Sana Finestra

Super Bonus 110%: cessione del credito o sconto in fattura?

Eccoci al terzo articolo che parla del super bonus al 110%. In questo articolo voglio parlarti di una delle caratteristiche che rendono molto allettante buttarsi nella mischia per ottenere questa agevolazione. Si tratta della cessione del credito o dello sconto in fattura. Quali sono le differenze tra le due scelte e come orientarsi al fine di scegliere? Seguimi e te lo spiegherò in questo articolo. Buona lettura.
Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Lo scopo del super bonus

Il super bonus al 110% ti consente di ristrutturare casa dal punto di vista energetico o sismico, recuperando totalmente le spese sostenute.

Come ogni bonus presente in Italia, da quello al 50% per ristrutturazione e per risparmio energetico, a quello al 65% per la climatizzazione invernale, a quello al 75% riservato ai condomini, a quello al 90% per le facciate, il procedimento da seguire è sempre stato il medesimo.

Il beneficiario, e cioè chi fa eseguire i lavori nella propria casa, prima paga tutti i lavori necessari, poi porta in detrazione annualmente una quota della percentuale di spesa che può detrarre.

Le modalità operative sono diverse a seconda del tipo di bonus utilizzato e vanno dalla presentazione di una specifica documentazione alla semplice presentazione delle spesa sostenuta in sede di dichiarazione dei redditi.

Il problema più ricorrente

La problematica che questo meccanismo comporta è abbastanza evidente ed è il fatto di dover anticipare tutta la somma necessaria.

Per questo la novità introdotta dal Decreto Crescita per il super bonus al 110% e per alcune altre tipologie di detrazione, è la possibilità di avvalersi di importanti strumenti finanziari.

Sopratutto nel caso del super bonus 110%, dove le cifre sono indubbiamente importanti, poter cedere il credito è un’opportunità molto vantaggiosa.

La stressa possibilità esiste anche per il semplice recupero dell’eco bonus al 50% anche se non è l’oggetto di questo articolo, ma che lo potrebbe diventare nel caso tu non riesca ad avere i requisiti per accedere al super bonus.

Premesso che, specie nel mio settore, dove sostituendo le finestre, beneficerai di maggiore confort, minore spesa per il riscaldamento invernale ed il raffrescamento estivo, oltre ad un deciso miglioramento estetico e di prestigio della casa, sono dell’idea che i soldi, almeno in parte, li devi avere, se no è inutile solo pensare di mettersi all’opera.

Poi sono d’accordo sul fatto che sia illogico non sfruttare tutte le possibilità messe in campo dallo Stato per agevolare il recupero delle somme anticipate tramite la detrazione annuale, o ancora meglio la cessione del credito, o infine lo sconto in fattura.

Ma a parere mio, che quindi si tratta di una semplice opinione che non vuole condizionare la tua volontà, mettersi in pista per fare un lavoro da decine di migliaia di euro, senza avere una piccola base di fondi alle spalle, equivale a gettarsi da un aereo senza avere un paracadute di riserva.

Quali sono le possibilità di pagamento disponibili

Nell’ambito del super bonus attualmente hai tre possibilità che sono nell’ordine:

1 – Pagare interamente i lavori e farteli rimborsare dallo Stato attraverso una detrazione dalle tasse.

2 – Cedere il credito che hai maturato, sempre a seguito dei lavori pagati interamente, ai fornitori che sceglierai, oppure ad una banca, o alle poste, o a una finanziaria, oppure ad un’assicurazione

3 – Ottenere subito uno sconto in fattura da parte del fornitore a cui affiderai il lavoro.

Nel paragrafo successivo prenderemo in esame solo la seconda e la terza opzione, mentre alla prima dedicheremo una riflessione più avanti.

La differenza tra le due possibilità: Cessione del credito

Cominciamo quindi con la cessione del credito

Come dice la parola stessa si tratta di un credito che tu hai maturato, che hai acquisito e che presuppone che tu abbia fatto qualcosa a seguito di cui ti ritrovi con un’ipotetica cifra da riscuotere.

In sostanza tu fai i lavori previsti dal super bonus al 110% e ti ritrovi con un credito nei confronto dello Stato dell’importo dei lavori, più un ulteriore 10%.

Ti faccio un esempio banale ma più immediato da comprendere.

Esegui la riqualificazione della tua casa seguendo le specifiche del super bonus al 110%.

Impegni una cifra di 100.000 euro, alla fine dei lavori e delle procedure di cui parlo nell’articolo che puoi trovare QUI, ti ritroverai a vantare un credito nei confronti dello Stato di 110.000 euro.

