Sana Finestra

Scopri quello che non devi sbagliare se vuoi ottenere le detrazioni fiscali

In questo articolo voglio parlarti delle detrazioni fiscali attualmente in vigora a livello Nazionale. Non voglio però spiegarti, come fanno tutti gli altri, come devi fare per ottenerle, ma piuttosto voglio parlare dei problemi in cui puoi incorrere se commetti qualche errore. Ragionandoci bene appare subito evidente che gli eventuali errori, nel 99% dei casi non saranno tuoi, ma di chi ti sta assistendo nella tua sostituzione degli infissi. Buona lettura!
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Se stai cercando informazioni in merito alle detrazioni fiscali per il risparmio energetico, in questo articolo ti parlerò quella più utilizzata riguardante, nello specifico, il settore degli infissi.

Non ti parlerò però di come fare per ottenerla, perché quello, onestamente, ti serve a poco.

Il mio obiettivo e quello della mia azienda, oltre ad essere quello di aiutarti è quello di non farti perdere tempo, per questo ritengo inutile spiegarti come fare ad ottenere una detrazione, perché questa cosa dipenderà dalla conoscenza di chi ti venderà le finestre.

Quando porti l’auto dal meccanico pretendi di sapere come si fa un tagliando, oppure ti fidi del meccanico esperto in materia?

Quando vai dal medico perché hai mal di pancia, prima studi tutti i possibili casi, oppure ti fidi delle competenze dell’esperto in medicina?

Ecco negli infissi vale lo stesso, tutto quello che serve per ottenere la detrazione, lo deve conoscere il serramentista a cui ti affiderai, mentre a te quello che deve interessare è capire quali sono gli errori che non devi commettere per non perdere le detrazioni.

Chiaramente ti spiegherò a cosa servono le detrazioni fiscali e quali sono i vantaggi che tu potrai ottenere facendo alcuni interventi specifici.

Perché ci sono le detrazioni fiscali per il risparmio energetico

Partiamo dall’inizio, tutto è partito nel 1997 quando a Kyoto i governi di 180 paesi tra i più industrializzati del mondo, si sono incontrati per discutere sui cambiamenti climatici causati dall’uomo, che stavano portando il globo ad un progressivo surriscaldamento, (sono sicuro che hai già sentito parlare più volte di surriscaldamento terrestre dovuto all’inquinamento).

Da lì prese vita l’ormai famoso “Protocollo di Kyoto”.

Senza tediarti con tutto quanto scaturito da quella conferenza, cerco di semplificare il concetto in poche righe: in pratica gli scienziati intervenuti misero in guardia i 180 Governi presenti alla conferenza sul fatto che, se non si fossero prese adeguate misure per ridurre l’inquinamento atmosferico, il clima ne avrebbe risentito al punto tale da arrivare ad avere inverni sempre più miti e estati sempre più torride.

Nello specifico, inoltre, si sarebbero verificati molti più fenomeni catastrofici come ad esempio piogge torrenziali e bombe d’acqua in estate, oltre a valanghe in inverno dovute allo scioglimento precoce della neve.

Per quanto riguarda l’Italia si parlava di un clima che sarebbe diventato molto più simile a quello tropicale, rispetto a quello più equilibrato a cui si era abituati.

10 anni più tardi in Italia vennero promossi i primi ECO INCENTIVI volti al risparmio energetico che comprendevano, tra le altre cose, la sostituzione dei serramenti.

In quegli anni infatti la “profezia” degli scienziati, che misero tutti in guardia alla conferenza di Kyoto, era ormai compiuta, e in quel periodo si stava in parte avverando, con un notevole aumento delle temperature e dei fenomeni temporaleschi violenti, che anche al giorno d’oggi sono particolarmente frequenti.

Attraverso la suddivisione dell’Italia in zone climatiche, vennero fissati dei valori limite da rispettare per poter ottenere la detrazione fiscale, che in origine era al 55%, per poi passare al 65%, per poi arrivare attualmente al 50%.

Chiaramente la necessità di ridurre l’inquinamento va di pari passo con il risparmio di energia e in special modo quella non rinnovabile legata principalmente a petrolio, gas e carbone.

