiscale.

Infatti, non so se lo sai ma anche se ci sono stati errori da parte degli esecutori il responsabile in solido sarai sempre tu.

Rischiare che lo Stato bussi alla tua porta chiedendoti di restituire con gli interessi le somme indebitamente portate in detrazione, perché non conformi a ciò che prevedeva la Legge, potrebbe non essere qualcosa che ti aspetti di ricevere.

Se magari hai anche fatto una cessione del credito ad una banca, il problema diventerà ancora più ostico.

E’ previsto infatti che il progettista abbia delle sanzioni, ma la perdita eventuale della detrazione andrebbe a danneggiare solo te.

Nel caso in oggetto si dovrà prevedere la sostituzione dei cassonetti, per cui ci saranno altri costi che però non erano stati previsti e che magari potrebbero non rientrare nel massimale preso in considerazione per il Super Bonus.

Come prevenire tutto questo

Non mi stancherò mai di ripeterlo, ogni giorno assisto ad un errore di fondo che riguarda la sequenza delle operazioni da fare per sostituire le finestre.

Si tratta di tutto quello che deve essere fatto preventivamente ancora prima di scegliere se sono meglio le finestre in legno, quelle in alluminio o quelle in pvc.

Nella norma succede che si va in una sala mostra, si visionano i prodotti disponibili o quelli che ci propongono con maggiore insistenza, si danno delle misure e si ottiene un preventivo di spesa.

Invece la sequenza dovrebbe essere che per prima cosa si verifica cosa il cliente vuole ottenere, quindi i suoi desideri e i suoi obiettivi.

Poi si verifica il tipo di abitazione, come è stata costruita, come è disposta, quante persone la abitano e come la vivono.

Poi si incrociano questi dati e si progetta come riqualificare il foro finestra in modo da garantire il risultato e il rispetto dei parametri di Legge.

Per questo motivo ad esempio da Sana Finestra non otterrai mai un preventivo sulla base di indicazioni sommarie che nel 70% dei casi sono le misure e il materiale che hai scelto di utilizzare.

Il Metodo Sana Finestra

A inizio articolo ti ho scritto che ero molto felice di aver letto la notizia dell’ispezione da parte di Enea al cantiere del Super Bonus al 110%.

Perché sostanzialmente questo controllo va a verificare particolari che ho cominciato a prendere in considerazione fin dal 2010 quando ho iniziato a progettare quello che è diventato il Metodo Sana Finestra.

Dico sempre che “Il prodotto è importante ma non è fondamentale”!

Infatti nel caso in oggetto non si è trattato di disquisire sul materiale con cui sono stati costruiti i serramenti, ma di come è stato pensato l’intervento.

E a tal proposito proprio per questo motivo nell’ambito del Metodo Sana Finestra il primo step è la progettazione dell’intervento di sostituzione degli infissi partendo dal nostro Check-Up Abitativo.

Cosa che, nel caso oggetto dell’ispezione, non è stata fatta, perché si è badato solo a prendere un infisso e ad installarlo nel modo più veloce e facile possibile.

Con il nostro sistema quello che è successo non sarebbe capitato, perché la sostituzione dei cassonetti, o quanto meno la loro coibentazione per renderli simili come isolamento alle finestre, sarebbe stata una nostra condizione.

L’avremmo valutata e fatta presente a seguito del Check-Up Abitativo e non avremmo eseguito il lavoro se non fosse stata avallata dalla committenza o dal progettista.

Ma questo non perché io sono il più bravo, magari lo fossi, ma più che altro perché il primo dovere di un buon serramentista e mettere sul piatto tutte le sue competenze consigliando al meglio, secondo le Norme, il proprio cliente.

Tutto questo si fa con un primo approccio di consulenza che è uno dei passaggi fondamentali che ogni cliente di Sana Finestra deve fare se vuole ottenere la nostra assistenza.

La nostra prima consulenza è telefonica e gratuita ed è proprio con me.

Dopo questo primo passaggio il successivo potrebbe essere il Check-up Abitativo, che porta alla progettazione della riqualificazione del foro finestra.

Tutto secondo la norma UNI 11673-1 in modo da metterti al riparo da errori legali.

Per aiutarti nel migliore dei modi, non so se lo sai, ma ho scritto una GUIDA GRATUITA che potrai richiedere direttamente dal pulsante qua sotto.