A questo punto puoi cedere questo credito maturato di 110.000 euro direttamente al tuo fornitore se è un general contractor, o ai tuoi fornitori se hai lavorato in autonomia scegliendo tu le varie aziende.

Oppure ancora puoi recarti nella tua banca, o alle poste, o in un’assicurazione o in una finanziaria, purché abbiano aderito all’iniziativa, cedendo loro il credito maturato.

Le condizioni cedendo il credito

Nel caso di cessione ad una qualsiasi delle figure di cui ti ho parlato prima, ogni soggetto avrà le sue politiche di acquisto del credito, che tu dovrai verificare con i diretti interessati in modo da poter trovare quello che ti conviene di più.

Attualmente i general contractor sono meno convenienti, anche se però si occuperanno di tutto loro senza che tu ti debba scomodare, mentre tutti gli altri sono più convenienti anche se sarai tu a dover adempiere a tutta una serie di documenti da produrre per ottenere il tuo rimborso.

Nella pratica banche, poste, assicurazioni e finanziarie acquisiscono il tuo credito rimborsandoti una percentuale che in genere è intorno al 91% del 110%, punto percentuale in più, punto percentuale in meno.

Sempre partendo dal nostro esempio, spesa lavori 100,000 euro, credito maturato 110.000 euro, il cui 91% ammonta a 100.100 euro.

Chiaramente la convenienza per te rimarrà sempre, anche se ridotta rispetto al fatto di arrangiarti con le tue risorse in quanto recupererai solo la cifra spesa e non quel 10% in aggiunta maturato.

Questo succederà perché, le banche, le poste, le assicurazioni o le finanziarie, accettando il tuo credito, recupereranno la somma dallo Stato in 5 anni e di conseguenza quel 10% maturato rappresenterebbe i costi finanziari dell’anticipo di denaro.

Quindi in sintesi il costo per te alla fine dei lavori sarà zero, mentre con un general contractor potrebbe succedere che il tuo recupero non sarà del 100% ma qualche punto percentuale in meno.

Pro e contro

I pro dell’operazione sono il recupero di tutto quanto speso, o di poco meno.

Mentre i contro sono che per maturare il credito, prima di tutto dovrai anticipare le somme e di conseguenza esporti finanziariamente.

Infatti il credito viene maturato solo a lavori terminati e a pratica di asseverazione del tecnico progettista conclusa e presentata.

Per correttezza devi sapere che sono previsti dei SAL, (stato avanzamento lavori), nella misura del 30%, ma ciò non toglie che anche se non totalmente, le cifre da anticipare saranno comunque necessarie.

La differenza tra le due possibilità: Sconto in fattura

Con lo sconto in fattura, il procedimento è molto simile alla cessione del credito.

Ma mente nella cessione del credito tu maturi prima un credito nei confronti dello Stato che potrai cedere a tua volta al tuo fornitore o alla banca, con lo sconto in fattura tu non maturerai nessun credito, perché ottieni subito uno sconto diretto.

Lo sconto in fattura, come dice la parola stessa, significa scontare totalmente la cifra necessaria per fare i lavori.

Questo presuppone che nello specifico il credito non esista ancora, perché i lavori non sono ancora stati fatti.

Di conseguenza ogni singola azienda, o un solo soggetto nel caso di affido lavori ad un general contractor, dovrà accettare di eseguire gli interventi necessari senza farti anticipare un centesimo.

Anche se a prima vista potrebbe sembrarti illogico che un ‘azienda accetti di lavorare senza percepire alcun compenso, devi sapere che il fornitore potrà poi a sua volta cedere lo sconto che ti ha praticato ad un suo diretto fornitore, oppure ai soggetti che ti ho già citato in precedenza e cioè banche, poste, assicurazioni, o finanziarie.

Tieni presente che, in questo caso, il ritorno economico potrebbe non essere del 100%, ma potrebbe essere anche inferiore.

Mi spiego meglio con il solito esempio dei 100.000 euro.

Riqualifichi la tua casa per una cifra di 100.000 euro, ed ottieni subito uno sconto in fattura.

Se cedi ad un soggetto che esegue i lavori che si tiene “in pancia” le tue 100.000 euro, andando a compensarle dalle sue tasse in 5 anni, quasi sicuramente lo sconto sarà totale.

Ma se il fornitore, deciderà a sua volta di cedere il tuo sconto sempre ad una banca, alle poste, ad una finanziaria o ad un’assicurazione, nella maggior parte dei casi ti sconterà si tutto l’importo dei lavori previsti, ma questo importo sarà già stato maggiorato per recuperare le varie esposizioni finanziarie.

Il fornitore infatti potrà a sua volta cedere la cifra che ti avrà scontato ai soggetti che ti ho indicato sopra solo a credito acquisito, o dietro l’utilizzo di un prestito ponte da parte della banca per non andare in difficoltà dal punto di vista della liquidità.