Inoltre, come puoi ben immaginare, le detrazioni non riguardano solo i serramenti ma, dal momento che questo è il Blog di Sana Finestra che si occupa di infissi, non tratterò altre categorie di prodotti incentivati.

Quello che ti serve sapere come consumatore

Quello che ti serve sapere come consumatore finale è il fatto che, sostituendo le tue vecchie finestre, puoi ottenere un rimborso in 10 anni del 50% della spesa sostenuta.

Se però vivi in un condominio e tutti i condomini decidono di sostituire le loro finestre nell’ambito di un intervento condominiale fatto sull’intero involucro, allora la detrazione può essere al 65% o superiore.

Per ottenere la detrazione devi installare finestre che rispettano determinati requisiti di isolamento termico in funzione della zona climatica in cui si trova la casa dove cambierai gli infissi.

Devi inoltre sostituirli in una casa che ha un impianto di riscaldamento, che è già esistente e che ha vecchi infissi.

Non puoi farlo, se la casa è in costruzione o se è esistente da tempo, ma non ha mai avuto gli infissi montati.

Dovrai obbligatoriamente fare pagamenti con bonifico bancario o postale.

Dovrai inviare a Enea una pratica on line che comunica i dati dell’abitazione, compresi quelli catastali, i dati dell’impianto di riscaldamento, i valori isolanti dei vecchi infissi e di quelli nuovi, la spesa sostenuta

Normalmente questa pratica è fornita dal serramentista a cui ti rivolgerai.

Dovrai conservare, per eventuali controlli, tutta la documentazione attestante i valori isolanti dei nuovi infissi, la pratica inviata, la ricevuta di avvenuta presentazione della pratica, la copia delle fatture, la copia dei bonifici effettuati.

Consegnerai copia della pratica al tuo commercialista oppure al tuo Caf, che si occuperà di suddividere l’importo risparmiato nelle 10 rate di rimborso.

Se sei dipendente l’anno successivo comincerai a beneficiare del bonus trovandoti quel decimo dell’importo speso, nella busta paga di luglio.

Se hai una partita iva lo andrai a compensare nel modello Unico.

Una cosa a cui devi prestare attenzione è il fatto di avere capienza fiscale perché, se ad esempio devi detrarre una rata da 1000 euro, e paghi di tasse normalmente 500 euro, l’eccedenza la andrai a perdere.

Quali pericoli corri

Gli eco incentivi hanno visto il proliferare di diverse aziende che, cavalcando l’onda dell’indotto che ne è derivato, si sono improvvisati esperti di infissi, hanno aperto uno show room, hanno fatto un’accordo con un produttore e hanno cominciato a vendere infissi.

Spesso questi “venditori” si preoccupano solo di piazzare un infisso qualunque che soddisfi i requisiti di isolamento termico necessari a far ottenere l’incentivo, senza preoccuparsi che questo sia sufficiente a garantire un risultato ottimale.

Il rischio che corri in questi casi è di avere un infisso sulla carta performante ma che in pratica non lo è affatto.

Seguimi un secondo: ipotizziamo che il motivo per cui stai pensando di sostituire i tuoi vecchi infissi sia che hai degli spifferi.

Dal momento che vieni a conoscenza del fatto che ciò che spenderai potrà essere recuperato per il 50%, decidi di approfittare dell’occasione.

Credo sia normale che il tuo intento principale non è cambiare gli infissi a prescindere solo perché ci sono gli incentivi ma, principalmente, vuoi risolvere il problema degli spifferi.

Ma se ti dicessi che potresti ritrovarti con infissi che ti consentono di ottenere la detrazione fiscale, perché isolano il giusto, ma che allo stesso tempo non ti toglieranno gli spifferi, ci crederesti?

E se ti dicessi che potresti ritrovarti con infissi che ti consentono di ottenere la detrazione fiscale perché isolano il giusto, ma che allo stesso tempo sono fuorilegge, ci crederesti?

Perché potresti avere comunque gli spifferi

Non è difficile trovare infissi in linea con i valori di isolamento richiesti per ottenere la detrazione fiscale, però, se ti ricordi, prima ti ho detto che molte delle aziende di infissi sono nate solo perché c’era una richiesta del mercato favorita dagli eco incentivi.