Si tratta di un vero e proprio libro cartaceo che riceverai a casa tua, solo però se ti servono nuove finestre e abiti a Como, a Milano o in Brianza.

Se non sei in questi 3 luoghi è inutile che te la invio, in quanto non potrei poi aiutarti in modo preciso e puntuale a causa della distanza che ci separa.

Richiedi subito la TUA copia gratuita cliccando sul pulsante QUI SOTTO!

Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto!
Gianluca Ortelli

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Servono autorizzazioni per sostituire gli infissi?

Servono autorizzazioni per sostituire gli infissi?

Nella maggior parte dei casi quando una persona decide di sostituire le sue vecchie finestre si rivolge a diversi venditori. In pochi però si preoccupano di verificare se sia necessario richiedere delle autorizzazioni. In questo articolo ti do tutti i dettagli necessari. Buona lettura!

Quando si cambiano le finestre di casa serve un’autorizzazione da parte del Comune?

E in ambito Eco Bonus 50% è necessario fare qualche comunicazione particolare?

Queste sono domande alle quali in genere il venditore di turno che incontrerai dovrebbe dare una risposta ed eventualmente assisterti nelle incombenze necessarie.

Invece nella pratica succede che dopo una valutazione tra le varie offerte, si prende una decisione e si commissiona la fornitura senza magari preoccuparsi del fatto che ci siano incombenze di tipo burocratico.

Prima di tutto una precisazione

Ti consiglio di continuare a leggere questo articolo SOLO se devi fare un intervento di sostituzione degli infissi.

Se quello che devi fare è ad esempio il Super Bonus al 110% oppure il Bonus Casa al 50% questo articolo non ti servirà.

Come si inquadra la sostituzione degli infissi

Con il Decreto del 2 marzo 2018 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel numero 81 del 7 aprile 2018 vengono definiti gli interventi di edilizia libera.

In questo decreto viene espressamente previsto che la sostituzione degli infissi è un intervento di edilizia libera.

E questo anche se viene modificato il materiale con cui sono costruiti gli infissi.

Di conseguenza il cambio dei serramenti rientra nelle opere di piccola edilizia che possono essere fatte senza autorizzazioni particolari.

Nello specifico per i serramenti il Decreto prevede siano considerati interventi di Edilizia Libera le riparazioni, le sostituzioni ed il rinnovamento dei serramenti e degli infissi interni ed esterni senza che vi sia distinzione di materiale.

Per questo motivo l’intervento è inquadrabile come Manutenzione Ordinaria e non come Manutenzione Straordinaria.

Tutto questo è stato inoltre recepito nel Testo Unico dell’edilizia DPR 380/01 aggiornato alla legge n. 120/2020 di conversione del Dl 76/2020 “Decreto semplificazioni”.

La manutenzione straordinaria

La Manutenzione Straordinaria necessita della presentazione di una pratica edilizia al Comune e può essere una CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) oppure una SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività).

Questo vuol dire che sarà necessario affidarsi ad un professionista, cioè ad un geometra, oppure ad un ingegnere, oppure ad un architetto, in modo da poter presentare la pratica necessaria.

La manutenzione ordinaria

Per procedere con la Manutenzione Ordinaria invece non è necessario presentare nessuna domanda e non serve nessuna autorizzazione.

Attenzione alle eccezioni

Se in linea generale questo è l’orientamento, per essere più tranquilli sarà necessario verificare cosa dicono i Regolamenti Edilizi Comunali.

Ci sono infatti alcuni comuni che ancora oggi considerano la sola sostituzione degli infissi come Manutenzione Ordinaria purché non si cambi il materiale.

Mentre in caso di cambio del materiale, come ad esempio il passaggio dal legno al pvc, oppure all’alluminio, l’intervento viene considerato Manutenzione Straordinaria.

Ce ne sono altri invece per i quali la sostituzione degli infissi, sia che si cambi oppure no il materiale, è considerata sempre Manutenzione Ordinaria.

Chiaramente tutto questo è valido solo in caso non siano presenti dei vincoli urbanistici comunali, o delle restrizioni regionali o dei vincoli delle soprintendenze ai beni architettonici.

Sostituire gli infissi è dunque Manutenzione Ordinaria

Quindi, fatto salvo quanto ti ho scritto sopra in merito allo specifico orientamento del comune in cui dovranno essere eseguiti i lavori, che si tratti di Eco Bonus 50%, oppure di sostituzione senza nessun tipo di incentivo, l’intervento eseguito rientra sempre tra quelli eseguibili ad Edilizia Libera.