Questa esposizione finanziaria dunque comporterà una maggiorazione del costo dei lavori.

Esiste un problema

Anche se a prima vista a te potrebbe non interessare questa cosa, il mio consiglio e di fare molta attenzione.

Il motivo è che eseguendo lavori nell’ambito di super bonus al 110% esistono dei massimali di costo da rispettare che il tecnico asseveratore dovrà validare.

E’ chiaro che, nel caso i prezzi aumentino per evidenti esigenze finanziarie, anche se non si tratta di una pratica scorretta, non rientrando nei massimali quelle cifre sarebbero escluse dalla detrazione e sarebbero in carico al committente e cioè a te.

Ecco il classico esempio:

Fai i soliti lavori trainanti previsti per ottenere il super bonus al 110%, aggiungi anche gli infissi che da soli hanno un valore di 20.000 euro e ti rivolgi ad un serramentista al quale chiedi lo sconto diretto in fattura.

Questo serramentista ti fa subito una fattura degli infissi scontando in fattura l’importo totale.

Lui a questo punto al termine dei lavori, certificati con l’asseverazione del tecnico, maturerà l’importo che ti ha scontato, più un 10% quindi 22.000 euro che andrà a compensare autonomamente dalle sue tasse nei successivi 5 anni.

In questo caso tutto filerebbe liscio come l’olio.

Ma poniamo il caso che questo serramentista ti abbia concesso lo sconto in fattura solo per non rischiare di perdere la commessa e che a sua volta, per non rimanere a corto di liquidità, ceda quello che ti ha scontato ad un suo fornitore.

A questo punto poniamo il caso che il fornitore paghi al serramentista solo il 90% della cifra che questo ti ha scontato e cioè 18.000 euro.

Ergo al serramentista mancano 2.000 euro.

E’ chiaro che questi 2.000 euro, prevedendo l’operazione, verranno ricaricati sulla fattura iniziale che quindi non sarà più di 20.000 euro ma di 22.222 euro.

In questo modo il tuo serramentista, cedendo a sua volta il credito al suo fornitore diretto che glielo pagherà al 90%, incasserebbe la cifra corretta di 20.000 euro.

Ma sta di fatto che questi serramenti del valore di 20.000 euro, in fin dei conti sono stati fatturati a 22.222 euro, quindi ben 2.222 euro in più.

Dove sta il problema

A questo punto potresti pensare che a te non interessa tutto questo, perché partendo dal presupposto che tu non vuoi tirare fuori un centesimo e che tanto paga lo Stato, le 2.222 euro in più non ti fanno ne caldo ne freddo.

Ma a questo punto entrano in gioco i massimali di spesa al metro quadro degli infissi.

La Legge prevede infatti che il progettista asseveratore si attenga ai Listini Regionali, o al listino prezzi DEI.

La scelta verrà fatta naturalmente dal progettista in funzione del listino più conveniente e cioè dei prezzi che gli consentano di non sforare con i costi, andando contro la Legge.

Per cui se la spesa sostenuta per sostituire gli infissi, divisa per i metri quadri degli stessi, sfora i massimali previsti nei listini, si crea un problema.

E questo problema è che tu sarai sempre il responsabile in solido della congruità delle spese che, se supereranno i massimali imposti, non ti saranno riconosciuti, mettendoti in condizione di doverli coprire autonomamente.

La prima opzione: Scontare il bonus in autonomia

All’inizio di questo articolo ti ho parlato della possibilità di pagare interamente i lavori e di farteli rimborsare dallo Stato attraverso una detrazione dalle tasse.

Questa pratica presuppone per prima cosa che tu abbia una tua disponibilità finanziaria, che ti consentirebbe di far eseguire i lavori pagandoli per intero.

Dopodiché una volta maturato il credito, andrai a riscuoterlo tu direttamente, scalandolo in 5 anni dalle tue tasse, che di norma si pagano ogni anno a luglio.

Quindi nel caso dell’ormai famosissimo nostro esempio, i 100.000 euro spesi, che ti consentiranno di maturare un credito da parte dello Stato di 110.000 euro divisi per 5 anni, ti consentiranno di portare in detrazione 22.000 euro all’anno.

Le condizioni maturando il credito in proprio

Appare subito evidente nell’esempio che ti ho fatto, che se non hai un’adeguato reddito, risulterà difficile portare in detrazione cifre importanti.

Prendendolo in esame in modo specifico infatti, per prima cosa tu dovresti pagare tutti i 100.000 euro di lavori, e poi avere almeno 22.000 euro di tasse all’anno da scalare.