Per queste aziende il requisito fondamentale è quello di avere un prodotto che consente di ottenere le detrazioni e niente di più.

Una volta venduto l’infisso con la scusa che il loro cliente alla fine lo avrà pagato il 50% in meno, a loro poco importa tutto il resto.

E’ da qui che sono nati i serramentisti che installano i nuovi infissi su vecchi telai senza risolvere il problema degli spifferi.

Un’installazione sui vecchi telai è la scorciatoia utilizzata da molti per eseguire in modo veloce e a basso costo, un lavoro impegnativo che una volta finito sarà invisibile.

E’ come comprare un’auto sperando di poter percorrere 800 km senza metterci un solo litro di benzina.

Non funziona così!

Con un installazione così, oltre a restringere la luce che passa dalle vecchie finestre, si sposta il problema degli spifferi che passavano tra anta e telaio, facendoli passare tra nuovo e vecchio telaio.

Perché potresti avere finestre fuori legge

Dall’ottobre del 2017 è entrato in vigore il D.M. Requisiti Minimi che fissa dei limiti di trasmittanza termica degli infissi che devono essere rispettati quando questi vengono sostituiti.

In alcune Regioni italiane questi limiti sono stati equiparati a quelli che, a livello nazionale, entreranno in vigore nel 2021.

Il paradosso è che questi limiti sono inferiori a quelli necessari per ottenere la detrazione fiscale.

Ciò vuol dire che se ti vendono un infisso che rispetta solamente la tabella Enea per ottenere la detrazione fiscale, potresti essere fuori legge se questo valore non rispetta quello imposto dal D.M. Requisiti Minimi.

E indovina un po’ cosa fanno alcuni venditori di infissi del tipo di quelli nati sul trend delle detrazioni?

Esatto! Ti rifilano un infisso performante che rispetta i limiti di detrazione fiscale ma non in regola con le Legge.

Capita spesso inoltre che questi limiti o il venditore non li conosce proprio, oppure se ne guarda bene dal dirtelo, perché di norma, i controlli vengono fatti d’ufficio e non su tutte le pratiche.

Ma nessuno attualmente potrà essere certo del fatto che questa incongruenza potrà durare in eterno, perché potrebbe essere che esca un provvedimento sanzionatorio, anche retroattivo, che magari andrà a colpire proprio te o che addirittura ti farà perdere la detrazione.

A cosa devi stare attento e perché

Dal momento che gli eco incentivi sono stati istituiti per ridurre l’inquinamento e per risparmiare le fonti non rinnovabili di energia, è tuo dovere di cittadino modello dare il tuo contributo, perché, dal momento che paghi, devi assicurarti che chi ti sta proponendo l’infisso ti dia tutte le garanzie necessarie di risultato.

E per garanzie intendo che ti assicuri, in forma scritta e non semplicemente a voce, che il prodotto che ti da sia conforme ad ottenere la detrazione fiscale, che è in regola con il D.M. Requisiti Minimi e che sia installato in modo da garantire le stesse prestazioni degli infissi testate in laboratorio.

Un tuo diritto è quello di pretendere che queste 3 caratteristiche siano messe nero su bianco nell’offerta, o nel contratto.

Se non te le mettono a priori, ma te le scrivono solo dopo che le hai chieste tu, pensaci bene prima di affidargli il lavoro.

Un altro aspetto che ti consiglio di valutare attentamente è relativo a chi farà e invierà la pratica di detrazione fiscale all’Enea.

All’inizio degli eco incentivi la pratica da inviare era molto semplice e i dati richiesti erano piuttosto limitati, tanto che il cliente poteva inviarla in totale autonomia.

Col passare degli anni le cose sono andate via via complicandosi, i dati necessari richiesti sono maggiori e la pratica è diventata più complessa.

Io stesso, che l’ho sempre fatta autonomamente, attualmente la delego ad un ingegnere esterno esperto in materia, che mi consente di avere a disposizione un professionista sempre aggiornato sui cambiamenti normativi.