Attenzione alla modifica di tipologia

Prima ti ho scritto che il cambio del materiale con cui sono costruite le tue finestre non incide sulla necessità di un titolo edilizio.

Diverso è se tu decidi di modificare ad esempio una finestra che attualmente è a due ante in una finestra che nuova sarà ad un’anta.

Oppure, come spesso capita in situazioni di abitazioni anni ’70 o anni ’80 dove si installavano spesso finestre a 3 ante larghe un metro e mezzo, che per praticità e per avere maggior superficie vetrata, tu vuoi trasformare in serramenti a due ante.

In questo caso non lo potrai fare liberamente in Edilizia Libera, e questo cambiamento non sarà più inquadrabile come una Manutenzione Ordinaria ma diventerà obbligatoriamente Manutenzione Straordinaria e necessiterà delle presentazione di una pratica Comunale da parte di un tecnico.

Rimane solo ancora un'incombenza

Il fatto che non sia necessaria nessuna autorizzazione non ti libera del tutto dalle incombenze.

Anche se dubito che molti lo abbiano mai fatto, sarebbe necessario presentare al Comune dove dovranno essere eseguiti i lavori la Dichiarazione Sostitutiva dell’Atto di Notorietà.

L’obbligatorietà di questo documento è riportata nel provvedimento emanato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 2011/149646 del 2 novembre 2011.

Si tratta di un semplice foglio prestampato da compilare e da consegnare al Comune di competenza.

Senza questo documento in teoria, in caso di controlli, si potrebbero aver problemi nella fruizione delle agevolazioni.

Le sanzioni

Anche se obbligatorio, non risultano sanzioni in merito alla mancanza di questo documento e non mi risulta inoltre che qualcuno abbia perso la detrazione a causa della sua mancanza.

Anche noi di Sana Finestra in passato abbiamo commesso degli errori in questo senso non informando adeguatamente il cliente circa questa incombenza.

Ora però questo documento fa parte di tutti quelli che utilizziamo per la corretta gestione del cliente.

Il Metodo Sana Finestra

Sono certo di averti dato sufficienti informazioni che ti potranno aiutare a non commettere errori.

Ora lascia che ti parli del nostro sistema di lavoro che abbiamo chiamato Metodo Sana Finestra.

Nella tua ricerca di nuove finestre incontrerai diversi venditori di infissi.

Ognuno di loro cercherà di differenziarsi dal concorrente solo attraverso la decantazione della finestra che ha pensato di venderti.

Ma in verità questo per te non farà una grossa differenza perché, come è logico che sia, non puoi avere le conoscenze tecniche necessarie a capire perfettamente la differenza tra i prodotti.

Se poi questi prodotti ti vengono presentati, come avviene nel 90% dei casi con un insieme di sigle abbreviate e di numeri, la faccenda si complica parecchio.

Non troverai mai dei riferimenti uguali e per questo le offerte non saranno confrontabili.

E’ per questo motivo che è nato il Metodo Sana Finestra, per fare effettivamente qualcosa di diverso.

Ma questa diversità non è stata pensata per farci apparire più belli e più bravi degli altri.

Non ci interessa la gara delle preferenze con i nostri concorrenti!

Ci interessa che nel marasma delle offerte tutte uguali fatte con lo stampino TU possa capire quello che ti stiamo offerendo.

Il nostro sistema infatti è scritto in modo che lo possa comprendere e leggere chiunque.

E invece di proporre un prodotto, si preoccupa prima di spiegare come è stato pensato l’intervento e quale tipo di finestra è il più indicato a soddisfare i tuoi bisogni.

Inoltre cosa che ritengo molto importante, il Metodo Sana Finestra ti spiegherà come si opererà in casa tua e cosa succederà al foro delle tue vecchie finestre durante gli interventi di sostituzione.

Bada bene che questa cosa non la fa mai nessuno.

Le offerte che riceverai parleranno tantissimo di prodotto e in merito a come dovrà essere eseguito l’intervento ti scriveranno solo “Posa in opera”, oppure “Installazione serramenti”.

Potrebbe succedere qualunque cosa alle tue vecchie finestre, oppure alla tua casa durante le operazione di sostituzione, ma tu non lo saprai fino a che non li vedrai operare.

Certo qualcuno magari te lo spiegherà a voce in show room, ma vuoi mettere averlo scritto nero su bianco in modo da poterlo verificare in fase di esecuzione dei lavori senza fraintendimenti?