In caso contrario, scaleresti solo le effettive tasse da pagare mentre le altre le perderesti.

Per cui, poniamo il caso che tu debba pagare 5000 euro di tasse annue a fronte di 22.000 euro di detrazione spettante, 5.000 euro non le pagheresti, ma le 17.000 euro di differenza tra i 22.000 e i 5.000 li perderesti, perché non è previsto nessun rimborso a conguaglio.

E’ evidente che questa tipologia di gestione è riservata a chi ha una buona capienza fiscale che potrebbe addirittura portare ad un vantaggio superiore rispetto ad ogni tipo di investimento attualmente disponibile sul mercato finanziario.

Avendo una buona capienza fiscale, cioè pagando un bel po’ di tasse all’anno, si avrebbe convenienza ad anticipare la somma necessaria, che porterebbe ad un ritorno del capitale con un rendimento in 5 anni del 10%, che di base è un 2% annuo e più o meno un 3,36 attualizzato.

Mentre se pensi agli investimenti disponibili attualmente, la maggior parte ha un rendimento inferiore a quello prospettato in questa ipotesi legata al super bonus.

Fai la tua scelta

Quando si parla di soldi è molto difficile dare consigli ed in questo specifico caso non mi sento di prendere una posizione e di darti un consiglio.

Credo e spero di essere riuscito a darti sufficienti informazioni per aiutarti a capire quali sono le particolarità di ogni opzione e le opportunità che queste riservano.

Personalmente come Sana Finestra la prima cosa che facciamo è quella di spiegare al meglio queste tre opzioni alle persone che entrano in contatto con noi, consigliando, a seconda del tipo di intervento, l’opzione che riteniamo più vantaggiosa.

Ad esempio nel caso si tratti di un intervento relativamente semplice come ad esempio posare un rivestimento a cappotto e sostituire i serramenti, in un contesto di casa singola o bifamiliare, consigliamo di rivolgersi in autonomia alla propria banca per valutare le condizioni.

Mentre in un intervento più complesso, come un intervento condominiale, potrebbe essere più indicato rivolgersi ad un general contract, che contribuirebbe indubbiamente a snellire il carico di incombenze del committente.

Detto questo un altro aspetto su cui non mi voglio proprio addentrare in modo specifico, è proprio quello finanziario, dal momento che non rientra nella mia specializzazione.

Il mio ruolo

Quello che so fare, come saprai se mi segui da un po’, è quello di lavorare sulla riqualificazione del foro finestra che, specialmente in caso di super bonus, necessita in modo particolare di ancora più attenzione.

Infatti, trattandosi di un intervento altamente orientato a coibentare ermeticamente la casa, senza una riqualificazione specifica del foro finestra potresti correre il rischio di avere problemi di condensa e di muffa ben peggiori di quelli che potrebbero capitare in una semplice sostituzione di finestre.

Come detto in uno dei precedenti articoli che ho scritto sul super bonus al 110%, il rischio più grande è quello di tralasciare alcuni aspetti molto importanti a causa del miraggio dato dai lavori gratis.

Il mio consiglio quindi, più che di tipo finanziario e di tipo tecnico e ti invito a evitare il semplice acquisto dei prodotti visti in vetrina, o a chi ti propone solo un elenco prezzi, ma di orientati verso chi per prima cosa studia un progetto di intervento completo di pro e di contro, che rileva le criticità e che propone soluzioni adeguate.

In questo modo sarai sicuro di poter ottenere il massimo vantaggio per te, per la tua casa e per la tua famiglia.

Nel caso tu stia per metterti in pista per voler sfruttare il super bonus al 110%, dove desideri sostituire anche gli infissi, puoi avere da Sana Finestra un supporto tecnico gratuito scaricando subito la GUIDA che trovi qui sotto.

Sono 70 pagine scritte appositamente per i non addetti al lavori, che ti sveleranno quali sono gli elementi cardine per acquistare nuove finestre senza commettere costosi errori.

Scarica subito la TUA copia gratuita cliccando sul pulsante QUI SOTTO!

Per oggi è tutto!

Appuntamento al prossimo articolo.

Ciao e a presto.
Gianluca Ortelli

Guida Acquistare Nuove Finestre 2020

Scarica adesso la tua copia GRATUITA della nostra GUIDA

"Acquistare nuove finestre. Cosa devi sapere per farlo nel modo migliore."
Guida Acquistare Nuove Finestre 2020

SCARICA LA GUIDA GRATUITA!

"Acquistare nuove finestre. Cosa devi sapere per farlo nel modo migliore"

Articoli recenti

Seguici su Facebook

Ho qualcosa da raccontarti! Guarda questo video:

Iscriviti al canale YouTube