E’ una scelta orientata ad evitare che il mio cliente non corra il rischio di perdere la detrazione a causa di un mio errore formale.

Va da se che se ti imbatti in un rivenditore poco strutturato, che fa fare la pratica alla sua segretaria che, con tutto il rispetto parlando, fa di tutto in azienda senza essere specializzata in niente, il rischio che puoi correre è quello di vederti negata la detrazione.

Chi ti può aiutare

Ora posso immaginare che a questo punto tu possa pensare questo: “Come faccio a trovare un venditore di infissi che si auto accusi di non rispettare limiti, di installare male e di non rispettare il D.M. Requisiti Minimi?”

Ti rispondo subito: è impossibile!

Chiaramente come in tutti settori nessuno ti dirà mai che lavora male, il ristoratore non ti dirà mai che nel suo ristorante si mangia male e allo stesso modo il serramentista che incontrerai ti parlerà di massima qualità e di prodotti idonei ad ottenere le detrazioni fiscali.

Per questo motivo, ultimamente stanno prendendo piede i consulenti, persone esperte del settore, che sono in grado di consigliarti al meglio e di aiutarti a valutare con una competenza diversa, se ciò che ti hanno proposto è quello che ti serve, oppure no.

E’ il motivo per cui ho creato Sana Finestra, il cui l’obiettivo principale è quello di metterti in condizione di fare un acquisto che ti possa portare reali vantaggi, evitandoti di buttare i tuoi soldi al vento e di commettere pericolosi errori.

Il mio ruolo è prima di tutto quello di essere per te un consulente e non un venditore, perché come avrai notato nel mio sito non ho foto emozionali di finestre o di realizzazioni.

L’ho voluto fare apposta così, perché quello che voglio, è evitare che un mio potenziale cliente rimanga abbagliato da foto di realizzazioni, o di prodotti che magari non fanno per lui dal punto di vista tecnico, pratico e dei risultati.

Ciò che voglio dirti è che Sana Finestra non ha come obiettivo primario la vendita delle proprie finestre, ma piuttosto il progettare l’intervento in un contesto super partes.

Puoi usare le competenze del Team Sana Finestra come se fossero quelle di un tecnico di parte, la tua parte, per valutare le offerte dei serramentisti a cui ti sei rivolto in modo da farti aiutare a non sbagliare.

Il concetto con cui ho creato Sana Finestra è che “il prodotto è importante ma non è fondamentale”, perché la scelta della finestra da acquistare deve essere fatta in funzione di una serie di valutazioni specifiche modellate ai bisogni del cliente.

Questo concetto è completamente diverso da quello che troverai dai miei colleghi concorrenti e fa parte del mio esclusivo Metodo Sana Finestra, un sistema di lavoro che ho cominciato a studiare oltre 10 anni fa.

Tra l’altro il mio metodo è finalizzato a creare benessere abitativo solo nelle case abitate, attraverso la sostituzione delle finestre e quindi specificatamente indicato per gli interventi di risparmio energetico.

Queste le fasi del Metodo Sana Finestra:

CONSULENZA

      1. Prima Consulenza Telefonica di 30 minuti.
      2. Esclusivo Check-Up Abitativo per poter progettare il tipo di intervento e individuare l’infisso più adatto.
      3. Produzione del Metodo Sana Finestra, una relazione tecnica con il tuo progetto di intervento specifico e personalizzato.

SERVIZI OPZIONALI

      1. Abbinamento al Metodo Sana Finestra di un’offerta economica di fornitura degli infissi.
      2. servizio di installazione unico garantito 10 anni, che preserva la tua casa dai problemi di condensa e di muffa grazie al nostro esclusivo “giunto anti condensa”.

Ciò che voglio farti notare è che il Metodo Sana Finestra non è un preventivo, perché in Sana Finestra non facciamo preventivi ma relazioni progettuali di consulenza.

Un primo passo verso il mio sistema di lavoro puoi farlo subito scaricando la mia GUIDA GRATUITA comodamente da questa pagina cliccando sul pulsante qua sotto.

Si tratta di una guida di 70 pagine scritte in modo semplice e senza complicati particolari tecnici, che ti svelerà quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza correre costosi rischi.

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Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

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