Le 5 fasi principali del Metodo Sana Finestra

Per farti capire meglio in cosa è diversa Sana Finestra ecco l’elenco dei 5 passaggi che noi seguiamo sempre e che ti posso assicurare non troverai quasi mai dai miei concorrenti.

Guida
Consulenza iniziale
Check-Up Abitativo
Metodo Sana Finestra – Progettazione
Metodo Sana Finestra – Offerta economica

Non sto a spiegarti le varie fasi in questa sede perché ti terrei impegnato troppo tempo, ma se ti stai informando per sostituire le tue vecchie finestre potrai approfondirle da subito in fondo a questo articolo.

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Già con la lettura delle Guida avrai tutti gli elementi necessari per valutare in autonomia tutto quello che ti offriranno i vari serramentisti che incontrerai.

Se quello che troverai scritto nella guida soddisferà i tuoi bisogni e per questo li vorrai approfondire, potrai richiedere una consulenza gratuita di 30 minuti direttamente con me.

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Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto!
Gianluca Ortelli

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Telaio da ristrutturazione e telaio a zeta: cosa sono?

Telaio da ristrutturazione e telaio a zeta: cosa sono?

Questo articolo è stato scritto per chi si sta muovendo per sostituire le vecchie finestre della sua casa. Se sei alle prese con visite a show room, o richieste di preventivo, non puoi non aver sentito parlare di Telaio da Ristrutturazione, o di telaio a “Z”. Questo articolo ti aiuterà a capire di cosa si tratta, e ti spiegherà i pregi e i difetti del sistema. Buona lettura!

…“Nell’offerta che ho ricevuto si fa riferimento ad un telaio da ristrutturazione ma non mi hanno spiegato di cosa si tratta!”…

…“Mi hanno parlato di telaio a “Z” dicendomi che per il lavoro da fare a casa mia è il più indicato, è corretto?”…

Quelle che hai appena letto sono due delle frasi che sento più spesso quando parlo al telefono con dei potenziali clienti nell’ambito della Consulenza Telefonica di Sana Finestra.

Per questo ho pensato di scrivere questo articolo.

Come spero saprai, in Sana Finestra lo scopo principale è quello di aiutare le persone che devono acquistare nuove finestre a non commettere errori che potrebbero fargli peggiorare il livello di benessere dentro casa, piuttosto che migliorarlo.

Spesso infatti è difficile capire perfettamente tutto quello che viene riportato in un preventivo, sopratutto da parte di chi di mestiere non fa il tecnico serramentista.

Il motivo è molto semplice ed è legato ai software di preventivazione.

La grandi aziende che producono finestre per i rivenditori, li hanno creati ad hoc per poter comunicare efficacemente con i loro partner commerciali, che però, essendo addetti ai lavori non hanno difficoltà a capire il significato delle decine di sigle riportate nell’offerta.

Il fatto è che successivamente, per comodità, la stampa di queste offerte diventa anche quella che ricevi tu come preventivo.

In questo caso però se il disegnino colorato che rappresenta la finestra, le misure e la descrizioni di comune utilizzo sono facili da comprendere, il resto che ci trovi dentro è scritto con sigle tecniche poco chiare.

Proprio come per le grandi aziende produttrici, anche i piccoli produttori si sono dotati di sistemi di elaborazioni dei dati che li aiutano a creare in automatico le distinte di taglio dei pezzi da utilizzare per costruire le finestre.

Da questi software escono, anche in questo caso, le stampate dei preventivi che tu ricevi e che spesso ti confondono le idee e sopratutto ti mettono in grave pericolo.

Perché in grave pericolo

Perché se mai ci hai fatto caso, in fondo a tutti i preventivi che ricevi c’è lo spazio per la data e per la tua firma finalizzata a confermare l’offerta.

Quella firma messa sotto l’offerta la accetta, e accetta tutte le sigle tecniche dentro riportate che nel 90% per te sono incomprensibili.

Tra questo potrebbe esserci anche quella che specifica il “Telaio da ristrutturazione”, o Telaio a “Z”, ed ecco perché voglio spiegarti di cosa si tratta in modo che tu possa valutare se fa al caso tuo.

La definizione del telaio

La definizione del tipo di telaio è piuttosto banale, ed il nome sostanzialmente si riferisce alla forma che questo elemento ha nella sua sezione.

Immaginando di tagliare un telaio a metà e di guardarlo da sopra, questo avrà una certa forma geometrica.

Il telaio standard avrà dunque la forma molto simile ad una “L” e per questo viene classificato come “Telaio a L”.

 

Il telaio da ristrutturazione invece avrà una forma a “Z” e per questo viene classificato come “Telaio a Z”.

In oltre una cosa importante che devi sapere è che il “Telaio a Z” e il Telaio da Ristrutturazione” in pratica sono la stessa cosa!

Questo telaio ha fatto la sua comparsa sul mercato a metà degli anni ’70 con i primi infissi in alluminio, che con questa tipologia di telaio eseguivano lavori sia sulle nuove costruzioni sia sui lavori di sola sostituzione, dove andavano sopra ai vecchi telai avvolgendoli parzialmente.

Da questa pratica prese vita lo slogan “Sostituiamo i tuoi infissi senza opere murarie”.

Successivamente arrivarono sul mercato gli infissi in PVC, anche loro con la possibilità di avere in dotazione un telaio da ristrutturazione.

Gli unici che sostanzialmente non hanno mai utilizzato un telaio a “Z” sono stati i serramentisti che producevano infissi in legno.

Questo più che altro per via di un aspetto tecnico molto importante legato alla staticità dei profili.

Un telaio in legno deve poter essere assemblato con un sistema ad incastro incollato e la superficie da incollare non può essere troppo piccola al fine di dare alla colla sufficiente superficie di aggrappo.

Mentre i telai in alluminio possono beneficiare di una squadretta interna al profilo che rende più solido il sistema, anche se questo è più sottile.

Quelli in pvc infine, siccome vengono tagliati a 45 gradi e poi incollati, con l’utilizzo di un telaio a Z si ritrovano con una maggiore superficie per l’incollaggio.

I vantaggi del telaio da ristrutturazione

Il vantaggio derivante dall’utilizzo di questo telaio è una maggior velocità del lavoro, visto che in un appartamento medio la sostituzione di tutte la finestre può avvenire anche in una sola giornata.

Un altro vantaggio riguarda la pulizia del lavoro, perché andare in appoggio ai vecchi infissi senza smontarli completamente limita la polvere, eventuali macerie da smaltire e conseguenti eventuali ritocchi alla tinteggiatura delle pareti.

Quindi i vantaggi sono distribuiti al 50% tra te e il tuo fornitore.

Tu non correrai il rischio di avere troppa polvere in casa e di dover fare qualche ritocco alla tinteggiatura.

Inoltre con il telaio da ristrutturazione otterrai indubbiamente un lavoro veloce.

Mentre il tuo fornitore potrà godere di una maggior velocità di esecuzione oltre ad un azzeramento degli imprevisti di cantiere dati dallo smontaggio del telaio esistente, del quale le eventuali criticità verranno evidenziate solo una volta che sarà rimosso.

Con questo sistema il venditore potrà raddoppiare il numero di cantieri da servire mettendoci la metà del tempo rispetto a quello necessario per smontare tutto.

Presta attenzione a quanto ti ho scritto sopra in tema di polvere.

Non ho scritto che con il telaio a “Z” NON AVRAI polvere in casa!

Ho scritto che il telaio a “Z” LIMITA la polvere

La polvere quindi CI SARA’ COMUNQUE!

Sarà sicuramente minore ma non sarai mai esente da polvere durante un intervento di sostituzione dei serramenti.

Gli svantaggi del telaio da ristrutturazione

Gli svantaggi invece sono leggermente più sbilanciati a tuo sfavore.

Il primo da segnalare è indubbiamente la perdita di luce delle aperture, perché il telaio da ristrutturazione restringerà le tue finestre.

Di quanto dipenderà dal tipo di materiale con cui saranno costruite.

Se saranno in alluminio perderai almeno 7 centimetri, mentre se saranno in pvc perderai come minimo 10 centimetri.

La perdita sarà chiaramente sia in larghezza che in altezza.

Tieni presente che le misure che ti ho appena indicato non sono standard e non sono uguali per tutti i sistemi e per tutti i produttori.

Di conseguenza potrai trovare ingombri diversi da venditore e venditore, ma tieni presente che, nella media, difficilmente si starà sotto i 4/6 centimetri per lato.

Nelle foto qui sotto puoi vedere un infisso in alluminio che ha fatto perdere 5,5 centimetri per lato per quanto riguarda il solo telaio.

Nelle foto qui sotto invece puoi vedere un infisso in pvc che anche in questo caso ha fatto perdere 5 centimetri per lato.

Il secondo svantaggio riguarda le prestazioni dei serramenti installati, perché un serramento montato sopra un altro infisso, verrà sicuramente installato curando l’isolamento tra il nuovo ed il vecchio telaio che però rimarrà nella sua posizione originale.

Il problema sarà che al giunto tra il vecchio telaio e il muro, o, se presente, tra il contro telaio e il muro, non succederà nulla, a meno che il serramentista ti dichiari espressamente in forma scritta nell’offerta, che procederà a riqualificare totalmente il foro finestra.

Nel 90% dei casi però, questo non avviene mai e nessuno si preoccupa di prendere in considerazione questo particolare molto importante.

Il terzo aspetto riguarda la stabilità di tutto il sistema, perché andare ad installare un serramento su un vecchio telaio che era stato concepito per sopportare il peso di due misere ante con vetri da massimo 4 millimetri, si ritrova dopo almeno 40 anni “di lavoro”, ad avere decine di chili che dipendono dalla sua staticità e sopratutto dal suo fissaggio originale.

Più svantaggi che vantaggi?

Sembrerebbe che gli svantaggi, ben 3, anche se di poco, siano superiori ai vantaggi che sono solo 2.

Certo a questo punto dovresti valutare secondo il tuo punto di vista quali sono quelli che puoi sopportare e quelli che invece vuoi evirare a tutti i costi.

Se per te è più importante ottenere un lavoro veloce e con poca polvere mentre avere finestre più strette non ti disturba puoi accettare questo particolare.

Ma se magari hai già finestre piuttosto piccole, oppure hai una casa che gode di una buona vista, o ancora hai una casa che è piuttosto buia già con le vecchie finestre e non vuoi proprio finestre più piccole, hai poca scelta e devi per forza accettare un po’ di polvere in più.

Ma io in questa sede non posso sapere quali sono le tue necessità e i tuoi bisogni, non so quello che vuoi evitare a tutti i costi e nemmeno quello che invece potrai accettare.

Quello che ti posso dare io è solo un parere tecnico, che riguarda più che altro quello che è necessario fare al fine di fare un lavoro corretto.

Quel lavoro che ti porti reali vantaggi, che fino a qualche anno fa poteva essere definito con la frase “A regola d’arte” e che oggi invece dovrebbe rispettare la norma UNI 11673.

Qual è il mio parere tecnico

Professionalmente il mio lavoro da fornitore di serramenti deve farti migliorare la qualità e la comodità della tua casa soddisfacendo i tuoi bisogni e i tuoi desideri.

Eticamente dovrei ridurre al minimo la perdita di luce e di vista verso l’esterno delle tue nuove finestre, cosa già difficile dal momento che le finestre di nuova generazione hanno una maggiore dimensioni dei profili.

Inoltre dovrei organizzarmi in modo da limitare il più possibile la polvere dentro la tua casa e cercare di non passarci intere settimane di lavoro.

Tecnicamente dovrei darti un prodotto conforme alle disposizioni di Legge e dovrei garantire che il prodotto che ti ho venduto garantisca le sue prestazioni anche una volta installato.

Il serramento installato dovrebbe anche essere fissato in modo sicuro.

E per questi ultimi due punti devo dirti chiaramente che l’utilizzo di un sistema che prevede un telaio da ristrutturazione non potrà darti i requisiti di isolamento e di sicurezza di cui ti ho parlato sopra.

Inoltre credo che se prendi l’importante decisione di sostituire le tue vecchie finestre investendo qualche mese di stipendio, sarebbe preferibile farlo in modo che questa spesa ti porti dei vantaggi e non ti crei dei problemi.

Acquistare nuovi infissi non è come acquistare un paio di pantaloni che male che vada lasci riposti in un armadio o cambi avvalendoti del diritto di recesso.

Se ti ritrovi ad esempio con finestre che ti riducono lo spazio visivo che fai?

Se hai firmato il preventivo tecnico che hai ricevuto, così come ti ho scritto all’inizio dell’articolo, dove il venditore ti ha parlato e ti ha scritto nel contratto che avrebbe utilizzato un telaio da ristrutturazione, non potrai nemmeno dire che non lo sapevi.

Certo potresti provare a fare una contestazione, ma ammesso che tu possa dimostrare che non era chiara l’offerta che hai firmato, la risoluzione potrebbe arrivare dopo diversi anni.

E durante questo periodo le nuove finestre che peggioreranno la tua vita all’interno della casa, sicuramente rimarranno al loro posto per troppo tempo.

Il Metodo Sana Finestra

Partiamo da un presupposto, se entri in contatto con Sana Finestra il materiale con cui saranno costruite le tue finestre è irrilevante.

Ripeto spesso che “Il prodotto è importante ma non è fondamentale!”

Quello che invece sarà blindato e non potrà essere modificato o negoziato e il metodo di installazione che con noi, salvo rarissimi casi che rappresentano meno di un 1% dei lavori che eseguiamo, prevede sempre un telaio a “L” con smontaggio completo dei vecchi infissi.

Potrà capitare che si utilizzi un telaio a “Z” ma solo per particolari esigenze estetiche di rifinitura, perché il telaio da ristrutturazione si presenta come una cornice, ed in certi casi e molto più gradevole alla vista.

Ma il suo utilizzo da pare di Sana Finestra avverrà solo se questo non restringerà troppo il vano del vecchio serramento, e sempre e comunque rimuovendo il vecchio telaio esistente.

Per farti capire, se ho un serramento esistente che è posizionato a filo muro interno, nella maggior parte dei casi utilizzando un telaio a “Z” si riuscirà ad avere una finitura interna più gradevole e più elegante.

Inoltre questa soluzione aiuterà a compensare la maggiore sporgenza del nuovo telaio verso l’interno dovuta al fatto che le finestre di nuova concezione sono molto più spesse di quelle di 40 anni fa.

Come hai letto si tratta di un caso particolare e non di una prassi, ed è comunque motivato da elementi oggettivi e sopratutto da un progetto di intervento che dovrebbe essere alla base del lavoro di ogni serramentista.

E a proposito di quanto scritto sopra non so se lo sai, ma il primo step di intervento per chi entra in contatto con noi è la progettazione dell’intervento di sostituzione degli infissi partendo dal nostro Check-Up Abitativo.

Con il Check-Up Abitativo faremo un’analisi della situazione esistente, dei desideri che vuoi soddisfare e dei risultati che vuoi ottenere, del tipo di casa in cui vivi e delle sue caratteristiche costruttive.

Ricordi prima quando ti ho parlato di quello che vuoi ottenere, di quello che sei disposto a sopportare e di quello che non potresti mai accettare a livello di risultato e di disagio?

Ecco, con il Check-Up Abitativo noi potremmo capire perfettamente tutto quello che ti ho appena descritto.

Capiremo bene cosa vuoi ottenere, in che contesto abitativo dovremmo operare, individueremo il tipo di infisso più adatto ai tuoi bisogni e il migliore metodo di installazione da utilizzare.

Proprio per aiutarti nel migliore dei modi è nata Sana Finestra ed il Metodo Sana finestra, un sistema che prevede dei passaggi molto semplici.

Una prima CONSULENZA TELEFONICA di 30 minuti, il CHECK-UP ABITATIVO,  e infine la PROGETTAZIONE della riqualificazione del foro finestra.

Il vantaggio per te è che questo sistema di progettazione ti darà un manuale delle istruzioni che ti aiuterà a capire meglio come qualunque azienda di serramenti dovrà lavorare a casa tua per portarti i vantaggi che desideri.

Se vuoi approfondire questi concetti, o se vuoi capire meglio come non commettere errori ecco la nostra ricetta.

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Dopo questo passaggio, potrai richiedere la TUA CONSULENZA di 30 minuti direttamente con me.

Se ce ne saranno le condizioni e se Sana Finestra avrà la soluzione adatta a te allora potremmo procedere con il nostro Check-Up Abitativo.

Tieni presente che, per semplificare, in prima battuta a noi NON interessa venderti le nostre finestre, ma ci interessa in primis metterti nelle condizioni di avere tutte le informazioni necessarie per poter capire come si dovrà intervenire al fine di farti ottenere i benefici di cui hai bisogno.

Con il nostro Metodo non facciamo i venditori, ma i consulenti.

E con la Guida di cui ti ho scritto qua sopra ti offriamo certamente un aiuto semplice concreto e gratuito.

Se abiti a Como a Milano o in Brianza richiedi subito la TUA copia della guida cliccando sul pulsante QUI SOTTO!

Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto!
Gianluca Ortelli

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